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Ottobre 15, 2015 Newsletter

Capita sempre più spesso di sentir parlare dell’acerola, soprattutto all’approssimarsi della stagione fredda, quando ci si prepara per prevenire i malanni invernali. Con tale nome si identifica il frutto della pianta Malpighia Glabra, tipica delle aree tropicali e presente da Maggio a Novembre soprattutto in America Centrale e Meridionale. Tale frutto è noto anche come “ciliegia delle Barbados” dal momento che per dimensioni, forma e colore assomiglia ad una nostrana ciliegia, con una sostanziale differenza: il sapore decisamente aspro.

Le proprietà antiossidanti di tale frutto  sono da attribuirsi all’elevato contenuto di acido ascorbico (vitamina C), 65 volte più alto di quello contenuto, a parità di peso, in un’arancia. Per godere appieno di questa sferzata antiossidante, tuttavia, è  necessario consumare il frutto crudo e ancora acerbo.

Tuttavia, dato il sapore fortemente aspro dell’acerola, si tende a consumarlo prevalentemente sotto forma di succo di frutta zuccherato.

Da tale succo è poi possibile ottenere l’estratto secco, che perde tuttavia il 70% della quantità di vitamina C rispetto al succo fresco: esso è normalmente utilizzato dalle industrie del farmaco per la preparazione di integratori e fitopreparati.

Tra le altre sostanze antiossidanti contenute nell’acerola sono presenti: caroteni, tannini, vitamine del gruppo B – soprattutto B1, B2, B3, B5, B6 – e sali minerali come ferro, calcio, magnesio e potassio. La polpa del frutto è anche particolarmente ricca di bioflavonoidi, efficaci per la protezione delle nostre cellule dai danni dei radicali liberi.

Tali sostanze aiutano l’organismo nelle situazioni di stanchezza o di debolezza e sono un valido alleato nel campo della prevenzione, non solo delle malattie invernali, ma anche delle malattie croniche, come diabete, tumore e patologie cardiovascolari.

L’acerola, inoltre, gode anche di proprietà diuretiche e antidiarroiche e può essere utile per migliorare condizioni di carenze di ferro o di calcio: utilizzato come succo fresco sulle verdure, infatti, permette un maggior rilascio di entrambi i metalli e un miglior assorbimento da parte dell’organismo; inoltre, stimolando la flora batterica a produrre acido folico a livello intestinale, promuove un miglior assorbimento del ferro.

Per quanto riguarda gli effetti indesiderati, tale frutto (come la maggior parte degli agrumi) contiene acido salicilico ed è quindi sconsigliato agli intolleranti e soprattutto agli allergici a tale sostanza; inoltre, a causa della massiccia presenza di acido ascorbico, è sconsigliato in chi soffre di gastrite. Tale veto si estende anche verso chi ha sofferto o ha tendenze a formare calcoli, soprattutto a livello renale, dal momento che la vitamina C, se presa in quantità eccessiva, può portare alla formazione di ossalati con conseguente sviluppo di calcoli.



Giugno 2, 2014 Newsletter

La prima colazione mette in moto il metabolismo dell’organismo, fornendo ai bambini le energie necessarie per affrontare la prima parte della giornata. Permette così una migliore qualità di vita e rendimento scolastico.
In uno studio che ha coinvolto 1.558 bambini di età compresa tra 4-8 anni residenti nell’isola di Cipro la frequenza di fare la colazione è stata dapprima valutata attraverso un questionario proposto ai genitori. In relazione alla frequenza dei consumi nella prima colazione sono stati valutati negli stessi bambini: il BMI, il BMI z-score, la misura della circonferenza vita, il profilo lipidico del sangue e la pressione arteriosa.
L’assunzione quotidiana di nutrienti con la prima colazione è stata valutata con FFQ 24 recall. Si è così evidenziato che le bambine che abitualmente consumavano la prima colazione, ogni giorno, avevano un BMI e un BMI z-score inferiore alle altre, e anche i loro profili di rischio metabolico erano migliori. Inoltre, nel gruppo dei ragazzini che consumavano ogni giorno la prima colazione, quelli che consumavano abitualmente i cereali, mostravano un migliore profilo dell’assunzione di nutrienti in generale.
La percentuale di calorie o nutrienti, in questo modo è concentrata nella prima metà del giorno, tra colazione, spuntino e pranzo. La seconda metà del giorno, dovrebbe avere un introito calorico ridotto, specialmente per i carboidrati ( zuccheri derivati dalle farine in particolare ), e la sera dovrebbero rappresentare una quantità minima della cena.
La salute si conquista giorno dopo giorno, e inizia a tavola. È importante accertare la presenza di intolleranze alimentari, con un test specifico, ALCAT test, per valutare la gli alimenti da tenere sotto controllo e ridurre. Una dieta a rotazione ben gestita, permette di recuperare la tolleranza e variare in maniera più ampia la qualità degli alimenti. Il controllo glicemico faciliterà il controllo del peso e la crescita sarà armonica e naturale. Non dimentichiamo che una regolare attività fisica, è sempre consigliata.


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