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In estate cosa c’è di più fresco e vitaminico di un estratto di frutta e verdura?

Gli estratti di frutta e verdura o i centrifugati, sono un toccasana in questo periodo estivo dove spesso il caldo ci fa passare la voglia di cucinare.

I ritmi e lo stile di vita moderna non consentono di avere l’apporto di frutta e verdura necessario da supportare i fabbisogni di oligoelementi essenziali per l’organismo.

L’estratto è il succo ottenuto attraverso un processo di estrazione per pressione.
Questo sistema ci permette di ricavare un cibo molto valido a livello nutrizionale e poco dispersivo dal punto di vista digestivo ed energetico.

Tanti buoni motivi per bere un estratto di frutta e verdura

Gli estratti di vegetali hanno numerosi vantaggi:

  • sono dissetanti
  • ricchi di vitamine e sali minerali
  • molto utili per depurare il corpo
  • utili per mantenere anche la linea

Gli estratti di frutta e verdura sono un ottimo rimedio naturale adatto a tutti per depurarsi dalle tossine e dai materiali di scarto che sono causa di molti disturbi. Possono essere assunti la mattina o durante la giornata, oppure si può dedicare anche un giorno alla settimana alla depurazione, da abbinare a tisane specifiche e naturalmente molta acqua.

Un metodo alternativo per far mangiare frutta e verdura ai bambini

I bambini, in particolare, non sono grandi fans di frutta ed ortaggi e risulta dunque molto difficile far mantenere un discreto apporto di tali nutrienti. Un metodo semplice e sicuramente più gustoso per far gradire la frutta e la verdura ai bambini è quello di utilizzare gli estratti.

I benefici degli estratti di frutta e verdura 

Importante scegliere frutta e/o verdura con proprietà depuranti, lavarla, inserirla nell’estrattore e raccogliere poi il succo. Questi apparecchi riescono a rompere maggiormente le fibre aumentando la quantità di sostanze nutritive che vengono rilasciate e sono preferibili rispetto alle centrifughe classiche.

Per poter godere appieno di tutti i benefici, la cosa più importante è che i succhi siano estratti nel modo corretto, utilizzando estrattori che mantengono attive le proprietà di frutta e verdura; vanno consumati subito e prodotti con ingredienti freschi e biologici, ancora meglio se di stagione.

Fra gli ingredienti dei centrifugati depurativi più noti troviamo:

  • ananas
  • cetriolo
  • spinaci
  • lattuga
  • mele
  • sedano
  • carota
  • anguria
  • agrumi
  • barbabietola

Naturalmente si possono fare abbinamenti a seconda dei gusti e dell’obbiettivo in termini di disintossicazione che vogliamo raggiungere.

Il consiglio è sempre quello di utilizzare sia frutta che verdura per bilanciare l’apporto di fibre e zuccheri presenti nei vari ingredienti. Inoltre è bene non eccedere con il numero di vegetali (mediamente tre) in quanto si potrebbe verificare qualche piccolo disturbo gastrointestinale (gonfiore e/o eccessive evacuazioni intestinali).

Le ricette del nutrizionista

ESTRATTO DRENANTE AL SAPOR DI PINA COLADA

Frutta e verdura giallo-arancio aiutano a prevenire tumori, patologie cardiovascolari e l’invecchiamento cellulare, potenziando anche la vista.

Ingredienti | Per circa 400-500ml di succo

  • 1/2 ananas 
  • 1 tazza acqua di cocco (bio, senza zucchero)
  • 1-2 lime 
  • Q.b. cubetti di ghiaccio 

Procedimento:
Private l’ananas della buccia, tagliatela grossolanamente e passatela nell’estrattore.
Spremete il lime, aggiungete l’acqua di cocco, mescolate, aggiungete ghiaccio e servite.


ESTRATTO VERDE DETOX

Un mix di frutta e verdura pieno di antiossidanti, minerali e vitamine.

Ingredienti | Per circa 400-500ml di succo

  • 2 mele verdi 
  • 1 cetriolo 
  • 3-4 manciate abbondanti di spinacino fresco o spinaci
  • 1 cm circa di radice di zenzero fresco
  • 1 limone 
  • Q.b. cubetti di ghiaccio 

Procedimento:
Sbucciate il cetriolo e la radice di zenzero. Tagliate grossolanamente gli ingredienti e passateli nell’estrattore, salvo il limone che andrà spremuto a parte. Unite i succhi, aggiungete il ghiaccio ed il gioco è fatto!

 

ESTRATTO ANTIOSSIDANTE ANTI-AGE

Frutta e verdura di colore rosso si distinguono per le loro importanti proprietà antiossidanti e per la capacità di prevenire tumori e patologie cardiovascolari. Gli alimenti rossi, inoltre, sono i più ricchi di vitamina C: favoriscono la produzione di collagene, mantengono integri i vasi sanguigni, stimolano le difese immunitarie e la cicatrizzazione delle ferite.

Ingredienti | Per circa 400-500ml di succo

  • 1 tazza fragole
  • 2 carote grandi
  • 1 barbabietola di medie dimensioni (cruda)
  • Succo di 1 pompelmo 
  • 1 cucchiaino succo di limone (opzionale)
  • Q.b. cubetti di ghiaccio 

Procedimento:
Lavate, pulite e tagliate grossolanamente gli ingredienti e passateli nell’estrattore, salvo il pompelmo che andrà spremuto a parte. Cercate di utilizzare ingredienti biologici, le carote non andrebbero private della buccia.
Unite i succhi, aggiungete il ghiaccio e gustate.

