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Si può sostituire un pasto con un cono gelato? Ecco il consiglio della nutrizionista. 

Si possono coniugare dieta e gelato? Spesso in estate quando si ha voglia di gelato si scelgono gusti alla frutta, pensando siano meno calorici e più dietetici, ma non è sempre così. La dottoressa Giulia Temponi, biologa nutrizionista in Imbio, ci spiega perché a volte è meglio scegliere il gusto preferito piuttosto che optare per un gusto frutta che poi non è così dietetico come sembra.

Gelato alla frutta o alla crema? L’importante è come viene fatto.

In estate la voglia di consumare alimenti freschi è chiaramente maggiore. Nel caso del gelato a fare la differenza non è tanto il gusto alla frutta o alla crema, ma gli ingredienti utilizzati per prepararlo.
Gli ingredienti usati per la preparazione dei gelati a base cremosa possono essere latte, panna e zucchero a cui vengono aggiunte uova fresche o in polvere. A questa base vengono aggiunti gli ingredienti che determinano il gusto (cacao, caramello, caffè, biscotti, frutta secca), aromi ed eventualmente coloranti. Quindi, a meno che non sia segnalato, anche il gelato alla frutta ha una base cremosa a base di latte.
In linea generale i gelati artigianali hanno meno conservanti e coloranti dei gelati confezionati e la qualità è data dalla presenza o meno di ingredienti freschi come la frutta o di prima scelta nel caso di frutta secca o altri gusti.
La differenza tra le due tipologie di gelato è anche dal punto di vista nutrizionale: il gelato alla crema contiene più proteine e calcio di quello alla frutta, mentre quest’ultimo se realizzato con materie prime fresche può contenere un discreto contenuto di antiossidanti e vitamine.

Si può mangiare il gelato a dieta?

Se viene mangiato con moderazione, il gelato può essere inserito in una dieta equilibrata, ma non può essere considerato come sostituto del pasto. Dal punto di vista nutrizionale il gelato è fortemente sbilanciato, spiega la dottoressa Temponi. Va considerato come un vero e proprio sgarro, come un’eccezione alla routine alimentare.

Il gelato: “mai come sostituto di un pasto”

Il gelato è un dessert e non può essere considerato un valido sostituto di un pasto bilanciato a causa della totale assenza di fibre. La fibra è essenziale per abbassare i livelli di glicemia, ovvero di glucosio nel sangue, e controbilanciare la presenza di zuccheri del gelato.

Per bilanciare al meglio il gelato la nutrizionista consiglia di optare per un cono o una coppetta misti, con gusti alla frutta e alla crema, al fine di coniugare le diverse composizioni nutrizionali delle due tipologie di gelato.

La ricetta della nutrizionista per preparare a casa un gelato sano e goloso

A chiunque volesse cimentarsi nella preparazione casalinga di un gelato sano, la nutrizionista ha pensato ad una ricetta semplice, rapida e gustosa come il frozen yogurt proteico con anacardi e cioccolato, perfetto come merenda proteica fresca o come spuntino post workout.

Frozen yogurt anacardi e cioccolato

Ingredienti per 2 porzioni

20 gr anacardi
15 gr cacao amaro o cioccolato fondente
200 gr yogurt greco 0%
1 cucchiaino miele (opzionale)
40 gr bevanda vegetale alle mandorle o avena senza zucchero
pizzico di sale

Preparazione

Metti in freezer lo yogurt greco per almeno due ore.
In un mixer frulla anacardi e cacao, in un secondo momento aggiungi sale, miele e frulla ancora. 
Infine aggiungi lo yogurt greco congelato, la bevanda vegetale e frulla fino ad ottenere un gelato cremoso.

Un’altra idea golosa e fresca è quella di consumare la frutta allo stesso modo.
Congelate ad esempio fragole, lamponi e mirtilli e frullateli con un po’ di acqua o latte vegetale per preparare un buon sorbetto ready-to-eat.

Per qualsiasi consiglio nutrizionale personalizzato non esitare a contattarci per metterti in contatto la nostra nutrizionista.

Dott.ssa Giulia Temponi
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Gelato, Estate
Redattore: Dott.ssa Giulia Temponi


Il caldo ci rende inattivi, molto stanchi e spesso ci impedisce di affrontare anche i semplici impegni quotidiani privandoci dell’energia fisica e mentale necessaria. Ma gli integratori servono davvero?

Quando le temperature aumentano, la pressione sanguigna scende, provocando spossatezza, affaticamento e stanchezza generale che possono essere aggravati da un alto livello di stress e dall’abitudine di bere poca acqua.

Con i primi caldi afosi, come quelli di questi giorni, c’è chi pensa già ad un integratore a base di magnesio e potassio per recuperare le energie. Ma quando è davvero il caso di assumerli e quando, invece, può essere sufficiente un’integrazione alimentare?

Magnesio e potassio svolgono una serie di funzioni molto importanti:

  • il magnesio fa bene alle ossa e al sistema nervoso ed è necessario per la produzione di energia;
  • il potassio regola l’equilibrio di fluidi e minerali, mantiene la giusta pressione corporea, aiuta a contrarre i muscoli e tutela l’attività delle cellule nervose

La dottoressa Giulia Temponi, nutrizionista in Imbio, ci aiuta a scegliere gli alimenti più ricchi di questi minerali e a capire quando è necessario integrarli al di fuori dell’alimentazione.

