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Intestino e pelle sono cardine e specchio della salute generale

L’alimentazione, la composizione del microbiota e l’integrità della barriera intestinale sono in grado di influenzare il benessere cutaneo.

La pelle è un organo molto complesso che intrattiene strette relazioni non solo con l’intestino, ma anche con il sistema nervoso, con gli organi emuntori e con il sistema immunitario. È molto raro trovare una pelle bella e luminosa in persone con disturbi del tratto digerente, ed è invece frequente trovare disturbi intestinali nelle persone che hanno disturbi della pelle. In alcuni casi è proprio la pelle a lanciare dei campanelli d’allarme per avvertirci che qualcosa nel nostro corpo non sta funzionando come dovrebbe.

La pelle è quotidianamente esposta ad una moltitudine di agenti fisici, chimici e biologici che possono alterare l’equilibrio della flora residente, favorendo sia le infezioni opportunistiche che alcuni disturbi clinici.
In caso di disturbi cutanei bisogna capire, dove possibile, quali fattori predisponenti (genetici o ambientali) e scatenanti (dieta, farmaci, tossine ambientali o allergeni) hanno generato lo squilibrio e instaurare una terapia funzionale quanto più possibile olistica e naturale.

Il Dott. Alessandro Gabriele, biologo nutrizionista in Imbio, ci spiega quali possono essere le cause di un’infiammazione cutanea e come l’alimentazione può migliorare l’aspetto della nostra pelle.

L’approccio funzionale: pelle e intestino, le nostre barriere di difesa 

L’approccio funzionale alla salute della pelle ha superato il vecchio concetto di “causa eziofisiopatologica unica” e ha individuato diversi fattori scatenanti nelle principali patologie non trasmissibili, tra le quali le alterazioni:

  • dell’ecosistema intestinale e della funzione di barriera
  • del controllo dello stress ossidativo
  • della funzione di detossificazione epatica
  • dei meccanismi di modulazione della risposta infiammatoria

L’intestino ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del nostro sistema immunitario. Una flora batterica alterata comporta uno squilibrio di tutte le funzioni di difesa del nostro organismo e di conseguenza, anche della nostra pelle.

Una pelle bella e luminosa è lo specchio della nostra salute

La pelle è un tessuto continuo che con i suoi due metri quadrati di superficie, rappresenta una delle principali barriere selettive del nostro organismo insieme alla barriera intestinale, ematoencefalica, broncopolmonare e placentare.

È impossibile avere una pelle sana e luminosa se le mucose intestinali sono infiammate o erose.
Anche le afte ricorrenti della mucosa buccale riflettono spesso problemi intestinali.

La pelle gode di due proprietà fondamentali e straordinarie: l’autoriparazione (si rigenera in seguito ad una lesione) e l’estensibilità (si adatta perfettamente alle variazioni della dimensione corporea che subentrano nel corso della vita).

La pelle assolve a moltissime funzioni importanti ed è bene prendersene cura.

Un legame emotivo tra pelle, intestino e cervello

I collegamenti tra l’intestino e la pelle sono stati approfonditi maggiormente negli ultimi decenni, ma le prime evidenze risalgono fin dagli anni ’30.  Gli stati emotivi come ansia, stress e depressione possono alterare la microflora intestinale e contribuiscono ad un’infiammazione sistemica con la ripercussione di vari eventi cutanei come eritema, orticaria e dermatite.

Per anni le malattie della pelle sono state viste e affrontate unicamente dal punto di vista dermatologico.
Oggi siamo consapevoli che la corretta funzionalità intestinale e la composizione del microbiota svolgono un ruolo di mediazione sia nell’infiammazione cutanea che nel comportamento emotivo, rafforzando la relazione tra dermatologia e salute mentale.

L’intestino, un organo chiave della nostra salute

L’intestino è un organo chiave della nostra salute, al pari del cuore o del fegato: in esso avviene una incredibile quantità di reazioni che hanno ripercussioni in tutto il corpo.  Il vero “problema” è che l’intestino raramente segnala le disfunzioni presenti; gli errori metabolici vengono trasferiti ad altri organi o a distretti diversi. Le sue funzioni vanno ben oltre l’assorbimento dei nutrienti e l’eliminazione delle scorie.

Oltre ad essere sede di importanti funzioni nervose (il cosiddetto secondo cervello), nell’intestino avviene un confronto quotidiano tra il nostro sistema immunitario e quella parte di mondo esterno che noi introduciamo sotto forma di cibo. È qui che le cellule imparano ad esercitare quella “tolleranza” la cui perdita è alla base delle intolleranze alimentari e di tutte le malattie allergiche e malattie autoimmuni.

L’intestino svolge un ruolo molto importante anche all’interno del sistema ormonale endocrino: le cellule che rivestono la mucosa intestinale producono serotonina, un neurotrasmettitore che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell’umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità e dell’appetito.

Qual’è il collegamento tra pelle e intestino?

Una flora intestinale equilibrata e diversificata produce benefici effetti a livello sistemico.
Risulta chiaro quanto sia importante conservare integre le funzioni intestinali ed in particolar modo quelle della sua microflora batterica.