 

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Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  Estate, Frutta e verdura, Estratti
Redattore: Dott. Alessio Tosatto

 



donna che dimagrisce perdere peso e dimagrire dopo estate

Vacanze e dieta, ecco come rimettersi in carreggiata!

Arrivano le vacanze estive e nella maggioranza dei casi, la sana alimentazione passa in secondo piano: aperitivi, pranzi e cene festose in compagnia, diventano il tema principale per buona parte dei mesi estivi.

Ci si dimentica dei buoni propositi e dei consigli nutrizionali ricevuti. Un’alimentazione ricca di zuccheri e grassi cattivi rischia di rovinare quello che di buono è stato raggiunto con sacrifici dopo il periodo invernale e primaverile, attraverso dieta e sport.

A questo punto, finite le ferie, diventa opportuno rimettersi in carreggiata, cambiando lo stile alimentare e tornando a fare un po’ di attività fisica in più.

Dopo le vacanze è importante drenare e detossificare l’organismo

Prima di tutto è importante drenare e basificare l’organismo: gli eccessi di eventuali aperitivi a base di alcolici e zuccheri vari, rendono l’organismo incline ad intossicarsi e soprattutto ad acidificarsi.

Lieviti e grassi saturi entrano nel nostro organismo, infiammando il nostro tratto digerente, creando scorie che rallentano il metabolismo e fanno aumentare di peso. L’organo chiave è soprattutto il fegato, catalizzatore di queste tossine e bisognoso quindi di essere ripulito.

È a questo punto che scendono in campo frutta e verdura, ricche di antiossidanti, vitamine e sali minerali, essenziali per depurare l’organismo, permettendo al corpo di smaltire le tossine. Si parla infatti di 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura. In particolare le verdure a foglia verde sono molto utili per la pulizia del fegato e nello specifico esistono rimedi naturali come il tarassaco o il cardo mariano che sono perfetti per tale situazione detossificante a livello epatico.

Possono tornare utili anche le tisane, per esempio al finocchio o appunto al tarassaco, per drenare le scorie e favorire la diuresi. È consigliato berle nel corso della giornata o la sera e soprattutto evitando ovviamente di zuccherarle. Proprio la riduzione degli zuccheri serali, permette all’organismo di perdere quei chili di troppo accumulati con gli sgarri delle vacanze estive.

Anche l’intestino ha un ruolo fondamentale per il buon funzionamento del nostro metabolismo.
Una flora batterica alterata da un abuso di alimenti poco sani, zucchero ed alcool non ci permette di assimilare nel modo giusto i nutrienti. Inoltre tutti questi fattori portano ad una condizione di intossicazione, che comporta una diminuzione delle difese immunitarie dell’organismo.

L’idrocolonterapia permette una pulizia dell’intestino completa, intensiva e profonda e può essere un aiuto per risanare e ripulire più velocemente l’intestino da tossine e rifiuti depositati.

Quali alimenti preferire per perdere i chili di troppo dopo le vacanze

Da privilegiare è l’introduzione di proteine, utili per far ripartire il metabolismo e alleggerire il corpo dal peso in eccesso. Una cena a base di pesce (meglio se non di allevamento in quanto ricco di mangime poco sano per l’organismo e povero di omega3) o di carne bianca magra o uova (alimento dalle notevoli proprietà nutrizionali), accompagnata da un contorno di verdura è sicuramente l’ideale per chi vuole rimettersi in linea e che soprattutto ci tiene a ripristinare uno stille alimentare sano.

Se proprio non si riesce a resistere ai carboidrati, un giusto compromesso potrebbero essere quelli a basso indice glicemico, da preferire comunque nelle prime ore della giornata, magari per pranzo. Privilegiare dunque quelli integrali oppure più “alternativi” come farro, quinoa, riso basmati o rosso o riso venere.

Questi prodotti sono molto validi, in quanto oltre ad avere un’elevata capacità saziante, si prestano a gustose ricette, senza per questo causare l’aumento di peso e soprattutto intaccare la salute.

Quali alimenti preferire per mantenere acceso il metabolismo

Un altro piccolo trucco molto utile è quello di non saltare i pasti, bensì è importante fare gli spuntini, mangiando quindi poco ma spesso. Ciò permette di arrivare ai pasti successivi con il giusto appetito, evitando di fare pasti con voracità. È bene ricordare che il metabolismo del corpo umano è paragonabile ad un camino che per essere mantenuto vivo e acceso ha bisogno ciclicamente di legna e ovviamente legna buona, “di qualità”.

La legna è il cibo, che deve essere introdotto con regolarità e ovviamente deve essere corretto, “di qualità”. Gli ingredienti devono essere abbinati bene tra loro affinché l’organismo possa usufruire correttamente delle sostanze nutritive al loro interno. Spesso si ritiene ancora che quello che conta sia quanto si mangia, più determinante invece sono gli abbinamenti alimentari che determinano meccanismi digestivi, ormonali e metabolici che sono poi alla base dell’aumento o della perdita del peso.

