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Marzo 30, 2009 Newsletter

E’ ormai noto da alcuni anni come lo stress ossidativo rappresenti un parametro molto importante per la valutazione dello stato di benessere dell’organismo. Una eccessiva produzione di sostanze proossidanti liberi e/o una riduzione della capacità antiossidante diventa il punto di partenza di numerose patologie.

Con tale premessa è ovvio che quindi la giusta valutazione dei parametri è la necessaria premessa ad una terapia adeguata; esistono in commercio moltissimi prodotti antiossidanti ma ciò che conta è, oltre la quantità di principi attivi, anche il giusto assemblaggio tra i principi stessi altrimenti si corre il rischio di fare un trattamento sostanzialmente inutile.

Altra cosa importante è una alimentazione adeguata.
Alcuni lavori recenti dimostrano come, anche nel caso di assunzione di sostanze ad alto potere antiossidante, ci possono essere delle associazioni tra alimenti che ne riducono drasticamente l’efficacia. Ad esempio la biodisponibilità dei fenoli (contenuti nel tè) viene significativamente ridotta dalla contemporanea assunzione di latte. Da ciò risulta come sono necessarie delle modalità ben definite per un corretto apporto di principi nutritivi attivi.

E’ pertanto essenziale comprendere che lo stress ossidativo deve essere prima valutato con esami mirati e successivamente corretto, se è il caso, con un intervento terapeutico chiaro e ben pianificato: il fai da te genera quasi sempre solo confusione.

Presso l’Istituto di Medicina Biologica sono eseguibili esami ben mirati alla valutazione della barriera antiossidante:essi possono essere eseguiti sul sangue e/o sulle urine;danno utili informazioni sul bilancio antiossidante e rappresentano la necessaria premessa per una terapia mirata.

A questo scopo sono stati studiati e messi a disposizione linee di integratori specifici per le varie situazioni che si presentano in modo da eseguire un piano di cura personalizzato nell’ottica più ampia della medicina preventiva.



Febbraio 1, 2009 Newsletter

Sta iniziando davvero la nuova era della medicina personalizzata.Noi di IMBIO abbiamo iniziato ad occuparci di medicina preventiva e personalizzata, quando ancora questo termine non era d’uso comune nella carta stampata.

Eppure con la costanza e tenacia che ci contraddistingue, siamo andati contro corrente per diversi anni e ora finalmente le grosse istituzioni e centri di ricerca si sono accorti che bisognava dare una svolta in campo terapeutico, a favore di terapie mirate per i pazienti e soprattutto per quelle patologie molto gravi come le cardiopatie, il diabete, i tumori, la psichiatria.

Stabilire a priori una cura adeguata è di vitale importanza.
Anche scegliere un antibiotico più adatto al nostro organismo ci può aiutare a combattere meglio e guarire prima, da una particolare malattia.
Il test in questione si chiama nutrigenomica e farmaco genomica.
Sono le nuove vie di ricerca che studiano il funzionamento del metabolismo e di alcuni enzimi che tutti noi possediamo, che se messi a contatto con alcune molecole di farmaci, comunemente utilizzati dal medico, sono metabolizzati bene, male o poco. Le prospettive terapeutiche sono intuitive, stabilire il farmaco e il dosaggio migliore sin dai primi momenti della cura. Iniziare con il piede giusto è meglio che andare per tentativi, specie in campo cardiologico.
E’ esperienza comune che la cura migliore non si raggiunge subito; dopo un infarto o ictus ad esempio, possono passare diversi mesi prima di mettere a punto la cura corretta, che funzioni e con minori effetti collaterali.

Anche in Italia finalmente alcuni centri di ricerca stanno studiando i profili genetici per il metabolismo di alcuni medicinali in campo cardiologico, metabolico, oncologico.
Negli USA, presso il Scripps Translation Science Institute di La Jolla, in California, uno dei massimi esperti del settore, il dottor Eric Topol, afferma che è ormai un pratica comune l’analisi genetica in campo oncologico per stabilire una cura che funzioni meglio, rispetto a cure standard o di protocollo, per riconoscere in anticipo i pazienti che rispondono meglio ai trattamenti e soprattutto per aiutare i medici a prescrivere farmaci e dosaggi personalizzati.

Nelle ultime due settimane, diversi studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali, The Lancet e The New England Journal of Medicine, confermano che la prescrizione di alcuni farmaci come gli ultimi antiaggreganti piastrinici debbano essere precedute dall’analisi genetica per sapere se è compatibile il farmaco per il paziente.

Il senso di questa nuova prospettiva, che dovremmo prenderne atto tutti noi operatori medici, è di conoscere meglio l’organismo e il metabolismo degli enzimi deputati alla trasformazione e utilizzo delle molecole dei farmaci prescritti ai pazienti.
Il test genetico messo a disposizione è possibile farlo tramite uno specifico spazzolino da strofinare all’interno delle guance, prelevando così alcune cellule di sfaldamento dal quale verrà estratto il DNA e analizzati i geni responsabili del metabolismo farmacologico, accertandone la compatibilità e reale efficacia.
Presso il nostro istituto
, le analisi genetiche spesso sono parte integrante della visita o consulto medico per i nostri pazienti.

