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Tutto sul nostro settore


Gennaio 1, 2006 Newsletter

L’aumento del seno si ottiene con l’utilizzo di protesi mammarie opportunamente scelte. La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico che produce un aumento del volume delle mammelle e quindi un miglioramento della loro consistenza. Ciò si ottiene mediante l’introduzione di protesi di silicone. Candidate per tale operazione sono donne le cui mammelle sono piccole rispetto alle dimensioni del torace, o che abbiano perso consistenza, o siano lievemente pendule; inoltre l’aumento di volume opportunamente gestito può correggere una forma e volume indesiderati, o un’asimmetria.

L’introduzione di protesi mammarie prevede l’effettuazione di incisioni chirurgiche che, per quanto modeste, lasciano delle piccole cicatrici permanenti, La lunghezza di queste incisioni è generalmente intorno ai 4cm; la loro sede può essere: il bordo dell’areola (periareolare), nel cavo ascellare o nel solco inframammario.Le protesi possono essere posizionate sotto la ghiandola mammaria o sotto il muscolo pettorale.Ci sono vantaggi e svantaggi associati con i due tipi di posizionamento della protesi che devono essere discussi con il chirurgo.

La misura della protesi verrà discussa con il chirurgo all’incontro che precederà l’operazione. In tale sede saranno quindi considerati attentamente fattori quali le dimensioni della mammella, del torace e la costituzione generale, nonché le preferenze personali.
Le normali attività possono essere riprese circa una settimana dopo l’intervento chirurgico
dr Stefano Vourtsis



Dicembre 1, 2005 Newsletter

PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI

Gli omega 3 sono importanti molecole dell’ordine di membrana: possono modificare l’espressione genica, i livelli delle citochine dell’infiammazione, la regolazione della produzione di eicosanoidi, i livelli plasmatici dei trigliceridi, la pressione sanguigna, il flusso ionico nelle cellule miocardiche. Si spiega in questo modo il successo di trials clinici con acido eicosapentaenoico (omega 3) e acido docosaesaenoico (DHA) come prevenzione secondaria di infarto cardiaco, aritmie e patologie del miocardio.
Queste osservazioni mostrano il ruolo importante svolto dall’omega 3 e DHA a livello dell’apparato cardiocircolatorio.
Gli effetti dell’omega 3 in pazienti con patologie cardiovascolari potrebbero essere la linea guida per la valutazione di marcatori biologici (PUFA-based) per le coronaropatie e servire come indice di rischio.

TUMORE COLON-RETTO
Si ipotizza con sempre maggior certezza l’influenza degli omega 3 sulla carcinogenesi a livello colon-rettale attraverso molti meccanismi (inibizione delle COX2, aumento dell’apoptosi, riduzione dell’angiogenesi). Inoltre un basso dosaggio del DHA interagisce sinergicamente con l’acido arachidonico, suggerendo che l’aggiunta di DHA nella dieta possa aiutare ulteriormente la terapia.

TUMORE MAMMARIO
L’aggiunta di DHA aumenta sinergicamente la citotossicità dei taxani diminuisce l’espressione degli oncogeni HER-2/neu (c-reb B-2), modifica la produzione di eparansolfato syndecan1, suggerendo un interazione gene-nutriente di importanza notevole nel processo di carcinogenesi mammaria. Questo suggerisce l’ipotesi che l’omega 3 possa essere utilizzato come modulatore della chemiosensitività delle cellule tumorali.

OBIETTIVO DELLO STUDIO
Si vuole valutare il potenziale valore di rischio di tumore, determinando la concentrazione plasmatica di omega 3 in pazienti sani e con cancro colon-rettale e della mammella, prima e dopo l’aggiunta di omega 3, valutando la possibile correlazione con le condizioni cliniche.051214_pufa1

RISULTATI DELLO STUDIO
Abbiamo analizzato 295 soggetti sani con una dieta normale e 268 dopo una dieta con omega3. Il rapporto AA/EPA era di 15,25 + o – 10,36 e 4,07 + o – 3,44 rispettivamente nel primo e secondo gruppo. Abbiamo anche analizzato 38 pazienti con tumore mammario e 8 pazienti con tumore colon-rettale. Il rapporto AA/EPA era 18,20 + o – 9,36 in pazienti con tumore senza aggiunta di omega 3 e051214_pufa2 4,07 + o – 3,44 in pazienti oncologici post-trattamento con omega 3.
In 150 soggetti il rapporto AA/EPA nel sangue era correlato con quello dei fosfolipidi di membrana degli eritrociti.