Così come è fondamentale la cronologia dei pasti e l’idratazione. Bere appena ci si sveglia, prima di coricarsi e durante la giornata è molto più utile che durante i pasti (i cibi hanno già al loro interno livelli d’acqua).

Tra gli errori più comuni vediamo spesso anche il non fare colazione o farla molto dopo l’essersi svegliati. Questo non permette al corpo di “accendere” il metabolismo e iniziare con vigore la giornata. Mangiare troppo tardi la sera, tipico delle cene estive in compagnia, non permette di assimilare correttamente i cibi notturni, affaticando la digestione notturna e depositando massa grassa.

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Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  Alimentazione, dieta, estate, rimettersi in forma
Redattore: Dott. Alessio Tosatto


Per un fisico funzionale ed atletico è imprescindibile un assetto ormonale armonico e bilanciato.

A tal fine, un alimentazione che assecondi il fisiologico funzionamento degli ormoni, associata ad una attività fisica anche di scarsa intensità, risulta essere la chiave di volta nel raggiungimento dell’ obbiettivo.

Gli “ormoni target” di questo particolare regime alimentare sono:

  • Insulina: ormone prodotto dal pancreas, se in eccesso favorisce l’accumulo di massa grassa.
  • Cortisolo: ormone prodotto dal surrene, se non ben bilanciato favorisce l’ accumulo di massa grassa e la riduzione della massa muscolare

La  “DIETA ORMONALE” garantisce un controllo efficiente di questi due ormoni e si basa su un semplice principio: assumere carboidrati e proteine in momenti distinti della giornata.

Aggiungendo pochi altri accorgimenti è infine possibile individuare quattro punti cardine per delineare un piano nutrizionale che favorirà il tanto  desiderato ventre piatto ed un funzionamento dell’ organismo ottimale.

  1. COLAZIONE BILANCIATA: Inserire sempre nella colazione una fonte proteica (affettato, salmone, uova, yogurt greco, frutta secca…) accompagnato ad una fonte di carboidrati (fette biscottate integrali, fette wasa, un frutto…) e una fonte di grassi buoni (avocado, frutta secca…)
  1. 5 PASTI AL GIORNO: suddividere l’introito calorico giornaliero in 5 pasti: colazione, pranzo, cena e due spuntini (metà mattina e metà pomeriggio). Si consiglia un frutto fresco di stagione a metà mattina e un pugno di frutta secca con una noce di parmigiano a metà pomeriggio
  1. PRANZO A BASE DI CARBOIDRATI: i pranzi consigliati si basano su un carboidrato a basso indice glicemico (pasta integrale, riso integrale, farro…) + verdure di stagione + olio extravergine di oliva.
  1. CENA A BASE DI PROTEINE:per cena si consiglia una fonte proteica (uova, pesce, carne bianca…) + verdure di stagione + olio extravergine di oliva.

Questo piano alimentare si basa quindi su una colazione “mista” carboidrati e proteine, carboidrati a metà mattina e pranzo, proteine a metà pomeriggio e cena.

Per ottenere risultati ottimali è sempre consigliabile rivolgersi ad uno specialista, che saprà valutare e consigliare il piano nutrizionale più adatto alle vostre esigenze.
Rivolgiti al nostro studio per una consulenza personalizzata!

segreteria@imgep.com
Tel. 02 5830 0376


November 23, 2014 Newsletter

Questa è una bellissima intervista fatta al Prof. Giuseppe Di Fede pubblicata su Orizzonti

«Sono nato a Piazza Armerina – dice sommessamente il dott. Giuseppe Di Fede – ma la mia famiglia è originaria di Aidone». Una città particolare, questo piccolo centro in provincia di Enna a quasi mille metri sul livello del mare; cinquemila abitanti, un centro storico bellissimo, una straordinaria terrazza che s`affaccia sulla Piana di Catania e su «Mungibeddu», il vulcano dei siciliani. Quello che quando è in eruzione dà sempre spettacolo di lava e lapilli. Nelle sere d`estate, dal belvedere di Aidone, l`Etna ce l`hai tra le mani. Sembra la testimonianza vivente di quanto autentiche siano quelle antiche stampe che raffigurano il monte  visto da lontano con alte fontane di fuoco rosso.

Da Aidone, il piccolo Giuseppe Di Fede partì ancora bambino. «Mio padre, Aurelio, era il barbiere del paese – dice, con tenero affetto, il nostro –  mia madre, Graziella Pellegrino, era casalinga. Con la mia sorellina, Maria Rosa, vivevamo coi nonni materni, Maria Lauri e Sebastiano Pellegrino. La mia famiglia, assicurandomi un totale sostegno, mi ha permesso di imparare un mestiere e avere rispetto per gli altri».

La storia dunque parte da Aidone, da un barbiere che decide di dare una svolta alla sua vita ed alla sua famiglia. Che parte, come tanti partirono tra gli anni Sessanta e i Settanta, alla volta delle città industriali del Nord. Avrà pure deluso i suoi clienti più affezionati (e sì, in Sicilia il barbiere, il medico e il macellaio non si cambiano mai) ma il barbiere Aurelio Di Fede, con quella scelta, lanciò una freccia sul futuro, E questa freccia si chiama Giuseppe.

