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Giugno 27, 2014 Newsletter

Nella pancia lavora il nostro più grande organo interno, l’intestino. Condivide con noi la vita cosciente, le emozioni, i pensieri, ci nutre e sostiene, eppure ci accorgiamo delle sua presenza solo nei in momenti di malessere, come in caso di colite e gastroenterite.

La sua calma è solo apparente, in continuo movimento, silenzioso, elabora il cibo, lo analizza e utilizza le componenti nutritive degli alimenti per le funzioni vitali e gli scarti, che verranno eliminati dal colon. Come prendersi cura di una parte cosi importante quanto vitale? Basta pensare a come mangiamo e di conseguenza all’influenza che avrà il cibo ingerito sul nostro organismo. Alcuni cibi possono infiammare la mucosa dell’intestino, innescando fenomeni noti con il nome di colite. La sindrome del colon irritabile è la massima espressione di un disagio dell’intestino, che può essere sostenuto da alimenti intollerati e stati emotivi particolari. Ne soffre una buona parte degli Italiani, spesso sottovalutata.

Dagli alimenti ricaviamo tutte le sostanze che dall’intestino andranno a nutrire il cervello. La maggior parte dei neuro trasmettitori, originano dall’intestino.

Cosa succede se l’intestino si infiamma e non assorbe in maniera corretta i nutrienti?

L’infiammazione intestinale è percepita come una condizione di disagio, malessere, che limita le relazioni sociali e lavorative, influenza i pensieri e i ragionamenti. Immaginate di dover fare una semplice calcolo matematico, mentre siete in preda ad un violento attacco di dissenteria acuta! Scoprire se l’intestino è “felice” non è poi cosi difficile, ecco alcuni esempi che segnalano uno stato di malessere: le feci non sono formate e si soffre spesso di dissenteria, magari più volte al giorno; la pancia è sempre gonfia o tende a gonfiarsi durante la giornata mentre al risveglio, a stomaco vuoto, è piatta; la digestione è particolarmente lunga e difficoltosa, si avverte sempre un senso di pienezza e si mangia a volte senza troppa fame; la forma delle feci e la consistenza è una buon indicatore di funzione intestinale: non devono essere liquide, a pallina ed eliminate a pezzettini.

La diagnostica di laboratorio, ci aiuta a capire meglio cosa accade all’intestino e al nostro organismo. Un valido strumento è il Test ALCAT per la ricerca delle intolleranze alimentari, eseguito su prelievo di sangue. Il test consente la diagnosi di cibi, alimenti e gruppi alimentari che infiammano la mucosa intestinale, e la successiva impostazione di una dieta che permette di rafforzare la capacità di recuperare la tolleranza agli alimenti. Il Disbiosi test, eseguito su urine, concluderà la diagnosi di disbiosi intestinale, indicando il tipo di alterazione batterica intestinale. Inoltre, la scelta di probiotici e prebiotici adeguati, riporterà l’intestino verso le funzioni fisiologiche corrette.



