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Ottobre 26, 2015 Newsletter

Gli elementi che costituiscono i lipidi, ovvero gli acidi grassi, svolgono numerosi funzioni all’interno del nostro organismo, oltre ad essere un’importante fonte energetica. In particolare, alcuni di essi sono essenziali per la salute dell’organismo.

Esistono diverse tipologie di acidi grassi a seconda della loro struttura e conformazione: gli acidi grassi saturi e quelli insaturi. Quest’ultimi si possono ulteriormente suddividere in monoinsaturi (MUFA) e polinsaturi (PUFA).

La maggior parte degli acidi grassi può essere sintetizzata dall’organismo, ma l’uomo non è provvisto delle sostanze chiave per la produzione degli acidi grassi essenziali che sono importanti per il nostro metabolismo e che quindi devono essere introdotti con l’alimentazione e/o con eventuali integratori. Tali acidi grassi sono l’acido α-linoleico (acido grasso polinsaturo maggiormente noto come omega 3) e l’acido linoleico (acido grasso polinsaturo conosciuto come omega 6).

Nelle diete moderne gli acidi grassi maggiormente introdotti sono gli omega 6 a discapito degli omega 3.

I livelli e l’equilibrio degli acidi grassi delle due serie sono importanti per la prevenzione e il trattamento di problematiche cardiovascolari, diabete di tipo 2, disordini immunitari ed infiammatori.

Negli ultimi anni la proporzione tra acidi grassi omega 3 ed omega 6 nell’alimentazione occidentale è mutata profondamente e, poiché queste due famiglie di acidi grassi condividono lo stesso percorso metabolico, ciò ha destato apprensione in merito a eventuali rischi per la salute.

Preoccupazioni circa il rapporto omega 6 : omega 3 sono riconducibili alla modesta assunzione di omega 3, anziché all’eccesso di omega 6. Il rapporto ideale omega 6 : omega 3 dovrebbe essere 4-6 : 1; tale rapporto negli ultimi anni è purtroppo in netto aumento (15-18 : 1).

Gli acidi grassi della serie omega 3, partecipano a mantenere sana ed elastica la pelle, contribuendo al corretto funzionamento dei tessuti connettivi e cartilaginei, migliorandone la funzione e longevità in salute.

Diventa dunque opportuno e fondamentale per la salute eseguire un dosaggio degli acidi grassi per impostare una sana alimentazione ed una corretta terapia; in IMBIO è possibile eseguire un test su sangue che ci permette di rilevare i livelli di acidi grassi nell’organismo, in particolare il rapporto omega 6 : omega 3, e fornire tutti i consigli nutrizionali e terapeutici del caso.





Ottobre 15, 2015 Newsletter

Capita sempre più spesso di sentir parlare dell’acerola, soprattutto all’approssimarsi della stagione fredda, quando ci si prepara per prevenire i malanni invernali. Con tale nome si identifica il frutto della pianta Malpighia Glabra, tipica delle aree tropicali e presente da Maggio a Novembre soprattutto in America Centrale e Meridionale. Tale frutto è noto anche come “ciliegia delle Barbados” dal momento che per dimensioni, forma e colore assomiglia ad una nostrana ciliegia, con una sostanziale differenza: il sapore decisamente aspro.

Le proprietà antiossidanti di tale frutto  sono da attribuirsi all’elevato contenuto di acido ascorbico (vitamina C), 65 volte più alto di quello contenuto, a parità di peso, in un’arancia. Per godere appieno di questa sferzata antiossidante, tuttavia, è  necessario consumare il frutto crudo e ancora acerbo.

Tuttavia, dato il sapore fortemente aspro dell’acerola, si tende a consumarlo prevalentemente sotto forma di succo di frutta zuccherato.

Da tale succo è poi possibile ottenere l’estratto secco, che perde tuttavia il 70% della quantità di vitamina C rispetto al succo fresco: esso è normalmente utilizzato dalle industrie del farmaco per la preparazione di integratori e fitopreparati.

Tra le altre sostanze antiossidanti contenute nell’acerola sono presenti: caroteni, tannini, vitamine del gruppo B – soprattutto B1, B2, B3, B5, B6 – e sali minerali come ferro, calcio, magnesio e potassio. La polpa del frutto è anche particolarmente ricca di bioflavonoidi, efficaci per la protezione delle nostre cellule dai danni dei radicali liberi.