A Milano, Giuseppe conclude gli studi dell`obbligo e si iscrive ad un corso di odontotecnici, subito inizia a lavorare, mentre ancora frequenta il corso che lo qualificherà tecnico dentista; lavora di giorno e studia la notte. Ma Milano è una grande città e a Giuseppe, ancora adolescente, lo studio e il lavoro non bastano. Ci sono gli amici, c`è lo sport, si appassiona di karatè e vince: vince anche gare nazionali.

«Anche lo sport è stato importante per me – dice – mi ha dato sicurezza, autostima, determinazione e rispetto delle regole. Raggiungere un traguardo, avere degli obbiettivi, per me è stato ed è sempre importante. Anche i miei genitori lo hanno avuto: il loro traguardo siamo stati noi figli.  Così mi hanno trasmesso il senso del dovere e la necessità di porsi, nella vita, degli obbiettivi».

L`intervista di Orizzonti, fa fermare per qualche istante il ritmo frenetico del giovane medico, ormai milanese d`adozione, e lo fa tornare indietro nei ricordi. Una pausa dolce e salutare:

«Ho avuto poche occasioni per ritornare in Sicilia e rivedere i miei zii. Il tempo era poco davvero. Ma le volte che lo facevo, ricevevo un affetto forte come se fossi stato sempre in Sicilia, come se non fossi andato mai via».

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July 30, 2012 Newsletter

La pitiriasi alba è una comune malattia della pelle, che interessa soprattutto i bambini di età compresa tra i 3 e i 16 anni, con maggiore incidenza nei maschi. Benché sia più evidente negli individui di carnagione scura, colpisce maggiormente gli individui di carnagione chiara.

A oggi, non si conosce la causa della pitiriasi alba. Tali lesioni possono tuttavia presentarsi nel contesto di una dermatite atopica, o di una psoriasi, e tale associazione suggerisce una causa infiammatoria come terreno patogenetico. A sostegno di questa ipotesi vi è, inoltre, il quadro istologico che mostra una diminuzione dei melanociti (le cellule che producono melanina) e dei melanosomi, infiltrazione di cellule infiammatorie linfocitarie a livello del derma e paracheratosi, caratteristica di diversi quadri infiammatori cutanei.

La pitiriasi alba appare come una macchia chiara, bianca, di forma circolare od ovalare, non dolente e non pruriginosa, singola o comunque in numero limitato. A differenza dalla vitiligine, le chiazze non sono mai completamente bianche; la superficie centrale è finemente desquamante, e i margini sfumati.

Le zone di presentazione possono essere ovunque, (soprattutto sulla superficie estensoria delle articolazioni), frequentemente si localizzano a livello della fronte, dell’angolo labbiale, delle guance e degli zigomi. Per il contrasto con la cute circostante, le macchie sono più visibili in estate o comunque sulla cute abbronzata. La diagnosi differenziale si pone con: vitiligine, pitiriasi vescicolare e ipocromie post traumatiche, esiti di precedenti micosi o leucoplachie.

La terapia medica non esiste, essendo un’affezione cutanea autolimitante. A volte blande crema base di cortisone sono utilizzate per brevi periodi per limitare l’estensione della macchia chiara.

La probabile associazione tra pitiriasi alba e intolleranze alimentari, in grado di scatenare una risposta immunoflogistica aspecifica, può essere presa in considerazione se esiste un “terreno” di: predisposizione individuale alle allergie alimentari, pregressa atopia, comparsa di lesioni psoriasiche cutanee.

Una certa attività anticorpale diretta verso i melanociti, creata da infiammazione cronica silente dei linfociti, si può gestire con il controllo degli alimenti riscontrati positivi al test d’intolleranza alimentare ALCAT. Il test verifica il grado di reattività dei granulociti neutrofili verso gli antigeni alimentari, capaci di innescare il processo di immunoflogosi in presenza di reazioni da intolleranza alimentare eccessiva.



July 30, 2011 Newsletter

Prima del periodo estivo o a ridosso delle vacanze, è consuetudine accorgersi di aver accumulato dei chili di troppo durante il periodo invernale.Allora che fare? Iniziare a mettersi a dieta! Certo, ma con quanta fatica!

Ci si rivolge di solito al dietologo o nutrizionista di turno, ma spesso le diete proposte in questa stagione sono troppo poco caloriche e il rischio che si corre è di essere particolarmente stanchi e privi di energie, la pressione tende ad abbassarsi per effetto del caldo, e inoltre si aggiunge l’effetto dieta a peggiorare le cose.

Presso l’Istituto di Medicina Biologica di Milano, IMBIO, è invece possibile avvalersi della consulenza di medici e biologi specialisti in nutrizione ed effettuare il test ALCAT® per la valutazione di eventuali intolleranze alimentari, che hanno contribuito durante l’inverno all’accumulo dei chili di troppo.

Il test ALCAT® rivela gli alimenti che creano una “infiammazione” dei tessuti e risultano implicati nell’aumento di peso. Se si è intolleranti a qualche alimento, l’aumento di peso è, infatti, lento e inesorabile nel tempo, anche se non si sono cambiate le abitudini alimentari. Grazie all’individuazione degli alimenti reattivi con il test ALCAT®, il medico specialista può impostare una dieta personalizzata, basata sui principi della moderazione piuttosto che su quelli dell’esclusione rigida.