Maggio 27, 2014 Newsletter

Sabato 21 giugno 2014 IMGEP organizza

presso: Cascina Cuccagna – Via Cuccagna 2 – Milano

PROGRAMMA E RELATORI
9.30 – 10.00 Alcat test e intolleranze alimentari: influenza della nutrizione nel periodo gestazionale.
Dr. Alessio Tosatto. Biologo Nutrizionista staff dell’Istituto di SMdicina Biologica di Milano
10.00 – 11.00 Nutrigenetica e gravidanza: l’importanza della nutrizione per la madre, il feto e durante l’allattamento.
Prof. Giuseppe Di Fede. Direttore Sanitario I.M.Bio Istituto di Medicina Biologica Milano e Istituto Medicina Genetica Preventiva I.M.G.E.P Milano; Docente nel Master di Nutrizione Umana c/o Univ. Pavia; Vice Presidente Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate A.R.T.O.I.
11.00 – 11.30 Coffee break
11.30 – 12.30 Intolleranze alimentari, un approccio teorico pratico per fare chiarezza
Dr Scorba Alessandro, Medico Chirurgo, Spec. Idroclimatologia e Medicina Termale, collaboratore dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano
12.30 – 13.00 Disbiosi Intestinale e Candida Albicans in gravidanza
Dr. Iozzi Davide. Biologo Nutrizionista staff dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano
13.00 – 14.00 Pranzo
14.00 – 14.30 Dalla Disbiosi all’Eubiosi Dr. Angelo Stimolo, Medico Chirurgo, esperto in Idrocolon terapia e benessere intestinale, collaboratore dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano.
14.30 – 15.00 Sport e gravidanza: indicazioni per un corretto stile di vita
Dr. Sacha Sorrentino. Biologo Nutrizionista staff dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano
15.00– 16.00 Utilizzo di integratori in gravidanza: come, quando e perché.
Dr. Gianluca Cassanelli. Direttore scientifico di Laborest Italia SpA
Dr. Sacha Sorrentino. Biologo Nutrizionista staff dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano
16.00 – 17.00 Discussione (ECM)

SEMINARIO GRATUITO – OBBLIGATORIO L’ISCRIZIONE – PER INFO CONTATTARE I.M.GE.P. 0258300376 – segreteria@imgep.com

scarica la locandina Seminario 21 giugno



Maggio 6, 2014 Newsletter

Focus sulle intolleranze alimentari alla Milano Food Week, la manifestazione dedicata all’alimentazione e all’educazione al cibo. I nutrizionisti di Alcat Test Italia saranno protagonisti degli interventi previsti nell’ambito dei due open day, uno dedicato a celiaci e intolleranti al glutine e l’altro dedicato agli intolleranti al lattosio, che si terranno il 17 e il 18 maggio.

Sabato 17 maggio  2014 – open day Gluten Free

show-room Pratmar, in via Berra 5 a Milano

Giornata dedicata al tema della celiachia, dell’intolleranza al glutine e Gluten Sensitivity. Esperti e professionisti del settore medico, del settore alimentazione e della ristorazione delineeranno, nel corso di numerosi interventi, i vari aspetti dello stile di vita Gluten Free.

Per Alcat Test sarà presente:

Dalle ore 14,00 alle ore 14,45 – la Dott.ssa Jessica Barbieri, biologa nutrizionista presso l’Istituto di Medicina Biologica di Milano (IMBIO), parlerà di intolleranze e risponderà alle domande del pubblico.

Per l’Associazione “Il Mondo delle Intolleranze”:

Dalle ore 14,45 alle ore 15,00 – Tiziana Colombo, food blogger e Presidentessa dell’Associazione “Il Mondo delle Intolleranze”, racconterà la sua esperienza con Alcat Test nella diagnosi e cura delle intolleranze al nichel e al lattosio.

La giornata sarà aperta a tutti e ad ingresso libero.

Domenica 18 maggio 2014open day Lattosio

show-room Pratmar, in via Berra 5 a Milano

Dalle ore 10.00 alle ore 18.30, numerosi esperti interverranno per spiegare al pubblico quali sono i sintomi, come scoprire di essere intolleranti al lattosio e quali sono le possibili soluzioni per imparare a gestire al meglio questo disturbo.

Per Alcat Test saranno presenti:

Dalle ore 10.00 alle ore 11.00: il Dott. Sacha Sorrentino, biologo nutrizionista presso l’Istituto di Medicina Biologica di Milano (IMBIO), parlerà di intolleranze alimentari e della diagnosi e cura di questa problematica tramite Alcat Test.

Dalle ore 15.00 alle ore 16.00: il Prof. Giuseppe Di Fede, Direttore Sanitario dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano (IMBIO) e dell’Istituto di Medicina Genetica Preventiva (IMGEP), esperto in nutrizione e docente al Master in Nutrizione dell’Università di Pavia, approfondirà l’intolleranza al lattosio e risponderà alle domande del pubblico.

La giornata sarà aperta a tutti e ad ingresso libero.



