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Dicembre 5, 2014 Newsletter

Gli acidi grassi rappresentano una componente fondamentale dell’organismo, svolgono funzioni strutturali, energetiche e metaboliche negli organismi viventi. Nell’uomo, in parte derivano dalla dieta, cioè dalle sostanze grasse ed in parte sono prodotti direttamente dall’organismo.  La loro sintesi avviene principalmente nel fegato e in misura minore nei muscoli, nel sistema nervoso centrale, nelle piastrine e in alcune cellule immunitarie.

Gli acidi grassi presenti nell’organismo si suddividono in:

Acidi grassi Saturi (SFA): di cui fanno parte i trigliceridi di deposito che se assunti in eccesso sono implicati nella genesi delle malattie cardiovascolari.

Acidi grassi Monoinsaturi (MFA): esercitano effetti benefici sulla salute, regolando il tasso di colesterolo ed intervenendo nella protezione del sistema cardiovascolare.

Acidi grassi Polinsaturi (PUFA): si distinguono in due famiglie la serie omega 6 (ω-6) e la serie omega 3 (ω-3), più nota quest’ultima come EPA e DHA.

Gli acidi grassi della serie ω-3 sono normalmente presenti negli alimenti marini, in alcune piante ed in taluni prodotti animali quali pollo, tacchino e uova.

L’acido grasso ω-3 maggiormente presente nel mondo vegetale è l’acido α-linolenico (presente soprattutto nei vegetali a foglia verde, nei legumi, nella frutta secca, nelle noci, in alcuni oli come quelli di lino e di soia, nell’estratto di colza o ravizzone).

L’acido a-linolenico, per esercitare gli effetti biologici determinanti l’ottimale funzionamento del cervello, della retina e delle gonadi , i quali esplicano un’azione protettiva nei confronti del processo aterosclerotico e nell’insorgere di malattie cardio-vascolari, deve essere trasformato in EPA e DHA.

EPA e DHA sono presenti nel fitoplancton e sono concentrati in particolare in alcune specie ittiche (pesci che vivono nelle acque fredde).

EPA e DHA sono i più importanti acidi grassi a lunga catena della serie ω-3 e svolgono nell’organismo umano funzioni strutturali e funzionali. Il rapporto ottimale, relativo ad uno stato di ottima salute, tra acidi grassi polinsaturi a lunga catena ω-3 / ω-6, che permetta di svolgere in modo adeguato le loro funzioni, è di circa 1:4. Da diversi anni siamo in grado di dosare il valore del rapporto degli acidi grassi, attraverso un prelievo di sangue. Una diminuzione di acidi grassi ω-3 è caratterizzata da sintomi neurologici, ridotta acuità visiva, dermatiti, ritardi di crescita, allergie e riduzione della capacità di apprendimento.

Studi recenti indicano che regimi dietetici ricchi di acido α-linolenico, determinino una riduzione delle patologie cardio-vascolari e riducano i livelli di trigliceridi.

Nella dermatite atopica , soprattutto dell’età infantile , sono stati riscontrati una significativa diminuzione di acido arachidonico ed un aumento di acido linolenico e che la sintomatologia (prurito, segni di flogosi ed eczema) migliora con la somministrazione di acido γ-linolenico.

Altre patologie, nelle quali recenti ricerche di base e cliniche hanno dimostrato l’importanza degli acidi grassi insaturi ω-3 e ω-6, sono quelle che coinvolgono la mammella, il colon, la prostata, le artriti e le patologie autoimmuni.



Dicembre 3, 2014 Newsletter

Nel prolifico ed instancabile calderone dei programmi di cucina, dove grandi chef ed aspiranti tali si sfidano a suon di creazioni culinarie, è in “cottura” un nuovo format televisivo dal titolo “La salute vien mangiando”, interamente dedicato alle intolleranze alimentari, al benessere e salute legati al cibo.

Idea nata dall’intenzione di incrementare sempre più il numero di persone interessate ad uno stile di vita sano, predisposte ad imparare che “La salute vien mangiando” e che sano non deve per forza corrispondere a poco gustoso.