Dopo un periodo di trenta giorni si valuterà lo stato di salute del paziente per proseguire con la dieta corretta, per tutta l’estate. Il test ALCAT® si effettua attraverso un prelievo di sangue venoso, è un test computerizzato, affidabile e riproducibile. Utilizzato da diversi anni presso IMBIO, è uno strumento di aiuto, indispensabile per il medico che affronta la problematica “peso e alimentazione”.

I chili di troppo, con un piano nutrizionale basato sugli alimenti non tollerati riscontrati con ALCAT-Test, e sotto controllo di un medico esperto, saranno eliminati per non essere mai più ripresi.

Grazie alla metodica ALCAT® Test puoi riprendere la forma fisica ideale e soprattutto guadagnare in salute e prevenzione.



May 30, 2011 Newsletter

In primavera, più intesa in senso climatico che in senso astronomico, il cambio della temperatura e delle condizioni meteorologiche favorisce la fioritura delle specie vegetali con la comparsa di allergie.

Chi ha allergie agli acari, agli animali domestici sperimenta sintomi come il bruciore agli occhi, la lacrimazione, l’irritazione del naso, le difficoltà respiratorie, i pruriti della pelle con una frequenza importante durante tutto l’anno in funzione del contatto ed in modo indipendente dalle “condizioni ambientali”. Chi ha allergie ai diversi cibi sperimenta questi sintomi dopo averli mangiati e ne è libero se li evita. Chi ha allergie ai vegetali sperimenta questi sintomi indipendentemente dalla propria volontà in periodi diversi dell’anno in funzione della fioritura e dell’impollinazione e non può evitarlo se non cercando di fuggire quegli ambienti con specie che gli procurano i sintomi in assoluto o per i periodi più difficili dell’anno.

Il ricorso agli antistaminici diventa quasi una necessità per poter affrontare la giornata.
È proprio l’istamina il mediatore di questi fenomeni: contenuta all’interno di alcune cellule del nostro corpo, gli eosinofili e i mastociti, la presenza di un allergene (ciò che causa l’allergia) attraverso l’interazione con il sistema immunitario (IgE, una classe di anticorpi) ne determina la liberazione causando i sintomi tipici. Il fenomeno è rapido. Rapida la comparsa dei sintomi dopo il contatto con l’allergene; rapida la scomparsa dei sintomi se trattati con antistaminici o se viene allontanato l’allergene.

I sintomi delle intolleranze hanno caratteristiche diverse, sembrano quasi manifestarsi dopo una sorta di accumulo ed essere più cronici ovvero lenti sia a comparire sia a scomparire.

Tipicamente definite come intolleranza alimentari poiché la prima evidenza di “irritazione del corpo” è a livello gastrointestinale in alcuni casi i sintomi delle intolleranze possono riguardare la pelle con pruriti difficilmente trattabili o il sistema respiratorio con sintomi di irritazione aspecifici. Si è ipotizzato che il meccanismo attraverso cui si verificano questi fenomeni sia una alterazione dei globuli bianchi nella loro struttura con una membrana che diventa più permeabile potendo rilasciare il contenuto delle vescicole tra cui potrebbe esserci l’istamina ma anche una serie di mediatori, le citochine, che possono avere un effetto favorente l’infiammazione.

Allergie ed intolleranze hanno perciò due meccanismi diversi, ben spiegato per la prima ed ipotizzato per la seconda, con la caratteristica però di avere, così ci viene suggerito, una via comune di molecole e meccanismi implicati nella generazione di una “irritazione” dell’organismo.

Il passaggio tra la primavera e l’estate è anche il momento in cui sulla tavola cominciano a ricomparire in maniera importante frutta e verdura due elementi che oltre potenziali allergeni sono anche potenziali fattori capaci di causare intolleranza.

Si tratta perciò di un periodo in cui i fenomeni di intolleranza potrebbero avere un significato clinico nel contribuire alla sintomatologia irritativa propria delle allergie.
Questo non significa che il controllo di una intolleranza sia lo stesso da attuare per una allergia o che il trattamento dell’intolleranza risolva il problema allergico ma piuttosto che una attenzione e una correzione di una eventuale intolleranza possa influire in senso positivo sui sintomi propri di una allergia.

a cura della Dr. Alberto Cescato, Medico chirurgo esperto in genetica preventiva e biotecnologie



March 30, 2011 Newsletter

a cura del dr. Francesco Lampugnani

Il problema delle intolleranze alimentari sta diventando sempre più diffuso tra la popolazione e, sicuramente, i pazienti che riescono a confermare la presenza di un’intolleranza alimentare legandola ad una sequela di sintomi lamentati è ancora una grossa minoranza rispetto al grande numero di pazienti che, pur lamentando problemi importanti legati al tipo di vita che si conduce, non identificano un’intolleranza alimentare e di conseguenza un atteggiamento correttivo idoneo, perché o non conoscono l’esistenza della problematica (intolleranza), o perché non hanno ricevuto le giuste informazioni, o perché grosse dosi di scetticismo regnano 110328_alcatancora negli ambienti sanitari.

Fatta questa breve premessa, la mia esperienza in ambulatorio mi permette di confermare quanto riferito, in quanto una grossa percentuale di pazienti si è avvicinata ed ha effettuato il test per le intolleranze alimentari (che successivamente definiremo IA) solo dopo che ha avuto chiare tutte le informazioni necessarie ad associare le diverse sintomatologie manifestate alla presenza di un’IA.