Maggio 6, 2014 Newsletter

Lunedi 19 maggio 2014 – dalle 16,00 alle 18,30
Ist.Alberghiero Carlo Porta – Via Uruguay 26/2 – Milano

“Impariamo le intolleranze” completa il ciclo di incontri con Alcat Test durante la Milano Food Week. In collaborazione con la rivista “Italia a tavola” di Alberto Lupini si parlerà di intolleranze alimentari con i ragazzi dell’Istituto Alberghiero, i Milano Food Lovers e tutto il pubblico presente.

Allergie ed intolleranze alimentari: quali sono le differenze? Quali sono i sintomi? Quali sono gli esami da fare? Quali sono i rimedi?

Questi, i principali temi che saranno affrontati dal Prof. Giuseppe Di Fede – Direttore Sanitario di Imbio e di I.M.Ge.P. – nonché docente presso l’Università di Pavia, specialista in nutrizione e dietetica clinica.

L’evento prevede, inoltre, uno show-cooking, organizzato e gestito dallo Chef Matteo Scibilia, patron chef dell’Osteria della Buona Condotta e da Tiziana Colombo, Presidente dell’Associazione “Il Mondo delle Intolleranze” e nota food blogger.

Evento aperto a tutti e ad ingresso libero.



Gennaio 13, 2014 Newsletter

IMGEP organizza il Seminario Sabato 15 Febbraio 2014 presso

Tiro a Segno Nazionale sezione di Milano – Vle Achille Papa 22/b – 20149 Milano – tel. 02/33002418

Per iscrizioni: Segreteria Organizzativa e Provider Akesios Group srl – Parma Tel. 0521/647705 – Fax. 0521/1622061

www.akesios.it – info@akesios.it Per informazioni: IMGEP srl – ALCAT Test Italia – tel. 02 58300376 – segreteria@imgep.com

Si Ringrazia per la Collaborazione:

Istituto Medicina Genetica Preventiva Personalizzata

PROGRAMMA E RELATORI

09.30-10.30 Dr. Alessandro Scorba: Medico Chirurgo, Specialista in idrologia medica, Esperto in Nutrizione,

Responsabile dello Studio Medico Altramedicina a Malnate. Intolleranze alimentari: un approccio teorico e pratico per fare chiarezza.

10.30-11.00 Dr. Davide Iozzi: Biologo Nutrizionista, collaboratore dell’Istituto di Medicina Biologica e Genetica

Preventiva di Milano. Disbiosi intestinale e intolleranze alimentari: il ruolo di Candida Albicans.

11.00-11.30 Dr. Angelo Stimolo: Medico Chirurgo, Specialista in Idrologia Medica, Esperto in Idrocolonterapia

presso lo Studio Medico Altramedicina a Malnate. L’idrocolonterapia come trattamento di supporto alla dieta.

11.30-11.45 Coffee Break.

11.45-12.10 Dr.ssa Cecilia Pedroni: Biologa Nutrizionista, collaboratrice dell’Istituto di Medicina Biologica e Genetica

Preventiva di Milano. Analisi dell’andamento statistico e stagionale delle intolleranze alimentari valutato con ALCAT test: anni 2010, 2011, 2012.

12.10-13.00 Dr. Giuseppe Di Fede: Medico Chirurgo, Master in Nutrizione e Dietetica Clinica,

Professore a contratto in Nutrigenomica presso l’ Università di Pavia. Direttore Sanitario dell’Istituto di Medicina Biologica e Genetica Preventiva Di Milano. Dalle intolleranze alimentari alla nutrigenomica: approccio nutrizionale integrato, presentazione di casi clinici.

13.00-13.15 Dr. Giuseppe Di Fede: discussione.

13.15-14.30 Break.

14.30-15.00 Dr. Alessio Tosatto: Biologo Nutrizionista, collaboratore dell’Istituto di Medicina Biologica e Genetica

Preventiva di Milano. Quali test e cosa aspettarci oggi dalla diagnostica per le intolleranze alimentari.