Le proprietà del potassio

Il potassio è il principale minerale presente nelle cellule degli adulti. Si tratta di un elemento indispensabile all’organismo e d’estate, complice l’innalzamento delle temperature, il nostro fabbisogno aumenta.

Tra le sue funzioni importantissime:

  • stimola la contrazione muscolare, compresa quella del muscolo cardiaco
  • contribuisce alla regolazione e all’equilibrio dei fluidi all’interno e all’esterno delle cellule, mantenendo la pressione arteriosa regolare
  • riduce il rischio di aterosclerosi
  • regola la trasmissione degli impulsi nervosi e muscolari

Quali sono gli alimenti che contengono potassio?

Fortunatamente il potassio a tavola non è difficile da trovare. È presente in quasi tutti gli alimenti, ma quelli più ricchi sono i vegetali freschi, frutta, verdura e legumi, meglio se poco trasformati, poiché la lavorazione ne può modificare il contenuto nutrizionale.

In particolare sono buone fonti di potassio:

  • verdure in foglia come insalata e spinaci
  • pomodori
  • cetrioli
  • zucchine
  • melanzane
  • zucca
  • patate
  • carote
  • fagioli
  • frutta secca
  • banana
  • fragole

Carenza di potassio

Crampi muscolari, stanchezza e piccoli disturbi metabolici come inappetenza e stitichezza, possono essere sintomi di una carenza di potassio.

La carenza di potassio può essere un semplice deficit passeggero determinato dal caldo, una sudorazione eccessiva, esercizio fisico intenso o una dieta drastica e non equilibrata, ma in casi più rari, può essere causata da patologie più importanti a carico dell’apparato gastro-intestinale. Anche l’abuso di diuretici o una terapia cortisonica prolungata possono provocare l’ipocaliemia, ovvero una carenza di potassio importante.

In questi casi, la quota di elettroliti viene compromessa ed è consigliabile integrarli con un’alimentazione corretta e con alcuni rimedi naturali semplici ma efficaci.

Le proprietà del magnesio

Anche il magnesio è un minerale dalle numerose funzioni, piuttosto diffuso negli alimenti.

Questo minerale partecipa a numerose reazioni cellulari e regola gli enzimi che controllano la sintesi proteica (e quindi la formazione e il funzionamento di muscoli e nervi), la regolazione di glicemia e pressione arteriosa. Inoltre allevia i crampi e aiuta ad eliminare tossine e scorie, stimolando il transito intestinale.

Grazie alle sue proprietà miorilassanti stimola il rilassamento muscolare e, in combinazione con la melatonina, può favorire un buon sonno. Infine, è utile contro i crampi mestruali.

Quali sono gli alimenti che contengono magnesio?

Le fonti di magnesio sono simili a quelle di potassio. Anche questo minerale è presente in:

  • vegetali a foglia verde come gli spinaci e l’insalata
  • legumi
  • frutta secca e semi oleosi
  • cereali integrali

In generale tutti quegli alimenti ricchi di fibre sono anche buone fonti di magnesio.

Carenza di magnesio

Come per il potassio, anche per il magnesio le carenze non sono frequenti. I soggetti più a rischio sono coloro che assumono farmaci o che soffrono di malattie che possono compromettere l’assorbimento a livello intestinale dei minerali, come:

  • celiachia
  • diabete di tipo 2
  • morbo di Crohn
  • chi ha affrontato un bypass gastrico

Nelle situazioni più gravi la carenza di magnesio può portare a contrazioni muscolari e crampi, intorpidimenti, aritmie, riduzione dei livelli di calcio e potassio nel sangue, mentre un eccesso di magnesio può dare diarrea, nausea e crampi addominali.

Gli integratori di magnesio e potassio sono davvero utili?

Una dieta equilibrata e varia dovrebbe garantirci il giusto apporto di questi sali minerali, tuttavia vi sono alcune circostanze in cui potremmo averne un fabbisogno maggiore come ad esempio in gravidanza, con l’età avanzata o quando svolgiamo attività fisica particolarmente intensa che porta ad una grande sudorazione.

Per chi, prima di assumere un integratore, volesse provare a ritrovare il proprio equilibrio elettrolitico anche in estate con degli spuntini ricchi di potassio e magnesio la dottoressa Temponi suggerisce: una banana, 30-40 grammi di frutta secca, altrettanti di semi oleosi, un panino integrale o un piatto di cereali integrali.

Senza dimenticare che, per contrastare la disidratazione è importantissimo non solo bere, ma anche “mangiare acqua” consumando molta frutta fresca e verdura.

Se non sapete quale sia il vostro caso specifico, vi aspettiamo per una consulenza personalizzata per trovare il rimedio migliore ai vostri problemi stagionali di caldo.