CONCLUSIONI
La concentrazione di omega 3 nel sangue è più bassa nei pazienti con tumore mammario e del colon-retto rispetto a soggetti normali.
L’aggiunta di omega 3 ristabilisce i normali valori del rapporto omega 6/ omega 3.
051214_pufa3I risultati preliminari in pazienti con tumore mammario e del colon-retto sembrano indicare che il rapporto AA/EPA potrebbe essere incluso come nuovo marcatore nel follow-up di pazienti sotto chemioterapia tradizionale, in accordo ad altri recenti dati di letteratura.

DIPARTIMENTO DI BIOCHIMICA E FISIOLOGIA UNIVERSITA’ DI MILANO
dr G. Berra, G. Montorfano, A.M. Rizzo



Ottobre 1, 2005 Newsletter

18-19 novembre 2005
convegno sulla terapia del tumore e il trattamento oncologico
Il dottor Giuseppe di Fede interverrà esponendo i temi:
“termoterapia e l’integrazione alimentare, quando e come consigliarli” (ven. 18/11)
“Ipertermia oncologica applicazioni clinici” (sab. 19/11 ore 10.30)

AIMI, l’Associazione Internazionale di Medicina Integrata, invita tutti alla

Tavola Rotonda con moderatore

TERAPIA DEL TUMORE
Cosa scegliere: le terapie convenzionali, le terapie naturali o l’approccio misto

Milano, 18 novembre 2005, ore 20.30 – 22.30
Istituto Schiapparelli
Via Settembrini, 4 Milano
Ingresso Libero (prenotazione posto a sedere 5,00 euro)

RELATORI

Prof. Dr. Ben Pfeifer – Dr. Cesary Winnicki: analisi statistica dei casi di successo della terapia convenzionale per alcuni tipi di tumore, quali quello della prostata.
Dr. Serge Jurasunas:
l’uso degli antiossidanti nel trattamento del tumore e il rafforzamento del sistema immunitario.
Dr. Paolo Lissoni:
la melatonina e la terapia Di Bella sono ancora valide?
Dr. Giuseppe Di Fede:
termoterapia e l’integrazione alimentare, quando e come consigliarli.
Dr. Mauro Miceli:
Functional Food e Nutraceutica nel trattamento delle malattie tumorali.


AIMI in collaborazione con 051024jafra Japan Functional Food Research Association

Convegno

IL CONTRIBUTO NATURALE AL TRATTAMENTO ONCOLOGICO (BioBran)

Milano, 19 Novembre 2005
Jolly Hotel Touring – Via U. Targhetti, 2 Milano
Posti limitati – prenotazione posti ad esaurimento.
Iscrizione al convegno e pranzo 50,00 euro
Si accettano le iscrizioni entro e non oltre il 10 novembre

PROGRAMMA

09.00 – 09.30
Registrazione partecipanti.
09.30 – 09.45
Presentazione giornata.
09.45 – 10.30
Phytotherapy for prostate cancer – hope or reality? (dr. B. Pfeifer / dr. C. Winnicki).
Fitoterapia per il tumore alla prostata – speranza o realtà?
BioBran improves NK-cell function in cancer patiens.
BioBran incrementa la funzionalità delle cellule NK nei pazienti affetti da cancro.
10.30 – 11.00
Ipertermia oncologica applicazioni clinici. (dr. G. Di Fede)
11.00 – 11.20
Break.
11.20 – 12.00
Functional Food e Nutraceutica nel trattamento delle malattie tumorali (dr. M. Miceli).
12.00 – 13.00
Regolazione neuroendocrina nella risposta immunitaria antitumorale:
ghiandola pineale e sistema endocannabinoide. (dr. P. Lissoni).
Valutazione psicologica in oncologia medica: l’approccio olistico al paziente oncologico.
(dr.ssa G. Messina).
13.15 – 14.30
Pranzo.
14.30 – 15.30
Where are we with cancer? – A combination therapy using low molecular antioxidants in cancer treatment. (dr. S. Jurasunas).
Terapia combinata utilizzando gli antiossidanti a basso peso molecolare nel trattamento del cancro.
15.30 – 16.00
A low molecular antioxidant compound (Anoxe) against ROS activity and inhibitory effect on the cyclooxygenase enzyme. (dr. N. Tavares).
Composto antiossidante a basso peso molecolare (Anoxe) contro !’attività delle ROS e ad effetto inibitorio sull’enzima cyclooxygenasi.
16.00 – 16.20
Break.
16.20 – 16.45
Nutrizione e terapia delle patologie neoplastiche. (dr. A. Fiorito)
16.45 – 17.15
Cancro e Medicina Naturale. (dr. P. Vanoli)
17.15 – 18.00
Discussione e conclusione lavori.