Ci viene da chiedersi il perché fino ad ora si è fatto finta di non conoscere queste possibilità offerte dalla ricerca?



Gennaio 30, 2009 Newsletter

Potenziale utilità clinica di Deutrosulfazyme® CELLFOOD®.
Osservatorio Internazionale Stress Ossidativo, Radicali Liberi e Sistemi Antiossidanti
(Salerno)

090101_radicaliLo stress ossidativo, definito classicamente come l’effetto finale dello squilibrio fra produzione ed eliminazione di specie chimiche ossidanti, generalmente di natura radicalica e centrate sull’ossigeno (Reactive Oxygen Species, ROS), costituisce uno dei fattori di rischio emergenti per la salute. Ad esso, infatti, risultano associati non solo l’invecchiamento precoce, ma una serie di quadri morbosi, spesso di natura degenerativa e ad andamento cronico. In particolare, il Sistema Nervoso Centrale rappresenta, per varie ragioni (elevato consumo di ossigeno, alti livelli di ferro, concentrazione significativa di acidi grassi poliinsaturi, etc.) uno dei principali target dei ROS e, quindi, dello stress ossidativo che, a ragione, viene oggi considerato uno dei principali cofattori di malattie neurodegenerattive (malattia di Parkinson, malattia di Alzheimer, slerosi laterale amiotrofica, etc.).

Per questo motivo, negli ultimi anni il tradizionale approccio terapeutico a queste patologie si sta sempre più aprendo al contributo, talvolta determinante, degli integratori. In tale contesto, Deutrosulfazyme(R) [CELLFOOD®), Eurodream srl, La Spezia], una soluzione colloidale in fase disperdente acquosa a base di amminoacidi, minerali, enzimi e deuterio solfato in tracce, ha dimostrato di possedere potente azione antiossidante sia in vitro che in vitro, proponendosi come formulazione potenzialmente in grado di migliore il trofismo neuronale, più o meno gravemente compromesso dallo squilibrio del bilancio ossidativo nel corso di malattie croniche e degenerative.

Antiossidanti – I radicali liberi

I radicali liberi sono prodotti di “scarto” che si formano naturalmente all’interno delle cellule del corpo quando l’ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (ossidazione). Se sono in quantità minima aiutano il sistema immunitario nell’eliminazione dei germi e nella difesa dai batteri.
Dal punto di vista biochimico, i radicali liberi sono frammenti di molecola dotati di un elettrone spaiato (numero dispari di elettroni nell’ultimo strato, quando normalmente gli elettroni sono accoppiati), che si formano nelle cellule sia in seguito alle normali reazioni metaboliche sia in seguito a stimoli esterni: radiazioni ionizzanti, elevata tensione di ossigeno, sostanze chimiche di varia natura.
Tra i radicali liberi più pericolosi ci sono i composti dell’ossigeno, il cui effetto é simile a quello delle radiazioni: anione superossido, acqua ossigenata e idrossilico. Il più diffuso è l’anione superossido che è estremamente pericoloso perché distrugge l’ossido nitrico determinando ipertensione .
I radicali liberi sono fortemente ossidanti, molto reattivi e vanno alla ricerca disperata di ciò che hanno perduto: un elettrone per completare la doppietta.

Questo li porta a reagire con altre molecole, creando nuovi radicali instabili e dando inizio a reazioni a catena che finiscono per danneggiare irreversibilmente le strutture cellulari.
In condizioni fisiologiche vi è uno stato di equilibrio tra la produzione endogena di radicali liberi e la loro neutralizzazione da parte dei meccanismi anti-ossidanti di difesa. Quando prevale la produzione di radicali si viene a determinare un danno, definito stress ossidativo, che, a lungo andare, comporta una progressiva usura.

Oltre alle normali reazioni biochimiche di ossidazione cellulare, contribuiscono alla formazione dei radicali liberi:

  • alcune disfunzioni e stati patologici come le malattie cardiovascolari, l’artrite reumatoide, gli stati infiammatori in genere, i traumi al sistema nervoso, ecc.;

  • l’ischemia dei tessuti e conseguente riduzione dell’apporto di sangue;

  • le diete troppo ricche di proteine e di grassi animali saturi;

  • gli alimenti non tollerati;

  • la presenza di un eccesso di ferro che, nella prima fase della trasformazione, fa liberare dal perossido di idrogeno il radicale ossidrile, che è in grado di attivare reazioni chimiche ulteriormente dannose;

  • l’azione dei gas inquinanti e delle sostanze tossiche in genere (monossidi di carbonio e piombo prodotti dalla combustione dei motori; cadmio, piombo e mercurio prodotti dall’attività industriale; idrocarburi derivati dalle lavorazioni chimiche, ecc.);

  • il fumo di sigaretta, che è una vera e propria miniera di sostanze chimiche;

  • l’eccesso di alcool;

  • le radiazioni ionizzanti e quelle solari (ozono in eccesso e raggi UVA e UVB). Le radiazioni solari inducono sulla pelle processi di fotoossidazione che degradano gli acidi grassi polinsaturi delle membrane cellulari e conseguente formazione di radicali liberi;

  • i farmaci;

  • l’attività fisica intensa, sia di resistenza organica che di forza muscolare, causa un incremento notevole delle reazioni che utilizzano l’ossigeno (aumento della respirazione polmonare e dell’attività dei mitocondri delle cellule muscolari, ecc.) e conseguente surplus di formazione di perossido di idrogeno. Anche le reazioni biochimiche legate all’accumulo e rimozione dell’acido lattico dai muscoli affaticati, contribuiscono ad innalzare la soglia dei radicali liberi.

