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Dicembre 30, 2008 Newsletter

Quei rumori fastidiosi che si possono avvertire nell’orecchio o in testa soprattutto la sera prima di andare a dormire si chiamano ACUFENI. Circa il 30% della popolazione soffre di acufeni; ciò significa che, per esempio, in Lombardia circa 3 milioni di persone ne soffrono. Essi sono descritti in maniera variabile: un ronzio, un fischio, uno scroscio, un treno che passa. L’acufene è un segnale di allarme del nostro cervello che ci avverte che qualcosa non funziona: dove?

La causa può essere riconducibile a fattori traumatici, infettivi, degenerativi, vascolari, metabolici; può risiedere nell’orecchio (sede della percezione dei suoni) o nel cervello (sede di elaborazione dei suoni); in realtà alla manifestazione del sintomo spesso concorrono più cause e proprio per questa multifattorialità il problema degli acufeni è spesso complicato.

Pertanto, oltre ad un corretto inquadramento clinico, è importante un approccio terapeutico ad ampio raggio rivolta non solo alla correzione del sintomo ma anche alle possibili cause scatenanti o predisponenti.

Lo schema terapeutico proposto dall’Istituto di Medicina Biologica parte da questi presupposti e si avvale di alcune valutazioni diagnostiche e tecniche di terapia particolari: infatti combina trattamenti generali e trattamenti locali eventualmente associati a tecniche di tipo kinestesiologico.

La base di questi trattamenti è la “dinamicità” ovvero la possibile combinazione o variazione delle tecniche in base alla risposta clinica.

Ciò che conta è ricordarsi che gli acufeni sono un segnale di squilibrio che non va trascurato.



Novembre 30, 2008 Newsletter

Che il fumo fa male, è noto a tutti. Ma per le donne fumatrici i problemi legati al tabagismo sono maggiori rispetto agli uomini.E quindi per le donne, ma anche per gli uomini, smettere di fumare è ancora più importante.

Nel recentissimo congresso della Società di Cardiologia Europea, tenutosi Monaco ai primi di settembre, documenta per la prima volta una serie di dati che mostrano la quantificazione di questo maggiore rischio proprio in relazione alle malattie di cuore e vascolari e che la sua misura va oltre ogni più pessimistica aspettativa, tanto che la vita delle donne fumatrici è più corta degli uomini fumatori.

Il dottor Morten G. dell’ospedale di Lillehammer in Norvegia, ha condotto uno studio su 1784 pazienti consecutivi al loro primo attacco di cuore, infarto del miocardio, riferendo che le donne perdono il doppio degli anni di vita rispetto agli uomini fumatori. Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato che le donne che fumano vanno incontro ad un attacco di cuore 14,4 anni prima di quelle che non fumano. Le donne fumatrici, possono aspettarsi un infarto all’età di 66 anni mentre le donne che non fumano oltre gli 80 anni.

Le differenze tra gli uomini e le donne fumatrici sono legate al sesso, all’assetto ormonale, immunologico, che influenzano i danni del fumo sulle arterie e polmoni. Le malattie cardiovascolari sono diventate oggi per le donne la prima causa di morte, con percentuali di gran lunga superiori a quelle provocate da tutte le forme di tumore messe insieme. La probabilità di morire per una malattia cardiovascolare è di 6 volte superiore a quella dovuta al tumore al seno.

Uno degli effetti negativi legati al fumo di sigaretta, è la notevole produzione di radicali liberi R L prodotti dalla combustione del tabacco e della carta della sigaretta. I radicali liberi sono dei veri e propri killer dei vasi arteriosi e venosi, facilitando il processo di aterosclerosi che può facilmente diffondersi in tutti i distretti e organi del corpo.

La possibilità di conoscere la quantità dei radicali liberi prodotti dal fumo è possibile grazie ad una goccia di sangue capillare presa dal polpastrello di un dito. Ci permette di conoscere il danno potenziale al quale siamo esposti. Il dosaggio dei radicali liberi è consigliato anche in persone che non fumano, per conoscere lo stato di salute apparente. Oltre alla determinazione dello stress ossidativo si pratica la valutazione della barriera antiossidante di protezione BAP, che permette di conoscere le capacità antiossidanti in grado di contrastare l’azione lesiva dei RL.

Se le difese antiossidanti sono basse, allora si possono assumere degli integratori specifici che aiutano a ridurre i danni legati ai RL. La prevenzione primaria rimane sempre l’astensione dal fumo di sigaretta.

Una volta noto sia il livello dei RL che la capacità antiossidante, è possibile stabilire un percorso terapeutico che permette di riportare in equilibrio le fisiologiche capacità anti invecchiamento che noi tutti disponiamo. Sapere la quantità di RL e assumere in prodotto specifico è come conoscere il livello di colesterolo e prendere una pastiglia che sia adeguata al livello di grassi nel sangue.

 



Ottobre 5, 2008 RASSEGNA STAMPA

Trenta e passa gradi all’ombra, ristorantino vista mare, tavolata rumorosa e allegra, vino bianco fresco, pane a portata di canestro. Per “stare leggeri”, insalata di riso per tutti (servita con dadini di prosciutto, mortadella e piselli). A seguire, piatto a centro tavola di mozzarella e pomodoro da sbocconcellare in compagnia, fino al caffè. A parere degli esperti non si è trattato di un pranzo “leggero”, anzi. Sotto il sole, i commensali hanno inanellato (come vedremo più avanti) una serie di scelte alimentari sbagliate: a cominciare dal vino e proseguendo col pane, i salumi, il pomodoro, la mozzarella.

Ma quali sono i cibi da evitare, d’estate, in vacanza?