Dott.ssa Giulia Temponi
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Magnesio e potassio, Caldo
Redattore: Dott.ssa Giulia Temponi


Con i primi caldi torna la sensazione di gonfiore e di gambe pesanti, ma possiamo contrastare la ritenzione idrica con dieta, idratazione e integrazione

Finocchio, ananas, frutti rossi, gli alimenti con effetti drenanti sono molti e contrastare la ritenzione idrica attraverso la dieta è possibile, grazie ad alcuni cibi e integratori alimentari drenanti.

Bere una tisana non fa dimagrire o perdere grasso, ma certamente può rivelarsi un utile aiuto per contrastare i liquidi in eccesso che possono accumularsi a causa di una vita sedentaria.

La dottoressa Giulia Temponi, biologa nutrizionista in Imbio, ci spiega come “lavorano” i drenanti e quali sono gli alimenti o gli integratori che possiamo introdurre nella dieta per trattenere meno liquidi e sentirci più leggeri.

Il finocchio, un ottimo drenante naturale contro la ritenzione idrica

I drenanti lavorano a livello linfatico, favorendo l’espulsione dei liquidi in eccesso presenti nell’organismo attraverso le urine, il sudore e la traspirazione. Molti drenanti sono sostanze naturali che si possono assumere sotto forma di tisane, decotti, succhi o integratori.

Alcune sostanze naturali, come il finocchio, possono essere un valido alleato per drenare i liquidi accumulati passando molte ore fermi. Il finocchio è una delle migliori opzioni per depurare, oltre che per migliorare la digestione e ridurre i gas intestinali. Consumato sotto forma di infuso può promuovere l’eliminazione di liquidi in eccesso.

Se con l’arrivo del caldo un infuso non è particolarmente gradito si può utilizzare il finocchio come base per estratti e centrifugati: un estratto drenante dal sapore gradevole è a base di sedano, finocchio e zenzero, oppure anche finocchio e cetriolo, un altro ortaggio che favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso.

Aloe vera e the verde: drenanti naturali da bere

Il succo di aloe vera può aiutare a drenare i liquidi in eccesso, accumulati durante una giornata molto sedentaria.
L’aloe vera, consumata pura, stimola il lavoro del fegato, eliminando le tossine a livello epatico, grazie al suo elevato contenuto di polisaccaridi.

Un buon modo per favorire la depurazione e il drenaggio dei liquidi è bere ogni mattina a stomaco vuoto un cucchiaio di aloe vera con un bicchiere d’acqua tiepida.

Il the verde è un’altra bevanda con moltissime proprietà benefiche drenanti e antiossidanti. Il the verde contiene l’acido clorogenico, considerato uno dei migliori drenanti naturali ed in grado di favorire la digestione e l’eliminazione delle tossine. L’ideale è bere da una a tre tazze di the verde al giorno. Nei periodi più caldi provalo anche freddo con una fetta di limone.

Tisane drenanti: l’aiuto delle erbe per eliminare i liquidi in eccesso

Tra gli ingredienti naturali utili come base per tisane e decotti drenanti troviamo:

  • Equiseto (coda cavallina): è una pianta in grado di drenare i liquidi in eccesso stimolando la diuresi. Viene usata spesso  per le tisane drenanti, ma anche in molti integratori alimentari;
  • Tarassaco: è una pianta dall’azione diuretica, ricca di flavonoidi e potassio. Può essere usata in cucina direttamente come alimento per stimolare l’azione depurativa del fegato, ma si trova più frequentemente sotto forma di tisane e integratori;
  • Betulla: la linfa di betulla è un drenante naturale che stimola la diuresi con un’efficacia particolare per gli inestetismi. Ha capacità diuretiche e può essere consumata con tisane, integratori o linfa, diluita solitamente in acqua;
  • Ortica: direttamente dal giardino alla tavola, l’ortica è una pianta dalle proprietà straordinarie. La troviamo in natura, in integratori o tisane.

Non è raro trovare questi ingredienti naturali in combinazione nello stesso preparato.

La frutta che aiuta a drenare i liquidi: Ananas e frutti rossi 

Alcuni frutti svolgono un’azione drenante. L’ananas e i frutti rossi, ad esempio sono tra i migliori frutti drenanti.

L’ananas contiene la bromelina, un enzima che migliora la digestione e la circolazione del sangue. Grazie all’alto contenuto di potassio, un minerale che permette di regolare la quantità di acqua nelle cellule è davvero un ottimo drenante.
Un consiglio estivo è di consumare l’ananas da solo oppure come base per centrifugati freschi e dissetanti come ad esempio ananas, cetrioli e zenzero.

I frutti rossi sono noti per le loro proprietà antiossidanti, ma anche legate alla circolazione. Infatti, questi piccoli tesori della natura, sono anche validi alleati nel contrastare la ritenzione idrica. Ribes, mirtilli e frutti rossi favoriscono l’azione del microcircolo, stimolando il drenaggio dei liquidi. Si possono consumare interi, come frutti, oppure in estratti, ma anche in succhi confezionati, stando però ben attenti che questi non contengano zuccheri aggiunti

Integratori per drenare

Tutti questi ingredienti naturali vengono spesso combinati per creare integratori in grado di stimolare l’organismo alla diuresi e al rilascio dei liquidi in eccesso.
Tra i più comuni troviamo i concentrati liquidi di betulla, gambo d’ananas ed aloe vera, da diluire in acqua e sorseggiare durante l’arco della giornata.

