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Marzo 1, 2006 Newsletter

“Facciamo lavorare i nostri geni.. per noi” Il Genoma umano è rappresentato da numerose molecole.Esse sono dei “pezzettini” di DNA presenti in ogni singola cellula, dalle cellule della cute alle cellule dei capelli, della saliva, del sangue e di tutti gli organi.Il DNA è strutturato in singoli Geni, essi lavorano trasformando l’informazione che contengono, in singoli aminoacidi e poi in proteine, indispensabili al mantenimento e svolgimento della vita.

I nostri Geni sono i garanti del buon funzionamento metabolico e lo sono anche del nostro adattamento all’ambiente, che come sappiamo dalla nuova tecnologia e ricerca in campo molecolare, influenza l’attività dei Geni stessi.
Infatti tutti noi siamo il risultato dell’interazione fra i Geni e l’ambiente, inteso come tutto ciò che ci circonda, luogo e stile di vita, abitudini, alimentazione, etc.
Nessun individuo è uguale ad un altro. La diversità si attua attraverso un meccanismo genetico detto “Polimorfismo” il quale rappresenta praticamente la capacità che ha ogni gene di esprimersi in maniera diversa per ogni individuo.
In alcuni individui l’attività di tali geni e di conseguenza delle proteine prodotte è normale, in altri con particolari polimorfismi può condizionare modifiche del metabolismo e di conseguenza si possono avere delle condizioni fisiologiche o perifisiologiche sino allo sviluppo di una malattia conclamata.

Il fenomeno del Polimorfismo genetico influenza la suscettibilità a Malattie Multifattoriali, es. malattie Cardiovascolari, Aterosclerosi, Diabete, Artrosi, etc, che sono determinate da un concorso causa genetico-ambiente.
Il test Genetico di Medicina Preventiva Personalizzato si compone di una serie di 22 analisi genetiche che esplorano la suscettibilità a patologie multifattoriali che riguardano:

a) Stress Ossidativo, analisi che riguarda la capacità di eliminare i radicali liberi, molecole altamente reattive e tossiche per l’organismo che possono indurre invecchiamento,dolore cronico, patologie degenerative, e alcuni tipi di tumori.
b) Rischio Cardiovascolare, si tratta di analisi legate alla malattia Arterosclerotica che è una patologia fortemente multifattoriale.
c) Osteoporosi, Diabete, Reattività Immunologia, con questi polimorfismi si indaga la suscettibilità alle malattie citate e il corretto equilibrio del nostro sistema immunitario.
d) Nutrigenomica e Farmacogenomica, sarà possibile indagando una serie di Geni Polimorfici, individuare e calibrare farmaci, alimenti, che possono risultare dannosi al nostro organismo, aiutando ad innescare una particolare patologia; ( il primo farmaco è rappresentato dal cibo che mangiamo).
e) Profilo Costituzionale, e come il gruppo sanguigno ad esempio, può essere fatto una sola volta nella vita.
f) Caratteristiche legate all’interazione Geni ed Ambiente, individuando per ognuno di noi uno o più rischi ambientali specifici, in modo tale che una volta evidenziati si può cambiare lo stile di vita e le abitudini relative, in modo da influenzare positivamente il funzionamento dei nostri Geni e far si che essi lavorino positivamente per il nostro organismo.

La refertazione evidenzierà la serie di Polimorfismi Genetici presenti dell’individuo; e per ogni assetto genomico indagato ( punti a,b,c,etc..) evidenzierà particolari suscettibilità a tali malattie multifattoriali suggerendo controlli e comportamenti di vita e di alimentazione che permettono di modificare il rischio individuato. Il test individuerà inoltre indicazioni di farmacogenomica per orientare la scelta di farmaci con maggiore attività terapeutica e minori effetti collaterali, fornendo inoltre una dieta di Nutrigenomica, selezionando i cibi più idonei per il proprio polimorfismo facendo “lavorare” al meglio i nostri Geni e di conseguenza il nostro organismo, prevenendo già a tavola i rischi di patologie multifattoriali. Come ultima analisi, si evidenzieranno i possibili interventi con Integratori o Vitamine altamente selezionate dall’analisi genetica in modo da assumere “solo” ciò che i nostri geni hanno bisogno per poter svolgere al meglio le proprie funzioni.