0503logPER ULTERIORI INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI ALLA TAVOLA ROTONDA
AIMI – ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DI MEDICINA INTEGRATA
tel. 02 6693950 – e-mail: info@syntony.it

PER ULTERIORI INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI AL CONVEGNO
AIMI – ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DI MEDICINA INTEGRATA
tel. 02 6693950 – e-mail: info@syntony.it

Per partecipare alla giornata è obbligatorio spedire un Fax al
numero 02/6700708 e una Mail a info@syntony.ít con i propri
dati anagrafici e la ricevuta dei Bonifico Bancario a favore di:

Flowers’ Club AIMI
CREDIVENETO Ag, dì Legnago ABI 7057 CAB 59541 C/C 4156870 CIN U
Entro e non oltre il 10 Novembre 2005.
L’iscrizione è garantita solo dopo aver ricevuto il pagamento.

SI RINGRAZIA

051024natur 051024biocare 051024daiwa 051024natiris 051024sprem

 



Luglio 1, 2005 Newsletter

Il primo che ha avanzato l’ipotesi o la teoria dell’esistenza dei radicali liberi fu il dottor Denham Harman nel 1956. Secondo la teoria sviluppata, con il passare degli anni il nostro organismo tende a produrre dei prodotti di “scarto” derivanti dal metabolismo delle cellule, cioè dal lavoro svolto dai miliardi di agglomerati cellulari che compongono il nostro corpo. Questi scarti tendono ad accumularsi all’interno delle cellule stesse svolgendo una potenziale azione dannosa definita ossidante per tutti, o quasi , i costituenti cellulari e organici.

I Radicali Liberi (RL) sono molecole instabili (gruppi di atomi legati tra loro) cioè molecole cui “manca qualcosa”, pronte a reagire con altre molecole in quanto hanno un elettrone disponibile detto, in gergo tecnico, “spaiato”.

Nell’organismo umano i RL reagiscono con qualsiasi struttura molecolare che incontrano.

Ogni giorno produciamo senza accorgercene molti di questi RL. Essi sono i veri killer delle strutture cellulari, considerati responsabili dell’invecchiamento biologico dell’organismo. Consideriamo tuttavia il fatto che tutti noi abbiamo dei sistemi di recupero e trasformazione di questi radicali liberi in acqua e ossigeno libero i quali vengono inseriti in cicli metabolici corretti

Tutti i RL si formano all’interno delle cellule e precisamente dai mitocondri, organelli cellulari deputati alla produzione di energia detta ATP attraverso lo sfruttamento dell’ossigeno. Ma non tutto l’ossigeno viene sfruttato per produrre energia, il quale in parte va a formare appunto Radicali Liberi. Se questi RL non vengono inattivati, possono aggravare molti processi fisiologici tra cui quello della degenerazione degli organi, accelerandone l’invecchiamento e aumentando di conseguenza l’età biologica (che è diversa da quella anagrafica). Quindi, questo nuovo modo di vedere e considerare le malattie sotto l’aspetto degenerativo e pro ossidante ha fatto sì che nascessero nuovi metodi per poter evidenziare realmente questo questo stato ossidativo dell’organismo. È stato messo a punto un esame, effettuato tramite un normale prelievo venoso, che valuta la presenza o meno di questi RL quantificandoli con un indice numerico. Il test inoltre esprime la capacità antiossidante dell’organismo, ossia quanto esso si difende dallo stress ossidativo.