Il microbiota intestinale è coinvolto in funzioni essenziali al mantenimento di un buono stato di salute come:

  • la digestione dei nutrienti
  • la regolazione del sistema immunitario
  • la produzione di vitamine
  • la sintesi di aminoacidi e neurotrasmettitori
  • la prevenzione della colonizzazione intestinale da parte di batteri patogeni
  • la regolazione della funzionalità delle strutture intestinali

Prevenire le malattie dermatologiche partendo dall’alimentazione

Un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella cura delle malattie dermatologiche è ricoperto dall’alimentazione, alcuni disturbi della pelle possono manifestarsi proprio a causa di errate abitudini alimentari.
Il cibo contribuisce in maniera determinante al mantenimento o all’alterazione della struttura della barriera intestinale.

Un apporto energetico eccessivo, la sindrome metabolica e l’obesità causano inevitabilmente problemi alla pelle interferendo con gli assi ormonali e del sistema nervoso vegetativo. La dieta di ogni singolo individuo deve essere personalizzata in base a età, fabbisogno energetico, gusti personali, tempo a disposizione per la preparazione del cibo, patologie in corso e uso di farmaci. Anche una scarsa idratazione si rifletterà anche sulla pelle che diventerà meno luminosa e più secca.

Una dieta sana e ben bilanciata può svolgere un ruolo essenziale per combattere le manifestazioni cutanee contrastando quell’infiammazione che, da meccanismo iniziale di difesa, si è trasformata poi in causa di malattia.

Probiotici, vitamine e minerali un valido alleato anche per la salute della tua pelle

L’utilizzo razionale di probiotici aiuta a ristabilire l’equilibrio del microbiota intestinale e di conseguenza a:

  • Ridurre l’infiammazione sistemica
  • Contrastare la sindrome metabolica
  • Modulare la produzione di acidi grassi
  • minimizzare gli effetti negativi di eventuali terapie antibiotiche

È bene ricordare che non tutti i probiotici sono uguali. Il mio consiglio è sempre quello di affidarsi ad un professionista in grado di valutare la terapia più adeguata alle nostre esigenze.

La disbiosi alla base dell’insorgenza di un disturbo della pelle 

Quando è presente una disbiosi intestinale, ovvero quando la composizione qualitativa e/o quantitativa dei batteri intestinali è alterata, si creano nell’intestino le condizioni che possono compromettere l’integrità delle pareti intestinali lasciando le porte aperte a derivati alimentari nocivi, a microbi patogeni, a fattori pro-infiammatori e potenzialmente tossici che possono raggiungere il tessuto cutaneo.

Questo accumulo di segnali intestinali induce le cellule immunitarie sottocutanee a produrre molecole infiammatorie, che attivano i cheratinociti a proliferare esageratamente, causando ispessimento della pelle che può rompersi per motivi meccanici.

L’insorgenza di disturbi della pelle come:

  • l’acne
  • la psoriasi
  • le dermatiti atopiche
  • gli eczemi
  • la dermatite seborroica
  • la rosacea

potrebbero essere il risultato di un disequilibrio microbico e di una condizione di permeabilità intestinale compromessa. Risulta quindi evidente l’importanza della valutazione dello stato di salute del microbiota intestinale nell’analisi dello stato di salute della pelle.

Come si effettua il test per la disbiosi intestinale?

Attualmente sono disponibili diversi test non invasivi che consentono di indagare in maniera più o meno approfondita l’equilibrio del microbiota intestinale.

I test su campioni di feci prevedono la mappatura di specifiche sequenze del DNA di tutti i batteri presenti nel campione analizzato al fine di ricostruire la struttura dell’intero microbiota.

I test di medicina funzionale sulle urine valutano invece la presenza di prodotti del metabolismo e permettono di capire indirettamente i processi di assorbimento intestinale e l’eventuale interferenza da parte dei microrganismi patogeni.

Uno dei più utilizzati è il Disbiosi test che misura la presenza di indicano e scatolo nelle prime urine del mattino. Entrambi sono normalmente presenti in minima traccia nelle urine ma possono aumentare in maniera significativa a seguito della crescita eccessiva di alcuni componenti del microbiota o a causa di squilibri nella sua struttura.

Nello specifico, elevati quantitativi di indicano e scatolo siano indicativi di situazioni di disbiosi a carico dell’intestino tenue e del crasso e in particolar modo del colon. Sulla base della specifica alterazione riscontrata e del quadro clinico del paziente possono essere proposte misure basate su modifiche del regime alimentare e/o introduzione di probiotici nella dieta, atte a ristabilire una configurazione bilanciata del microbiota intestinale.

Pelle sana, in intestino sano

Tra le cause scatenanti delle malattie dermatologiche non vanno trascurate le carenze micronutrizionali.
Vitamine e sali minerali sono indispensabili per la sopravvivenza in salute e, se presenti nel giusto equilibrio, possono prevenire numerose patologie o migliorare alcuni sintomi e disturbi.