Gente ha chiesto di elencarli (e di spiegare per quale motivo sono sconsigliati) al professor Giuseppe Di Fede specialista di nutrizione e Dietetica Clinica che, a Milano, dirige l’Imbio (Istituto di Medicina Biologica) cui fanno riferimento, in tutta Italia, i centri che eseguono il test “Alcat” contro le allergie e le intolleranze alimentari. Non a caso, la statunitense Food and Drugs Administration, la più autorevole organizzazione mondiale in materia di salute, ha riconosciuto il test Alcat, sia per la metodica computerizzata che per gli estratti alimentari utilizzati per l’analisi, oltre al riconoscimento CEE, del test.

Alcol e acidosi
«D’estate, col caldo, anche gli alimenti più semplici e apparentemente “leggeri” rischiano di ammutinare fegato, stomaco, intestino e anche l’apparato circolatorio. Cominciamo dai disturbi più frequenti: dati alla mano, in vacanza, quasi la metà degli italiani segnalano, in forma più o meno grave, disturbi da acidosi di origine alimentare», spiega il professor Giuseppe Di Fede, «ma anche alcolica. I vini bianchi e le bevande ora di moda tra i giovani, contenenti sostanze alcoliche apparentemente “mascherate”, che provocano vasodilatazione con calo della pressione arteriosa. Nel contempo aumentano nel sangue gli acidi forti compromettendo il ph, cioè il valore che indica il giusto equilibrio. Inoltre, il fegato trasforma questi acidi grassi liberi in chetoacidi con conseguenze anche molto gravi. La sera, invece, è consentito un bicchiere di vino rosso che contiene i flavonoidi, con valenza antiossidante».

Il pane
«Con le temperature elevate il pane di farina bianca è meno digeribile e i lieviti tendono a provocare fermenti . Meglio evitarlo a pranzo e, la sera, è preferibile quello con farine integrali. Il motivo è per la fermentazione intestinale, che il pane lievitato, anche se a lievitazione naturale, crea dopo mangiato, dando un senso di pesantezza e rallentamento, da indurci a fare un pisolino pomeridiano, affaticando ulteriormente la digestione.

I pomodori
«Col caldo, l’assunzione di pomodori, può indurre una forma di acidosi che porta alla nausea anche a causa di una sostanza, la tomatina, che irrita le pareti intestinali. Quando poi i pomodori vengono associati a formaggi filati come la mozzarella, alimento a sua volta a base acida, raddoppia il pericolo di acidosi con un rallentamento del processo digestivo fino a manifestazioni di vomito e diarrea. Vanno evitati anche i pomodori al forno con i tipici ripieni di maionese e salse elaborate».

I salumi
«I prodotti del maiale, sia la carne, sia gli insaccati, sono a rischio col caldo estivo. La quantità di sale che contengono i salumi irigidisce le arterie e favorisce l’innalzamento della pressione arteriosa. Spesso, i classici dadini di mortadella, prosciutto o wurstel vengono usati d’estate per dare sapore a riso e pasta fredda, col risultato di rendere problematica la digestione: il sangue affluisce in forte misura verso lo stomaco e viene sottratto ai muscoli provocando senso di affaticamento e di torpore».

Le carni
«Oltre a quelle di maiale, vanno evitate quelle di pecora, capra e agnello. Anche di manzo nelle dimensioni importanti come la “fiorentina”. Sconsiglio le salsicce, sia di maiale, sia di carne mista, con manzo. Nel pesce occorre limitare i crostacei (gamberoni e aragoste) perché possono incrementare i valori del cosiddetto «colesterolo cattivo” nel sangue.

I fritti
«Tutto ciò che viene cucinato in olio bollente, sia pesce, sia carne, ma anche verdure e frittate. Soprattutto le classiche patatine si trasforma in autentico rischio per le arterie. Specialmente in estate».

I formaggi
«Vanno sicuramente evitati quelli stagionati e “duri”, mi riferisco e certe forme di pecorino, tipiche di alcune regioni centrali e meridionali, Sicilia e Sardegna: questi formaggi contengono forti concentrazioni di sale che è il nemico più temibile nella stagione calda».

Le salse
«Sono assolutamente da evitare maionese, senape, ketchup, sughi e intingoli elaborati per la preparazione di carni e alcuni tipi di pasta, come le lasagne, i canneloni e i tortelloni ripieni di carne mista, maiale e manzo. Il rischio è quello di formare veri e propri “tappi” per le arterie».

I dolci
«Mentre, per la colazione del mattino, le marmellate, soprattutto di frutta, sono indicate anche d’estate, vanno evitati tutti i dolci con creme e cioccolato, dalle torte ai bomboloni, krapfen, e panna in tutte le sue elaborazioni. I cibi con forte contenuto di zuccheri, aumentano la produzione di insulina e, di conseguenza, incidono sulla caduta altrettanto veloce dei valori glicemici. In spiaggia, la conseguenza è di una repentina caduta della pressione arteriosa».

Frutta esotica
«La frutta è alimento importante ma con la globalizzazione dei mercati molti sono portati a pensare che anche i prodotti in arrivo da paesi lontani hanno più o meno le stesse caratteristiche dei nostri. Non è così: mango, avocado, i mandarini cinesi, contengono una serie di zuccheri e di sali minerali che, soprattutto d’estate, possono creare anche seri disturbi digestivi come enteriti e coliti, meglio la frutta nostrana di stagione».

«ultima raccomandazione: è bene ricordare che esistono due tipi di allergie alimentari, quelle immediate e quelle ritardate. Le più pericolose e silenti: dipendono in pratica dallo stimolo ripetuto degli alimenti sui linfociti intestinali. Stratificano, in sostanza, quella serie di depositi che, alla lunga, possono diventare forieri di guai. Ecco perché è sbagliato dire: “Quel cibo non mi ha fatto male anche se sconsigliato, quindi continuo a mangiarlo. I conti, alla fine, rischiano di non tornare».