Secondo alcuni studiosi, la lisi della membrana cellulare da parte dei radicali liberi (perossili), è una delle cause del dolore muscolare. Lo stesso avviene per i globuli rossi, contribuendo a determinare o accentuare l’anemia negli atleti. L’atleta allenato è comunque in grado di fronteggiare la presenza di radicali liberi in maniera nettamente più efficace del sedentario o di chi pratica attività fisica saltuariamente.
Quando respiriamo, introduciamo ossigeno. Il 95% circa di questo ossigeno viene utilizzato dalla cellule per produrre energia; mentre la parte rimanente dà origine ai radicali liberi. Questo è un processo fisiologico, normale, e l’organismo di una persona sana è attrezzato per fare fronte alla presenza di questi radicali liberi difendendosi con un proprio sistema anti-radicali, che si chiama sistema antiossidante.
Questo sistema antiossidante comprende meccanismi enzimatici e meccanissmi non-enzimatici. Tra i primi vi è la superossidodismutasi, la catalasi e il glutatione ridotto. Tra le sostanze non enzimatiche ricordiamo la Vitamina E, la Vitamina C, i carotenoidi, i polifenoli, le antocianine, ecc.
Pertanto, alla formazione di radicali liberi il nostro organismo risponde mediante il suo sistema antiossidante.
Se però il quantitativo di radicali liberi prodotto è superiore a quello fisiologico, il nostro sistema antiossidante non è più in grado di neutralizzare questo eccesso, per cui i radicali liberi aggrediscono le cellule, provocando danni più o meno gravi (stress ossidativo).
L’azione distruttiva dei radicali liberi è indirizzata soprattutto sulle cellule, in particolare sui grassi che ne formano le membrane (liperossidazione), sugli zuccheri e sui fosfati, sulle proteine del loro nucleo centrale, specialmente sul DNA (acido desossiribonucleico) dove alterano le informazioni genetiche, sugli enzimi, ecc.
L’azione continua dei radicali liberi si evidenzia soprattutto nel precoce invecchiamento delle cellule e nell’insorgere di varie patologie gravi come il cancro, malattie dell’apparato cardiovascolare, diabete, sclerosi multipla, artrite reumatoide, enfisema polmonare, cataratta, morbo di Parkinson e Alzheimer, dermatiti, ecc.

Antiossidanti
Le sostanze antiossidanti riportano l’equilibrio chimico nei radicali liberi grazie alla possibilità di fornire loro gli elettroni di cui sono privi. L’organismo umano si difende naturalmente dai radicali liberi producendo degli antiossidanti endogeni come la superossido dismutasi, la catalasi e il glutatione.

Superata una certa soglia è necessario un apporto esterno di antiossidanti.
I principali sono:

  • Vitamine: vitamina C, multivitaminico, vitamina E, betacaroteni (provitamina A);

  • CELLFOOD® gocce

  • Pigmenti vegetali: polifenoli, bioflavonoidi;

  • Micronutrienti ed enzimi: selenio, rame, zinco, glutatione, coenzima Q10, ecc.).

Gli agenti antiossidanti possono agire singolarmente o interagire, proteggendosi a vicenda nel momento in cui vengono ossidati. Va tenuto presente che ciascun antiossidante ha un campo di azione limitato ad uno o due specifici radicali liberi. Pertanto solo un’alimentazione completa, con cibi che assicurano un ampio ed equilibrato spettro di nutrienti, può garantire un’efficace azione antiossidativa.

Le microalghe verdi-azzurre Klamath sono ricchissime di pigmenti antiossidanti, tra cui spiccano le potentissime ficocianine, la Klamath fornisce, oltre ai più importanti antiossidanti endogeni (SOD e glutatione), il più alto contenuto di betacarotene fra tutti i cibi conosciuti, perfettamente assimilabile perché presente nelle forme cis e trans in maniera bilanciata. Cosa ancora più importante, il betacarotene nella Klamath è parte dell’intero corredo dei carotenoidi (alpha, gamma, etc.). Gli studi CARET e PHS, promossi dallo statunitense National Cancer Institute e pubblicati dal New England Journal of Medicine nel 1996. hanno mostrato come il betacarotene sintetico, e lo stesso betacarotene naturale ma isolato, lungi dallo svolgere un’azione antiossidante, agiscono come fattori ossidativi e pro-tumorali. A partire da quel momento, è diventato chiaro che per ottenere una potente azione antiossidante e preventiva dei tumori è necessario assumere il betacarotene in entrambe le sue forme cis e trans, cioè come si trova nel suo stato naturale, e soprattutto nella sua naturale sinergia con altri carotenoidi (vedi Mayne S.T., et al., Beta-carotene, carotenoids and disease prevention in humans, in FASEB J., 10-7: 690-701 – 1996; Pryor W.A., et al., Beta-carotene: from biochemistry to clinical trials, in Nutr Rev., 58-2 Pt 1): 39-53 – 2000).