Un corretto sostegno alle difese immunitarie finalizzato alla salute della pelle e non solo deve puntare al mantenimento ed eventuale ripristino dei valori ematici di vitamina D, all’apporto adeguato di vitamine del gruppo B, vitamina C, zinco, magnesio, selenio e fornire un supporto adeguato alla salute intestinale con probiotici e prebiotici.

La pelle e le varie malattie infiammatorie sono quindi strettamente correlate con il benessere dell’intestino e con la sua funzione. La valutazione dello stato di salute intestinale e la ricerca di fattori scatenanti nel singolo individuo consentono di attuare interventi preventivi e di stabilire, mediante una personalizzazione dell’intervento, un percorso di cura più efficace e dai risultati più duraturi.

Richiedi il test non invasivo per la valutazione della disbiosi intestinale

Contatta il Dott. Alessandro Gabriele per una consulenza nutrizionale personalizzata

Dott. Alessandro Gabriele
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Salute della pelle, Intestino
Redattore: Dott. Alessandro Gabriele


Gonfiore addominale: a cosa è dovuta la pancia gonfia e quali sono i rimedi?

Dopo un pasto abbondante è normale sentirsi gonfi, ma perché a volte sentiamo la pancia lievitare mangiando sano nelle giuste quantità o anche dopo un piccolo spuntino leggero? In realtà, il gonfiore addominale non è necessariamente correlato ad una cattiva alimentazione, ma l’accumulo di aria nello stomaco e nell’intestino può dipendere da vari fattori.

La presenza di un’intolleranza o un disturbo gastrointestinale deve essere approfondita con esami specifici e risolta con una terapia mirata. Tuttavia capita spesso invece che il gonfiore addominale dipenda semplicemente dalle nostre cattive abitudini.

La Dott.ssa Giulia Aliboni, biologo nutrizionista in Imbio, ci spiega quali possono essere le cause del gonfiore addominale e come intervenire per eliminare questo fastidioso disturbo.

Pancia gonfia: disturbo dell’intestino o cattive abitudini?

Oggi si stima che una persona su dieci soffra (o abbia sofferto in passato) di gonfiore addominale.
Sentirsi gonfi è poco piacevole perché rende le cose da fare meno agevoli, ma avere quell’aumentata tensione sulla parte dell’addome oltre ad essere fastidioso a livello fisico, ci rende nervosi ed irritabili.

Spesso accade che gonfiore addominale si presenta insieme ad altre condizioni, come ad esempio:

  • Flatulenza ed eruttazioni
  • Stitichezza o diarrea
  • Fitte addominali
  • Dolori alla schiena
  • Nausea e/o inappetenza
  • Difficoltà respiratorie (fiato corto)
  • Difficoltà digestive
  • Eruzioni cutanee, comparsa di psoriasi o macchie sulla pelle

Se si ha a che fare con un vero e proprio disturbo dell’apparato gastrointestinale, con un’intolleranza o una patologia il gonfiore è sempre più o meno presente in maniera costante. Se invece si tratta di un sintomo passeggero o non accompagnato da altri disturbi, molto probabilmente è collegato ad uno stile di vita “scorretto”, in particolare per quanto riguarda il cibo.

Tensione e gonfiore addominale, quali sono le cause?

Le cause che determinano il gonfiore addominale possono essere tante e diverse tra loro. È importante cercare di capire qual è la motivazione dello scatenarsi dei sintomi.

Generalmente, le cause più frequenti della pancia gonfia sono:

  • Ingestione di aria: chi mangia troppo velocemente tende a ingurgitare grandi quantità d’aria, che inevitabilmente finisce nello stomaco e nell’intestino, causando il caratteristico gonfiore addominale.
    Anche le bevande gassate contengono molta aria, che si accumula nello stomaco.
  • Alterazioni del microbiota intestinale: un mancato equilibrio della flora intestinale è molto comune in chi presenta pancia gonfia e dura. L’irregolarità intestinale, accompagnata da sintomi come stipsi e diarrea, può essere la causa diretta del gonfiore addominale.
  • Presenza di intolleranze alimentari: sono una delle cause più comuni del gonfiore persistente dopo i pasti. L’intolleranza alimentare può causare un aumento della formazione di aria intestinale ed il richiamo di liquidi nell’intestino, con conseguente sensazione di gonfiore (nota come “bloating”). Le intolleranze più comuni sono quella al lattosio, al glutine (celiachia), la gluten sensitivity e l’intolleranza all’istamina.
  • Condizioni patologiche: come infezioni batteriche e virali, morbo di Crohn o IBS (sindrome del colon irritabile), ma anche reflusso gastroesofageo.
  • Emotività e stress incidono molto sulla comparsa di gonfiore addominale (dopo tutto, si dice che l’intestino sia il secondo cervello).

La causa più frequente riguarda le abitudini alimentari e quotidiane.