Praticamente si sapranno quali “Organi Bersaglio” sono da proteggere e le misure preventive da adottare; ad esempio apparato gastro-intestinale, seno, polmone, ossa, vescica, etc; conclusioni sui processi di detossicazione di fase 1 e fase 2 del nostro metabolismo e le relative misure specifiche di prevenzione. Insomma tutto quello che si può cercare e sapere attraverso questa analisi Genetica Personalizzata, prelevando alcune gocce del proprio sangue dal polpastrello di un dito.



Dicembre 1, 2005 Newsletter

L’Artrosi rappresenta la patologia articolare più diffusa nella popolazione.E’ stato ormai accertato che la causa risiede nell’invecchiamento della cartilagine articolare.Già nella preistoria la malattia era presente, nei resti degli scheletri di uomini dell’età Paleolitica sono stati ritrovati segni di degenerazione articolare a livello delle vertebre della colonna e delle anche. Il 52% della popolazione adulta ne è colpita, raggiungendo l’85% nelle fasce d’età più avanzata.

Le zone più colpite sono rispettivamente: il 64% la colonna vertebrale (cervicale e lombare più frequentemente); a seguire le mani, le ginocchia (gonartrosi) e l’anca (coxartrosi).

Molte persone pur avendo un’artrosi di una delle parti descritte, non lamenta dolore e il riscontro può essere solo occasionale con una radiografia fatta per altri motivi.
Diverse sono le cause che portano alla degenerazione della cartilagine articolare: fattori genetici, di sviluppo, traumatici ( incidenti, sportivi o sport violenti ), metabolici, biomeccanici o posturali come le malposizioni o malformazioni (ad esempio una gamba più lunga e una più corta, se non corretta, porta nel tempo una degenerazione dell’articolazione sbilanciata con conseguente coxartrosi) e cause biochimiche.
Quindi l’invecchiamento delle articolazione è una condizione che può interessare diversi distretti corporei e una grande fetta di popolazione anche senza cause apparentemente facilitanti la malattia.

Per quanto riguarda i fattori biochimici o immunologici, si sono evidenziati diversi fattori immunologici coinvolti nelle cause dell’Artrosi e altri fattori come agenti protettivi del fenomeno degenerativo. Diventa evidente che l’equilibrio dei fattori, sia scatenanti che protettivi gioca un ruolo chiave per la cura o l’evoluzione della malattia.
Il processo di “Invecchiamento” della cartilagine è legato al fatto che alcune proprietà della cartilagine si modificano nel corso dell’esistenza, alcune accompagnando la crescita ed assestandosi intorno ai 30 anni, altre compaiono nel corso della maturità, nell’adulto giovane o nei 60 anni e più.

La terapia dell’Artrosi può essere distinta in

  • trattamenti sintomatici: l’uso di antinfiammatori, analgesici vari, antidolorifici con azione molto importante in alcuni casi anche di tipo sedativo, è efficace nel controllo del dolore ma presenta molti effetti collaterali come gli Anti Cox 2 i quali, anche se con minori effetti gastrici, hanno effetti sul sistema cardiocircolatorio limitandone l’uso ad esempio nei pazienti cardiopatici;

  • trattamenti protettrici della cartilagine: come la riabilitazione e la correzione posturale. Ad es. la tecnica da noi utilizzata si chiama BOWEN la quale ripristina la corretta postura ed elasticità del corpo;

  • trattamenti ad azione antiartrosica ad azione lenta di norma utilizzati presso il nostro istituto a base di condroitina e di solfati che non hanno azione antidolorifica diretta, ma ripristinano il metabolismo della cartilagine a livello dell’articolazione colpita, agendo sulla produzione di acido jaluronico.

  • Esiste la terapia correttiva chirurgica indispensabile nei casi di grave ed irreversibile degenerazione articolare.