Elenco delle malattie sicuramente associate allo stress ossidativo

1. Aceruloplasminemia
3. Anemia falciforme
5. Apnea notturna
7. Artrite cronica giovanile
9. Asbestosi
11. Atassia di Friedreich
13. Aterosclerosi
15. Baropatie
17. Broncopneumopatie professionali
19. Cancro del polmone
21. Cataratta
23. Cirrosi biliare primitiva
25. Colite
27. Corea di Huntington
29. Degenerazione maculare
31. Diabete mellito
33. Dislipidemie
35. Eclampsia/preeclampsia
37. Epatopatia alcolica
39. Fibrosi cistica
41. Infarto del miocardio
43. Infezione ed infiammazione da
Helicobacter pylori
45. Insufficienza venosa
47. Ipertensione arteriosa
49. Ischemia/ictus cerebrale
51. Leucemia
53. Malattia di Alzheimer
55. Malattia di Parkinson
57. Malattia Reumatica
59. Miocardite
61. Obesità
63. Osteoporosi
65. Photoageing
67. Progeria
69. Retinopatia dei prematuri
71. Sclerodermia
73. Sclerosi multipla
75. Sepsi
77. Sindrome da distress respiratorio
79. Sindrome da Immunodeficienza
Acquisita (AIDS)81. Sindrome di Menière
83. Sindrome di Zellweger
85. Sinucleinopatie
87. Trapianto renale
89. Uremia
2. Amiloidosi sistemica
4. Angina instabile
6. Arteriopatia coronarica
8. Artrite psoriasica
10. Asma
12. Atassia teleangectasia
14. Atrite Reumatoide
16. Broncopneumopatia cronica ostruttiva
18. By-passo cardiopolmonare
20. Carcinoma a cellule renali
22. Cellulite
24. Cirrosi epatica
26. Compromissione cognitiva minima
28. Danno da ischemiariperfusione
30. Dermatite atopica
32. Disfunzione erettile
34. Displasia broncopolmonare grave
neonatale
36. Epatite cronica C
38. Fibroplasia retrolenticolare
40. Fibrosi polmonare idiopatica
42. Infertilità maschile
44. Insufficienza renale cronica/emodialisi
46. Iperomocisteinemia
48. Ipertensione polmonare
50. Leismaniosi cutanea
52. Lupus Eritematoso Sistemico
54. Malattia di Creutzfeldt–Jakob
56. Malattia parodontale
58. Meningite
60. Morbo di Crohn
62. Osteoartrosi
64. Pancreatite
66. Pneumopatie interstiziali
68. Psoriasi
70. Sarcoidosi
72. Sclerosi Laterale Amiotrofica
74. Scompenso cardiaco
76. Sferocitosi
78. Sindrome da fatica cronica
80. Sindrome di Down
82. Sindrome di Werner
84. Sindromi mielodisplastiche
86. Taupatie
88. Tubercolosi
90. Ustioni

 



Dicembre 30, 2008 Newsletter

Con il termine di intolleranze alimentari si intendono reazioni avverse determinate dalla ingestione di alcuni principi alimentari che provocano una serie di disturbi spesso subdoli e di difficile inquadramento.I quadri clinici riferibili ad intolleranza sono generalmente in aumento; tale fenomeno riveste poi particolare importanza nella età pediatrica perché può avere importanti ripercussioni sull’accrescimento del bambino.

L’intolleranza al lattosio consiste in una completa o parziale riduzione della capacità di assorbimento del lattosio da parte dell’intestino tenue per carenza dell’enzima lattasi. La produzione di tale enzima varia a seconda dell’età; è massima nei primi 2-3 anni di vita per poi ridursi progressivamente nell’età adulta.

La riduzione della attività dell’enzima che digerisce il latte,si riduce progressivamente durante lo sviluppo, in alcuni casi la riduzione dell’attività dell’enzima è completa già dai primi mesi di vita, ed è determinata geneticamente.

Anche in caso di patologie gastrointestinali come coliti e gastriti si può riscontrare una sua diminuzione. In genere anche in caso di carenza di lattasi piccole quantità di lattosio con la dieta vengono ben tollerate ma al di sopra di una certa soglia (pochi grammi al giorno) possono comparire sintomi intestinali quali diarrea, dolori addominali, meteorismo oltre alla tendenza a ridurre il consumo di latte e derivati e quindi anche di calcio con tutte le possibili conseguenze.

Un’altra intolleranza frequente è nei confronti del glutine, chiamata celiachia o morbo celiaco); l’incidenza di questa condizione è stimata intorno a 1/150 persone. La patologia dipende da una intolleranza permanente alla gliadina, proteina contenuta nei cereali, su base genetica: l’introduzione del glutine determina gravi danni alla mucosa intestinale con sintomi determinati dal malassorbimento: diarrea, dolori addominali, stanchezza e, nei bambini, arresto della crescita.

Non esiste una cura specifica se non una dieta rigorosamente priva di glutine.

Nella età pediatrica la più frequente è la forma classica che insorge durante lo svezzamento; tuttavia ci sono numerose forme potenziali o silenti determinate da un corredo genetico che predispone alla intolleranza al glutine che possono manifestarsi in qualunque periodo dell’accrescimento o nell’età adulta.