Rimedi contro la pancia gonfia 

La maggior parte dei rimedi per il gonfiore addominale riguarda le nostre abitudini quotidiane.
Se il gonfiore addominale è occasionale è importante:

  • Masticare adeguatamente ai pasti aiuta la digestione e riduce di conseguenza il gonfiore addominale.
    Optare per una masticazione più lenta, più lunga ci permette di mangiare meno frettolosamente e ingurgitare meno aria. Spesso siamo costretti a consumare il pranzo o la cena pochi minuti, ma dobbiamo comunque cercare di mangiare lentamente.
  • Evitare le abbuffate e mangiare il giusto: piccoli pasti frequenti sono l’ideale per non appesantire la digestione.
  • Cerca di limitare il consumo di lieviti, legumi e bevande gasate. Consiglio inoltre di evitare le gomme da masticare, che possono causare piccole ingestioni di aria ed incrementare il gonfiore.
  • È bene consumare frutta e verdura maturi al punto giusto, che sono più digeribili. La frutta dopo i pasti aumenta la fermentazione per il suo carico di zuccheri e questo aumenta il gonfiore.
  • Attenzione alla cottura dei cibi. La cottura preferibile è quella al vapore o alla griglia. Per la cottura in padella basta avere l’accortezza di non esagerare con l’olio (per non appesantire la digestione). La distinzione da fare tra cotto e crudo dipende dai cibi stessi: la lattuga, ad esempio, è un vegetale ad alta fermentazione, così come anche il cavolo o il broccolo che andrebbero evitati per non produrre gonfiore; la valeriana o il songino invece vanno bene anche crude, così come il finocchio, consigliato in caso di gonfiore.
  • Fare movimento fisico: attiva la peristalsi intestinale, favorendo l’eliminazione e la fuoriuscita dei gas che si formano nell’intestino (è utile soprattutto se si soffre di stitichezza).
  • Ritaglia del tempo per te stesso, impara a gestire lo stress: molte persone somatizzano lo stress quotidiano a livello dell’apparato digerente.

Se i rimedi classici e più blandi non si rivelassero efficaci, è consigliabile indagare la situazione intestinale ricercando una disbiosi o una possibile intolleranza: sotto consiglio di un esperto, sarà possibile scoprire la causa del gonfiore addominale e cercare di ridurla.

Un altro valido aiuto per risanare e ripulire l’intestino è l’idrocolonterapia, un metodo efficace e naturale con acqua e ossigeno, per una pulizia profonda dell’intestino e per eliminare in una sola seduta l’aria, le tossine e i rifiuti accumulati.

Se la pancia gonfia non passa, rivolgiti ad uno specialista

Se anche seguendo questi semplici accorgimenti a tavola e praticando una regolare attività fisica non si ottiene una risultato soddisfacente, è possibile che i cibi incriminati siano solo alcuni. Per individuarli si consiglia di rivolgersi a un esperto, in grado di approfondire con analisi mirate e prescrivere una dieta personalizzata.

Un consiglio che do sempre a chi soffre di gonfiore è quello di preparare una tisana al finocchio senza zucchero  dopo cena: dovrebbe aiutare non solo a limitare la formazione di gonfiore addominale, ma anche a velocizzare la digestione.

Contatta la Dott.ssa Giulia Aliboni per una consulenza nutrizionale personalizzata

Dott.ssa Giulia Aliboni
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Pancia gonfia, Alimentazione
Redattore: Dott.ssa Giulia Aliboni


Dal 14 giugno al 14 luglio effettua il check up dello stato di salute del tuo intestino, con un metodo semplice, non invasivo e direttamente da casa

Dal benessere del nostro intestino dipende la salute della nostra mente!

Dal 14 giugno al 14 luglio effettua il check up dello stato di salute del tuo intestino con il pacchetto Benessere intestinale  ad un prezzo speciale ed avrai la lettura del test e la consulenza del nostro specialista senza costi aggiuntivi.

Il test è semplice, non invasivo e puoi farlo direttamente da casa chiedendo il kit a domicilio.

Contatta la nostra segreteria per ricevere il pacchetto direttamente a casa:
segreteria@imgep.com  Tel. 02 58 300376

A chi è consigliato il test del Benessere intestinale?

Il test viene effettuato allo scopo di individuare eventuali patologie intestinali in atto e per avere un quadro complessivo dello stato di salute del tratto digerente.

Il test è consigliato a tutti coloro che soffrono di almeno uno dei seguenti sintomi:

  • Difficoltà digestiva
  • Alterata motilità intestinale (stitichezza o diarrea cronica)
  • Disturbi dermatologici (psoriasi, pruriti della pelle, orticaria)
  • Capelli e/o unghie fragili
  • Prurito del cuoio capelluto
  • Dolore o gonfiore addominale
  • Difficoltà a perdere o mettere peso

In cosa consiste il test del Benessere intestinale?

Il pacchetto di esame prende in considerazione diversi indici infiammatori:

  • Disbiosi intestinale
  • Ricerca di candida
  • Calprotectina fecale
  • Zonulina fecale
  • Coprocoltura
  • Elastasi Pancreatica
  • Ricerca di sangue occulto nelle feci

Scarica la brochure per informazioni più approfondite.