Progetto nato con la finalità di suggerire il modo migliore di sostituire gli ingredienti colpevoli dei fastidiosi sintomi, ma soprattutto rendere il pubblico a casa autonomo nel ricreare le ricette viste in tv.

Durante le puntate vedremo grandi chef all’opera, pronti a realizzare appetitose ricette ma rispettose delle esigenze di chi soffre di intolleranze alimentari, diabete, piuttosto che colesterolo o di chi semplicemente si mette in testa di mangiar sano, senza dover per forza rinunciare al gusto.

Certamente i grandi nomi della ristorazione italiana, la faranno da padroni ai fornelli, deliziando occhi e palati con le loro splendide creazioni.

A far da giudice supervisore in cucina Tiziana Colombo, inviata speciale d’eccezione, gestirà i collegamenti con lo studio e con gli ospiti presenti.

Invertendo l’ordine solito del prima il dovere e poi il piacere, dopo la piacevole “pratica in cucina”, si passerà alla “doverosa teoria” in studio. Dove i medici dello staff IMBIO e IMGEP coadiuvati dalla Dott.ssa Paola Carassai e professionisti del settore, commenteranno il piatto, gli ingredienti e le relative proprietà nutritive fornendoci preziosi consigli su come riconoscere i sintomi di un’intolleranza e il modo migliore di affrontarla.

Dall’alto della personale esperienza e professionalità, cercheranno di indurre intolleranti e non, sul cammino del mangiar sano.

“La salute vien mangiando”, il programma prodotto da MA MA SRL negli studi televisivi di “AltroStudio” a Cinisello Balsamo e trasmesso sulle diverse emittenti Tv del proprio circuito televisivo, ci terrà compagnia per trenta minuti, con la speranza che chi ha problemi alimentari si senta un po’ meno solo, condivida con altre persone dubbi e perplessità ma che soprattutto riesca col nostro aiuto a portar colore alla sua cucina.

 



Novembre 4, 2014 Newsletter

8 novembre ore 10,00.

Via Giovanni da Cermenate, 82 Cantù

OSTEOPATIA CENTRO ITALIANO

Il centro italiano di trattamenti osteopatici sorge a Cantù immerso nel verde, e facilmente raggiungibile. La struttura, unica in Italia nel suo genere, è stata realizzata completamente con materiale ecocompatibile ed ecosostenibile ad impatto zero, tra cui 40 pannelli fotovoltaici e ricambio d’aria continuo. Un ambiente che garantisce agli operatori ed ai pazienti il miglior relax e benessere fisico aumentando l’efficacia dei trattamenti ricevuti. Per la prima volta si vedranno riuniti i migliori osteopati del territorio pronti a collaborare e a fornire ai pazienti le attenzioni necessarie, ognuno a seconda della sua specialità. Avremo inoltre una nutrita équipe di collaboratori per garantire un servizio più completo e veloce possibile. Particolare attenzione a neonati e bambini per lo screening preventivo, ed ai diversamente abili.

La collaborazione con DottorNatura e Alcat Test Italia rappresenta il supporto essenziale nello sviluppo di tematiche di fondamentale importanza per la prevenzione e il ripristino del benessere dal punto di vista naturopatico e nutrizionale: gestione del farmaco e nutraceutica, alimentazione e intolleranze alimentari, stress management.

L’inaugurazione di sabato 8 novembre non prevede cibo o bevande, ma trattamenti ad offerta libera, destinata all’associazione P.O.I.S. Pediatria Osteopatia Italia Sri Lanka.

Siamo sicuri che una copiosa collaborazione tra diversi specialisti fatta con cura sia la chiave per il miglioramento della qualità di vita di ogni individuo.