Le due forme di intolleranza al lattosio e al glutine possono anche coesistere originando quadri clinici complessi; anche se così comuni, spesso non vengono prese in considerazione nell’iter diagnostico.
Inoltre anche alcuni esami specifici possono dare risultati non univoci o addirittura contraddittori per cui il paziente presenta disturbi insistenti senza una diagnosi certa.

Presso l’Istituto di Medicina Biologica abbiamo approntato l’utilizzo di test genetici che possono dare risposte significative in molte situazioni; in particolare sono in grado di definire la presenza o una predisposizione alle intolleranze al lattosio e glutine studiando la composizione genetica.
Ciò permette di definire un comportamento alimentare e uno stile di vita adeguato e personalizzato nell’ottica di una medicina curativa ed anche preventiva.

Il test è di facile esecuzione e non invasivo: con un apposito spazzolino, si preleva dalla mucosa del cavo orale il materiale necessario alla indagine genetica; può essere eseguito in prima istanza o meglio rappresentare un approfondimento diagnostico nell’ambito delle intolleranze alimentari soprattutto nei casi contrassegnati da sintomatologia persistente con quadro diagnostico non chiaro.



Dicembre 30, 2008 Newsletter

La menopausa rappresenta un mutamento fisiologico della vita della donna.Il nuovo assetto ormonale che determina la perdita della fertilità spesso causa vari disturbi come vampate, alterazioni del tono dell’umore, aumento ponderale; per questo spesso viene vissuto con ansia e paura per le possibili conseguenze future.

Tuttavia nella maggioranza dei casi tali disturbi possono essere ridotti e controllati da semplici provvedimenti come una alimentazione sana, una attività fisica moderata, il mantenimento di interessi e di attività sociale; con queste semplici misure è possibile affrontare serenamente questo periodo contrastando la diffusa opinione che si tratti di una malattia cronica invalidante.

E’ anche molto importante affrontare questo periodo ricordando che la menopausa si accompagna anche a fattori di rischio (soprattutto osteoporosi e aumento ponderale) che vanno efficacemente contrastati con adeguate misure preventive.

In ultima analisi, la menopausa è un periodo di transizione che se opportunamente affrontato non porta a ripercussioni importanti sugli anni futuri.

Presso l’IMBIO abbiamo iniziato ad eseguire test genetici sulla osteoporosi cercando di individuare dei riferimenti per costruire adeguati programmi di prevenzione.

Con un semplice prelievo dalla mucosa della bocca si preleva materiale adatto allo studio; basandosi sulle caratteristiche genetiche (e quindi individuali) si identificano quali possono essere le metodiche più adeguate per affrontare la situazione attuale e i possibili fattori di rischio, per migliorare lo stato di salute e avvicinarsi al periodo della vita contrassegnato dal cambiamento ormonale. La fitoterapia, la nutriterapia, e lo stile di vita, sono utili presidi che in certi casi un piccolo cambiamento nell’integrazione alimentare, porta ad evidenti miglioramenti fisici e psichici.



Novembre 30, 2008 Newsletter

Con il termine di intolleranze alimentari si intendono reazioni avverse determinate dalla ingestione di alcuni principi alimentari che provocano una serie di disturbi spesso subdoli e di difficile inquadramento clinico.L’ intolleranza al lattosio consiste in una completa o parziale riduzione della capacità di assorbimento del lattosio da parte dell’intestino tenue per carenza dell’enzima lattasi. La produzione di tale enzima varia a seconda dell’età;è massima nei primi anni di vita per poi ridursi progressivamente nell’età adulta; peraltro anche in caso di patologie gastrointestinali come coliti e gastriti si può riscontrare una sua diminuzione

In Italia stime recenti evidenziano un deficit significativo nel 40-50% della popolazione; in genere anche in caso di carenza di lattasi piccole quantità di lattosio con la dieta vengono ben tollerate ma al di sopra di una certa soglia( pochi grammi al giorno) possono comparire sintomi intestinali quali diarrea,dolori addominali,meteorismo;inoltre il paziente per ridurre i disturbi intestinali tende a ridurre il consumo di latte e derivati e quindi anche di calcio con tutte le possibili conseguenze.

Un’altra intolleranza frequente è nei confronti del glutine ,chiamata celiachia o morbo celiaco); l’incidenza di questa patologia è stimata intorno a 1/150 persone.

La patologia dipende da una intolleranza permanente alla gliadina, proteina contenuta nei cereali,su base genetica:l’introduzione del glutine determina gravi danni alla mucosa intestinale con sintomi determinati dal malassorbimento: diarrea,dolori addominali,stanchezza e ,nei bambini, arresto della crescita. Non esiste una cura specifica se non una dieta rigorosamente priva di glutine.

Accanto alla forma classica ci sono però numerose forme definite atipiche che si manifestano nell’età adulta in soggetti predisposti(sovente con parenti celiaci) e frequentemente dopo un evento stressante come un intervento o una malattia.

Le due forme di intolleranza al lattosio e al glutine possono anche coesistere originando quadri clinici complessi; anche se così comuni,spesso non vengono prese in considerazione nell’iter diagnostico;inoltre anche alcuni esami specifici possono dare risultati non univoci o addirittura contraddittori per cui il paziente presenta disturbi insistenti senza una diagnosi certa.