Fonte: Gente – Ago. 08

di Renzo Magosso



Ottobre 5, 2008 RASSEGNA STAMPA

Nel nostro intestino convivono batteri buoni e cattivi. Nello specifico, quelli “buoni” lavorano per assorbire e trasformare in anticorpi i nutrienti assunti con l’alimentazione: oligoelementi, proteine, carboidrati, minerali ecc. Dunque il buon equilibrio intestinale dipende dal lavoro dei batteri buoni che forniscono all’organismo le armi – gli anticorpi – contro infezioni e malattie.

Basti pensare (ed è facilmente comprensibile, visto che l’intestino deve difenderci tutti i giorni dalle sostanze estranee che ingeriamo con l’alimentazione) che l’intestino produce il 70% ca. degli anticorpi del nostro sistema immunitario, mentre solo il 30% è dovuto a linfonodi e milza.

Che cos’è la Disbiosi
Secondo la Letteratura internazionale, la Disbiosi Intestinale è l’insieme dei sintomi e dei disturbi
Funzionali Gastroenterici che possono evolvere in malattie in grado di coinvolgere anche organi o
apparati distanti dal colon. Questi problemi all’intestino, definiti “Disbiosi intestinale” creano diversi inconvenienti spiacevoli come colite, stitichezza, gonfiore addominale, meteorismo, flatulenza, diarrea ecc. che interessano molte persone e attualmente rappresentano un problema sociale.

Sono svariati i motivi per cui l’equilibrio intestinale si altera. In particolare, le principali cause della Disbiosi sono dovute a: cibi contaminati da fertilizzanti, conservanti, alimentazione scorretta, farmaci, lassativi, antibiotici ecc. Ha inoltre un ruolo importante l’ambiente (temperature non adeguate al periodo climatico).

L’intossicazione dell’organismo che ne deriva è responsabile di queste patologie, più o meno
gravi, dovute alla Disbiosi:

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  • Predisposizione ad infezioni e infiammazioni ricorrenti, allergie, intolleranze, malattie autoimmuni
  • Infezioni da funghi, in special modo candida, herpes
  • Disturbi dell’umore, quali stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, depressione
  • Diarrea, stitichezza, meteorismo
  • Acne ed altre affezioni cutanee
  • Cefalee, in genere associate ad astenia (debolezza)
  • Vaginiti ed infezioni delle vie urinarie
  • Disturbi digestivi
  • Osteoporosi, reumatismi
  • Ritenzione dei liquidi
  • Obesità e refrattarietà alla perdita di peso con le diete
  • Insonnia

Che cos’è il Disbiosi Test
Rappresenta il presidio di laboratorio per individuare, valutare quantitativamente e monitorare i pazienti che evidenziano uno stato di Disbiosi Intestinale. È un esame che mediante metodiche
analitiche colorimetriche e di cromatografia liquida (HPLC), dosa nelle urine due indicatori della Disbiosi intestinale che determinano la prevalenza di flora intestinale putrefattiva (derivante
dalla fermentazione delle proteine), o fermentativa (determinata dai carboidrati). Con in mano questo dato, il medico può diagnosticare, curare e monitorare la guarigione della Disbiosi consigliando la terapia personalizzata più adatta. Il Disbiosi Test si può fare sia in Farmacia che in uno studio Medico Specializzato.

Il Capello, protagonista della tua Salute

Che cos’è l’AMT?
L’AMT, ovvero l’Analisi Minerale Tessutale, è un’indagine di laboratorio riconosciuta e utilizzata dall’Environmental Protection Agency, il Dipartimento Scientifico dell’Ambiente americano, che permette di rilevare con precisione i livelli dei minerali essenziali alla salute, alcuni elementi traccia e i principali tossici depositati nell’organismo.

Come si fa?
Un campione di capelli viene inviato in un laboratorio autorizzato ed esaminato con uno spettrometro ad assorbimento atomico (emissione a plasma). I dati vengono elaborati in modo da ottenere un quadro completo della biochimica individuale.

Perché analizzare i minerali?
Praticamente i minerali regolano tutte le funzioni corporee. Cattive abitudini alimentari, diete restrittive, abuso di farmaci, pillola contraccettiva, stress, inquinamento ambientale, fumo di sigaretta, ereditarietà ed altri fattori possono essere alcune delle cause più ricorrenti di squilibri minerali.
Questi squilibri, rilevabili attraverso la AMT, possono essere l’espressione di tendenze a innumerevoli disturbi, quali:

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  • Allergie
  • Anemie
  • Disturbi dell’Apparato Cardio Circolatorio
  • Disturbi dell’Apparato Digerente
  • Disturbi Endocrini
  • Disturbi Neurologici
  • Disturbi della pelle
  • Disturbi Psicosomatici
  • Disturbi dell’Apparato Muscolo-Scheletrico.

Perché analizzare i metalli tossici?

L’eccesso di alcuni metalli tossici (Cadmio, Alluminio, Mercurio, Piombo. Arsenico ecc.) possono alterare le normali funzioni fisiologiche dell’organismo.

Per esempio il Piombo provoca gravi disturbi neurologici, cefalee e iperattività nei bambini.

Il Cadmio può costituire una concausa dell’ipertensione arteriosa. Piombo, Cadmio e Mercurio provocano dolori articolari, problemi muscolari, renali e dermatologici.

Informazioni che l’AMT vi può fornire

I minerali nutrizionali sono di fondamentale importanza per la funzionalità del Sistema Nervoso Centrale e Periferico, del Sistema Nervoso Autonomo (Simpatico e Parasimpatico), del Sistema Endocrino e per la maggior parte dei processi metabolici organici dove agiscono da catalizzatori o da componenti strutturali.
Una loro accurata indagine ci può dare utili indicazioni su questi processi, ma possiamo anche ricavare informazioni sulle condizioni di stress, sulle potenzialità energetiche, sul metabolismo di base, sulla predisposizione a malattie organiche, psicosomatiche, funzionali ed emotive.