Ocit -Osteopatia Centro Italiano-

Dottor. Mirko Bandera-DottorNatura-

Alcat Test Italia



Ottobre 17, 2014 Newsletter

La stagione autunnale sottopone a duro stress il sistema immunitario. Il cambio di temperatura influenza negativamente le difese, e ci ammaliamo più facilmente. Sindrome influenzale, raffreddori, faringiti e bronchiti sono pronti a far capolino. Come possiamo difenderci, in modo naturale senza ricorrere a terapie aggressive e cicli di antibiotici?

I cibi di stagione contengono le sostanze antiossidanti, minerali e vitamine necessarie per mantenere attivo il sistema difensivo. Uva, Frutta secca, verdura di stagione, sono ottimi alleati.

Rafforzare le difese e aumentare il sistema immunitario sono queste le richieste del momento. Ma come? Prima di tutto bisogna porre molta attenzione agli alimenti che indeboliscono le difese: cibi troppo raffinati, condimenti carichi di grassi animali, zuccheri e dolci indeboliscono le difese.

Fare attenzione all’intestino: la salute del colon è fondamentale, dato che la maggior parte delle cellule deputate a difenderci sono prodotte proprio in quella sede.

Il benessere intestinale rappresenta l’obiettivo da mantenere, per avere un sistema immune, competente, attivo a capace di far fronte alle continue “aggressioni” da parte di virus e batteri, tipici della stagione. La qualità degli alimenti che mangiamo influenzerà la qualità della produzione di anticorpi. Sembra banale, ma è di fondamentale importanza.

La flora batterica intestinale se ben rappresentata e in equilibrio (eubiosi) sarà in grado di mantenere alto il livello qualitativo e quantitativo degli anticorpi. Una flora batterica alterata (disbiosi) da cause diverse, alimentazione sregolata, assunzione di cibi non di stagione, terapie antibiotiche massicce, alcune patologie, influenzerà in maniera negativa la produzione di anticorpi. Come fare per sapere se la propria flora batterica è nella norma? Un semplice test delle urine è in grado di scoprire l’alterazione dei batteri intestinali (disbiosi test) e consente di intervenire in tempo, con terapie mirate al ripristino dell’eubiosi intestinale. La flora batterica agisce un pò come una barriera sulle mucose, impedendo l’aggressione dei batteri nemici, favorendone cosi la loro eliminazione.

Il disbiosi test rivela la presenza di indicano e/o scatolo, derivanti dalla produzione di batteri alterati intestinali.

La produzione di sostanze patogene da parte di batteri cattivi nell’intestino può modulare in senso negativo la produzione di anticorpi e abbassare di conseguenza le difese immunitarie.

Una delle tante cause di disbiosi è rappresentata dalle intolleranze alimentari. Una dieta basata su alimenti poco graditi per il nostro fisico influenzerà le difese immunitarie e premetterà lo sviluppo di batteri patogeni intestinali. Il test per scoprire una possibile intolleranza alimentare è il test ALCAT, attraverso un prelievo di sangue venoso e un’apparecchiatura dedicata, il test ALCAT è in grado di determinare gli alimenti che creano intolleranza e che influenzano la salute non solo intestinale ma di tutto l’organismo.

Un intestino in salute, rappresenta un primo passo per mantenere lo stato di benessere globale dell’organismo.

 