Tali sostanze aiutano l’organismo nelle situazioni di stanchezza o di debolezza e sono un valido alleato nel campo della prevenzione, non solo delle malattie invernali, ma anche delle malattie croniche, come diabete, tumore e patologie cardiovascolari.

L’acerola, inoltre, gode anche di proprietà diuretiche e antidiarroiche e può essere utile per migliorare condizioni di carenze di ferro o di calcio: utilizzato come succo fresco sulle verdure, infatti, permette un maggior rilascio di entrambi i metalli e un miglior assorbimento da parte dell’organismo; inoltre, stimolando la flora batterica a produrre acido folico a livello intestinale, promuove un miglior assorbimento del ferro.

Per quanto riguarda gli effetti indesiderati, tale frutto (come la maggior parte degli agrumi) contiene acido salicilico ed è quindi sconsigliato agli intolleranti e soprattutto agli allergici a tale sostanza; inoltre, a causa della massiccia presenza di acido ascorbico, è sconsigliato in chi soffre di gastrite. Tale veto si estende anche verso chi ha sofferto o ha tendenze a formare calcoli, soprattutto a livello renale, dal momento che la vitamina C, se presa in quantità eccessiva, può portare alla formazione di ossalati con conseguente sviluppo di calcoli.



Ottobre 13, 2015 Newsletter

Manca ormai meno di un mese alla chiusura di Expo 2015, il prossimo 31 ottobre, ma il dibattito sul tema dell’alimentazione è più acceso che mai. Le iniziative e gli eventi si succedono ininterrottamente e IMBio vi partecipa attivamente.

Il Professor Giuseppe Di Fede – Direttore Sanitario di IMBio e IMGeP – è stato invitato, in qualità di esperto in nutrizione e nutrigenomica, a EXPOSALUTE cardio cerebrale Vascolare il XXVII Congresso Nazionale SIF (società italiana di flebologia ) dedicato a alimentazione, stili di vita e patologie Vascolari Flebo-Linfatiche, svoltosi dal 8 al 10 ottobre nella prestigiosa sede di Palazzo Lombardia.

Al Prof. Di Fede è stato affidato il compito di moderare la sessione il ciclo di relazioni incentrate sul tema “Dal farmaco agli integratori alla low dose Therapy agli alimenti” insieme al Prof. Franco Ribero ed al Prof. Antonio Desogus nelle vesti di Presidente.

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Agosto 19, 2015 Newsletter

Con il termine fibromialgia (o sindrome fibromialgica) si definisce uno stato clinico complesso, definito dall’American College of Rheumatology come “una condizione di dolore cronico diffuso con caratteristici “tender points” (punti dolenti alla pressione) all’esame fisico, spesso sono presenti una varietà di sintomi quali la fatica, i disturbi del sonno, alterazioni dell’umore, cefalea, la sindrome del colon irritabile.

 Che cos’è la fibromialgia

La fibromialgia è stata ed è ancora una delle diagnosi più controverse in medicina. La diagnosi si basa quasi esclusivamente su elementi  diagnostici di  esclusione. L’angolo di visuale del reumatologo  non sempre concorda con quello dello psicologo, dello psichiatra o del neurologo. La diagnosi spesso è tardiva e il soggetto colpito da questa patologia, prima di approdare ad una conclusione diagnostica, impiega diverso tempo e in alcuni casi anni.

Esistono diverse tipologie di pazienti, con caratteristiche cliniche differenziabili in base alla prevalenza dei sintomi. Alcuni ricercatori, nel 1996 (Turk e collaboratori) dimostrarono l’esistenza di sottogruppi di pazienti differenziabili in base a caratteristiche cognitive, psicosociali e che rispondevano in modo diverso al trattamento farmacologico. Nel 2003, Giesecke e collaboratori, basandosi sulle caratteristiche del dolore (intensità, capacità di controllo del dolore e soglia nocicettiva) e sugli aspetti interpretativi ed emozionali della percezione nocicettiva (ansia, depressione e catastrofismo) identificarono tre tipologie di pazienti (1):

  •  il primo gruppo (51,5%) è caratterizzato da valori medi per tutti i parametri misurati; comprende la maggior parte dei pazienti che si rivolgono al medico di medicina generale a causa del dolore diffuso e che, solitamente, rispondono maggiormente al trattamento;
  •  il secondo gruppo (32%) è caratterizzato da alti livelli di ansia, depressione e catastrofismo, da scarsa capacità di autocontrollo del dolore e da elevata dolorabilità alla digitopressione;
  •  il terzo gruppo (16,5%) è invece caratterizzato da pazienti con bassi livelli di ansia, depressione e catastrofismo ma con soglia nocicettiva particolarmente bassa.