Cosa molto importante è il non sapere, da parte del paziente, che tutta una serie di sintomi manifestati (gonfiore, stanchezza, stipsi, diarrea, cefalea, disturbi dell’umore, ecc) possono essere scatenati dalla presenza di un’IA. Arrivando insieme, durante l’importante momento conoscitivo dell’anamnesi, il paziente si rende conto che tante situazioni, alle quali molte volte non da peso, sono legate all’introduzione di determinati alimenti e che la successiva eliminazione o riduzione potrebbe essere di grande aiuto per il miglioramento della sintomatologia.

Come ormai sappiamo, definiamo Intolleranza Alimentare una reazione ritardata fino a 72 ore dopo l’assunzione di alimenti quotidiani e che si traduce in sintomi molto simili a quelli di un’allergia.

Alla luce della mia esperienza, sicuramente inizio a delineare importanti risultati legati alla presenza di un’IA e le abitudini di vita dei pazienti. Infatti, tra le associazioni più presenti, rientrano sicuramente le ripetitività alimentari: pazienti che ormai da anni assumono sempre gli stessi alimenti, vuoi per pigrizia, vuoi per ristrettezze di gusto.

Altre situazioni che si presentano sono legate alla qualità alimentare. Pazienti con alimentazione poco “salutista”, con utilizzo di alimenti molto sintetici (merendine, alimenti conservati, alimenti con molti grassi ed additivi chimici, ecc) e con pochi alimenti freschi e naturali, hanno manifestato, dopo anni di alimentazione di questo tipo, disturbi che ben indagati e sviscerati, hanno espresso la presenza di un’IA.

Altra situazione molto diffusa è quella legata a pazienti che hanno fatto abbondante uso di antibiotici o che hanno una situazione intestinale non ottimale. Infatti, riuscendo a ristabilire quel famoso equilibrio intestinale che è alla base di una corretta funzionalità, associato al trattamento di alleggerimento verso certi alimenti, si riesce a risolvere diverse situazioni alterate. Questi ultimi riferimenti mi permettono di sottolineare quanto sia importante avere sempre in giusta considerazione l’Eubiosi intestinale. Infatti il primo approccio operativo nei confronti di pazienti con disturbi associabili alla presenza di un’IA è proprio quello di riprendere uno stato di funzionalità intestinale ottimale. Cosa che di solito riesco a fare modificando le abitudini alimentari ed associando sempre Prebiotici e Probiotici, utili anche per una ripresa immunitaria a livello intestinale.

Per quanto riguarda la mia casistica, penso di poter dare un piccolo contributo analizzando un parte di pazienti che hanno fatto il Test per le Intolleranze Alimentari “ALCAT”.

Nello specifico, posso riferire di una casistica di 46 pazienti (31 donne e 15 uomini), con un’età compresa tra i 15 ed 65 anni, con una maggior presenza tra i 46 e 50 anni (17%) ed i 41 e 45 anni (11%) e tra i 56 e 60 anni (11%). Si iniziano anche a delineare dei profili di insorgenza delle IA molto interessanti.
Infatti come dati molto preliminari, saltano all’occhio due importanti risultati: tra gli uomini, l’intolleranza più rappresentata, è stata quella per lo Zucchero di Canna (60% del campione). A seguire Cacao (46% del campione), Caffè (40% del campione), Lievito Chimico (20% del campione) ed a seguire tutte le altre.
Per le donne invece, sempre per il campione analizzato, ho notato questo tipo di risposta: la più rappresentata è stata quella al Pomodoro (48% del campione), a seguire, Caffè, Frumento, Lievito Chimico (per tutte 35%). Discorso a parte merita l’intolleranza al Lattosio, sempre più diffusa (ovviamente), che per i due gruppi ha rappresentato una percentuale tra il 26 ed il 32%.

Molto interessante è una conferma pervenuta da uno studio Americano molto recente che dimostrava l’associazione, nei pazienti studiati, tra Intolleranze al Frumento ed ai Lieviti e la presenza di Tiroiditi. Anche nella mia casistica, ho potuto verificare quasi totalmente tale affermazione, che meriterà logicamente maggiori approfondimenti.

In conclusione, il mio giudizio su questo tipo di test è molto positivo. Ho avuto modo di confrontare i rilevamenti con altre realtà e sicuramente i risultati più importanti li ho avuti con l’Alcat.

Il test, cosa molto importante, mi permette di avere una visione più completa del paziente, che a sua volta riesce a confermare quasi del tutto la presenza dell’Intolleranza ad un alimento molto sospetto, con la controprova del miglioramento della sintomatologia legato alla disintossicazione ed alla riabilitazione verso l’alimento interessato. Inoltre, grazie all’individuazione degli alimenti, riesco a costruire un piano alimentare ritagliato a dovere e permettere tutta una serie di cambiamenti necessari per il paziente (riduzione di peso o aumento di peso; sintomatologia generale; ed infine, cosa non da poco, miglior educazione alimentare).

Penso utile, ai fine dell’informazione, aggiungere che in un certo numero di pazienti anche sportivi ho avuto modo di constatare un miglioramento delle loro prestazioni atletiche, parallelamente al miglioramento della sintomatologia generale, dopo l’individuazione di un’Intolleranza Alimentare.