Fonte: HOD n.50 novembre 2008



Marzo 30, 2008 Newsletter

3° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA PREVENTIVA ED HEALTHY AGING
Milano, 07-08 Marzo 2008
Centro Congressi Hotel Meliã

Venerdì 7 Marzo, 2008

08.30-09.00 Registrazione degli iscritti

09.00-09.20 CERIMONIA D’APERTURA – Discorsi di benvenuto

09.20-11.45 1a SESSIONE – GENERAL SESSION
L’OROLOGIO BIOLOGICO: ENDOCRINO E NEUROSENESCENZA
Presidenti: C. Dalle – G. Testolin – V. Calabrese
Moderatore: D. Galimberti

09.20-09.35 Paleo-dieta e ormoni – G. L. Pazzaglia

09.35-09.50 Patologie androgeniche nella donna – E. Paglia

09.50-10.05 Qual’è il futuro della terapia sostitutiva con il DHEA? – A. Polimeni

10.05-10.20 Il GH nella pratica clinica – C. Dalle

10.20-10.35 Stress ossidativo e neurodegenerazione, il ruolo dell’acido alfa-lipoico
L. Secondini

10.35-10.50 Strategie motorie, nutraceutiche e cosmeceutiche antinvecchiamento
F. Marzatico – S. Giardina – B. Marzani M. Negro

10.50-11.05 Malattia di alzheimer e genetica dell’infiammazione: un approccio farmacogenomico – C. Caruso – G. Candore – S. Vasto

11.05-11.20 Genetica e prevenzione in oncologia – M. Klentze

11.20-11.40 LECTIO MAGISTRALIS:
Melatonina: prospettive in gerontologia e in oncologia
V. Anisimov – I.G. Popovich – M.A. Zabezhinski – G.M. Vesnushkin – I.A. Vinogradova

11.40-11.45 Discussione

 

12.00-14.10 2 a SESSIONE
In collaborazione con l’Assessorato alla Salute del Comune di Milano
STILE DI VITA PER UN VERO E PROPRIO “BEN ESSERE” E HEALTHY AGING
BIOTECONOLOGIE – GENOMICA – NUTRIZIONE – NUTRIGENOMICA

Presidenti: M. Klentze – M. Carruba – A. Polimeni
Moderatore: S. Govoni

12.00-12.18 Farmaci e memoria: il confuso confine tra benessere e terapia – S. Govoni

12.18-12.33 Prof. Carruba

12.33-12.48 Infiammazione nelle malattie degenerative croniche e dieta antinfiammatoria
A. Battezzati – G. Testolin

12.48-13.03 Il concetto di skindeep nel well-aging – parte I
A. Caputo – P. Nicolini – G. Zanardi – M.G. Di Russo – M. Belmontesi

13.03-13.18 Implicazioni per la salute nel sovrappeso e nell’obesità negli anziani: quando iniziare la prevenzione?
S. Bertoli – G. Testolin

13.18-13.33 Profili di rischio predittivi di malattia – F. Licastro

13.33-13.48 Genomica e nutrigenomica e per il successo della pratica clinica
A. Lorenzetti – F. Marotta – P. Marandola

13.48-14.05 LECTIO MAGISTRALIS:
Genomica ed invecchiamento – M. Klentze

14.05-14.10 Discussione

 

 

15.00-16.45 3 a SESSIONE – GENERAL SESSION
INVECCHIAMENTO: STRATEGIE NUTRIZIONALI E STILE DI VITA
Presidenti: S. Rattan – C. De Jaeger – V. Anisimov
Moderatore: C. Caruso

15.00-15.12 Meccanismi molecolari, microcircolazione e matrice extracellulare
F. Albergati

15.12-15.30 Equilibrio acido base e invecchiamento: stato dell’arte – S. Berkemeyer

15.30-15.48 Equilibrio acido base – G. Mc Gregor

15.48-16.00 Trattamento dietetico alcalinizzante nell’acidosi in età pediatrica
L. Proietti

16.00-16.20 Stress e conseguenze neuro-endocrino immunologiche – A. Wolf

16.20-16.40 LECTIO MAGISTRALIS:
Scienza dell’invecchiamento: principi, pratica e problemi –
S. Rattan

16.40-16.45 Discussione

 

 

16.55-18.50 4 a SESSIONE – GENERAL SESSION
ESERCIZIO FISICO, STRESS OSSIDATIVO ED INVECCHIAMENTO
Presidenti: A. Wolf – Y. Seki – E. L. Iorio
Moderatore: L. Di Renzo

16.55-17.10 Vitageni nella Medicina Antiaging – V. Calabrese

17.10-17.30 Sarcopenia e invecchiamento – C. De Jaeger

17.30-17.45 Fatigue hardening is the key mechanism of aging and diseases.
Physical-chemical softening of biological tissues is the only way for long life span without diseases –
V. P. Kisel

17.45-18.00 Ruolo della valutazione dello stress ossidativo nell’healthy aging e nella medicina preventiva – Y. Seki

18.00-18.15 Attività anaerobica e healthyaging : il metodo B.I.I.O quale allenamento di elezione – F. Balducci

18.15-18.25 La cellulite: patologia e problema estetico che si combatte a tavola
M. Cataldo