Dott.ssa Giulia Temponi
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Ritenzione idrica, drenanti, gambe gonfie
Redattore: Dott.ssa Giulia Temponi


In estate cosa c’è di più fresco e vitaminico di un estratto di frutta e verdura?

Gli estratti di frutta e verdura o i centrifugati, sono un toccasana in questo periodo estivo dove spesso il caldo ci fa passare la voglia di cucinare.

I ritmi e lo stile di vita moderna non consentono di avere l’apporto di frutta e verdura necessario da supportare i fabbisogni di oligoelementi essenziali per l’organismo.

L’estratto è il succo ottenuto attraverso un processo di estrazione per pressione.
Questo sistema ci permette di ricavare un cibo molto valido a livello nutrizionale e poco dispersivo dal punto di vista digestivo ed energetico.

Tanti buoni motivi per bere un estratto di frutta e verdura

Gli estratti di vegetali hanno numerosi vantaggi:

  • sono dissetanti
  • ricchi di vitamine e sali minerali
  • molto utili per depurare il corpo
  • utili per mantenere anche la linea

Gli estratti di frutta e verdura sono un ottimo rimedio naturale adatto a tutti per depurarsi dalle tossine e dai materiali di scarto che sono causa di molti disturbi. Possono essere assunti la mattina o durante la giornata, oppure si può dedicare anche un giorno alla settimana alla depurazione, da abbinare a tisane specifiche e naturalmente molta acqua.

Un metodo alternativo per far mangiare frutta e verdura ai bambini

I bambini, in particolare, non sono grandi fans di frutta ed ortaggi e risulta dunque molto difficile far mantenere un discreto apporto di tali nutrienti. Un metodo semplice e sicuramente più gustoso per far gradire la frutta e la verdura ai bambini è quello di utilizzare gli estratti.

I benefici degli estratti di frutta e verdura 

Importante scegliere frutta e/o verdura con proprietà depuranti, lavarla, inserirla nell’estrattore e raccogliere poi il succo. Questi apparecchi riescono a rompere maggiormente le fibre aumentando la quantità di sostanze nutritive che vengono rilasciate e sono preferibili rispetto alle centrifughe classiche.

Per poter godere appieno di tutti i benefici, la cosa più importante è che i succhi siano estratti nel modo corretto, utilizzando estrattori che mantengono attive le proprietà di frutta e verdura; vanno consumati subito e prodotti con ingredienti freschi e biologici, ancora meglio se di stagione.

Fra gli ingredienti dei centrifugati depurativi più noti troviamo:

  • ananas
  • cetriolo
  • spinaci
  • lattuga
  • mele
  • sedano
  • carota
  • anguria
  • agrumi
  • barbabietola

Naturalmente si possono fare abbinamenti a seconda dei gusti e dell’obbiettivo in termini di disintossicazione che vogliamo raggiungere.

Il consiglio è sempre quello di utilizzare sia frutta che verdura per bilanciare l’apporto di fibre e zuccheri presenti nei vari ingredienti. Inoltre è bene non eccedere con il numero di vegetali (mediamente tre) in quanto si potrebbe verificare qualche piccolo disturbo gastrointestinale (gonfiore e/o eccessive evacuazioni intestinali).

Le ricette del nutrizionista

ESTRATTO DRENANTE AL SAPOR DI PINA COLADA

Frutta e verdura giallo-arancio aiutano a prevenire tumori, patologie cardiovascolari e l’invecchiamento cellulare, potenziando anche la vista.

Ingredienti | Per circa 400-500ml di succo

  • 1/2 ananas 
  • 1 tazza acqua di cocco (bio, senza zucchero)
  • 1-2 lime 
  • Q.b. cubetti di ghiaccio 

Procedimento:
Private l’ananas della buccia, tagliatela grossolanamente e passatela nell’estrattore.
Spremete il lime, aggiungete l’acqua di cocco, mescolate, aggiungete ghiaccio e servite.


ESTRATTO VERDE DETOX

Un mix di frutta e verdura pieno di antiossidanti, minerali e vitamine.

Ingredienti | Per circa 400-500ml di succo

  • 2 mele verdi 
  • 1 cetriolo 
  • 3-4 manciate abbondanti di spinacino fresco o spinaci
  • 1 cm circa di radice di zenzero fresco
  • 1 limone 
  • Q.b. cubetti di ghiaccio 

Procedimento:
Sbucciate il cetriolo e la radice di zenzero. Tagliate grossolanamente gli ingredienti e passateli nell’estrattore, salvo il limone che andrà spremuto a parte. Unite i succhi, aggiungete il ghiaccio ed il gioco è fatto!

 

ESTRATTO ANTIOSSIDANTE ANTI-AGE

Frutta e verdura di colore rosso si distinguono per le loro importanti proprietà antiossidanti e per la capacità di prevenire tumori e patologie cardiovascolari. Gli alimenti rossi, inoltre, sono i più ricchi di vitamina C: favoriscono la produzione di collagene, mantengono integri i vasi sanguigni, stimolano le difese immunitarie e la cicatrizzazione delle ferite.