 Diagnosi di fibromialgia

I criteri per la diagnosi della fibromialgia sono stati definiti dall’American College of Rheumatology nel 1990. Nel 1992 la fibromialgia è stata riconosciuta come malattia nosograficamente autonoma dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

 Sintomi della fibromialgia

Dolore

Il dolore cronico diffuso, riferito a “tutto il corpo”, presente da almeno 3 mesi, è indubbiamente il sintomo più caratteristico della fibromialgia, rilevandosi nella quasi totalità dei pazienti. Si tratta di un dolore diffuso che non presenta una particolare distribuzione anatomica. L’elenco dei segni e dei sintomi è estremamente ampio e variegato. Il tipo di descrizione più diffusa è: “mi fa male tutto” o , “riesco prima a dire che cosa non mi fa male” sono del tutto caratteristiche dei pazienti fibromialgici.

Il dolore viene abitualmente definito come “pungente”, “urente”, “lancinante”,penetrante”. La sintomatologia dolorosa viene caratteristicamente accentuata dal freddo, dall’umidità, ma anche da eventi stressanti, periodi di inattività o dal sovraccarico funzionale.

Le terapie farmacologiche fino ad ora utilizzate, prevedono l’uso di farmaci che agiscono sulla muscolatura, con effetto miorilassante. In altri casi, si ricorre all’uso di farmaci che aumentano la presenza di serotonina (aumentano il reaptake di serotonina). Antidepressivi e farmaci con effetto psicotropo sono spesso impiegati in associazione tra loro. Ma sono solo dei farmaci che agiscono sui sintomi, dando un beneficio al soggetto colpito dalla fibromialgia, seppur temporaneo. Spesso alcun pazienti individuano delle cause scatenanti il dolore, in alcuni alimenti.

Ma esistono alimenti in grado di scatenare o aumentare il dolore, nei pazienti fibromialgici? Prima di tutto è corretto dire che non esiste una dieta specifica per la cura della fibromialgia.

Alcuni soggetti hanno tratto beneficio con diete povere di grassi, derivati del grano e zuccheri. Il riscontro di tali benefici escludendo alcuni alimenti, è del tutto casuale e spesso dovuto a scelte nutrizionali per il controllo del peso.

Se vogliamo essere un po’ più precisi e scientifici, se la fibromialgia è uno stato infiammatoria generalizzato, dell’apparato muscolo-schelettrico, allora possiamo ricercare una delle possibili cause, nell’infiammazione da cibo.

Il test ALCAT ci aiuta ad individuare gli alimenti che innescano una reazione esagerata di una particolare popolazione cellulare, i Granulociti Neutrofili. Essi rappresentano le prime difese  deputate al controllo dello stato di salute dell’individuo. Una iper attività di queste cellule, innesca una reazione infiammatoria di tutto l’organismo, che in alcuni soggetti si concentra sulla muscolatura e articolazioni. Una dieta priva degli alimenti non tollerati, sotto la guida delle indicazioni del test ALCAT, permette di ridurre lo stato infiammatorio e di conseguenza il dolore. Ci sono altri marcatori biochimici che si associano al test ALCAT, il dosaggio degli acidi grassi,(rapporto omega3 e omega6) dove lo squilibrio a favore dell’acido arachidonico, proinfiammatorio, ne influenza la sintomatologia dolorosa.

Il bilancio dello stato ossido riduttivo e la produzione eccessiva di radicali liberi, è una condizione favorente l’infiammazione dei tessuti muscolari e schelettrici, il controllo del bilancio tra Glutatione ossidato e Glutatione ridotto, può indicarci la capacità individuale di difesa dall’attacco dei radicali liberi e ridurre la potenzialità lesiva e infiammatoria dei radicali liberi prodotti.  

Gli esami di laboratorio indicati sono disponibili presso il nostro Istituto.