October 30, 2008 Newsletter

A.I.D.M.E.
In collaborazione con
A.I.M.A.A. – S.I.TRI. – F.M.S.I. – S.I.M.E.

con il patrocinio

  • Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Paolo Giaccone dell’Università degli Studi di Palermo

  • Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Palermo

  • Centro di riferimento Regionale per la Medicina dello Sport Università degli Studi di Palermo

organizza

II Giornate Siciliane di Medicina Estetica
I Giornate Interregionali per il Sud ed Isole
di Medicina Antiaging
Qui la scheda relativa in pdf (1.767 kb)

Dopo il successo delle I Giornate Siciliane di Medicina Estetica, si è deciso, con il prof. C.A. Bartoletti ed il Consiglio Direttivo dell’A.I.d.M.E. di dare una cadenza biennale a tale evento.
Per problemi legati alla contemporaneità con altri eventi congressuali, l’appuntamento è stato fissato per i prossimi 14-16 novembre 2008.

La speranza è quella che il clima della nostra amata Sicilia si mantenga bello, anche approfittando della cosiddetta Estate di San Martino, ma eventualmente ci penserà la nostra calda accoglienza, insieme a qualche salutare bicchiere di Nero D’Avola novello, a riscaldare i corpi mentre le menti saranno riscaldate dalle interessanti relazioni affidate ad illustri relatori quali i Prof.ri S. Amato, M. Aricò, C.A. Bartoletti, F. Bonina, G. Francavilla, M. Gasparotti, F. Moschella, M Serio, F. Tomaselli ed altri ancora, perché possano portarci, ognuno nel proprio campo, autorevoli esperienze didattiche e professionali.

Gli argomenti spaziano da problematiche mediche legate all’Alimentazione, all’Attività Fisica, alla Dermatologia ad altre legate all’ambito chirurgico come Laserterapia e Liposcultura; da presentazione di metodologie acclarate quali Endermologie, Filler e Botulino a quelle da confermare come Radiofrequenza e a quant’altro la scienza medica dovesse proporci, per poi permetterci di portare questa esperienza nei nostri studi per poter meglio applicare i protocolli diagnostici e terapeutici, che sono alla base di ogni nostro atto medico.

Si è voluto inoltre dedicare larga parte di questo convegno all’AntiAging, che sempre più interesse suscita in tutti noi, che vedrà presenti delle vere autorità in materia quali i Prof.ri M. Barbagallo, C. Caruso, P. Marandola, F. Marotta, G. Riondino, ed altri Per poter meglio approfondire alcuni di questi argomenti, si è voluto dare un spazio particolare ai relatori tramite delle Relazioni Orientate e/o dei Woork-shop che avranno luogo nell’aula congressuale per poter permettere a tutti di poter di partecipare..

Un ulteriore possibilità di conoscenza si avrà con il contatto diretto con le numerose ditte che allestiranno i loro stand espositivi per poter presentare i loro prodotti e le loro apparecchiature.
Gent.mi colleghi tutti, sia che voi siate già cultori esperti di Medicina Estetica ed Antiaging, sia che siate dei nuovi adepti di questi interessanti settori della Medicina, Vi invito a rispondere in maniera entusiasta a questa opportunità di aggiornamento che ci offre l’A.I.d.M.E. partecipando numerosi per poter, non soltanto ascoltare, ma anche intervenire attivamente portando le vs esperienze, ed eventuali dubbi, che possano aiutarci a crescere tutti.

Giovanni Alberti MD
Presidente del Comitato Organizzatore
Vice Presidente Nazionale A.I.d.M.E.
Coordinatore Sud ed Isole

Qui la scheda relativa in pdf (1.767 kb)>>



October 5, 2008 RASSEGNA STAMPA

Trenta e passa gradi all’ombra, ristorantino vista mare, tavolata rumorosa e allegra, vino bianco fresco, pane a portata di canestro. Per “stare leggeri”, insalata di riso per tutti (servita con dadini di prosciutto, mortadella e piselli). A seguire, piatto a centro tavola di mozzarella e pomodoro da sbocconcellare in compagnia, fino al caffè. A parere degli esperti non si è trattato di un pranzo “leggero”, anzi. Sotto il sole, i commensali hanno inanellato (come vedremo più avanti) una serie di scelte alimentari sbagliate: a cominciare dal vino e proseguendo col pane, i salumi, il pomodoro, la mozzarella.

Ma quali sono i cibi da evitare, d’estate, in vacanza?

Gente ha chiesto di elencarli (e di spiegare per quale motivo sono sconsigliati) al professor Giuseppe Di Fede specialista di nutrizione e Dietetica Clinica che, a Milano, dirige l’Imbio (Istituto di Medicina Biologica) cui fanno riferimento, in tutta Italia, i centri che eseguono il test “Alcat” contro le allergie e le intolleranze alimentari. Non a caso, la statunitense Food and Drugs Administration, la più autorevole organizzazione mondiale in materia di salute, ha riconosciuto il test Alcat, sia per la metodica computerizzata che per gli estratti alimentari utilizzati per l’analisi, oltre al riconoscimento CEE, del test.