Presso l’Istituto di Medicina Biologica abbiamo approntato l’utilizzo di test genetici che possono dare risposte significative in molte situazioni; in particolare sono in grado di definire la presenza o una predisposizione alle intolleranze al lattosio e glutine studiando la composizione genetica. Ciò permette di definire un comportamento alimentare e uno stile di vita adeguato e personalizzato nell’ottica di una medicina curativa ed anche preventiva.

Il test è di facile esecuzione e non invasivo: con una apposita spatola si preleva dalla mucosa del cavo orale il materiale necessario alla indagine genetica;può essere eseguito in prima istanza o meglio rappresentare un approfondimento diagnostico nell’ambito delle intolleranze alimentari soprattutto nei casi contrassegnati da sintomatologia persistente con quadro diagnostico non chiaro.



Ottobre 30, 2008 Newsletter

A.I.D.M.E.
In collaborazione con
A.I.M.A.A. – S.I.TRI. – F.M.S.I. – S.I.M.E.

con il patrocinio

  • Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Paolo Giaccone dell’Università degli Studi di Palermo

  • Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Palermo

  • Centro di riferimento Regionale per la Medicina dello Sport Università degli Studi di Palermo

organizza

II Giornate Siciliane di Medicina Estetica
I Giornate Interregionali per il Sud ed Isole
di Medicina Antiaging
Qui la scheda relativa in pdf (1.767 kb)

Dopo il successo delle I Giornate Siciliane di Medicina Estetica, si è deciso, con il prof. C.A. Bartoletti ed il Consiglio Direttivo dell’A.I.d.M.E. di dare una cadenza biennale a tale evento.
Per problemi legati alla contemporaneità con altri eventi congressuali, l’appuntamento è stato fissato per i prossimi 14-16 novembre 2008.

La speranza è quella che il clima della nostra amata Sicilia si mantenga bello, anche approfittando della cosiddetta Estate di San Martino, ma eventualmente ci penserà la nostra calda accoglienza, insieme a qualche salutare bicchiere di Nero D’Avola novello, a riscaldare i corpi mentre le menti saranno riscaldate dalle interessanti relazioni affidate ad illustri relatori quali i Prof.ri S. Amato, M. Aricò, C.A. Bartoletti, F. Bonina, G. Francavilla, M. Gasparotti, F. Moschella, M Serio, F. Tomaselli ed altri ancora, perché possano portarci, ognuno nel proprio campo, autorevoli esperienze didattiche e professionali.

Gli argomenti spaziano da problematiche mediche legate all’Alimentazione, all’Attività Fisica, alla Dermatologia ad altre legate all’ambito chirurgico come Laserterapia e Liposcultura; da presentazione di metodologie acclarate quali Endermologie, Filler e Botulino a quelle da confermare come Radiofrequenza e a quant’altro la scienza medica dovesse proporci, per poi permetterci di portare questa esperienza nei nostri studi per poter meglio applicare i protocolli diagnostici e terapeutici, che sono alla base di ogni nostro atto medico.

Si è voluto inoltre dedicare larga parte di questo convegno all’AntiAging, che sempre più interesse suscita in tutti noi, che vedrà presenti delle vere autorità in materia quali i Prof.ri M. Barbagallo, C. Caruso, P. Marandola, F. Marotta, G. Riondino, ed altri Per poter meglio approfondire alcuni di questi argomenti, si è voluto dare un spazio particolare ai relatori tramite delle Relazioni Orientate e/o dei Woork-shop che avranno luogo nell’aula congressuale per poter permettere a tutti di poter di partecipare..

Un ulteriore possibilità di conoscenza si avrà con il contatto diretto con le numerose ditte che allestiranno i loro stand espositivi per poter presentare i loro prodotti e le loro apparecchiature.
Gent.mi colleghi tutti, sia che voi siate già cultori esperti di Medicina Estetica ed Antiaging, sia che siate dei nuovi adepti di questi interessanti settori della Medicina, Vi invito a rispondere in maniera entusiasta a questa opportunità di aggiornamento che ci offre l’A.I.d.M.E. partecipando numerosi per poter, non soltanto ascoltare, ma anche intervenire attivamente portando le vs esperienze, ed eventuali dubbi, che possano aiutarci a crescere tutti.

Giovanni Alberti MD
Presidente del Comitato Organizzatore
Vice Presidente Nazionale A.I.d.M.E.
Coordinatore Sud ed Isole

Qui la scheda relativa in pdf (1.767 kb)>>



Ottobre 5, 2008 RASSEGNA STAMPA

Presso I.M.Bio. in Milano si applicano i percorsi anti age personalizzati, seguendo delle linee guida dettate da protocolli di livello internazionale. Attraverso un semplice prelievo di sangue venoso effettuato in laboratorio, vengono eseguiti check-up mirati alla valutazione dello stato di salute reale o apparente del nostro organismo. Un pannello di esami del sangue, appositamente selezionati da specialisti, compongono l’oramai noto Biocheck Anti Age, o determinazione dell’età biologica.