Agosto 26, 2014 Newsletter
Giovedì 18 settembre, a Milano, presso l’NH President Hotel, si terrà “Gli effetti delle intolleranze alimentari non sono sempre divertenti” un incontro interamente dedicato alle intolleranze, organizzato dal Rotary Club Milano Villoresi, in collaborazione con Alcat Test Italia.
Le intolleranze alimentari sono responsabili di numerosi sintomi e disturbi, molto vari e spesso non collegabili immediatamente a ciò che abbiamo mangiato. Si tratta di una problematica molto più diffusa di quanto si pensi, che in tanti non sanno neppure di avere. Da oltre vent’anni, per la diagnosi e la cura delle intolleranze, esiste uno strumento preciso e accurato, in grado di aiutarci a riconoscere e scegliere i cibi più idonei al nostro organismo: ALCAT Test. L’unico test approvato dall’U.S. Food and Drugs Administration (FDA) e riconosciuto dalla CEE.
Quali sono le cause, i disturbi e le problematiche correlate alle intolleranze? In che modo si possono individuare e curare? Come è possibile recuperare la tolleranza e il benessere fisico con il test Alcat?
A questi interrogativi daranno risposta la Dott.ssa Paola Carassai, Presidente di Alcat test Italia, il Prof. Giuseppe Di Fede, Direttore Sanitario di IMBIO e Imgep e il Dr. Alessio Tosatto, Nutrizionista Alcat Test Italia e Tiziana Colombo, food blogger autrice del libro “Nichel. L’intolleranza? La cuciniamo!
Appuntamento alle 19,30 con l’aperitivo, a cui seguirà la cena con dibattito.
Durante la cena, gli specialisti saranno a disposizione dei partecipanti, fornendo numerosi consigli utili al riconoscimento e la cura di questi disturbi, focalizzandosi inoltre sull’importanza di un’alimentazione corretta e bilanciata.


Agosto 21, 2014 Newsletter

L’anguria o cocomero (Citrullus lanatus) è una pianta appartenente alla famiglia delle Curcubitaceae, tipica dell’Africa meridionale e tropicale. Il frutto ha un interno rosso o più raramente giallo; è ricco di semi, che possono essere neri, bianchi o gialli e hanno un effetto lievemente lassativo (utili quindi per riattivare un intestino pigro). La percentuale di acqua contenuta (92-93 %) risalta notevolmente rispetto al 7-8 % di zuccheri e allo 0,2-0,4 % di proteine e fibre, e ciò rende l’anguria molto dissetante.

Questo frutto si può considerare quindi depurativo e diuretico poiché, stimolando la diuresi, favorisce l’eliminazione di scorie in eccesso. Elevata è anche la presenza di sali minerali, in particolare potassio, fosforo e magnesio, vitamine A, C e quelle del gruppo B; per questo motivo l’anguria risulta senza dubbi un rimedio naturale contro la stanchezza e lo stress, prevenendo anche la ritenzione idrica. Inoltre sostanze antiossidanti, quali licopene e carotenoidi, garantiscono un benessere generale all’organismo con effetto preventivo su molte patologie e benefici anche sulla pelle.

Di recente è stata constatata la capacità di questo frutto contro le malattie cardiache e di ridurre i livelli del colesterolo cattivo. A risultare benefica è la citrulina, sostanza che rende l’anguria adatta a prevenire l’ipertensione. Tale amminoacido, presente però soprattutto nella parte bianca tra polpa e buccia, favorisce la vasodilatazione (allargamento dei vasi e quindi aumento del flusso sanguigno), conferendo quindi al frutto proprietà afrodisiache (utile soprattutto per i maschi, in quanto sembra produrre effetti simili al viagra).

Secondo alcuni studi basterebbe una fetta di anguria al giorno per aiutare il nostro organismo a ridurre il colesterolo nel sangue. Numerosi quindi sono i pregi di tale frutto ma attenzione per chi soffre di allergie e/o intolleranze.

L’anguria va evitata se si soffre di colite o gastrite: è possibile che la quantità di acido salicilico contenuta nella polpa del frutto possa causare reazioni avverse a livello intestinale. Per di più, le persone allergiche alle graminacee durante il periodo di pollinazione devono fare attenzione all’assunzione di alcuni alimenti tra cui proprio l’anguria in quanto questo frutto contiene e libera istamina. L’istamina è una sostanza che il corpo produce in risposta al contatto con una sostanza allergizzante: l’istamina, se presente in grandi quantità nel nostro organismo, determina una serie di reazioni quali arrossamenti eritemi, ponfi, produzione di muco nelle vie aeree, asma e diarrea. L’assunzione di alimenti che la contengono, come ad esempio proprio l’anguria, può amplificare la risposta allergica, incrementando l’infiammazione e i sintomi elencati in precedenza.