18.25-18.40 Discussione

19.00 Conclusione dei lavori di venerdì 7 marzo 2008

Sabato 8 Marzo, 2008

08.30-09.00 Registrazione degli iscritti

9.10-11.05 5a SESSIONE
STRESS E GESTIONE PSICOLOGICA. MOLECOLE NON CONVENZIONALI E
INVECCHIAMENTO

Presidenti: B. Renzi – N. Tamburlin – L. Merati
Moderatore: F. Marotta

09.10-09.23 Malattia di La Peyronie: aspettative e soddisfazioni a distanza da un punto di vista psicologico – L. Rivolta

09.33-09.46 Effetti elettroencefalografici e cognitivo comportamentali dei suoni primordiali e loro correlazioni anatomo funzionali, in medicina preventiva ed healthy aging – B. Renzi

09.46-10.00 Studi sull’utilizzo del Cordyceps Sinensis nelle performance e nel trattamento dello stress ossidativo – S. Cazzavillan

10.00-10.13 Miglioramento della qualità di vita e della prognosi quoad vitam in pazienti affetti da IBS: omotossicologia, fiori di Bach, ipnosi, farmacologia
L. Merati – B. Mantellini – F. Pierazzuoli

10.13-10.28 Dr.ssa Di Renzo

10.28-10.43 Andropausa – C. Dalle

10.43-11.00 Discussione

 

 

 

11.20-14.10 6 a SESSIONE
DEVICES, MEDICINA ESTETICA E INVECCHIAMENTO
Presidenti: A. Polimeni – F. Rinaldi – M. Belmontesi
Moderatore: A. Massirone

11.20-11.33 Fotomodulazione mitocondriale nel trattamento preventivo dell’invecchiamento – M. Ceccarelli

11.33-11.45 Luci artificiali a confronto: laser ablativo frazionale e luci a diodi
E. R. Battisti

11.45-11.57 Approccio della chirurgia mini invasiva nelle variazioni morfodinamiche del volto: nuove tendenze – P. P. Rovatti

11.57-12.10 Autotrapianto di capelli: il vero antiaging del cuoio capelluto – F. Buttafarro

12.10-12.22 Concetto di dermonutrizione nell’antiaging – M. G. Di Russo – M. Belmontesi

12.22-12.35 Più frecce nel centro del bersaglio: una proposta di approccio completo all’invecchiamento cutaneo – F. Rinaldi – M. Castiglioni

12.35-12.48 Come raggiungere la bellezza della pelle utilizzando vitamine e ormoni
M. Tutino – A. Postorino – N. Locorotondo – A. Polimeni

12.48-13.00 BPA: Bio Preventive-Aging: valutazione di un pool di sostanze per rivitalizzazione cutanea con effetto antiossidante. Valutazione strumentale: D-ROM Test e Check-up cutaneo
N. Tamburlin – G.P. Baruzzi – F. Fuino – M. Mariotti M. Triulzi – A. Massirone

13.00-13.12 Il concetto di skindeep nel well-aging – Parte II
M. Belmontesi – M.G. Di Russo – A. Caputo – P. Nicolini – G. Zanardi

13.12-13.27 Dr. Iorio

13.27-13.40 Fillers o intervento? Le opzioni e le scelte del chirurgo plastico
A. Peroni Ranchet

13.40-13.55 Il percorso di resurfacing medico estetico – A. Massirone

13.55-14.10 La nuova frontiera dell’healthy aging: dagli studi sulla restrizione calorica alle moderne strategie nutrigenomiche – A. Polimeni

 

 

15.00-17.15 7a SESSIONE
NUTRACEUTICI, BENESSERE ED INVECCHIAMENTO. COMUNICAZIONI LIBERE
Presidenti: J. D. Fauteck – M. Tutino – B. Mantellini
Moderatore: F. Albergati

15.00-15.20 Chronobiology: un nuovo modo per rendere perfetta la terapia contro l’invecchiamento oggi – J. D. Fauteck

15.20-15.35 Alkylglycerols! What vikings, astronauts – and you – have in common!
H. Cederberg

15.35-15.45 Valutazione dinamica del terreno biologico e di alcuni markers di invecchiamento dopo l’utilizzo di sat terapia
G. P. Baruzzi – M. Binda – C. Marzetti

15.45-15.58 Potentiale utilità dell’estratto di Ginkgo biloba nell’healthy ageing e in medicina preventiva – E. L. Iorio

15.58-16.11 Obesità: ruolo del riequilibrio psico-somatico sull’efficacia del trattamento dietetico
L. Merati – F. A. Barbagelata – R. Ercolani

16.11-16.23 Nuovi sviluppi nelle strategie anti invecchiamenti negli ultimi anni
G. Di Fede

16.23-16.36 Nutraceutica, nutrigenomica e cuore – A. Vanotti

16.36-16.48 Revisione dei light-based treatments nell’invecchiamento cutaneo: dalla classificazione di glogau alla proposta delle strategie più indicate
E. Sorbellini – F. Rinaldi

16.48-17.00 Tipologie e criticità delle preparazioni galeniche sterili nelle terapie e trattamenti antiaging – M. Metalla

17.00-17.12 Tecniche combinate nel ringiovanimento facciale. Il mio approccio
M. Tutino

17.12-17.15 La creatività nell’anziano – E. Borghi

17.15-17.25 Discussione

17.30 Conclusione dei lavori 3° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI
MEDICINA PREVENTIVA ED HEALTHY AGING



Febbraio 1, 2008 Newsletter

Le infezioni delle vie seminali maschili (prossimali. orchiepididimiti e distali: prostatovescicoliti e uretriti) sono universalmente considerate una frequente causa d’infertilità (Weidner et al., 1999, WHO, 2000).