Il medico poi leggendo il risultato individuerà la possibile strategia terapeutica mediante l’uso di antiossidanti adeguati a dosi specifiche e con una corretta alimentazione antiossidante sempre personalizzata.

Esistono inoltre dei cibi con potere antiossidante, cioè con capacità di assorbire i radicali liberi.

L’Università di Boston ha stilato un elenco dei cibi con tali caratteristiche che dovranno essere poi applicate come regola alimentare al paziente.

Concludendo, i RL sono quindi responsabili di diverse patologie: arterosclerosi, infarto, ictus e tutte le patologie cardio-circolatorie, invecchiamento sia dei tessuti esterni (pelle, rughe) che interni, artrite problemi circolatori periferici capillari (là dove c’è una cattiva circolazione del sangue), persistenza di infezioni da parassiti, funghi o batteri, infiammazioni croniche delle mucose (gastriti, faringiti, cistiti, etc.).

 



Giugno 1, 2005 RASSEGNA STAMPA

L’età anagrafica non sempre corrisponde all’età biologica.

Per età biologica si intende lo stato di “salute” delle cellule che compongono gli organismi biologici.
Spesso lo scarto di età è notevole, in quanto a determinarla sono diversi fattori di tipo biochimico e metabolico e non solo di tipo generico. Sono ormai trenta anni che si parla di medicina anti aging negli Stati Uniti, dove è stato persino fondato il NIA ( National Institute of Aging ) un istituto governativo che svolge attività di ricerca a livello mondiale sull’invecchiamento.

Oggi è possibile intervenire sui fattori metabolici e biochimici che determinano l’invecchiamento cellulare e di conseguenza fisico, con risultati apprezzabili soprattutto per il benessere psicofisico. L’analisi di alcuni parametri di laboratorio, mediante un semplice prelievo del sangue, permette di conoscere la funzione del nostro corpo e quindi delle nostre cellule mettendo in luce eventuali carenze o difetti di funzione, come ad esempio l’indice dello stress ossidativo, la stanchezza cronica, l’aumento del peso, la comparsa di rughe precoci, la caduta dei capelli, la riduzione della vista, la produzione di cellulite dopo una certa età, il calo di memoria.
Insomma il cambiamento di alcuni parametri vitali senza una spiegazione precisa, il valore di alcuni elementi del sangue, ormonali, immunologici, possono indicarci se siamo sottoposti all’azione ossidante ( distruzione delle membrane cellulari ) e cosa fare per difenderci dai radicali liberi.

Questo esclusivo sistema di analisi è basato su una serie di valori che possiamo denominare Bio Check Anti Aging che studiati assieme ai normali parametri di laboratorio, permettono di definire l’indice biologico, ovvero la nostra vera età.
Il protocollo terapeutico appropriato, ci consentirà di riprogrammare l’orologio della nostra età, ritardando l’invecchiamento cellulare e di vivere meglio gli anni della nostra vita in piena efficienza fisica e psichica. Uno dei pilastri della terapia, oltre all’uso di fitoestratti ad azione antiossidante e di integratori nutrizionali appositamente selezionati, è lo studio dei cibi che influenzano negativamente sul nostro stato di salute e dei cibi che invece hanno un alto potere antiossidante e che quindi vanno introdotti con maggiore frequenza.

 



Aprile 1, 2005 Newsletter

L’analisi tissutale del capello, con speciali e sofisticate apparecchiature di analisi spettrofotometriche computerizzate, ha raggiunto oramai una precisione affidabile per l’analisi della concentrazione e dei rapporti dei minerali corporei, svelando inoltre la presenza di eventuali tracce dei metalli pesanti tossici ( Mercurio, Piombo, Allumino, Arsenico, etc.) depositati nei tessuti biologici.

L’analisi del capello è paragonabile ad una analisi bioptica (Biopsia) e rivela la presenza di qualsiasi sostanza che possa essere depositata e al sua concentrazione nell’organismo umano.