Una ricetta rinfrescante con l’anguria la potete trovare sul sito di Nonna Paperina: Sorbetto di anguria



Luglio 14, 2014 Newsletter

Dietro a molti casi di ipertensione potrebbe nascondersi un deficit di vitamina D: la supplementazione, dunque, potrebbe rivelarsi efficace nel ridurre i valori pressori evitando in molti casi il ricorso ai tradizionali farmaci antipertensivi, non privi di effetti collaterali. Questo e’ quello che da anni, si auspicavano i medici che praticano medicina preventiva e genetica. A confermarlo, un vasto studio genetico condotto dai ricercatori della University of South Australia, pubblicato sulla rivista The Lancet Diabetes and Endocrinology.

Per evidenziare il rapporto di causa-effetto tra carenza di vitamina D e ipertensione, i ricercatori hanno preso in esame i dati genetici relativi a 146.500 soggetti di origine europea arruolati nello studio D-CarDia. È stata valutata in particolare la presenza di due comuni varianti genetiche che determinano la concentrazione plasmatica di 25-idrossivitamina D, un parametro biochimico normalmente utilizzato per valutare i livelli di vitamina D. Dai risultati è emerso che ogni incremento del 10% della concentrazione di 25-idrossivitamina D determina, oltre che un abbassamento del rischio di ipertensione pari all’ 8,1%, una riduzione della pressione diastolica (-0,29 mmHg) e di quella sistolica (-0,37 mmHg). Considerando i costi e gli effetti collaterali associati ai farmaci antipertensivi, la possibilità di prevenire o ridurre la pressione arteriosa e quindi il rischio di ipertensione con la vitamina D è davvero un traguardo importante.

Studiare i pazienti in base al profilo genetico, con riferimento ai geni che regolano la concentrazione di vitamina D, aiuta a capire e conoscere in anticipo le persone a rischio di carenze e sviluppo di patologie ad essa correlate.

Lo studio australiano è per il momento il primo ad aver dimostrato un nesso causale diretto tra deficit di vitamina D e ipertensione. Per avere nuove conferme, anche sui potenziali benefici della supplementazione, serviranno però nuovi trial randomizzati e controllati.

Vimaleswaran KS et al. Association of vitamin D status with arterial blood pressure and hypertension risk: a mendelian randomisation study. The Lancet Diabetes & Endocrinology, doi:10.1016/S2213-8587(14)70113-5



Giugno 19, 2014 Newsletter

Numerose evidenze scientifiche pubblicate nel corso degli anni hanno ampliato la conoscenza delle potenzialità metaboliche dell’intestino, conferendogli un’importanza fondamentale per il buon funzionamento del nostro sistema immunitario, del nostro sistema endocrino e della nostra sfera psichica. Oggi il nostro intestino deve essere considerato un organo di fondamentale importanza per la salute ed il benessere di tutto l’organismo.

A livello intestinale si riscontrano una notevole quantità di germi e batteri . La cosa più importante è che questa la flora intestinale  “fisiologica” sia in simbiosi con l’organismo. Questa condizione di equilibrio è definita eubiosi.

Quando questo equilibrio viene alterato si può generare una condizione patologica chiamata Disbiosi. I sintomi spesso sono aspecifici, caratterizzati da un’alterazione del transito intestinale, sia in termini di stitichezza ma a volte anche di sindrome diarroica. Il tutto associato frequentemente a gonfiore addominale, flatulenza, digestione lenta, stanchezza (la flora batterica produce vitamine B), suscettibilità alle infezioni, diminuzione delle difese immunitarie (la flora batterica produce anticorpi), candidosi intestinale e/o vaginale, vaginiti e cistiti ricorrenti nella donna.

Tra i fattori che possono contribuire a generare la Disbiosi vi sono:

alimentazione sbilanciata (uso eccessivo di grassi, zuccheri, carni rosse ed insaccati in genere, carenza di frutta e verdura, abuso di sostanze alcolici, fumo, ecc.), scarsa od insufficiente attività fisica, utilizzo di terapie farmacologiche protratte nel tempo (es. l’assunzione indiscriminata e prolungata di antibiotici, cortisonici, estroprogestinici, lassativi, ansiolitici, vaccini, chemioterapie, ecc).