Ingredienti | Per circa 400-500ml di succo

  • 1 tazza fragole
  • 2 carote grandi
  • 1 barbabietola di medie dimensioni (cruda)
  • Succo di 1 pompelmo 
  • 1 cucchiaino succo di limone (opzionale)
  • Q.b. cubetti di ghiaccio 

Procedimento:
Lavate, pulite e tagliate grossolanamente gli ingredienti e passateli nell’estrattore, salvo il pompelmo che andrà spremuto a parte. Cercate di utilizzare ingredienti biologici, le carote non andrebbero private della buccia.
Unite i succhi, aggiungete il ghiaccio e gustate.

 

Contatta il Dott. Alessio Tosatto per una consulenza nutrizionale personalizzata

 

Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  Estate, Frutta e verdura, Estratti
Redattore: Dott. Alessio Tosatto

 



donna che dimagrisce perdere peso e dimagrire dopo estate

Vacanze e dieta, ecco come rimettersi in carreggiata!

Arrivano le vacanze estive e nella maggioranza dei casi, la sana alimentazione passa in secondo piano: aperitivi, pranzi e cene festose in compagnia, diventano il tema principale per buona parte dei mesi estivi.

Ci si dimentica dei buoni propositi e dei consigli nutrizionali ricevuti. Un’alimentazione ricca di zuccheri e grassi cattivi rischia di rovinare quello che di buono è stato raggiunto con sacrifici dopo il periodo invernale e primaverile, attraverso dieta e sport.

A questo punto, finite le ferie, diventa opportuno rimettersi in carreggiata, cambiando lo stile alimentare e tornando a fare un po’ di attività fisica in più.

Dopo le vacanze è importante drenare e detossificare l’organismo

Prima di tutto è importante drenare e basificare l’organismo: gli eccessi di eventuali aperitivi a base di alcolici e zuccheri vari, rendono l’organismo incline ad intossicarsi e soprattutto ad acidificarsi.

Lieviti e grassi saturi entrano nel nostro organismo, infiammando il nostro tratto digerente, creando scorie che rallentano il metabolismo e fanno aumentare di peso. L’organo chiave è soprattutto il fegato, catalizzatore di queste tossine e bisognoso quindi di essere ripulito.

È a questo punto che scendono in campo frutta e verdura, ricche di antiossidanti, vitamine e sali minerali, essenziali per depurare l’organismo, permettendo al corpo di smaltire le tossine. Si parla infatti di 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura. In particolare le verdure a foglia verde sono molto utili per la pulizia del fegato e nello specifico esistono rimedi naturali come il tarassaco o il cardo mariano che sono perfetti per tale situazione detossificante a livello epatico.

Possono tornare utili anche le tisane, per esempio al finocchio o appunto al tarassaco, per drenare le scorie e favorire la diuresi. È consigliato berle nel corso della giornata o la sera e soprattutto evitando ovviamente di zuccherarle. Proprio la riduzione degli zuccheri serali, permette all’organismo di perdere quei chili di troppo accumulati con gli sgarri delle vacanze estive.

Anche l’intestino ha un ruolo fondamentale per il buon funzionamento del nostro metabolismo.
Una flora batterica alterata da un abuso di alimenti poco sani, zucchero ed alcool non ci permette di assimilare nel modo giusto i nutrienti. Inoltre tutti questi fattori portano ad una condizione di intossicazione, che comporta una diminuzione delle difese immunitarie dell’organismo.

L’idrocolonterapia permette una pulizia dell’intestino completa, intensiva e profonda e può essere un aiuto per risanare e ripulire più velocemente l’intestino da tossine e rifiuti depositati.

Quali alimenti preferire per perdere i chili di troppo dopo le vacanze

Da privilegiare è l’introduzione di proteine, utili per far ripartire il metabolismo e alleggerire il corpo dal peso in eccesso. Una cena a base di pesce (meglio se non di allevamento in quanto ricco di mangime poco sano per l’organismo e povero di omega3) o di carne bianca magra o uova (alimento dalle notevoli proprietà nutrizionali), accompagnata da un contorno di verdura è sicuramente l’ideale per chi vuole rimettersi in linea e che soprattutto ci tiene a ripristinare uno stille alimentare sano.

Se proprio non si riesce a resistere ai carboidrati, un giusto compromesso potrebbero essere quelli a basso indice glicemico, da preferire comunque nelle prime ore della giornata, magari per pranzo. Privilegiare dunque quelli integrali oppure più “alternativi” come farro, quinoa, riso basmati o rosso o riso venere.

Questi prodotti sono molto validi, in quanto oltre ad avere un’elevata capacità saziante, si prestano a gustose ricette, senza per questo causare l’aumento di peso e soprattutto intaccare la salute.

Quali alimenti preferire per mantenere acceso il metabolismo

Un altro piccolo trucco molto utile è quello di non saltare i pasti, bensì è importante fare gli spuntini, mangiando quindi poco ma spesso. Ciò permette di arrivare ai pasti successivi con il giusto appetito, evitando di fare pasti con voracità. È bene ricordare che il metabolismo del corpo umano è paragonabile ad un camino che per essere mantenuto vivo e acceso ha bisogno ciclicamente di legna e ovviamente legna buona, “di qualità”.