Sintomatologia. Diagnosi
Il riscontro di infezioni acute è rarissimo nella popolazione maschile che si rivolge a un medico per l’infertilità. La maggior parte sono soggetti asintomatici, paucisintomatici o addiritura con sintomatologia fuorviante di tipo gastro-intestinale (coliti, stitichezza, flatulenza, intolleranze alimentari ecc.).
L’esame obiettivo offre, a volte, poche informazioni: una leggera sensibilità epididimaria, testicoli con consistenza diminuita, epididimi con noduli fibrotici, minima secrezione uretrale, l’esplorazione rettale di solito negativa.
Essenziale per la diagnosi si è dimostrato l’esame ecografico (US) associato al colordoppler che mette in evidenza immagini caratteristiche sia per le infezioni acute che per quelle croniche a livello epididimo-testicolare e prostato-vescicolare.
Le indagini microbilogiche (Test di Stamey, EPS, TU con varie ricerche, spermiocoltura con Mycoplasmi e Chlamydie, urinocoltura, ecc) sono assoluttamente necessarie in quanto completano il quadro diagnostico e permettono la terapia mirata.

Fisiopatologia
Le infezioni agiscono sulla qualità spermatica a vari livelli:

  • distruzione degli spermatozoi da parte delle tossine prodotte da vari germi

  • modificazione del pH dei tubuli seminiferi con danno spermatogenetico

  • distruzione degli spermatozoi da parte dei leucociti (fagocitosi)

  • l’influenza delle varie citochine coinvolte nella flogosi sulla capacitazione spermatozoaria

  • lo STRESS OSSIDATIVO:
    . i radicali liberi dell’ossigeno (ROS) liberati dai leucociti determinano la perossidazione dei lipidi della membrana spermatozoaria con modificazioni della fluidità di membrana e effetti negativi sugli interscambi intra/extracellulari, ridotta motilità e alterata morfologia
    . gli stessi ROS possono danneggiare il DNA dello spermatozoo con conseguente danno
    genetico (mutazioni e anomalie cromosomiche)
    . i ROS possono modificare l’acrosoma spermatozoario con conseguente
    reazione acrosomiale alterata e quindi ridotta capacità fecondante

  • le fibrocalcificazioni postflogistiche possono determinare ostruzioni o subostruzioni delle vie seminali (prossimali o distali) con azoospermie secodarie

Uno squilibrio del rapporto ROS/TAC (incrementata produzione di ROS, o scarsa presenza di fattori TAC) è in grado di danneggiare lo spermatozoo.
La TAC rappresenta la capacità antiossidante globale dovuta ai fattori scanvenger es: acido ascorbico, glutatione perossidasi, policosanoli, selenio, ecc)

Eziologia
Dall’analisi dei dati si è evidenziata una chiara prevalenza di microorganismi Gram-positivi quali responsabili delle infezioni genitourinarie, con massima frequenza per gli Enterococchi. Tra i germi Gram-negativi l’Escherichia coli si presenta con una percentuale superiore al 10%. Apparte E.coli le infezioni da Gram negativi possono essere sostenute anche da altre Enterobacteriaceae come come Enterobacter, Proteus, Morganella.
I Gram-negativi, in particolare E.Coli determinano di solito le prostatiti acute, mentre gli agenti etiologici delle forme asintomatiche o paucisintomatiche sono gli Enterococchi, i Micoplasmi (Ureaplasma Urealyticum e Mycoplasma hominis) e Chlamydia Trachomatis
Sia gli Enterococchi che le Enterobacteriacae ( v.Escherichia coli, Proteus, ecc) sono germi di origine intestinale (enteron = intestino) che possono arrivare dall’ampolla rettale situata posteriormente alla prostata in stretto rapporto anatomico per osmosi, via linfatica e, a volte, anche attraverso il circolo sanguigno, in seguito di episodi batteriemici.
Anteriormente si trova la vescica urinaria che molto spesso può essere sede di varie infezioni.
Apparte le classiche vie ascendenti e discendenti di contaggio delle vie uroseminali dobbiamo prendere in considerazione quindi anche le infezioni di origine intestinale e vescicale.

Di fronte a ogni prostato-vescicolite il clinico deve escludere una patologia intestinale infiammatoria e viceversa, visto che le infezioni croniche sono di solito silenti, ogni paziente con problemi intestinali va indagato sul versante urogenitale!
A volte, trattare la colite può risolvere una prostatite non responsiva a vari cicli di antibioticoterapia.

Al contrario di quanto si pensa, sono i pazienti giovanni la fascia più a rischio per vari motivi:
sono sessulmente molto più attivi e quindi soggetti anche a infezioni con trasmissione sessuale,
hanno uno stile di vita meno equilibrato e devono preservare ancora la loro fertilità in previsione di una futura paternità.

Terapia
Alla terapia antibiotica, antiossidante e probiotica si devono aggiungere una dieta rigorosa e tutte le terapie finalizzate a un funzionamento intestinale ottimale.

“In considerazione dei benefici dimostrati sulla funzione riproduttiva, la terapia antiossidante deve occupare un ruolo primario nelle strategie di trattamento della infertilità maschile” Tarin JJ, Human Reproduction, 1998

Autore:
dott.sa Cornelia Sparios
Medico Chirurgo Andrologo



Settembre 1, 2007 Newsletter

Il consumo di prebiotici (carboidrati a catena corta: inulina, fruttoligosaccaridi) e probiotici (ceppo batterico intestinale come i lattobacilli), come prodotti farmaceutici da banco, è aumentato negli ultimi anni e si possono oramai ritrovare come aggiunta in diversi alimenti. In generale è oramai accettato l’idea di utilizzare questi prodotti come un aiuto naturale, al mantenimento e miglioramento generale del proprio stato di salute.