Altri strumenti utilizzati sono i TENS, Magnetoterapia, Ionoforesi, Ultrasuoni, Laser terapia, strumenti che provocano variazioni di temperatura. Tra queste metodiche terapeutiche, l’IPERTERMIA o TERMOTERAPIA anti artrosica, si inserisce conquistando un posto d’eccellenza sia per il tipo di trattamento non invasivo e praticamente privo di effetti collaterali, che per i risultati ottenuti sulla rigenerazione della cartilagine articolare.
Precisando il meccanismo d’azione del calore, applicato alle articolazioni degenerate, tende a rigenerare la cartilagine attraverso campi magnetici che raggiungono temperature di 42 – 43°C.

L’azione diretta del calore stimola i processi cellulari deputati alla “riparazione” dell’articolazione stimolando l’attività dei fibroblasti, cellule che controllano la sintesi di cartilagine.
Normalmente si valuta sempre il paziente da sottoporre al trattamento, escludendo i portatori di protesi o pace-makers, le sedute si svolgono con frequenza settimanale o quindicinale e per un massimo di 8 – 10 sedute in funzione della gravità dell’artrosi.

Nei casi non trattabili, applichiamo i trattamenti sopra descritti, personalizzando il tipo di terapia sempre sulla rispetto della persona in modo completo e non invasivo.



Novembre 1, 2005 Newsletter

La Tecnica di Bowen è un trattamento che con delicate movenze delle dita aiuta l’organismo a mantenere e, quando necessario, a ri-trovare l’equilibrio che è la base della buona salute.
E’ una tecnica olistica che considera l’individuo nella sua totalità, inserito ed in rapporto con l’ambiente in cui vive.
In tale visione il sintomo è manifestazione e segnale di un dis-equilibrio dell’intero sistema “individuo” e l’atto terapeutico è volto a “curarlo” aiutandolo a ritrovare equilibrio e armonia.

La non invasività e la delicatezza di questa tecnica fanno sì che sia particolarmente adatta ad accompagnare i bambini nella crescita, venendo loro in aiuto quando ci sono segnali di disarmonia nel loro sviluppo e come integrazione alle altre terapie (ortopediche, fisioterapiche, farmacologiche, omeopatiche – psicologiche, etc.)

E’ quindi un valido strumento nel trattamento dei disturbi e delle patologie neonatali ed infantili quali ad esempio:

  • le paralisi ostetriche “fruste”

  • il torcicollo congenito

  • il piede torto congenito

  • le difficoltà nello sviluppo neuromotorio

  • i disequilibri muscolari

  • le coliche neonatali

  • il vomito a getto

  • l'”acetone”

la presenza di un “rallentato riflesso pupillare” (entro i 3 mesi) o di “sclera blu” (dopo i 3 mesi di età)

  • lo strabismo

  • i disturbi legati alla dentizione

  • le deformità e le anomalie del palato

  • le otiti

  • le sinusiti

  • i problemi respiratori (raffreddori, bronchiti, asma)

  • gli eczemi e le allergie

  • il testicolo non sceso

  • l’enuresi notturna

La Tecnica di Bowen agisce quindi su tutti i sistemi del corpo:

  • nervoso

  • muscolo-scheletrico

  • endocrino

  • urinario

  • cardiocircolatorio

  • respiratorio

  • digestivo

  • escretore

  • sugli organi di senso

  • immunitario.

Agendo sulle capacità di autoguarigione dell’organismo la Tecnica di Bowen è particolarmente efficace sui bambini perché in loro essa è maggiore: tanto più sono piccoli, tanto maggiore è la loro energia e potenzialità alla vita.
Essi sono terreno fertile e poco contaminato non avendo ancora accumulato tossicità dall’alimentazione e dall’ambiente (se non per la parte acquisita ereditariamente).
i bambini hanno più facilità a ritrovare armonia rispetto agli adulti e da qui il successo della Tecnica di Bowen con loro: talvolta bastano una o due sedute per risolvere il problema.

Questa tecnica è un efficace supporto anche per le future mamme sia durante la gravidanza ed in preparazione al parto che nel post-partum e durante l’allattamento perché le sostiene e aiuta in questo speciale periodo di trasformazione ed evoluzione della loro vita.