Alcol e acidosi
«D’estate, col caldo, anche gli alimenti più semplici e apparentemente “leggeri” rischiano di ammutinare fegato, stomaco, intestino e anche l’apparato circolatorio. Cominciamo dai disturbi più frequenti: dati alla mano, in vacanza, quasi la metà degli italiani segnalano, in forma più o meno grave, disturbi da acidosi di origine alimentare», spiega il professor Giuseppe Di Fede, «ma anche alcolica. I vini bianchi e le bevande ora di moda tra i giovani, contenenti sostanze alcoliche apparentemente “mascherate”, che provocano vasodilatazione con calo della pressione arteriosa. Nel contempo aumentano nel sangue gli acidi forti compromettendo il ph, cioè il valore che indica il giusto equilibrio. Inoltre, il fegato trasforma questi acidi grassi liberi in chetoacidi con conseguenze anche molto gravi. La sera, invece, è consentito un bicchiere di vino rosso che contiene i flavonoidi, con valenza antiossidante».

Il pane
«Con le temperature elevate il pane di farina bianca è meno digeribile e i lieviti tendono a provocare fermenti . Meglio evitarlo a pranzo e, la sera, è preferibile quello con farine integrali. Il motivo è per la fermentazione intestinale, che il pane lievitato, anche se a lievitazione naturale, crea dopo mangiato, dando un senso di pesantezza e rallentamento, da indurci a fare un pisolino pomeridiano, affaticando ulteriormente la digestione.

I pomodori
«Col caldo, l’assunzione di pomodori, può indurre una forma di acidosi che porta alla nausea anche a causa di una sostanza, la tomatina, che irrita le pareti intestinali. Quando poi i pomodori vengono associati a formaggi filati come la mozzarella, alimento a sua volta a base acida, raddoppia il pericolo di acidosi con un rallentamento del processo digestivo fino a manifestazioni di vomito e diarrea. Vanno evitati anche i pomodori al forno con i tipici ripieni di maionese e salse elaborate».

I salumi
«I prodotti del maiale, sia la carne, sia gli insaccati, sono a rischio col caldo estivo. La quantità di sale che contengono i salumi irigidisce le arterie e favorisce l’innalzamento della pressione arteriosa. Spesso, i classici dadini di mortadella, prosciutto o wurstel vengono usati d’estate per dare sapore a riso e pasta fredda, col risultato di rendere problematica la digestione: il sangue affluisce in forte misura verso lo stomaco e viene sottratto ai muscoli provocando senso di affaticamento e di torpore».

Le carni
«Oltre a quelle di maiale, vanno evitate quelle di pecora, capra e agnello. Anche di manzo nelle dimensioni importanti come la “fiorentina”. Sconsiglio le salsicce, sia di maiale, sia di carne mista, con manzo. Nel pesce occorre limitare i crostacei (gamberoni e aragoste) perché possono incrementare i valori del cosiddetto «colesterolo cattivo” nel sangue.

I fritti
«Tutto ciò che viene cucinato in olio bollente, sia pesce, sia carne, ma anche verdure e frittate. Soprattutto le classiche patatine si trasforma in autentico rischio per le arterie. Specialmente in estate».

I formaggi
«Vanno sicuramente evitati quelli stagionati e “duri”, mi riferisco e certe forme di pecorino, tipiche di alcune regioni centrali e meridionali, Sicilia e Sardegna: questi formaggi contengono forti concentrazioni di sale che è il nemico più temibile nella stagione calda».

Le salse
«Sono assolutamente da evitare maionese, senape, ketchup, sughi e intingoli elaborati per la preparazione di carni e alcuni tipi di pasta, come le lasagne, i canneloni e i tortelloni ripieni di carne mista, maiale e manzo. Il rischio è quello di formare veri e propri “tappi” per le arterie».

I dolci
«Mentre, per la colazione del mattino, le marmellate, soprattutto di frutta, sono indicate anche d’estate, vanno evitati tutti i dolci con creme e cioccolato, dalle torte ai bomboloni, krapfen, e panna in tutte le sue elaborazioni. I cibi con forte contenuto di zuccheri, aumentano la produzione di insulina e, di conseguenza, incidono sulla caduta altrettanto veloce dei valori glicemici. In spiaggia, la conseguenza è di una repentina caduta della pressione arteriosa».

Frutta esotica
«La frutta è alimento importante ma con la globalizzazione dei mercati molti sono portati a pensare che anche i prodotti in arrivo da paesi lontani hanno più o meno le stesse caratteristiche dei nostri. Non è così: mango, avocado, i mandarini cinesi, contengono una serie di zuccheri e di sali minerali che, soprattutto d’estate, possono creare anche seri disturbi digestivi come enteriti e coliti, meglio la frutta nostrana di stagione».

«ultima raccomandazione: è bene ricordare che esistono due tipi di allergie alimentari, quelle immediate e quelle ritardate. Le più pericolose e silenti: dipendono in pratica dallo stimolo ripetuto degli alimenti sui linfociti intestinali. Stratificano, in sostanza, quella serie di depositi che, alla lunga, possono diventare forieri di guai. Ecco perché è sbagliato dire: “Quel cibo non mi ha fatto male anche se sconsigliato, quindi continuo a mangiarlo. I conti, alla fine, rischiano di non tornare».

Fonte: Gente – Ago. 08

di Renzo Magosso


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