La legna è il cibo, che deve essere introdotto con regolarità e ovviamente deve essere corretto, “di qualità”. Gli ingredienti devono essere abbinati bene tra loro affinché l’organismo possa usufruire correttamente delle sostanze nutritive al loro interno. Spesso si ritiene ancora che quello che conta sia quanto si mangia, più determinante invece sono gli abbinamenti alimentari che determinano meccanismi digestivi, ormonali e metabolici che sono poi alla base dell’aumento o della perdita del peso.

Così come è fondamentale la cronologia dei pasti e l’idratazione. Bere appena ci si sveglia, prima di coricarsi e durante la giornata è molto più utile che durante i pasti (i cibi hanno già al loro interno livelli d’acqua).

Tra gli errori più comuni vediamo spesso anche il non fare colazione o farla molto dopo l’essersi svegliati. Questo non permette al corpo di “accendere” il metabolismo e iniziare con vigore la giornata. Mangiare troppo tardi la sera, tipico delle cene estive in compagnia, non permette di assimilare correttamente i cibi notturni, affaticando la digestione notturna e depositando massa grassa.

Contatta il nostro biologo nutrizionista per una consulenza personalizzata

 

Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  Alimentazione, dieta, estate, rimettersi in forma
Redattore: Dott. Alessio Tosatto


Per un fisico funzionale ed atletico è imprescindibile un assetto ormonale armonico e bilanciato.

A tal fine, un alimentazione che assecondi il fisiologico funzionamento degli ormoni, associata ad una attività fisica anche di scarsa intensità, risulta essere la chiave di volta nel raggiungimento dell’ obbiettivo.

Gli “ormoni target” di questo particolare regime alimentare sono:

  • Insulina: ormone prodotto dal pancreas, se in eccesso favorisce l’accumulo di massa grassa.
  • Cortisolo: ormone prodotto dal surrene, se non ben bilanciato favorisce l’ accumulo di massa grassa e la riduzione della massa muscolare

La  “DIETA ORMONALE” garantisce un controllo efficiente di questi due ormoni e si basa su un semplice principio: assumere carboidrati e proteine in momenti distinti della giornata.

Aggiungendo pochi altri accorgimenti è infine possibile individuare quattro punti cardine per delineare un piano nutrizionale che favorirà il tanto  desiderato ventre piatto ed un funzionamento dell’ organismo ottimale.

  1. COLAZIONE BILANCIATA: Inserire sempre nella colazione una fonte proteica (affettato, salmone, uova, yogurt greco, frutta secca…) accompagnato ad una fonte di carboidrati (fette biscottate integrali, fette wasa, un frutto…) e una fonte di grassi buoni (avocado, frutta secca…)
  1. 5 PASTI AL GIORNO: suddividere l’introito calorico giornaliero in 5 pasti: colazione, pranzo, cena e due spuntini (metà mattina e metà pomeriggio). Si consiglia un frutto fresco di stagione a metà mattina e un pugno di frutta secca con una noce di parmigiano a metà pomeriggio
  1. PRANZO A BASE DI CARBOIDRATI: i pranzi consigliati si basano su un carboidrato a basso indice glicemico (pasta integrale, riso integrale, farro…) + verdure di stagione + olio extravergine di oliva.
  1. CENA A BASE DI PROTEINE:per cena si consiglia una fonte proteica (uova, pesce, carne bianca…) + verdure di stagione + olio extravergine di oliva.

Questo piano alimentare si basa quindi su una colazione “mista” carboidrati e proteine, carboidrati a metà mattina e pranzo, proteine a metà pomeriggio e cena.

Per ottenere risultati ottimali è sempre consigliabile rivolgersi ad uno specialista, che saprà valutare e consigliare il piano nutrizionale più adatto alle vostre esigenze.
Rivolgiti al nostro studio per una consulenza personalizzata!

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Tel. 02 5830 0376


Novembre 23, 2014 Newsletter

Questa è una bellissima intervista fatta al Prof. Giuseppe Di Fede pubblicata su Orizzonti

«Sono nato a Piazza Armerina – dice sommessamente il dott. Giuseppe Di Fede – ma la mia famiglia è originaria di Aidone». Una città particolare, questo piccolo centro in provincia di Enna a quasi mille metri sul livello del mare; cinquemila abitanti, un centro storico bellissimo, una straordinaria terrazza che s`affaccia sulla Piana di Catania e su «Mungibeddu», il vulcano dei siciliani. Quello che quando è in eruzione dà sempre spettacolo di lava e lapilli. Nelle sere d`estate, dal belvedere di Aidone, l`Etna ce l`hai tra le mani. Sembra la testimonianza vivente di quanto autentiche siano quelle antiche stampe che raffigurano il monte  visto da lontano con alte fontane di fuoco rosso.

Da Aidone, il piccolo Giuseppe Di Fede partì ancora bambino. «Mio padre, Aurelio, era il barbiere del paese – dice, con tenero affetto, il nostro –  mia madre, Graziella Pellegrino, era casalinga. Con la mia sorellina, Maria Rosa, vivevamo coi nonni materni, Maria Lauri e Sebastiano Pellegrino. La mia famiglia, assicurandomi un totale sostegno, mi ha permesso di imparare un mestiere e avere rispetto per gli altri».