Lo scopo di questo esame è il seguente: conoscere la concentrazione e i rapporti dei minerali nell’uomo.
Ci aiuta a conoscere i deficit nutrizionali per quanto riguarda i minerali e le vitamine, i quali possono creare uno squilibrio organico in un futuro se non già presente. A livello metabolico o funzionale, ad esempio, dolori articolari o predisposizione a mialgie in carenza di Magnesio, Cromo, ipotiroidismo latente con aumento del peso corporeo se mancano Manganese, Rame, o vi è accumulo di Calcio.
L’accumulo dei minerali tissutali non corrisponde sempre ad una condizione clinica specifica in essere ma rappresenta una tendenza dell’organismo verso un particolare quadro clinico solo in caso di persistenza delle condizioni rilevate. Discorso opposto per i metalli pesanti i quali, se si riscontrano nel capello, stanno accumulandosi nei tessuti e quindi a livello cellulare, con conseguenze nel tempo. Ricordo che esistono persone che smaltiscono molto bene i metalli pesanti ( ad es. Mercurio delle amalgame dentarie chiamate otturazioni..) e persone che non le smaltiscono e che tendono a depositare il Mercurio, Hg, nei tessuti creando disturbi che vanno dal semplice mal di testa a dolori osteo-articolari, allergie cutanee senza positività ai test allergometrici, e altro.

Il sapere se tali metalli sono presenti e se i sistemi di depurazione del nostro organismo sono attivi può esserci utile nel prevenire eventuali stati morbosi.
La cura consisterà nel somministrare i nutrimenti carenti ed eliminare i metalli pesanti presenti con l’uso di terapie chelanti attuabili per via orale con integratori specifici oppure, quando non è possibile, per via endovenosa con somministrazioni via flebo di specifici composti chelanti dei metalli pesanti come il Piombo. Il tutto deve sempre essere valutato da un medico esperto capace di leggere e interpretare l’analisi mineralografica.



Novembre 1, 2004 Newsletter

 

6° Corso di Ipertermia Oncologica

 

 

Evento n. 2898 – 171690

 

 

15 GENNAIO 2005
Aula A – Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori
Via Venezian, 1 – Milano

 

Direttori del Corso:
Dr. Mario Santinami:
Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori – Milano
Dr. Pietro Gabriele:
IRCC – Candiolo

Segreteria Scientifica:
Dr. Marcello Deraco: Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori – Milano
Dr. Giuseppe Di Fede:
Istituto di Medicina Biologica – Milano

inct
Provider E.C.M.

loc0004
IRCC di Scandiolo

SONO STATI RICHIESTI CREDITI ECM PER MEDICI CHIRURGICI
(Discipline: Oncologia, Radioterapia, Medicina Generale – Medici di Famiglia, Chirurgia)
IRCC di Candiolo Provider E. C. M.

ORGANIZZATO DA

ASSIE
www.assie.it

Associazione Europea di Ipertermia
– Via Molino delle Armi, 3 – 20123 Milano
cell. 335 5309255
– Via Marzabotto, 27 – 27029 Vigevano (PV)
tel. 0381 311274 – Fax 0381 329758
e-mail: info@assie.it
e-mail: info@imbio.it

AITRO
Associazione Italiana Tecnici Radioterapia Oncologica e Fisica Sanitaria

SITILO – ONLUS
www.sitilo.org
Società Italiana di Terapie Integrate Locoregionali in Oncologia
c/o Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano
Via G. Venezian, 1 – 20133 Milano
e-mail: info@sitilo.org oppure segreteria@sitilo.org


Finalità e Obiettivi

OBIETTIVI
Fornire ai medici, oncologi, radioterapisti, radiologi interventisti e chirurghi di centri specialistici l’opportunità di apprendere le indicazioni ed i limiti delle procedure terapeutiche condotte mediante ipertermia istruendoli sulla tecnica di esecuzione della ipertermia esterna associata ad  agenti termosensibilazzanti o a radiazioni ionizzanti ed all’ipertermia/ chemioipertermia locoregionale. Istruire gli stessi su come e quando applicare queste metodiche in fase: neoadiuvante, adiuvante o palliativa. CONTENUTI DELL’EVENTO
Aspetti propedeutici dell’ipertermia in oncologia comprendenti gli aspetti: fisici, immunologici, biologi e farmacologici. Aspetti specialistici comprendenti le diverse metodologie di applicazione dell’ipertermia in oncologia con particolare riferimento all’ipertermia esterna capacitativi associata omeno a chemioterapia ed a radioterapia; radiofrequenza nei tumori epatici, perfusione isolata d’arto e di fegato e chemio ipertermia intra peritoneale.