Importante notare che l’Istituto di Medicina Biologica è l’unico ad applicare tale pannello di esami. Dai dati che si ottengono dal bio check è possibile tracciare una linea guida per quanto riguarda l’efficienza del sistema immunitario, del sistema ormonale, dello stato ossidante e anti ossidante (i.e. la valutazione della produzione dei radicali liberi e la capacità di abbassarli da parte dei sistemi anti ossidanti), il danno che i radicali liberi creano al DNA, il controllo dell’indice di benessere cellulare con il dosaggio degli acidi grassi polinsaturi, serie omega 3 e acido arachidonico.

Inoltre il Disbiosi test controlla lo stato di salute dell’intestino, segnalando una possibile alterazione della flora batterica, distinguendone il tipo specifico. Il profilo dei lipidi, i grassi nel sangue e la capacità di abbassarli sono una componente importante del bio check anti age. Inoltre normali analiti biochimici accompagnano il bio check anti age. Un’altro test, effettuato su richiesta del paziente o dopo la visita medica con lo specialista, è la ricerca delle allergie ritardate agli alimenti o intolleranze alimentari.

Si tratta del test ALCAT. Una precisa e attenta valutazione dei risultati degli esami eseguiti, porterà allo sviluppo di un rapporto su possibili interventi di tipo preventivo e nutrizionale. Tra i possibili presidi terapeutici, si valutano integratori alimentari, antiossidanti, dove è necessario, correttori della flora batterica intestinale e altre terapie sempre personalizzate.

Oltre a stabilire la reale età biologica del soggetto, attraverso un punteggio ricavato da un algoritmo applicato ai singoli risultati degli analiti, che molto spesso è diversa da quella anagrafica, il bio check anti age, può mettere in mostra stati di salute apparenti o confermare alterazioni cliniche in atto o in fase iniziale. Oppure può confermare lo stato di salute e benessere reali.

Con il bio check anti age è possibile migliorare lo stato fisico e psichico, migliorando le capacità cognitive che nel tempo tendono a diminuire, ripristinare i valori ematici alterati e soprattutto migliorare l’efficienza della macchina uomo.

Attraverso l’esperienza e il frutto di un impegno quotidiano è possibile applicare principi di medicina anti age e preventiva, spostando indietro le lancette dell’orologio.

Fonte: Il Mondo – Sett. 08



Agosto 30, 2008 Newsletter

080823_angolo26 agosto, alle ore 21, presso la sala convegni dell’Hotel delle Terme – Viale Terme 53, Angolo Terme (BS) – si terrà una serata informativa sulla medicina preventiva tenuta dal prof. Giuseppe di Fede e dal dottor Mario Sirito dal titolo “Benessere e Prevenzione: la Salute che verrà“.

Qualora vogliate aderire prego contattare la dr.ssa Carassai, dalle 18.00 alle 20.00 al numero 335-5309255 responsabile commerciale IMBIO e IMGEP.

080823_mentatlon20 settembre  – Hotel Melia – Via Masaccio, 19 – Milano:
LONGEVAMENTE – E’ il primo congresso dedicato alla LONGEVITA’ SOSTENIBILE. Si rivolge a medici e psicologi, insieme, perché vivere a lungo in salute è anche una questione di vitalità mentale.
Obiettivo del congresso è presentare una medicina che tenga in considerazione gli aspetti più importanti per la sana longevità dell’essere umano: nutrizione, psicologia, gestione dello stress, tecnologia, sport fisico e mentale, diagnostica e prevenzione.
Un nuovo modello di educazione e promozione della salute attraverso la cultura degli stili di vita sani è una sfida sociale importante che trova nelle istituzioni milanesi una sensibilità particolare.
clicchi qui per scaricare il programma >>

IMBIO e IMGEP parteciperanno a Mentatlon la prima manifestazione dedicata al benessere mentale inserito in LONGEVAMENTE. Per informazioni e per raggiungerci visiti il sito ufficiale dell’iniziativa: www.ginnasticamentale.com

080823_cibaria24-25 ottobre – Grand Hotel Parco dei Principi – Via Gerolamo Frescobaldi, 5 – Roma
Eurodream Srl in collaborazione con AISIC Associazione Italiana contro lo Stress e l’invecchiamento Cellulare è particolarmente lieta di segnalarLe lo svolgimento di Cibaria – Conferenza sul Cibo e sull’Alimentazione alla quale parteciperemo con il nostro direttore sanitario e con lo staff nella giornata del 25 alle ore 11.05.
L’iscrizione è gratuita per i primi 300 iscritti.
Per l’iscrizione: Akesios Group – cibaria@akesios.it – Tel. 06/45434491
Per informazioni: Segreteria Generale www.cellfood.it info@eurodream.net 800 650 800

080823_aesthetic09-11 ottobre – presso l’hotel Mariott in via Washington 66 a Milano: siamo presenti con lo stand per dare informazioni su tutti i nostri test all’International Congress of Aesthetic Medicina – congresso Internazionale Agorà di Medicina ad Indirizzo Estetico.
Fra i temi congressuali: Prevenzione dell’invecchiamento generale e cutaneo, Inestetismi cutanei ed anomalie di pigmentazione, I Check-Up in Medicina Estetica, Laserchirurgia e laserterapia,  Panniculopatia (cellulite), adiposità localizzate, wellness, rassodamento distrettuale e molti altri. Visiti il sito ufficiale: www.medestetica.com

14-16 novembre – presso Astoria Palace Hotel – Via Montepellegrino, 62 – Palermo
Saremo presenti con lo stand e parlerà il nostro direttore sanitario alle
“II Giornate Siciliane di Medicina Estetica “.
Anche qui a disposizione il sito per consultare il programma e scaricare il modulo di adesione: www.giovannialberti.pa.it



Aprile 30, 2008 Newsletter

Difendersi dai pericoli dell’inquinamento, piccoli consigli molto utili per la tutela della salute di grandi e piccini.