Aprile 1, 2005 Newsletter

L’analisi tissutale del capello, con speciali e sofisticate apparecchiature di analisi spettrofotometriche computerizzate, ha raggiunto oramai una precisione affidabile per l’analisi della concentrazione e dei rapporti dei minerali corporei, svelando inoltre la presenza di eventuali tracce dei metalli pesanti tossici ( Mercurio, Piombo, Allumino, Arsenico, etc.) depositati nei tessuti biologici.

L’analisi del capello è paragonabile ad una analisi bioptica (Biopsia) e rivela la presenza di qualsiasi sostanza che possa essere depositata e al sua concentrazione nell’organismo umano.

Lo scopo di questo esame è il seguente: conoscere la concentrazione e i rapporti dei minerali nell’uomo.
Ci aiuta a conoscere i deficit nutrizionali per quanto riguarda i minerali e le vitamine, i quali possono creare uno squilibrio organico in un futuro se non già presente. A livello metabolico o funzionale, ad esempio, dolori articolari o predisposizione a mialgie in carenza di Magnesio, Cromo, ipotiroidismo latente con aumento del peso corporeo se mancano Manganese, Rame, o vi è accumulo di Calcio.
L’accumulo dei minerali tissutali non corrisponde sempre ad una condizione clinica specifica in essere ma rappresenta una tendenza dell’organismo verso un particolare quadro clinico solo in caso di persistenza delle condizioni rilevate. Discorso opposto per i metalli pesanti i quali, se si riscontrano nel capello, stanno accumulandosi nei tessuti e quindi a livello cellulare, con conseguenze nel tempo. Ricordo che esistono persone che smaltiscono molto bene i metalli pesanti ( ad es. Mercurio delle amalgame dentarie chiamate otturazioni..) e persone che non le smaltiscono e che tendono a depositare il Mercurio, Hg, nei tessuti creando disturbi che vanno dal semplice mal di testa a dolori osteo-articolari, allergie cutanee senza positività ai test allergometrici, e altro.

Il sapere se tali metalli sono presenti e se i sistemi di depurazione del nostro organismo sono attivi può esserci utile nel prevenire eventuali stati morbosi.
La cura consisterà nel somministrare i nutrimenti carenti ed eliminare i metalli pesanti presenti con l’uso di terapie chelanti attuabili per via orale con integratori specifici oppure, quando non è possibile, per via endovenosa con somministrazioni via flebo di specifici composti chelanti dei metalli pesanti come il Piombo. Il tutto deve sempre essere valutato da un medico esperto capace di leggere e interpretare l’analisi mineralografica.



Marzo 1, 2005 Newsletter

Arriva la bella stagione, le giornate si allungano e si può tornare a praticare sport all’aperto. Il cambio di stagione spesso dà una sensazione di “rinascita fisica”, ma a qualcuno può dare invece stanchezza. Lo Zen Shiatsu è in grado di potenziare le difese del nostro organismo.

Lo Zen Shiatsu non cura solamente stati morbosi e non è solo un rimedio.
Esso stimola le capacità di rigenerazione proprie di ogni organismo, ristabilendo il naturale equilibrio energetico e mentale.
Secondo la medicina tradizionale cinese, lo Shiatsu agisce sul “Chi” o “Qi”, il flusso di energia che circola all’interno di ogni essere vivente lungo specifici Meridiani, linee energetiche che tendono ad accumulare stanchezza e stress. Una giusta pressione esercitata su di essi non solo stimola la pelle arrecando sollievo nel caso di dolori muscolari, ma regola il sistema nervoso, aiuta la digestione, stimola la circolazione sanguigna, linfatica e la secrezione ormonale.
Il flusso del Chi può essere disturbato, rallentato o interrotto da traumi, malattie, depressione, stress fisico o mentale. Di qui l’importanza di intervenire con tecniche di Zen Shiatsu per riattivare queste preziose energie interiori e per sciogliere quei blocchi energetici che si oppongono al libero fluire dell’energia vitale nell’organismo, causati dal condurre uno stile di vita disarmonico, reintegrando il contatto tra mente e corpo.


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