Si ringrazia

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Informazioni generali

ISCRIZIONE
Quota di partecipazione Euro 100 MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Per partecipare alla giornata è obbligatorio spedire un Fax al numero 0381 329758 e una Mail a info@assie.it con i propri dati anagrafici e la ricevuta del Bonifico Bancario a favore di: ASSIE – iscrizione 6° Corso di Ipertermia Oncologica
CARIPARMA Ag. centrale – Piazza Ducale – Vigevano
CC 307602/ 66 – ABI 06230 – CAB 23000

Entro e non oltre il 3 Gennaio 2005.L’iscrizione è garantita solo dopo aver ricevuto il pagamento.
La quota comprende Coffe break e colazione di lavoro – cartella con kit congressuale. DIRETTORE E CODIRETTORE DELLA GIORNATA
Direttore – Dr. Mario Santinami, Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori – Milano
Codirettore – Dr. Pietro Gabriele – Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro – Candiolo – Torino

SEGRETERIA SCIENTIFICA
Dr. Marcello Deraco – Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori – Milano
Dr. Giuseppe Di Fede – Istituto di Medicina Biologica – Milano

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
ASSIE – Vigevano
Associazione Europea di Ipertermia
Presidente – Dr.ssa Paola Carassai
Segretaria – Laura Sanavio


6° CORSO DI IPERTERMIA ONCOLOGICA – 15 GENNAIO 2005 – PROGRAMMA8,00 Registrazione Corsisti

8,30 Saluto del Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
Dr. N. Cascinelli

8,45 Presentazione del Corso
Dr. Marcello Santinami
Dr. Pietro Gabriele

I SESSIONE: PARTE PROPEDEUTICA

9,00 Storia dell’Ipertermia
Dr. Pietro Gabriele – Torino

9,25 Ipertermia oncologica radiativa: spunti di riflessione
Prof. C. Guiot – Torino

9,50 Aspetti immunologici
Dr. P. Lissoni – Monza

10,15 Aspetti biologici e farmacologici
Dr.ssa N. Zaffaroni – Milano

10,40 Discussione

11,00 Coffee Break

II SESSIONE: PARTE SPECIALISTICA – Ipertermia Locoregionale

11,15 Radiofrequenza nei tumori epatici
Dr. F. Garbagnati – Milano

11,40 Perfusione isolata sull’arto
Prof. F. Di Filippo – Roma

12,05 Chemio ipertermia intra peritoneale
Dr. M. Deraco – Milano

12,30 Discussione

13,00 Pranzo

III SESSIONE: PARTE SPECIALISTICA – Ipertermia Esterna

14,00 Ipertermia esterna capacitativa associata a chemioterapia
Prof. G. M. Fiorentini – Empoli

14,25 Ipertermia esterna capacitativa nei tumori cerebrali
Dr. E. Hager – Germania

14,50 Ipertermia esterna capacitativa associata a radioterapia
Prof. S. Maluta – Verona

15,15 Ipertermia oncologica pediatrica
Dr. R. Wessalowski – Germania

15,40 La dose termica in ipertermia oncologica
Dr. G. Di Fede – Milano
Dr. S. D’Angelo – Avellino

16,10 Perfusione isolata del fegato
Dr. P. L. Pilati – Padova

16,35 Discussione

17,35 Test finale e consegna attestati

 



Ottobre 5, 2004 RASSEGNA STAMPA

Indifferenza dei medici?