Negli ultimi anni, una serie di lavori scientifici hanno dimostrato l’efficacia clinica di alcuni ceppi probiotici nel trattamento di alcune patologie come le dissenterie, infiammazioni intestinali, coliti, stipsi, allergie alimentari. A volte è necessario ricercare il tipo specifico di probiotico, ma non sempre si sa dove eseguire il test e cosa cercare. Presso ll mio Istituto, ci si avvale di un test particolare e sofisticato che identifica in modo accurato, la qualità della popolazione batterica presente nell’intestino: il DISBIOSI TEST. In maniera indiretta, valutando il metabolismo (il prodotto del lavoro svolto) dei ceppi batterici presenti nell’intestino, possiamo risalire al tipo di popolazione che prevale all’interno dell’intestino. Il dosaggio di Indolo ( dato dalla fermentazione dei carboidrati derivanti dal consumo eccessivo di pane e pasta) e Scatolo (derivante dalla putrefazione delle proteine di origine animale, carne rossa, pesce), attraverso le urine del mattino, è determinante per distinguere quale batterio è più attivo nel produrre sostanze di fermentazione o di putrefazione.

Il tratto gastro-intestinale, permette lo sviluppo di diverse forme microbiche con esigenze nutrizionali diverse. In base al tipo di alimentazione quotidiana, si svilupperà una popolazione di tipo anaerobia (batteri che possono vivere in assenza di ossigeno) o una popolazione aerobia (che possono vivere in presenza di ossigeno). Un segnale che “qualcosa è cambiato” nel nostro intestino e quindi nell’organismo, è il caratteristico odore forte e maleodorante delle feci, oltre al colore e consistenza modificati, il tipico gonfiore addominale che si accentua verso sera, la flatulenza eccessiva. In base ai parametri sopra descritti, la possibilità di sapere quale tipo batterico si è sviluppato nel nostro intestino, ci permette di scegliere in maniera precisa e mirata la terapia adeguata al ripristino dell’equilibrio intestinale.

Un aiuto al ripristino della normale flora batterica intestinale, è dato dalla somministrazione di “fermenti lattici attivi” adeguatamente selezionati, per riportare l’intestino a svolgere le normali funzioni metaboliche di purificazione ed eliminazione di sostanze di scarto potenzialmente tossiche. L’alimentazione sbilanciata, a favore di un eccesso di carboidrati a scapito di frutta e verdura ad esempio, può favorire lo sviluppo di forme patologiche batteriche o micotiche, non completamente risolte. Quindi il riacutizzarsi ad esempio di Candidosi vaginale, su stimolo di tipo alimentare, rappresenta un’alterazione dell’immunità intestinale, che necessita di un corretto riequilibrio. Lo specialista troverà le soluzioni più adeguate e personalizzate per riportare in condizioni fisiologiche un intestino reduce da eccessi alimentai sbilanciati.

Un aiuto ulteriore al riequilibrio della flora batterica intestinale, è rappresentato dall’idrocolon terapia. Metodica terapeutica di pulizia, non invasiva o traumatica, dell’intestinale.
I sintomi che richiedono di effettuare un DISBIOSI TEST o un LAVAGGIO DELL’INTESTINO, sono: gonfiore addominale, feci non formate, cattivo odore delle feci, irregolarità intestinale, sintomi colitici aspecifici, senso di pienezza e sazietà costante.



Maggio 1, 2007 Newsletter

Riservato a Medici Chirurghi
Corso in fase di accreditamento ECM

9 giugno 2007

NOVOTEL MILANO – LINATE AEROPORTO
Via mecenate, 121 – 20138 Milano – tel. 02 507261

Responsabile scientifico del corso: dott. Alberto Fiorito
Corso organizzato da Progetto Qualità e Sicurezza S.r.l.
Con il patrocinio di: AMIN – Associazione di Medicina Integrata e Naturopatia
AIO – Associazione Italiana Omeopatia

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Perchè partecipare?

  • Per riconoscere i meccanismi patogenetici provenienti dal cosiddetto “stress ossidativo” ed intervenire in maniera corretta.

  • Per aumentare le armi terapeutiche a disposizione del medico, in particolare gli strumenti antiossidanti, e riconoscere l’utilità e la funzione.

  • Per imparare l’utilità di prestare attenzione all’integrazione alimentare coma valido strumento di supporto per qualsiasi terapia, purchè somministrata in maniera corretta e opportuna.

  • Per comprendere fino in fondo quali sono i vantaggi di un’alimentazione corretta nell’ambito della conservazione o del recupero dello stato di salute del paziente.

AL TERMINE DEL CORSO SARA’ RILASCIATO ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

A CHI E’ RIVOLTO IL CORSO
Il corso, destinato ai medici chirurghi, è un utile strumento per:

  • centrare l’attenzione sullo stress ossidativo come origine di numerose patologie, soprattutto croniche;

  • disporre di uno strumento per supportare le terapie farmacologiche e prevenire i danni da radicali liberi.

Il corso fornisce gli elementi per impostare una strategia dietetica, di integrazione alimentare e di supporto alla risposta immunitaria del paziente.

RELATORI

prof. dr. Giancarlo Pantaleoni: Medico Chirurgo – Farmacologo – Ordinario di Farmacologia nell’Università dell’Aquila

dr. Alberto Fiorito: Medico Chirurgo – Esperto in Alimentazione Biologica

prof. Giuseppe Di Fede: Medico Chirurgo – Direttore Sanitario dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano

dr. Emilio De Tata: Medico Chirurgo – Esperto in dietoterapie e tecniche alimentari.