Negli ultimi anni si è visto un incremento dei livelli di inquinanti atmosferici ed in particolar modo al PM10 e i sotto tipi generati dalle emissioni delle automobili: le cosiddette polveri sottili, particolarmente nocive per la salute dell’uomo.

I danni rilevati sulla salute sono notevoli e di diverso impatto sociale. Ricercatori dell’Università Statale di Milano hanno studiato i meccanismi e gli effetti nocivi del PM10 su bambini e anziani.
Tale studio e stato realizzato con la collaborazione dell’Università di Harvard School of Public Health. I dati emersi da tale studio sono a dir poco scioccanti e ci devono spingere a riflettere seriamente sul futuro nostro e dei nostri figli.

Il continuo superamento dei valori soglia rilevati dalle centraline di controllo situate in punti nevralgici della città certamente non è un segnale positivo per la tutela della salute pubblica. Infatti sono aumentati i ricoveri presso le strutture ospedaliere Milanesi per attacchi improvvisi di crisi respiratorie e, oltre ai problemi respiratori, sono aumentati i ricoveri e le richieste di aiuto per crisi cardiache. In buona sostanza, le polveri sottili aumentano le patologie cardiache e respiratorie, togliendo anni di vita e con una qualità non ottimale. Anche la coagulazione del sangue cambia, si modifica in senso negativo. Il sangue diventa più viscoso in presenza di inquinanti e le pareti di vasi sanguigni, arterie e vene e non ultimo il cuore vengono danneggiati.

Gli indicatori di tali eventi sono i parametri della coagulazione che si alterano, con il tempo di protrombina che aumenta dal 5 all’8% e l’aumento del tasso di omocisteina, un aminoacido collegato con le infiammazioni e rischio cardio-vascolare dell’organismo. Con un aumento del PM10, l’omocisteina aumenta anche del 7%, incrementando i problemi cardiaci. Ma non solo i rischi cardiaci aumentano con l’inquinamento.

Le patologie legate all’apparato respiratorio sono anch’esse in rapida ascesa. Per esempio nei bambini si presenta una bronchite spastica, di tipo reattivo, con tosse secca, senza una causa apparente, in assenza di allergie respiratorie o infezioni virali.

Una delle cause di infiammazioni e irritazioni delle arterie e delle mucose respiratorie è dato dall’aumento dei radicali liberi, specie reattive dell’ossigeno, normalmente prodotte dal metabolismo del nostro corpo. Questi sono i sintomi di un malessere ambientale che come tali dobbiamo cercare di interpretare e curare. Meglio ancora prevenirli.

La difesa e la prevenzione dei fenomeni legati all’inquinamento inizia con la determinazione dello stress ossidativo. Tramite una goccia di sangue capillare prelevata dal polpastrello è possibile determinare la quantità di radicali liberi nocivi in eccesso presenti liberamente nelle nostre vene. I danni da un eccesso di radicali liberi d-ROMs si osservano nel tempo con il continuo superamento dei valori normalmente tollerati. Oggi è possibile sapere sia la concentrazione dei d-ROMs che la capacità di difendersi da tali agenti.

La determinazione della Barriera Antiossidante di Protezione, BAP test, quantifica la capacità da parte dell’organismo di difendersi dai danni generati dai radicali liberi. Grazie a questi sistemi diagnostici moderni il clinico medico è indirizzato ad una terapia che permette di abbattere i radicali liberi in eccesso, fonte di invecchiamento precoce e di patologie croniche e degenerative, e se necessario aumentare le difese di protezione consigliando antiossidanti specifici di barriere neutralizzanti nei confronti dei d-ROMs.

E’ chiaro che il problema non riguarda solo il PM10, ma tutta una serie di misure preventive a 360 gradi, atte a ridurre tutte le fonti di inquinamento dannose per la salute di tutti noi. Un’alimentazione ricca in frutta e verdura fresca è indispensabile per alzare i livelli di antiossidanti capaci di eliminare l’eccesso di tossine nocive. Un prodotto efficace per abbassare i livelli di radicali liberi e alzare le difese cellulari è l’Antiox1, in flaconcini bevibili, al mattino e per venti giorni al mese. Un’attività fisica adeguata è importante per permettere di mantenere un livello immunitario efficiente e attivo contro virus, batteri e tossine esterne.

E’ possibile effettuare la determinazione dello stress ossidativo e della capacità antiossidante presso l’Istituto di Medicina Biologica e il risultato dell’analisi è disponibile in 10 minuti, dando subito le indicazioni sui possibili interventi terapeutici.

 


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