La valutazione del benessere intestinale è comprensiva della lettura da parte del nostro specialista.
Il test e la lettura del nostro specialista ti permetteranno di migliorare il tuo stato di salute e la qualità della tua vita!

Il costo in promozione del pacchetto di esami è di 159 euro.

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La qualità della nostra salute risiede nell’intestino

Il nostro intestino è popolato da un numero impressionante di funghi e batteri: 100mila miliardi di microscopici compagni di viaggio, calcolati per difetto, sono comodamente alloggiati nel nostro organismo (composto da appena 10miliardi di cellule, quindi in ultima analisi siamo composti più di batteri che cellule umane).

Funghi e batteri nell’intestino si nutrono, proliferano, combattono per mantenere il proprio territorio a dispetto di altri. Dall’esito di questa battaglia che ogni giorno si realizza fisicamente all’interno del nostro organismo, dipende la qualità della nostra salute:

  • efficienza del sistema immunitario
  • tono dell’umore
  • equilibrio ormonale
  • capacità digestiva
  • reattività allo stress

Sono solo alcuni degli aspetti della nostra fisiologia che la composizione del microbiota è in grado di influenzare.

Lattobacilli e Bifidobatteri: gli “antibiotici naturali” del nostro intestino

In particolar modo risulta fondamentale valutare la presenza di due generi quali i Lattobacilli e i Bifidobatteri, organismi in grado di produrre sostanze ad azione antibiotica naturale rispetto ai patogeni che normalmente transitano nel nostro intestino, oltre che una serie di molecole importantissime sia per il nutrimento della mucosa intestinale, che per la loro azione antinfiammatoria.

Fatta questa premessa, diventa facile capire quanto sia importante per chiunque, approfondire nello specifico la qualità del proprio microbiota soprattutto per evidenziare squilibri nella sua composizione.

La composizione batterica dell’intestino è come un’orchestra: i musicisti di un’orchestra devono suonare in sintonia per poter suonare in modo armonico

La popolazione batterica e fungina intestinale è paragonabile ad un’orchestra, che per poter eseguire una sinfonia ha la necessità di avere tutti i musicisti seduti al loro posto con i propri spartiti. Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se alcuni strumenti venissero sostituiti da altri e se tutti gli spartiti venissero mischiati, ci sarebbe un caos totale e non saremmo in grado di ascoltare la musica originale quanto un’accozzaglia di suoni senza senso.

Ogni batterio che caratterizza la condizione di eubiosi (corretta composizione batterica intestinale), così come gli strumenti della nostra orchestra, deve essere presente nella giusta porzione dell’intestino e nel giusto rapporto con gli altri, in modo da impedire la colonizzazione da parte di diversi batteri o funghi. 

Una composizione batterica intestinale sbilanciata infatti da origine ad uno stato di disbiosi, cioè una scorretta composizione del microbiota.

Quali sono i sintomi di un microbiota intestinale alterato?

Dieta, stress, assunzione di farmaci, età, stile di vita sono tutte variabili che possono facilmente modificare il delicato equilibrio dei batteri che, se alterato, può dare origine alla disbiosi, una condizione di infiammazione cronica dell’intestino.

I sintomi associati ad una condizione di disbiosi sono tipicamente:

  • gonfiore addominale
  • difficoltà digestive
  • stipsi o dissenteria
  • mal di testa
  • alterazione del tono dell’umore
  • aumento della glicemia
  • stanchezza cronica

e sostiene anche tutte le patologie a base infiammatoria.

La valutazione del microbiota intestinale può essere effettuata solo da uno specialista, con un metodo “sartoriale” che tiene in considerazione le specificità di ogni singola persona. L’analisi del microbiota può essere effettuata in maniera non invasiva, tramite un test innovativo (su feci) effettuato dal nostro laboratorio ImbioLab.

Scopri di più sul test genetico del microbiota intestinale

Chi è il Dott. Daniele Orlandoni, specialista dell’intestino

Biologo nutrizionista esperto di microbiologia intestinale, ha esperienza ventennale presso l’Istituto di Medicina Biologica di Milano (IMBIO), diretto dal Prof. Di Fede e incessantemente animato dalla Dottoressa Carassai, che oggi grazie ad IMBIOLab è in grado di eseguire per i propri pazienti un innovativo test fecale per la valutazione della composizione del microbiota intestinale. La valutazione del test che richiede non solo una solida preparazione teorica, ma anche una ragguardevole esperienza sul campo.

Lo studio della composizione batterica intestinale è un vero e proprio esercizio sartoriale che deve tener conto delle specificità di ogni singola persona che, alla fine dei conti, è il terreno che accoglie ogni singola specie batterica.
– Dott. Daniele Orlandoni

Contattaci per una consulenza personalizzata


Dott. Daniele Orlandoni

Biologo nutrizionista esperto di microbiologia intestinale
Consulente di medicina anti-aging, operatore ATC-330 e MAFG-03
Naturopata e Shiatsuka

Riferimenti:  Intestino, disbiosi, Benessere intestinale, Infiammazione dell’intestino
Redattore: Dott. Daniele Orlandoni


November 16, 2020 ArticoloSistema immunitario

afte ricorrenti bambino con afte in bocca

Le afte ricorrenti possono essere sintomo di altre patologie. Cosa sono le afte? Come possiamo prevenirle?