La storia dunque parte da Aidone, da un barbiere che decide di dare una svolta alla sua vita ed alla sua famiglia. Che parte, come tanti partirono tra gli anni Sessanta e i Settanta, alla volta delle città industriali del Nord. Avrà pure deluso i suoi clienti più affezionati (e sì, in Sicilia il barbiere, il medico e il macellaio non si cambiano mai) ma il barbiere Aurelio Di Fede, con quella scelta, lanciò una freccia sul futuro, E questa freccia si chiama Giuseppe.

A Milano, Giuseppe conclude gli studi dell`obbligo e si iscrive ad un corso di odontotecnici, subito inizia a lavorare, mentre ancora frequenta il corso che lo qualificherà tecnico dentista; lavora di giorno e studia la notte. Ma Milano è una grande città e a Giuseppe, ancora adolescente, lo studio e il lavoro non bastano. Ci sono gli amici, c`è lo sport, si appassiona di karatè e vince: vince anche gare nazionali.

«Anche lo sport è stato importante per me – dice – mi ha dato sicurezza, autostima, determinazione e rispetto delle regole. Raggiungere un traguardo, avere degli obbiettivi, per me è stato ed è sempre importante. Anche i miei genitori lo hanno avuto: il loro traguardo siamo stati noi figli.  Così mi hanno trasmesso il senso del dovere e la necessità di porsi, nella vita, degli obbiettivi».

L`intervista di Orizzonti, fa fermare per qualche istante il ritmo frenetico del giovane medico, ormai milanese d`adozione, e lo fa tornare indietro nei ricordi. Una pausa dolce e salutare:

«Ho avuto poche occasioni per ritornare in Sicilia e rivedere i miei zii. Il tempo era poco davvero. Ma le volte che lo facevo, ricevevo un affetto forte come se fossi stato sempre in Sicilia, come se non fossi andato mai via».

leggi il seguito cliccando qui



Luglio 30, 2012 Newsletter

La pitiriasi alba è una comune malattia della pelle, che interessa soprattutto i bambini di età compresa tra i 3 e i 16 anni, con maggiore incidenza nei maschi. Benché sia più evidente negli individui di carnagione scura, colpisce maggiormente gli individui di carnagione chiara.

A oggi, non si conosce la causa della pitiriasi alba. Tali lesioni possono tuttavia presentarsi nel contesto di una dermatite atopica, o di una psoriasi, e tale associazione suggerisce una causa infiammatoria come terreno patogenetico. A sostegno di questa ipotesi vi è, inoltre, il quadro istologico che mostra una diminuzione dei melanociti (le cellule che producono melanina) e dei melanosomi, infiltrazione di cellule infiammatorie linfocitarie a livello del derma e paracheratosi, caratteristica di diversi quadri infiammatori cutanei.

La pitiriasi alba appare come una macchia chiara, bianca, di forma circolare od ovalare, non dolente e non pruriginosa, singola o comunque in numero limitato. A differenza dalla vitiligine, le chiazze non sono mai completamente bianche; la superficie centrale è finemente desquamante, e i margini sfumati.

Le zone di presentazione possono essere ovunque, (soprattutto sulla superficie estensoria delle articolazioni), frequentemente si localizzano a livello della fronte, dell’angolo labbiale, delle guance e degli zigomi. Per il contrasto con la cute circostante, le macchie sono più visibili in estate o comunque sulla cute abbronzata. La diagnosi differenziale si pone con: vitiligine, pitiriasi vescicolare e ipocromie post traumatiche, esiti di precedenti micosi o leucoplachie.

La terapia medica non esiste, essendo un’affezione cutanea autolimitante. A volte blande crema base di cortisone sono utilizzate per brevi periodi per limitare l’estensione della macchia chiara.

La probabile associazione tra pitiriasi alba e intolleranze alimentari, in grado di scatenare una risposta immunoflogistica aspecifica, può essere presa in considerazione se esiste un “terreno” di: predisposizione individuale alle allergie alimentari, pregressa atopia, comparsa di lesioni psoriasiche cutanee.

Una certa attività anticorpale diretta verso i melanociti, creata da infiammazione cronica silente dei linfociti, si può gestire con il controllo degli alimenti riscontrati positivi al test d’intolleranza alimentare ALCAT. Il test verifica il grado di reattività dei granulociti neutrofili verso gli antigeni alimentari, capaci di innescare il processo di immunoflogosi in presenza di reazioni da intolleranza alimentare eccessiva.



Luglio 30, 2011 Newsletter

Prima del periodo estivo o a ridosso delle vacanze, è consuetudine accorgersi di aver accumulato dei chili di troppo durante il periodo invernale.Allora che fare? Iniziare a mettersi a dieta! Certo, ma con quanta fatica!

Ci si rivolge di solito al dietologo o nutrizionista di turno, ma spesso le diete proposte in questa stagione sono troppo poco caloriche e il rischio che si corre è di essere particolarmente stanchi e privi di energie, la pressione tende ad abbassarsi per effetto del caldo, e inoltre si aggiunge l’effetto dieta a peggiorare le cose.