PROGRAMMA
09.00 – 10.30 Le basi cellulari dell’equilibrio funzionale; le cause del danno cellulare, la prevenzione e la terapia integrata per la sua riduzione.
Prof. G. Pantaleoni

10.30 – 11.30 Tecniche di prevenzione: il ruolo degli antiossidanti. Lo stress ossidativo e le patologie croniche correlate.
dr. A. Fiorito

11.30 – 12.30 Il potenziamento del sistema immunitario: il ruolo degli integratori alimentari.
dr. E. De Tata

12.30 – 13.00 Discussione

13.00 – 14.00 Coffee Break

14.00 – 15.00 Nuovi marcatori biologici in medicina preventiva
dr. G. Di Fede

15.00 – 16.00 Metodica di base per il controllo sofronico dello stress secondo il prof. Alfonso Caycedo (apprendimento pratico guidato di sofronizzazione di Base con verifica).
prof. G. Pantaleoni

16.00 – 17.00 I principali antiossidanti: acido lipoico e arabinoxilano.
dr. E. De Tata

17.00 – 18.00 Nuove forme di terapia: le formule bilanciate degli integratori.
dr. A. Fiorito

18.00 – 18.30 Discussione

18.30 – 19.30 Test di apprendimento per il riconoscimento dei crediti ECM.

Quota di partecipazione:
€ 40,00 esente da IVA ai sensi dell’art. 10 n°20 del DPR. N° 633/72
Modalità di pagamento:
La quota di iscrizione di € 40,00 potrà essere versata:
– direttamente al Corso in fase di registrazione dei partecipanti
– rimessa diretta all’Informatore Medico
– tramite bonifico bancario intestato a:
BANCA NAZIONALE DEL LAVORO
AG. 6350
Via J. F. Kennedy 50/f
Ciampino (Roma)
ABI 01005 – CAB 39550 – CIN C.
c/c 000000008848

Numero di partecipanti
Numero chiuso: massimo 50 persone



Gennaio 1, 2007 Newsletter

060820sapere
Venerdì 26 gennaio 2007 Unione CTSP – Corso Venezia 49, Milano ore 14.30 – 18.30 

“Soluzioni naturali per le ossa e le articolazioni”
Convegno a partecipazione gratuita – prenotazione obbligatoria

– Il calore delle articolazioni

Giuseppe Di Fede
Professore in medicina, Biotecnologie, Immunoterapia e Ipertermia oncologica presso l’Università di Milano. Opera in campo immunologico e allergologico.

Vittorio Ghezzi
Medico chirurgo, ipertermista in campo oncologico e ortopedico.

– Mangia che ti passa
I cibi giusti per ridurre i dolori e fermare l’osteoporosi

Attilio Speciani
Medico specialista in allergologia e immunologia clinica.
Agopuntore. Membro del Comitato Tecnico Scientifico di Medicina
Complementare della Lombardia.

– Un “balzo” in avanti con integratori d’avanguardia

Silvia Vitturi
Farmacista, dottoressa in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche.

– Il movimento e l’equilibrio della forma umana
Una sfida alla visione meccanicista

Sergio Maria Francardo
Medico antroposofp, membro del Comitato Tecnico Scientifico di
Medicina Complementare della regione Lombardia.
Docente di Fisiologia e Antropologia medica

– L’uomo, la nutrizione e la salute

Antonio Remonato
Osteopata, terapista della riabilitazione, naturopata, posturologo.


PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

Tel 02 66114397 fax 02 64749456
info@saporedelsapere.it

Con il patrocinio di

070122sapere



Ottobre 5, 2006 RASSEGNA STAMPA

L’assessore alla Salute Carla De Albertis ha aperto oggi, al Circolo della Stampa, un convegno sui risultati più recenti nel campo della ricerca sulla malattia di Alzheimer. In particolare, sono stati resi noti i risultati di un test genetico che servirà a prevenire la malattia e il decadimento cognitivo.

Lo studio è il frutto della collaborazione tra l’Università di Bologna, quella di Ferrara e l’Istituto di Medicina Genetica Preventiva e Personalizzata (IMGEP) di Milano.

L’assessore alla Salute Carla De Albertis ha offerto la piena disponibilità del Comune di Milano a sostenere questo prezioso lavoro: “Il neo costituito Assessorato alla Salute – ha spiegato – si pone come obiettivo la promozione della cultura della salute e della prevenzione, attraverso l’informazione e la sensibilizzazione sull’importanza delle sane abitudini e dei corretti stili di vita. Dobbiamo collaborare per combattere un’unica battaglia, che è quella della prevenzione; perché salute non significa soltanto assenza di malattia, ma benessere ed equilibrio psicofisico.

La prevenzione – ha proseguito l’assessore – è un investimento per il futuro con due obiettivi primari: il miglioramento della qualità della vita e l’abbattimento della spesa sanitaria. In un trend che vede l’aumento della popolazione anziana, l’assunzione di corretti stili di vita, sin dall’infanzia, è la via giusta per affrontare il problema.”

Il test genetico presentato oggi permette di individuare la predisposizione genetica a una malattia come l’Alzheimer che, una volta contratta, non dispone ancora di terapie in grado di combatterla. Il test, che non è né invasivo né doloroso e si rivolge esclusivamente a soggetti sani, è infatti in grado di assegnare un punteggio che quantifica il rischio individuale di sviluppare, con l’avanzare dell’età, il decadimento cognitivo. Ai soggetti con un profilo di rischio medio o alto, si potrà poi proporre un percorso di approfondimento diagnostico, con visite specialistiche, esami radiologici e di test neurocognitivi.

“Conoscere in anticipo il rischio individuale è un’informazione di vitale importanza – ha spiegato il prof. Federico Licastro, docente del Dipartimento di Patologia Sperimentale dell’Università di Bologna – perché permette di inserire il soggetto con rischio elevato in un percorso di approfondimento diagnostico e preventivo che può permettere di prevenire il decadimento cognitivo e la successiva manifestazione della malattia grazie all’utilizzo di farmaci appropriati, cambiamenti dello stile di vita e di abitudini alimentari”.

Fonte: Carla De Albertis – Salute 17/10/2006

Salute, Alzheimer. L’assessore De Albertis:
“Il Comune di Milano in prima linea per la prevenzione”


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