L’afta è un’ulcerazione delle mucose della bocca che può essere di dimensioni più o meno grandi, e può comparire isolata o in più punti.

Il disturbo che vede la comparsa di afte è chiamato aftosi o stomatite aftosa. Le lesioni possono comparire in diversi punti della bocca: sulle gengive, sopra o sotto la lingua, sul palato, sulle labbra o in prossimità delle tonsille.

L’aftosi è un fenomeno molto diffuso e fastidioso, soprattutto se frequente. Infatti le afte tendono a dare dolore durante il consumo di cibi e bevande e, nonostante spesso guariscano da sole, diventano un disturbo noioso, soprattutto se recidivante.

Alimentazione, sistema immunitario indebolito o intolleranze alimentari possono essere la causa delle afte ricorrenti. Come posso prevenire le afte?

Le afte tendono a comparire quando c’è una situazione infiammatoria generale: questa può essere causata da molti fattori, come patologie, una depressione del sistema immunitario, agenti esterni, disbiosi, oppure si può avere un’infiammazione causata dal cibo stesso.

Spesso inoltre, periodi di stress e stanchezza particolari facilitano la formazione di afte.

La comparsa delle afte è spesso correlata con il cibo che assumiamo: possiamo trovarci in una situazione di infiammazione intestinale che non permette il corretto assorbimento di alcuni nutrienti; oppure semplicemente stiamo seguendo una dieta non adeguata ai nostri fabbisogni.

Ad esempio, chi soffre di afte spesso è carente in ferro, folati, vitamina B6, vitamina B12 e vitamina D rispetto a chi non manifesta questo disturbo. In aggiunta, un ridotto apporto di frutta e verdura fresca e il mancato introito di carboidrati integrali o legumi possono peggiorare una situazione di disagio intestinale.

L’aftosi può anche essere collegata con una sensibilità al glutine o una celiachia nascosta.

Cosa fare in caso di afte e quali sono possono essere le cause nascoste?

Controllare l’infiammazione generale è sicuramente un’ottima strategia per ridurre la stomatite aftosa.
La riduzione dell’infiammazione indotta da alimenti in questo caso è fondamentale e, a questo proposito, può tornare utile un test che vada a verificare eventuali intolleranze alimentari.

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Si può approfondire la questione della celiachia con un test genetico che indaga un’eventuale alterazione nei geni del DQ2/DQ8: in questo modo si può capire se c’è una mutazione completa o parziale o una predisposizione a sviluppare celiachia. In questo caso sarà opportuno regolarsi con il consumo di alimenti contenenti glutine.

Inoltre, un esame specifico delle urine può chiarire la possibilità di un’eventuale disbiosiindice di un equilibrio alterato a livello del microbiota, che può essere una delle cause per cui si formano afte recidivanti.

Sicuramente una dieta equilibrata e un giusto apporto di fibra, alimenti anti-infiammatori e vegetali freschi possono essere un buon modo per combattere il disturbo, così come in alcuni casi può essere ottimo utilizzare probiotici specificie integrare correttamente con vitamina D.

Anche una carenza di vitamina B12 può causare aftosi: questa vitamina si trova solo in alimenti di origine animale, per cui chi segue una dieta vegana (quindi totalmente priva di prodotti di origine animale) potrebbe incorrere in questo disturbo.

Ogni caso, comunque, va valutato attentamente e deve essere affrontato in maniera specifica con l’aiuto di uno specialista. È opportuno rivolgersi a chi di competenza, fare le giuste indagini e curare la stomatite aftosa recidivante a partire dalla causa e non dal sintomo.

Scopri le cause della stomatite e richiedi una consulenza personalizzata

Dott.ssa Giulia Aliboni
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Afte, Stomatite, Allergie, Intolleranze alimentari, Disbiosi
Redattore: Dott.ssa Giulia Aliboni


disbiosi intestinale stomaco mal di pancia

Intestino: cos’è il microbiota e perché è così importante?

Il microbiota intestinale è definibile come l’insieme di tutti i microrganismi (batteri, miceti e parassiti) che coesistono nell’intestino di ogni specie animale ed anche dell’uomo. La composizione del microbiota è variabile da individuo ad individuo, infatti è strettamente correlata all’età, allo stile di vita ed al tipo di alimentazione di ognuno di noi.

Il microbiota intestinale è localizzato sulla mucosa dell’intestino (ovvero nel tratto più esterno): questa struttura è molto importante, poiché è qui che le molecole nutritive provenienti dall’alimentazione vengono assorbite. Proprio a questo livello, il microbiota svolge un ruolo essenziale per il suo ospite, in quanto ha una funzione metabolica di sintesi ed assorbimento di vitamine, minerali e nutrienti; è inoltre in grado di produrre acidi grassi a catena corta (SCFA), essenziali per dare energia alle cellule intestinali.