Ma anche: contatto con sostanze quali conservanti e coloranti alimentari, radiazioni ed emissioni elettromagnetiche, metalli tossici contenuti in alimenti o in contenitori di alimenti o nelle stoviglie (alluminio, mercurio, piombo), pesticidi, ormoni steroidei alimentari.

 La comparsa di processi infiammatori intestinali, spesso legati ad una cattiva alimentazione e/o all’uso indiscriminato di farmaci (antiinfiammatori, antibiotici) in associazione ad una condizione di disbiosi intestinale possono essere responsabili non solo di malattie a carico del nostro intestino ma anche a livello di altri distretti come ad esempio la pelle (dermatite atopica, acne, psoriasi), infezioni delle vie urogenitali (candidosi vaginale, cistite, prostatite), malattie metaboliche (obesità, diabete, sindrome metabolica), malattie della sfera psichica (ansia, depressione), malattie autoimmuni (tiroidite cronica, artrite reumatoide).

Un corretto inquadramento clinico consente di programmare un piano terapeutico individualizzato che prevede, non solo un cambiamento dello stile di vita del paziente e delle sue abitudini alimentari, ma deve anche portare all’individuazione di quei presidi utili a consentire il ripristino della salute ed il benessere dell’intestino, e di conseguenza di tutto il nostro organismo.

Per fare ciò occorre intervenire utilizzando pre e probiotici, modificando il regime dietetico (inserendo ad ogni pasto verdura cotta o cruda per stimolare la crescita dei batteri intestinali e incrementare l’apporto di frutta), aumentare l’apporto di liquidi nel bilancio idrico giornaliero.

Disbiosi in Gravidanza

Da alcuni recenti studi, è emerso che durante la gestazione, il feto può entrare in contatto con microorganismi di provenienza materna. Frammenti di DNA batterico sono stati rinvenuti, infatti, nel cordone ombelicale, nel liquido amniotico e addirittura nel meconio.

La loro presenza è resa possibile dal fatto che l’intestino della donna gravida, durante la gestazione, diventa più permeabile e ciò favorisce la traslocazione batterica. Questo aspetto è di fondamentale importanza perché, se la donna si trova in condizioni di Eubiosi, il contatto del feto con i ceppi batterici corretti creerà una condizione molto favorevole che permetterà all’intestino del neonato di entrare in contatto i bifidi. Se, invece, la donna gravida si trova in Disbiosi, si può assistere al passaggio dal circolo ematico materno, attraverso la placenta, al feto di ceppi batterici diversi che potrebbero comportare una maggiore esposizione a patologie da parte del neonato.

Il terzo trimestre di gravidanza è fondamentale per lo sviluppo del feto. Se l’intestino della gestante è in Eubiosi, sarà favorita una corretta elaborazione del cibo introdotto, con una minore estrazione di calorie dagli alimenti ed un più facile controllo del peso. In caso contrario, la presenza di Disbiosi intestinale durante la gravidanza determina un maggiore assorbimento di calorie che porterà ad un incremento ponderale della gestante con aumento del rischio di insorgenza di diabete gestazionale, mentre nel nel neonato si può assistere allo sviluppo di diabete infantile, allergie, obesità infantile, ecc. La Disbiosi è direttamente coinvolta nell’obesità perché crea una condizione di infiammazione a basso grado responsabile della scorretta elaborazione ed assorbimento dei principi nutrizionali con conseguente incremento di peso. La stessa problematica la si può verificare anche in individui normali anch’essi in Disbiosi.

La Disbiosi favorisce, inoltre, lo sviluppo di un intestino permeabile, con conseguente incremento della predisposizione allo sviluppo di malattie infiammatorie croniche dell’intestino quali M. di Crhon, RCU, Gluten Sensitivity ed anche Autismo

L’allattamento al seno da parte di una donna in Eubiosi è protettivo in quanto consente di abbassare il rischio di insorgenza di diabete, obesità, malattie autoimmuni e allergie nel neonato. Attraverso l’allattamento al seno, inoltre, si ha un ridotto sovraccarico funzionale a carico di fegato e reni.