Giugno 19, 2015 Newsletter

Con il patrocinio della Regione VDA-Assessorato Sanita’, Comune di Courmayeur, Ordine dei medici VDA, USL VDA. EXPO-VDA

NUTRISPORT di montagna 2015 – evento accreditato ECM per biologi, medici, farmacisti, psicologi, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, tecnici di riabilitazione, laureati in scienze motorie, fisioterapisti

venerdì 28 e sabato 29 agosto 2015

presso il Centro congressi Courmayeur – Aosta

PROGRAMMA PROVVISORIO – II annuncio

venerdì 28 agosto 2015

14.00-14.30 Apertura Lavori e Registrazione dei partecipanti

14.30-15.00 Saluto delle Autorità: Sindaco di Courmayeur, Presidente Ordine Nazionale Biologi, Assessore Regionale Sanità e altre Autorità Competenti

PRIMA SESSIONE: GLI SPORT DI ENDURANCE IN ALTA QUOTA

Moderatori: Dott. G. Giardini – Dott.ssa Mt. Caselli

15.00-15.30 “Dallo skyrunning all’endurance trail” – Dott. G.S. Roi

15.30-16.00 “Aspetti cardiovascolari ed endoteliali nelle ultra-maratone” – Dott. L. Pratali

16.00-16.30 “Radicali liberi e potere antiossidante” – Dott.ssa S. Mrakic

16.30-17.00 “Privazione di sonno, attenzione e funzioni cognitive” – Dott. U. Faraguna

17.00-17.30 “I dati clinici del Tor des Géants” – Dott. L. Busnelli

17.30-18.00 “Alimentazione ed integrazione nel miglioramento della performance sportiva in montagna” – Dott. M. Ivaldi

18.00-18.30 Discussione e conclusioni

18.30 Aperitivo di benvenuto Vin d’Honneur a tutti i partecipanti

sabato 29 agosto 2015

SECONDA SESSIONE: NUTRIZIONE E SPORT

Moderatori: Dott. G. Giardini- Prof. F. Angelini

9.00-10.00 Lectio Magistralis “Valutazione nutrizionale dello sportivo” – Prof. F. Angelini, Presidente SINSEB e ISSN

10.00-10.30 “—” – Dott. Belli

10.30-11.00 “Nutrizione durante un ultra-trail” – Dott. N. Sponsiello

11.00-11.30 “Alimentazione vegetariana ed ultratrail: una scelta praticabile?” – Dott. A. Bonuccelli

11.30-12.00 “Marcatori biochimici dell’infiammazione” – Prof. G. Di Fede

12.00-12.30 “Ruolo della Nutrigenomica nello sport” – Dott. S. Sorrentino

12.30-13.00 Discussione

13.00-14.00   Light Lunch

TERZA SESSIONE: INTEGRAZIONE NUTRACEUTICA NELLO SPORT

Moderatori: Dott.ssa Mt. Caselli – Prof. G. Di Fede

14.00-14.20 “Ruolo del microbiota nello sport e nello stress: l’importanza dell’asse intestino-cervello” – Dott.ssa G. Giardullo

14.20-14.40 “Alterazione del microbiota intestinale nello sportivo” – Dott. D. Iozzi

14.40-15.00 “Cortisolo e performance sportiva: tra fisiologia e filosofia” – Dott. D. Orlandoni

15.20-15.40 “Valutazione impedenziometrica ed intolleranze alimentari nello sportivo: ruolo del test Alcat” – Dott. A. Tosatto

15.40-16.00 “Alimentazione ed integrazione nello sport di montagna. Testimonianza di Bruno Brunod” – Dott. M. Rogliatti

16.00-16.40 Discussione e conclusioni

QUARTA SESSIONE: INTERVENTI PREORDINATI DI PRESENTAZIONE DATI SPERIMENTALI

Moderatore: Prof. G. Di Fede

16.40-17.00 “Allenare l’intestino: sperimentazione su atleti del “Tor des Géants”

Dott. M. Salamone

17.00-17.20 “Effetti dell’assunzione protratta di clorofilla alimentare da parte di atleti di resistenza” – Dott. M. Ivaldi

17.20-17.40 “Razione alimentare minima: cosa mettere nello zaino di un ultra-trail”

Dott.ssa B. Molinari

17.40-18.00 “Caratterizzazione biochimica e validazione biologica di molecole antiossidanti in varietà di mele e di uva tipicamente prodotte in Valle d’Aosta e nei loro trasformati sidro e vino” – Dott.ssa S. Valentini, INSTITUT AGRICOLE –Aosta

18.00-18.30 Discussione e conclusioni aperte anche agli sportivi

21.00 presso Jardin de l’Ange

CONFERENZA APERTA AL PUBBLICO SUI RISULTATI DEL TOR DES GÉANTS 2014

Presentazione del libro di Tiziana Colombo “Nichel. L’intolleranza? La cuciniamo!”