L’intestino è il nostro “secondo cervello”, perché è importante prendersi cura del proprio intestino?

Quando si sente dire “l’intestino è il secondo cervello” è proprio perché a questo livello, grazie al microbiota, viene prodotta serotonina (conosciuta anche come l’”ormone del buon umore”); e sempre grazie al microbiota viene modulata la comunicazione tra intestino e sistema nervoso.

La densità dei batteri a livello dell’intestino è molto elevata: questo lo rende una straordinaria area di scambio in cui si ha una perfetta interazione tra ospite, sistema immunitario e microbiota.

Tutto il sistema dell’interazione ospite-microbiota è definibile come un delicato equilibrio dinamico: il sistema immunitario mantiene l’ordine tra il numero elevato di batteri intestinali (tra cui si trovano anche batteri patogeni) e l’ospite.

Batteri buoni e batteri cattivi nell’intestino. Tenere sotto controllo lo sviluppo di batteri patogeni per rinforzare il sistema immunitario

Il sistema immunitario impara già dai primissimi anni di vita a differenziale la flora microbica commensale (ovvero quella composta da batteri in equilibrio, che svolgono un’azione positiva per l’ospite, e che non scatenano una risposta immunitaria) dalla flora microbica patogena, che può causare malattia, e dalla quale ci si deve difendere.

Da questo emerge che i meccanismi immunosoppressori del sistema immunitario nei confronti dei batteri commensali (che chiameremo “buoni”) siano indispensabili per il mantenimento di un equilibrio intestinale. Allo stesso tempo, avere una flora microbica mista e varia, composta principalmente da batteri “buoni”, consente di tenere sotto controllo lo sviluppo dei batteri patogeni (se i batteri buoni sono tanti, consumano più risorse di spazio e di nutrienti, e ne rimangono meno per i patogeni, che non riescono a moltiplicarsi).

Come effettuare il test per la disbiosi intestinale

Come si crea uno stato di Disbiosi intestinale?

Se tutto ciò funziona correttamente, e si ha un equilibrio intestino-sistema immunitario-ospite, si parla di Eubiosi. Al contrario, se si ha uno squilibrio che consente alle specie patogene di crescere e svilupparsi, si parla di Disbiosi.

Generalmente, le principali cause di disbiosi possono essere:

  • Una scorretta alimentazione
  • Abuso di farmaci (soprattutto antibiotici aspecifici)
  • Carenze metaboliche (ad esempio, carenza di enzimi digestivi)
  • Intolleranze alimentari
  • Allergie
  • Intossicazioni
  • Stress fisico e psicologico

Queste cause non solo portano a disbiosi, ma possono anche portare il paziente a manifestare una serie di disturbi, tra cui:

  • Irregolarità intestinali
  • Emicranie
  • Colon irritabile
  • Infiammazione cronica
  • Micosi e cistiti
  • Vaginiti da Candida albicans nelle donne
  • Alterazione del sistema immunitario, con aumento delle citochine pro-infiammatorie
  • Alterazione del tono dell’umore
  • Eruzioni cutanee

In presenza di uno o più di questi sintomi è opportuno rivolgersi ad un medico ed eseguire un’analisi per valutare una disbiosi intestinale. Esistono diversi tipi di test che possono determinare la presenza di una disbiosi: è importante spiegare al medico i propri sintomi, affinché possa consigliare l’esame più adeguato alla situazione.

Affidarsi ad un professionista è sicuramente un valido strumento per migliorare il proprio stato di salute, con conseguente miglioramento della qualità della vita.

Richiedi una consulenza personalizzata ai nostri biologi nutrizionisti

Dott.ssa Sebastiana Pappalardo
Coordinatrice Responsabile  per la sede Centri MIr- Medicina Integrata della Riproduzione – Roma
Socio SIRU Società Italiana della Riproduzione Umana
Membro dei GIS .Gruppi di Interesse Speciale SIRU
Embiologia e Genetica

Riferimenti: Disbiosi, Intestino, Alimentazione, Candida Albicans
Redattore: Dott.ssa Sebastiana Pappalardo



January 30, 2020 Eventi

Abbiamo il piacere di invitarvi alla giornata formativa che si terrà

Sabato 8 febbraio 2020
Presso il Grand Hotel Tiziano di Lecce 

L’evento ideato ed organizzato da:

IMBIO Istituto di Medicina Biologica di Milano in collaborazione
con il Centro Diagnostico Radiologico San Marco di Cellino San Marco (BR)
ed il Laboratorio di analisi cliniche Mater Gratie di Squinzano (LE)

è gratuito con registrazione obbligatoria.

Tutti i partecipanti avranno diritto a 30 ECM
con l’iscrizione gratuita al corso Fad in Medicina Integrata. 

Per partecipare è possibile effettuare la registrazione via mail scrivendo a corsi@imbio.it

 



Un intestino sano è il presupposto di un corpo sano!