15.00-16.00 Dr. Alessandro Scorba: Medico Chirurgo, Specialista in Agopuntura, Esperto in Nutrizione,

Responsabile dello Studio Altramedicina a Malnate. Strategia medica nutrizionale per il mantenimento dei risultati ottenuti, dalla teoria alla pratica.

16.00-16.30 Dr. Roberto Colombo: Medico Chirurgo, Direttore Sanitario Synlab Italia, Professore a contratto

presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore scuola di specialità di Microbiologia dell’Università di Milano. Gluten Sensitivity e Celiachia, un confronto diretto.

16.30-17.00 Dr. Michele Di Stefano: Medico Chirurgo, Dipartimento di Medicina interna, Università di Pavia.

Lo spettro delle condizioni glutine-relate: il punto di vista del gastroenterologo.

17.00-18.30 Dr. Giuseppe Di Fede: Casi clinici e discussione.

Conferiti 8 Crediti ECM per Medici, Biologi, Farmacisti e Fisioterapisti

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Gennaio 13, 2014 Newsletter

A Palermo workshop “Intolleranze Alimentari e Alcat Test”

Sabato 18 gennaio 2014 – ore 10
presso Studio Progetto Med.I.Co – via Valdemone, 14 – Palermo

Si terrà il workshop “Intolleranze Alimentari e Alcat Test”, organizzato dall’Associazione FARIDEA con il contributo di ALCAT test Italia.

L’evento sarà interamente dedicato alle intolleranze alimentari, problematica in continuo aumento, responsabile di numerosi disturbi, che non sempre vengono collegati a questo problema.

È importante che la valutazione di un’intolleranza, sia effettuata in modo corretto. Ecco perché durante il workshop verrà approfondito il metodo ALCAT Test, l’unico test approvato dall’FDA, per l’identificazione e la corretta impostazione di un piano nutrizionale personalizzato che guidi ogni persona verso il recupero della tolleranza immunologica e la ripresa di un’alimentazione libera.

Grazie a uno schema alimentare corretto, impostato da un nutrizionista esperto, privo degli alimenti riscontrati positivi al test, successivamente reintrodotti in maniera graduale e controllata è, infatti, possibile ridurre l’infiammazione e ottenere un miglioramento dei sintomi.

L’Associazione “FARIDEA” nasce dall’esigenza di realizzare un centro di cultura sul benessere psicofisico e l’equilibrio a tutti i livelli sia fisici che psichici e spirituali e promuovere uno stile di vita sano ed equilibrato.

Per prenotazioni potete contattare la Dott.ssa Cacciola Maria Stella:

Tel: 333 9959391
mail: faridea@libero.it



Dicembre 21, 2013 Newsletter

Carissimi lettori di questo spazio oggi voglio fare a modo mio gli auguri di Natale a tutti voi, durante l’anno ai vari seminari e convegni ci si vede, ci si parla e ci si confronta, invece oggi voglio proporvi una delle ricetta di un mito della cucina italiana, il numero 1: ANTONINO CANNAVACCIUOLO.

Potete assaggiare le splendide creazioni di Antonino a Villa Crespi e questa è una piccolissima anteprima delle bontà che prepara nel suo prestigioso ristorante. Ha presentato questa ricetta a un’evento fatto a Milano in compagnia di due colleghi di tutto rispetto come Oldani e Bottura. Ognuno di loro ha un suo stile e quello che ho riscontrato in Antonino è stata la semplicità, l’umiltà e la simpatia.

E’ uno dei piatti più conosciuti di questo gigante buono della cucina italiana e non solo, potrebbe essere un’idea semplice da costruire per il vostro antipasto di Natale!!!!!!!!!!!! Auguri a tutti da Tiziana

Ingredienti per 4 persone

  • 300 gr. di tonno rosso
  • 100 gr. di fondo di vitello
  • 4 germogli di barbabietola in foglie
  • salsa di soia
  • 15 gr. di capperi sotto sale
  • 1 limone
  • sale di maldon

Per la maionese

  • 2 tuorli di uovo
  • 80 gr. di olio di semi di arachide
  • aceto bianco
  • polvere d’acciughe

Preparazione

Tagliate il filetto di tonno a cubi di circa 3 centimetri per lato, adagiatelo su di un piattino bagnato dove avete versato della salsa di soia e lasciatelo riposare per qualche minuto.