Quota di iscrizione: 75,00 Euro + IVA

Per informazioni:

Delegazione ONB del Piemonte e Valle d’Aosta onb.piemontevda@libero.it

IMGeP segreteria@imgep.com 02 58300376

Scarica la locandina in pdf

Eventbrite - NUTRISPORT di montagna 2015



Giugno 17, 2015 Newsletter

Annunciamo la prima edizione di un’importante manifestazione culturale e scientifica sulla medicina di montagna che si svolgerà nella magnifica cornice del Monte Bianco, dal titolo “NUTRISPORT di Montagna”, in programma venerdì 28 e sabato 29 agosto 2015  presso il Centro Congressi di Courmayeur – Aosta.

Il corso è patrocinato dall’Assessorato Sanità della Regione Valle d’Aosta, dal Comune di Courmayeur, dall’Ordine dei Medici della Regione Valle d’Aosta, da EXPO Valle d’Aosta, dall’USL della Regione Valle d’Aosta ed organizzato dalla Dott.ssa Maria Teresa Caselli, responsabile della delegazione di Piemonte e Valle d’Aosta dell’Ordine Nazionale dei Biologi e da Imgep della Dott.ssa Paola Carassai.

Obiettivo dell’evento è mettere in risalto, quanto una sana e corretta alimentazione incida positivamente sulla performance sportiva e riduca infortuni ed incidenti muscolari e la fondamentale importanza ricoperta dalla scelta dell’abbigliamento condizionante il risultato atletico.

Per Info ed Iscrizioni

Delegazione ONB del Piemonte e Valle d’Aosta

Email: onb.piemontevda@libero.it

IMGeP

Email: segreteria@imgep.com

Tel: +39 0258300376

Eventbrite - NUTRISPORT di montagna 2015



Maggio 27, 2015 Newsletter

Il corso, dal titolo “L’alimentazione anti-infiammatoria: Effetti su infiammazione ed acidosi”, in programma sabato 30 maggio 2015 presso il Centro Congressi Villa Papa Giovanni XXIII di Pianezza (TO).

Evento ECM patrocinato da Imgep ed organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Biologi Nutrizionisti di Piemonte e Valle d’Aosta e Metagenics, si pone l’obiettivo di formare ed informare su quanto una sana e corretta alimentazione sia sempre più spesso la miglior cura.

Per Info e Contatti: segreteria@formazione-sanitaria.it

Tel +39 011 9663700

Per Iscrizioni: Compilare il format sul sito www.formazione-sanitaria.com

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Maggio 26, 2015 Newsletter

Oggi vi presentiamo il Comitato Scientifico, scelto e coordinato dal Prof. Di Fede, che gestirà la rivista Zero.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, circa l’8% dei bambini e il 2% della popolazione adulta, soffre di “reazioni avverse ad uno o più cibi” che si manifestano con sintomi gastrointestinali: dolori addominali, crampi, diarrea, vomito e oggi 7 italiani su 10 non digeriscono il lattosio, mentre un italiano su cento soffre di celiachia».

Le  intolleranze alimentari sono, quindi, sempre più diffuse in Italia e sono un fenomeno in crescita in tutto il mondo. Questi dati, però,  portano a chiedersi il perché dell’aumento di questo fenomeno.Nel secolo scorso il genere umano si è dovuto adattare ad importanti cambiamenti sia ambientali che sociali.
fattori ambientali, che contribuiscono a rendere il fenomeno sempre più diffuso, sono molteplici;  lo  sviluppo della tecnologia agricola e industriale hanno rotto l’ equilibrio della biosfera e i  trattamenti chimici, i concimi, gli ormoni e gli antibiotici con cui viene trattato il bestiame negli allevamenti oltre ad alterare il suolo impoverendolo di sostanze utili, crea un accumulo di sostanze  nocive.

I fattori  sociali riguardano alcuni aspetti tra cui la scelta di abbreviare la durata  del periodo dell’allattamento al seno materno per introdurre il latte artificiale e anticipare lo svezzamento; l’abitudine di  fare uso di prodotti industriali pronti al consumo, e l’introduzione di cibi esotici.Questi cambiamenti ambientali e sociali sono rapidissimi,  mentre quelli genetici sono molto lenti.