Durante le feste è facile cadere nella tentazione di molti cibi che durante il resto dell’anno ci concediamo in quantità e frequenza minori. Ne abbiamo parlato nell’ articolo su come gestire aperitivi, pranzi e cene di Natale.

Questo, oltre a vanificare gli sforzi fatti per mesi, può causare problemi per la nostra salute.
Se dopo le feste abbiamo messo peso oppure se dopo le feste ci sentiamo appesantiti e senza energie è possibile che ragione dei nostri sintomi si nasconda nell’intestino.

Un aumento dei valori di glicemia, aumento del colesterolo nel sangue, l’abbassamento dei cosiddetti grassi “buoni” possono portare ad uno stato infiammatorio generale e di conseguenza, causare l’alterazione dell’equilibrio intestinale (disbiosi).

Per poter capire “come sta” il nostro organismo diventano importanti alcuni esami come ad esempio l’analisi delle citochine (proteine del sistema immunitario) e la valutazione del benessere intestinale, utile in modo particolare per constatare la salute del nostro intestino.

Un equilibrio alterato della flora batterica intestinale porta a una drastica diminuzione delle difese immunitarie che causa perdita di vitalità, stanchezza, gonfiore addominale, depressione, mancanza di concentrazione, aggressività, etc.

Come riequilibrare l’equilibrio della flora batterica dell’intestino dopo le feste? 

Garantire il buon funzionamento intestinale è fondamentale per aumentare le difese immunitarie.
L’igiene del colon gioca un ruolo molto importante per prevenire numerose patologie e, a questo scopo, gioca un ruolo fondamentale l’idrocolon terapia.

L’idrocolon terapia permette una pulizia dell’intestino completa, intensiva e profonda.

La terapia è un metodo naturale ed efficace per risanare e ripulire l’intestino da tossine e rifiuti accumulati anche con l’alimentazione del periodo natalizio.

L’Idrocolon terapia ha numerosi effetti benefici, diretti e indiretti, come ad esempio:

  • immediata sensazione di leggerezza
  • perdita di peso
  • aumento della tonicità addominale
  • migliore assimilazione dei nutrienti
  • miglioramento dello stato della pelle
  • eliminazione di eventuali parassiti

Associata all’incremento dell’attività fisica e ad una corretta alimentazione, permette di ristabilire in pochissimo tempo l’equilibrio intestinale.

Scarica gratuitamente la brochure informativa dell’Idrocolon terapia e prenota subito il trattamento o richiedi una consulenza nutrizionale con i nostri specialisti

 

Riferimenti: dieta dopo le feste, disbiosi, come tornare in forma dopo le feste, benefici dell’Idrocolon terapia
Redattore: Dott. Gabriele Coppo


May 19, 2015 Newsletter

Imbio e Alcat Test si spostano ad alta quota ed incontrano gli abitanti di Sondrio per parlare della relazione tra intolleranze alimentari e malattie infiammatorie. Il focus dell’evento sarà informare gli intervenuti, medici e professionisti del settore ma non solo, sulle potenzialità degli alimenti e sul modo più corretto di prevenire e curare le malattie.

Invitando i medici dell’ASP di Sondrio al convegno in programma sabato 23 maggio presso il Grand Hotel Della Posta, si è riscontrato particolare interesse per questa tematica: essi infatti lamentano la mancanza di linee guida in zona sull’argomento intolleranze e quanto essere informati sulla questione sia utile, in modo da poter meglio rispondere ad esigenze e sintomatologie sempre nuove dei pazienti.

Aprirà la giornata di formazione ed informazione il Dott. Davide Iozzi, biologo – nutrizionista dello staff Imbio e dell’ambulatorio medico fisioterapico Hippocrates di Sondrio struttura molto radicata in loco che ha contribuito all’organizzazione dell’evento, parlando di Disbiosi Intestinale e Alcat Test. Seguirà l’intervento del Prof. Giuseppe Di Fede, direttore sanitario dell’Istituto di Medicina Biologica e dell’Istituto di Medicina Genetica Preventiva Personalizzata di Milano, su infiammazione da cibo e legami tra alimentazione e malattia.

Saranno graditi ospiti e relatori durante la giornata, il Dott. Roberto Colombo direttore del laboratorio Synlab di Brescia, il quale parlerà del voto metabolico come indice di salute e benessere e il Dott.Marco Gianoncelli fisioterapista e responsabile dell’ambulatorio Hippocrates, con un intervento dal titolo dolore muscolo-scheletrico legato a processi infiammatori da intolleranze alimentari e alimentazione scorretta.

Presenzierà il Prof. Emilio Campanella, direttore sanitario del laboratorio Multilab di Cosio Valtellino, laboratorio di riferimento in zona di Alcat Test Italia di cui è presidente la Dott.ssa Paola Carassai.

Quindi, in attesa di cogliere i frutti di questo nuovo incontro, vi invitiamo a partecipare.
Per Info ed Iscrizioni: email. segreteria@imgep.it tel. +39 02-58300376

scarica il programma dettagliato 2015_05_23 locandina (1)


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