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Ottobre 5, 2004 RASSEGNA STAMPA

Indifferenza dei medici?

Gentile Professor Veronesi,
approfitto della sua cortese disponibilità e di questo spazio globale per esprimere alcune osservazioni in campo oncologico.
Sono la moglie di un paziente oncologico ancora giovane (41 anni) affetto da ADK al 4° stadio con metastasi ai tessuti molli con origine verosimile polmonare.
Ha già subito diverse resezioni; ha effettuato molti cicli di chemio e radioterapia che purtroppo sono risultati inefficaci. L’oncologo che lo segue ha detto che non può più fare niente!
Abbiamo consultato diversi centri Oncologici (IEO -Bologna – Reggio Emilia) ai quali abbiamo chiesto delucidazioni anche sull’Ipertermia Oncologica: buio totale, se non addirittura un atteggiamento snobistico da parte dei medici!
A questo punto, anche su indicazione di una conoscente, ci siamo rivolti all’ASSIE (l’Associazione Europea dell’Ipertermia) dove abbiamo ricevuto FINALMENTE indicazioni precise su questa terapia del calore come importante arma antitumorale; ci è stato spiegato come in Europa, Giappone, Italia, Stati Uniti siano state condotte e concluse positivamente importanti sperimentazioni. Inoltre l’ASSIE ci ha indirizzato presso il Centro Medico La Misericordia di Massa (che sta entrando in convenzione ASL: infatti l’Ipertermia è riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale), in quanto a noi più vicino.
Le mie osservazioni:
– ho constatato come molti Oncologi non siano informati su questa metodo di cura ormai consolidata;
– i medici non indicano quindi al paziente altre strade percorribili non dando così altre possibilità alla SPERANZA;
– devono essere i pazienti e i famigliari a “darsi da fare” per carpire informazioni stando attenti, oltre tutto, a non finire in mezzo a sciacalli che spesso approfittano del BISOGNO di curarsi e magari di guarire dal cancro.
Abbiamo bisogno di SENTIMENTI e non di INDIFFERENZA, lo richiede la sacralità della vita e la dignità umana.
La ringrazio e saluto cordialmente.

Danila (Reggio Emilia)

Re: Indifferenza dei medici?

Cara Signora, comprendo perfettamente il suo stato d’animo e condivido le sue ragioni. Proprio sull’importanza fondamentale del dialogo e dell’empatia tra il medico e i suoi pazienti, impostati sull’informazione corretta e sulla reciproca fiducia, sono già più volte intervenuto su questo Forum, perché è una questione fondamentale. Accetto quindi volentieri il suo contributo; “Sportello Cancro” serve proprio a questo. Quanto all’ipertermia, non è da considerare una panacea, ma una strada percorribile in alcuni casi. Ma non è questo il problema.
La vera questione che emerge dalle sue parole è piuttosto quello dell’aggiornamento dei medici. Nel nostro paese, l’organizzazione del lavoro del medico non ha ancora adottato misure adeguate per stare al passo con l’incredibile rapidità del progresso scientifico e tecnologico e con il conseguente aumento delle conoscenze necessarie. L’unico provvedimento concreto è stata la legge, introdotta tre anni fa, che stabilisce l’obbligo dell’aggiornamento continuo per tutti i medici. E stato un grande passo avanti. Tuttavia molto è ancora lasciato al senso di responsabilità individuale e non sempre il medico, nell’insieme di impegni connessi con la sua professione, riesce a inserire momenti di aggiornamento e formazione adeguati. A questo si aggiunge il fatto che non tutti i medici sono bravi comunicatori, pur essendo competenti e aggiornati. Io sono convinto comunque che non si può generalizzare e spero sinceramente che nel suo iter doloroso e faticoso lei non abbia incontrato solo opportunisti o oncologi indifferenti e disinformati.



Ottobre 5, 2004 RASSEGNA STAMPA

Ipertermia (2)

Gentile prof. Veronesi,

sto cercando informazioni riguardo all’ipertermia, per il trattamento di tumore. Sono a conoscenza di 1 centro (privato) a Roma che esegue il trattamento e vorrei avere informazioni riguardo ad altre strutture del centro Italia (possibilmente convenzionate) che potrei contattare.

La ringrazio anticipatamente,
[lettera firmata]

Barbara

Re: Ipertermia (2)

Cara Barbara,

come ho già avuto modo di scrivere nella risposta a Ida pubblicata lo scorso 12 luglio con il titolo “Ipertermia”, la terapia con il calore viene impiegata in forma sperimentale su alcuni tumori in diversi centri specializzati. Per sapere a quale centro rivolgersi, occorre innanzi tutto informarsi presso gli istituti che hanno una maggiore esperienza nel trattamento della specifica forma tumorale che la riguarda. Li potrà facilmente individuare consultando il servizio “Sportello Cancro”, che tra l’altro ha recentemente trattato il tema dell’ipertermia nella cura del tumore della vescica.



Ottobre 5, 2004 RASSEGNA STAMPA

Ipertermia

Gentile prof. Veronesi,

mi hanno consigliato di associare alla chemioterapia l’ipertermia oncologica, che a Roma è praticata presso il Policlinico di Tor Vergata. Siccome ho sentito pareri contrastanti sull’efficacia del trattamento, alcuni dei quali mi sembrano dei pregiudizi riguardanti l’ipertermia in sé, può darmi un suo parere?

Grazie e cordiali saluti
Ida

Re: Ipertermia

Cara Ida,

l’ipertermia, la terapia col calore, viene già da alcuni anni impiegata con successo in associazione ad altre forme di cura, come la radioterapia e la chemioterapia, per trattare alcune forme di tumore. Si è osservato infatti che le cellule tumorali sono meno resistenti all’aumento della temperatura, e che in più il calore facilita l’azione dei farmaci e delle terapie radianti.

L’ipertermia viene utilizzata per esempio contro alcune forme di tumore del fegato, della vescica e dell’esofago, contro alcuni sarcomi cutanei e alcune forme di melanoma. Fa parte del prontuario sanitario nazionale, quindi è terapia codificata nei canoni dello stato italiano e di tutti gli stati della comunità europea, tuttavia non è molto utilizzata. Richiede infatti apparecchiature costose e sofisticate che ne rendono difficoltosa l’applicazione. Inoltre è utile solo per alcuni tipi di tumore. Si tratta comunque di una metodica ancora oggetto di sperimentazione.


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