Nel frattempo preparate la maionese con i tuorli d’uovo, la polvere d’acciughe, un goccio d’aceto bianco e l’olio di semi di arachidi, sale.

Mettete la maionese pronta in una sac à poche. Fate scaldare il fondo di vitello con un pochino di salsa di soia. Lavate bene i capperi sotto l’acqua corrente, e disidratateli e tritateli finemente.

Per l’impiattamento mettete al centro di un piatto il cubo di tonno. Cospargere tutto intorno la polvere di capperi e,la maionese sopra il tonno, salando la superficie con poco sale di Maldon.

Sopra la maionese posizionare un germoglio di barbabietola. Grattuggiate la scorza di limone e posizionatela nel piatto.

Per concludere il piatto, scaldate bene il fondo di vitello con la soia e versatelo caldissimo al momento di servirlo in tavola

www.nonnapaperina.it



Dicembre 18, 2013 Newsletter

Secondo l’Italian Barometer Diabetes Report 2013, il documento redatto ogni anno dall’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, che fotografa lo stato dell’arte del diabete in Italia:

• Nel nostro Paese, sono più di 3 milioni i pazienti diabetici diagnosticati, con una stima di 3,3 milioni (di cui oltre il 90% da diabete di tipo 2) e una prevalenza del 5,5%; ogni minuto si effettua una nuova diagnosi di diabete e ci sono più di 525mila nuove diagnosi in un anno.
• Ogni 3 minuti e mezzo un diabetico ha un attacco cardiaco, ogni 10 minuti un diabetico muore.
• In media ogni malato spende 2.600 euro l’anno per la sua salute, più del doppio rispetto ai concittadini senza diabete.

Si tratta di un Rapporto accuratissimo curato da Agostino Consoli, Professore di Endocrinologia dell’ Università Gabriele d’Annunzio di Chieti che “Raccoglie i contributi di oltre 50 tra i maggiori esperti nazionali di diverse discipline e rappresenta una selezionata antologia di ricerche e riflessioni di colleghi che rappresentano le massime autorità scientifiche nel campo”.

Il diabete è ormai una patologia ‘sociale’, che coinvolge gran parte della popolazione e che di fatto ha forti ricadute sulla spesa: in soli 10 anni, dal 2000 al 2010, la prevalenza del diabete in Italia è cresciuta dal 3,7% al 4,9 % con una prevalenza più alta nel Sud e nelle Isole (6,2%) seguite dal Centro con il 5,5% e dal Nord con il 4,9%. Fa eccezione la Lombardia, dove la prevalenza del diabete è cresciuta del 40% in soli 7 anni, si stima quindi che nella regione la prevalenza di questa patologia nelle persone dai 30 anni in su raggiungerà l’11.1% nel 2030.
Prevenzione.
Possiamo prevenire l’insorgenza del diabete? Certamente. La prevenzione primaria è data dalla cultura dell’alimentazione, saper scegliere gli alimenti corretti per una alimentazione consapevole ed equilibrata. Evitare cibi ad alto contenuto clorico e glicemico, saper associare gli alimenti a base di carboidrati, con proteine e grassi nello stesso piatto.
Un valido strumento di prevenzione è l’analisi genetica innovativa per la ricerca della predisposizione a sviluppare un diabete di tipo due, legato all’alimentazione. La conoscenza del proprio profilo di rischio permette d’individuare e pianificare il tipo di alimentazione adeguata e personalizzata, riducendo i fattori di rischio legati al diabete e cardio vascolari correlati.