Il nostro intestino, dal punto di vista evolutivo,  è un organo antico, che  risale ad almeno 500 milioni di anni fa, e nel suo sviluppo evolutivo ha creato connessioni con il resto dell’organismo  che sono molto profonde e complesse.Il meccanismo di produzione delle difese immunitarie, che ha origine nell’intestino, risente delle  conseguenze di una cattiva alimentazione, di una insufficiente digestione o di carente assimilazione dei nutrienti fondamentali, che  si ripercuotono su tutti gli organi compromettendone le funzioni. I geni antichi da noi posseduti non riconoscono quindi  gli alimenti moderni e  creano “intolleranze” che si manifestano in modo molto diverso da individuo a individuo.

Le intolleranze coinvolgono  il sistema immunitario e sono dovute ad un sovraccarico che deriva dall’ingestione continua di alimenti non ben metabolizzati.
Quando veniamo a contatto con un alimento che il nostro organismo non tollera più gradualmente le funzioni digestive vengono compromesse e i sintomi si possono manifestare anche alcuni giorni dopo il contatto con gli alimenti.  I sintomi, soprattutto, si possono manifestare in modi che non fanno pensare direttamente al cibo ingerito e possono verificarsi fino a 72/96 ore dopo l’ingestione dell’alimento non tollerato.



Maggio 23, 2015 Newsletter

“Zero” è un nuovissimo progetto editoriale, la prima rivista dedicata esclusivamente alle intolleranze alimentari, alle allergie, allo stress e a tutti i disturbi legati all’alimentazione.

La rivista nasce come naturale estensione del blog curato da Tiziana, dei libri scritti in collaborazione con il Prof.Di Fede e, infine, del programma TV “La salute vien mangiando”; è una nuova occasione per promuovere la cultura alimentare, con un occhio di riguardo alle intolleranze e alle allergie, in particolare a glutine, lattosio, nichel e lieviti.

L’occhio, anzi gli occhi, che studiano e analizzano, sono occhi esperti, preparati e professionali. Occhi di medici specialisti: allergologi, dietologi, dermatologi, gastroenterologi e pediatri. Insomma, un comitato medico di tutto rispetto che garantisce la validità scientifica dei contenuti della rivista.

E, poi, va beh, non possono mancare le ricette che sono utili a chi ha questo problema. Vengono presentate le preparazioni  che straordinari chef di altissimo livello hanno pensato per questo progetto. Tante ricette originali e gustose con zero glutine, zero lattosio, zero nichel, zero lieviti; inoltre, ricette vegan style, finger food e tanti consigli su come preparare pane e pizze speciali.

Non solo, l’esperienza culinaria si arricchisce con numerosi “focus” su cereali, farine, spezie, ingredienti speciali e alternativi. In più, abbiamo voluto pensare proprio a tutti, anche a chi non ha tanta dimestichezza con i fornelli: abbiamo “allestito” una speciale scuola di cucina. Tutti, così, avranno modo di apprendere come cucinare piatti prelibati, gustosi e unici con “zero problemi”.

Che cosa troverete, quindi, nelle pagine di “Zero”? L’obiettivo della rivista è creare benessere e salute. Ci saranno, perciò, tantissime rubriche con risposte mediche, ricette e diete specifiche. Avrete modo di leggere utilissimi approfondimenti di medici e specialisti del settore, testimonianze di persone più o meno note che convivono con un’intolleranza o allergia alimentare e trucchi culinari di chef e intenditori. Troverete descrizione di sintomi, diagnosi e terapie che vi aiuteranno a riconoscere il tipo di disturbo di cui soffrite e come affrontarlo nel modo migliore. L’attenzione è rivolta non solo al corpo ma anche alla mente, reciprocamente connesse, nelle pagine trovano spazio anche consigli di personal trainer e psicologi.

Insomma, avrete tra le mani una mappa per orientarvi verso una corretta alimentazione nella quotidianità, ma anche in altre situazioni come in viaggio o al supermercato, cercando di coprire ogni aspetto della vita e il tutto supervisionato dal Comitato Scientifico diretto dal Prof. DI Fede

Vi aspetto, quindi, in edicola dal 28 maggio..

 


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