Un altro aspetto importante dell’allattamento al seno è determinato dal fatto che, oltre alle IgA secretorie, il latte materno è ricco di Lisozima. Entrambe queste molecole inibiscono la proliferazione di patogeni, favorendo la crescita di bifidi. La Lattoferrina materna, invece, facilita l’assorbimento del ferro a livello intestinale sottraendolo ai patogeni che lo utilizzano (bacteroides ed enterobatteri).

Nel latte artificiale, la Lattoferrina viene denaturata ed il ferro resta nel lume intestinale e si trasforma in un ottimo substrato nutritivo per alcuni patogeni quali enterobatteri e bacteroides. L’allattamento artificiale, inoltre, facilita l’instaurarsi e lo sviluppo di clostridum ed escherichia spp associato ad un ridimensionamento della popolazione di bifidobatteri.

I bifido batteri sono i ceppi più importanti del piccolo intestino. Vanno assunti soprattutto nel terzo trimestre di gravidanza per stimolare la produzione di serotonina con riduzione delle alterazioni del tono dell’umore (riduce la possibilità che si possa instaurare una Sindrome depressiva postpartum), contribuiscono a contenere la problematica della stipsi in gravidanza associandoli ad un coretto stile di vita ed alimentare, favoriscono l’assorbimento di vit B12, riducono il rischio di diabete gestazionale.

 A cura del Dr. Stimolo Angelo – Medico Chirurgo, esperto in Idrocolon terapia e benessere intestinale.



Maggio 27, 2014 Newsletter

Sabato 21 giugno 2014 IMGEP organizza

presso: Cascina Cuccagna – Via Cuccagna 2 – Milano

PROGRAMMA E RELATORI
9.30 – 10.00 Alcat test e intolleranze alimentari: influenza della nutrizione nel periodo gestazionale.
Dr. Alessio Tosatto. Biologo Nutrizionista staff dell’Istituto di SMdicina Biologica di Milano
10.00 – 11.00 Nutrigenetica e gravidanza: l’importanza della nutrizione per la madre, il feto e durante l’allattamento.
Prof. Giuseppe Di Fede. Direttore Sanitario I.M.Bio Istituto di Medicina Biologica Milano e Istituto Medicina Genetica Preventiva I.M.G.E.P Milano; Docente nel Master di Nutrizione Umana c/o Univ. Pavia; Vice Presidente Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate A.R.T.O.I.
11.00 – 11.30 Coffee break
11.30 – 12.30 Intolleranze alimentari, un approccio teorico pratico per fare chiarezza
Dr Scorba Alessandro, Medico Chirurgo, Spec. Idroclimatologia e Medicina Termale, collaboratore dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano
12.30 – 13.00 Disbiosi Intestinale e Candida Albicans in gravidanza
Dr. Iozzi Davide. Biologo Nutrizionista staff dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano
13.00 – 14.00 Pranzo
14.00 – 14.30 Dalla Disbiosi all’Eubiosi Dr. Angelo Stimolo, Medico Chirurgo, esperto in Idrocolon terapia e benessere intestinale, collaboratore dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano.
14.30 – 15.00 Sport e gravidanza: indicazioni per un corretto stile di vita
Dr. Sacha Sorrentino. Biologo Nutrizionista staff dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano
15.00– 16.00 Utilizzo di integratori in gravidanza: come, quando e perché.
Dr. Gianluca Cassanelli. Direttore scientifico di Laborest Italia SpA
Dr. Sacha Sorrentino. Biologo Nutrizionista staff dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano
16.00 – 17.00 Discussione (ECM)

SEMINARIO GRATUITO – OBBLIGATORIO L’ISCRIZIONE – PER INFO CONTATTARE I.M.GE.P. 0258300376 – segreteria@imgep.com

scarica la locandina Seminario 21 giugno


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