Novembre 28, 2013 Newsletter

In occasione del IXX Congresso Nazionale della FISMAD (Federazione Italiana Società Malattie Apparato Digerente) è stato presentato per la prima volta uno studio retrospettivo dal titolo “Non-Celiac Wheat Sensitivity Diagnosed by Double-Blind Placebo-Controlled Challenge: exploring a New Clinical Entity”, pubblicato recentemente sul American Journal of Gastroenterology. Lo studio, realizzato su oltre 250 pazienti, aveva l’obiettivo di indagare la sensibilità al glutine non celiaca e ottenere le prime indicazioni sui marker diagnostici, sierologici ed istologici per questa patologia. Per questo sono state riviste retrospettivamente le cartelle di pazienti messi, in cieco, a dieta senza glutine e, in seguito, riesposti a questa molecola. I partecipanti non dovevano essere celiaci e dovevano avere disturbi ascritti alla sindrome del colon irritabile (IBS).

I risultati confermano l’esistenza della sensibilità al glutine non celiaca e la connotano come una condizione eterogenea: circa 1/3 dei pazienti con IBS sono risultati sensibili al glutine.

In realtà dato che il challenge in doppio cieco è stato eseguito con farina di frumento e non con glutine puro sarebbe meglio parlare di ipersensibilità al frumento. Dal punto di vista sierologico è stato confermato che gli anticorpi antigliadina IgG e IgA sono spesso elevati, cioè hanno una sensibilità intorno al 60%. Dal punto di vista istologico, lo studio evidenzia la presenza, nei soggetti con sospetto di sensibilità al glutine/frumento, di una maggiore quantità di granulociti eosinofili nel duodeno e nel colon.

Spiega il Prof. Carroccio, coordinatore dello studio: per quanto riguarda la sensibilità al glutine non celiaca, sebbene tuttora sia possibile fare una diagnosi soltanto sul piano clinico per esclusione, tutti questi elementi che stiamo aggiungendo rappresentano ulteriori passi avanti quali indicatori di sospetto che ci permetteranno di avere dei motivi sempre più solidi per approfondire l’anamnesi.

La possibilità di eseguire un test genetico salivare che riveli la predisposizione a sviluppare una sensibilità al glutine o una celiachia, permette di anticipare i disturbi correlati all’intolleranza e di prevenire patologie e condizioni cliniche legate a tale intolleranza.

Carroccio A, et al. Am J Gastroenterol 2012; 107(12):1898-906; doi: 10.1038/ajg.2012.236.

 



Novembre 28, 2013 Newsletter

Il glutine è tra gli alimenti più diffusi nella nostra alimentazione, è presente in tutte le farine comunemente disponibili nei supermarket, nella ristorazione, nelle mense scolastiche e lavorative. Insieme all’olio d’oliva, la frutta, la verdura e il pesce rappresenta l’alimento che caratterizza la dieta di tipo mediterraneo. I cereali accompagnano l’alimentazione da diversi anni, ma la composizione del glutine è cambiata negli ultimi decenni.

Tra gli alimenti contenenti glutine abbiamo: orzo, crusca, couscous, farina, pasta, segale, semola, spelta, triticale (ibrido semola e grano tenero), frumento, germe di grano, farina di frumento, crusca di grano, semola di grano.

Negli ultimi anni, si è manifestata – dapprima in maniera subdola fino ad arrivare a interessare una buona parte della popolazione Italiana – una nuova sintomatologia clinica che colpisce l’intestino.

Dopo anni di ricerche e controlli clinici, i ricercatori del Maryland, hanno individuato le possibili cause alla base della sensibilità al glutine, chiamata Gluten Sensitivity.

Ebbene, possiamo distinguere diverse forme di sensibilità al glutine:

Celiachia, dove la componente genetica relativa alla presenza di mutazioni del polimorfismo del DQ2 e DQ8, insieme alla componente autoimmune, determina un’aggressione da parte degli anticorpi anti-gliadina, anti-transglutaminasi e a volte anche gli anti-endomisio, della mucosa intestinale, con sintomi che possono interessare qualsiasi parte dell’organismo. Circa l’1% della popolazione ne è affetta.