Presso l’Istituto di Medicina Biologica di Milano, IMBIO, è invece possibile avvalersi della consulenza di medici e biologi specialisti in nutrizione ed effettuare il test ALCAT® per la valutazione di eventuali intolleranze alimentari, che hanno contribuito durante l’inverno all’accumulo dei chili di troppo.

Il test ALCAT® rivela gli alimenti che creano una “infiammazione” dei tessuti e risultano implicati nell’aumento di peso. Se si è intolleranti a qualche alimento, l’aumento di peso è, infatti, lento e inesorabile nel tempo, anche se non si sono cambiate le abitudini alimentari. Grazie all’individuazione degli alimenti reattivi con il test ALCAT®, il medico specialista può impostare una dieta personalizzata, basata sui principi della moderazione piuttosto che su quelli dell’esclusione rigida.

Dopo un periodo di trenta giorni si valuterà lo stato di salute del paziente per proseguire con la dieta corretta, per tutta l’estate. Il test ALCAT® si effettua attraverso un prelievo di sangue venoso, è un test computerizzato, affidabile e riproducibile. Utilizzato da diversi anni presso IMBIO, è uno strumento di aiuto, indispensabile per il medico che affronta la problematica “peso e alimentazione”.

I chili di troppo, con un piano nutrizionale basato sugli alimenti non tollerati riscontrati con ALCAT-Test, e sotto controllo di un medico esperto, saranno eliminati per non essere mai più ripresi.

Grazie alla metodica ALCAT® Test puoi riprendere la forma fisica ideale e soprattutto guadagnare in salute e prevenzione.



Maggio 30, 2011 Newsletter

In primavera, più intesa in senso climatico che in senso astronomico, il cambio della temperatura e delle condizioni meteorologiche favorisce la fioritura delle specie vegetali con la comparsa di allergie.

Chi ha allergie agli acari, agli animali domestici sperimenta sintomi come il bruciore agli occhi, la lacrimazione, l’irritazione del naso, le difficoltà respiratorie, i pruriti della pelle con una frequenza importante durante tutto l’anno in funzione del contatto ed in modo indipendente dalle “condizioni ambientali”. Chi ha allergie ai diversi cibi sperimenta questi sintomi dopo averli mangiati e ne è libero se li evita. Chi ha allergie ai vegetali sperimenta questi sintomi indipendentemente dalla propria volontà in periodi diversi dell’anno in funzione della fioritura e dell’impollinazione e non può evitarlo se non cercando di fuggire quegli ambienti con specie che gli procurano i sintomi in assoluto o per i periodi più difficili dell’anno.

Il ricorso agli antistaminici diventa quasi una necessità per poter affrontare la giornata.
È proprio l’istamina il mediatore di questi fenomeni: contenuta all’interno di alcune cellule del nostro corpo, gli eosinofili e i mastociti, la presenza di un allergene (ciò che causa l’allergia) attraverso l’interazione con il sistema immunitario (IgE, una classe di anticorpi) ne determina la liberazione causando i sintomi tipici. Il fenomeno è rapido. Rapida la comparsa dei sintomi dopo il contatto con l’allergene; rapida la scomparsa dei sintomi se trattati con antistaminici o se viene allontanato l’allergene.

I sintomi delle intolleranze hanno caratteristiche diverse, sembrano quasi manifestarsi dopo una sorta di accumulo ed essere più cronici ovvero lenti sia a comparire sia a scomparire.

Tipicamente definite come intolleranza alimentari poiché la prima evidenza di “irritazione del corpo” è a livello gastrointestinale in alcuni casi i sintomi delle intolleranze possono riguardare la pelle con pruriti difficilmente trattabili o il sistema respiratorio con sintomi di irritazione aspecifici. Si è ipotizzato che il meccanismo attraverso cui si verificano questi fenomeni sia una alterazione dei globuli bianchi nella loro struttura con una membrana che diventa più permeabile potendo rilasciare il contenuto delle vescicole tra cui potrebbe esserci l’istamina ma anche una serie di mediatori, le citochine, che possono avere un effetto favorente l’infiammazione.

Allergie ed intolleranze hanno perciò due meccanismi diversi, ben spiegato per la prima ed ipotizzato per la seconda, con la caratteristica però di avere, così ci viene suggerito, una via comune di molecole e meccanismi implicati nella generazione di una “irritazione” dell’organismo.

Il passaggio tra la primavera e l’estate è anche il momento in cui sulla tavola cominciano a ricomparire in maniera importante frutta e verdura due elementi che oltre potenziali allergeni sono anche potenziali fattori capaci di causare intolleranza.

Si tratta perciò di un periodo in cui i fenomeni di intolleranza potrebbero avere un significato clinico nel contribuire alla sintomatologia irritativa propria delle allergie.
Questo non significa che il controllo di una intolleranza sia lo stesso da attuare per una allergia o che il trattamento dell’intolleranza risolva il problema allergico ma piuttosto che una attenzione e una correzione di una eventuale intolleranza possa influire in senso positivo sui sintomi propri di una allergia.

a cura della Dr. Alberto Cescato, Medico chirurgo esperto in genetica preventiva e biotecnologie


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