  1. Allergia al Glutine, dove la componente allergica è data da una classe ben precisa di anticorpi chiamati IgE, che si attivano contro la proteina del grano. I sintomi sono riconducibili a reazioni allergiche dermatologiche o delle mucose. I test per scoprire un’eventuale allergia al grano e quindi al glutine, si effettuano con i RAST degli alimenti. Presente nel 2-3% della popolazione.
  2. Gluten sensitivity o sensibilità al glutine, di recente scoperta, è stata riconosciuta come nuova patologia nella Consensus Conference di Gastroenterologia, tenutasi a Londra, nel marzo del 2011. La Sensibilità al glutine si presenta come una condizione mista delle due situazioni sopra descritte. La percentuale della popolazione sensibile al glutine si stima sia intorno al 6%, ma i dati clinici a disposizione dovranno essere confermati dai dati di laboratorio attraverso i nuovi esami a disposizione del medico clinico.

Quali possono essere i sintomi legati alla sensibilità al glutine?

I disturbi addominali la fanno da padrone, possono manifestarsi con dolore di tipo colico, gonfiore, stipsi o diarrea, flatulenza; afte e stomatite, disturbi extra addominali che coinvolgono le articolazioni, i muscoli e i legamenti, dolori ossei, fino alla possibile artrite e artrosi. I disturbi possono riguardare anche la pelle, sono possibili manifestazioni simili a orticaria, dermatite secca e pruriginosa e infine un eczema di difficile controllo. La stanchezza cronica e difficoltà di concentrazione e attenzione, facile esauribilità della forza muscolare, anemia da carenza di ferro, abbassamento delle difese immunitarie con esposizioni a virus anche aggressivi come la mononucleosi e le infezioni erpetiche recidivanti. Ma la caratteristica principale della sensibilità al glutine è la persistente lieve infiammazione della mucosa intestinale che nel tempo è in grado di coinvolgere altri distretti del corpo.

Per maggiore chiarezza precisiamo che la malattia celiaca è un’allergia al glutine che coinvolge sistema immunitario con produzione di IgE specifiche, mentre nella Sensibilità al glutine è coinvolto il sistema immunitario innato, rappresentato dai granulociti neutrofili o polimorfo nucleati e linfociti tipo B. La reazione di difesa quindi è data dai granulociti neutrofili, e si tratta pertanto di una reazione di tipo citotossica e non immunologica.

Finora, la diagnosi della sensibilità al glutine si effettuava escludendo le altre due possibilità patologiche, la celiachia e l’allergia. Oggi, grazie all’analisi computerizzata di tipo citotossica standardizzata di ALCAT test, che permette di individuare l’alimento che genera reazione citotossica, è possibile rilevare il livello di sensibilità alla famiglia degli alimenti del glutine, e quindi ottenere un valore diagnostico davvero significativo di patologia di sensibilità al glutine di tipo non celiaco. Il referto ALCAT Test indica i livelli possibili di reattività agli alimenti della famiglia del glutine, che possono variare da un minimo di reattività, reattività media, fino a un massimo rappresentati rispettivamente da 1+, 2+ e 3+.

Cosa fare una volta evidenziata la sensibilità al glutine? Bisogna prima di tutto affidarsi a un nutrizionista che si occupi d’intolleranze alimentari, seguire uno schema nutrizionale personalizzato, che preveda la rotazione degli alimenti, ossia introducendo gradualmente, dopo un periodo di astensione dal glutine, gli alimenti intollerati. Questo tipo di gestione permette il recupero della tolleranza al glutine attraverso un regime alimentare il più vario e bilanciato possibile che include momenti di libertà dalla dieta e favorisce il recupero dello stile di vita comune.

Una diagnosi tempestiva consente di recuperare più velocemente una situazione che se protratta nel tempo si cronicizza, favorendo l’insorgere di disturbi che oltre l’intestino possono interessare altre parti del corpo.

 


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