Gentile Professor Veronesi,
approfitto della sua cortese disponibilità e di questo spazio globale per esprimere alcune osservazioni in campo oncologico.
Sono la moglie di un paziente oncologico ancora giovane (41 anni) affetto da ADK al 4° stadio con metastasi ai tessuti molli con origine verosimile polmonare.
Ha già subito diverse resezioni; ha effettuato molti cicli di chemio e radioterapia che purtroppo sono risultati inefficaci. L’oncologo che lo segue ha detto che non può più fare niente!
Abbiamo consultato diversi centri Oncologici (IEO -Bologna – Reggio Emilia) ai quali abbiamo chiesto delucidazioni anche sull’Ipertermia Oncologica: buio totale, se non addirittura un atteggiamento snobistico da parte dei medici!
A questo punto, anche su indicazione di una conoscente, ci siamo rivolti all’ASSIE (l’Associazione Europea dell’Ipertermia) dove abbiamo ricevuto FINALMENTE indicazioni precise su questa terapia del calore come importante arma antitumorale; ci è stato spiegato come in Europa, Giappone, Italia, Stati Uniti siano state condotte e concluse positivamente importanti sperimentazioni. Inoltre l’ASSIE ci ha indirizzato presso il Centro Medico La Misericordia di Massa (che sta entrando in convenzione ASL: infatti l’Ipertermia è riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale), in quanto a noi più vicino.
Le mie osservazioni:
– ho constatato come molti Oncologi non siano informati su questa metodo di cura ormai consolidata;
– i medici non indicano quindi al paziente altre strade percorribili non dando così altre possibilità alla SPERANZA;
– devono essere i pazienti e i famigliari a “darsi da fare” per carpire informazioni stando attenti, oltre tutto, a non finire in mezzo a sciacalli che spesso approfittano del BISOGNO di curarsi e magari di guarire dal cancro.
Abbiamo bisogno di SENTIMENTI e non di INDIFFERENZA, lo richiede la sacralità della vita e la dignità umana.
La ringrazio e saluto cordialmente.

Danila (Reggio Emilia)

Re: Indifferenza dei medici?

Cara Signora, comprendo perfettamente il suo stato d’animo e condivido le sue ragioni. Proprio sull’importanza fondamentale del dialogo e dell’empatia tra il medico e i suoi pazienti, impostati sull’informazione corretta e sulla reciproca fiducia, sono già più volte intervenuto su questo Forum, perché è una questione fondamentale. Accetto quindi volentieri il suo contributo; “Sportello Cancro” serve proprio a questo. Quanto all’ipertermia, non è da considerare una panacea, ma una strada percorribile in alcuni casi. Ma non è questo il problema.
La vera questione che emerge dalle sue parole è piuttosto quello dell’aggiornamento dei medici. Nel nostro paese, l’organizzazione del lavoro del medico non ha ancora adottato misure adeguate per stare al passo con l’incredibile rapidità del progresso scientifico e tecnologico e con il conseguente aumento delle conoscenze necessarie. L’unico provvedimento concreto è stata la legge, introdotta tre anni fa, che stabilisce l’obbligo dell’aggiornamento continuo per tutti i medici. E stato un grande passo avanti. Tuttavia molto è ancora lasciato al senso di responsabilità individuale e non sempre il medico, nell’insieme di impegni connessi con la sua professione, riesce a inserire momenti di aggiornamento e formazione adeguati. A questo si aggiunge il fatto che non tutti i medici sono bravi comunicatori, pur essendo competenti e aggiornati. Io sono convinto comunque che non si può generalizzare e spero sinceramente che nel suo iter doloroso e faticoso lei non abbia incontrato solo opportunisti o oncologi indifferenti e disinformati.



Ottobre 5, 2004 RASSEGNA STAMPA

Ipertermia

Gentile prof. Veronesi,

mi hanno consigliato di associare alla chemioterapia l’ipertermia oncologica, che a Roma è praticata presso il Policlinico di Tor Vergata. Siccome ho sentito pareri contrastanti sull’efficacia del trattamento, alcuni dei quali mi sembrano dei pregiudizi riguardanti l’ipertermia in sé, può darmi un suo parere?

Grazie e cordiali saluti
Ida

Re: Ipertermia

Cara Ida,

l’ipertermia, la terapia col calore, viene già da alcuni anni impiegata con successo in associazione ad altre forme di cura, come la radioterapia e la chemioterapia, per trattare alcune forme di tumore. Si è osservato infatti che le cellule tumorali sono meno resistenti all’aumento della temperatura, e che in più il calore facilita l’azione dei farmaci e delle terapie radianti.

L’ipertermia viene utilizzata per esempio contro alcune forme di tumore del fegato, della vescica e dell’esofago, contro alcuni sarcomi cutanei e alcune forme di melanoma. Fa parte del prontuario sanitario nazionale, quindi è terapia codificata nei canoni dello stato italiano e di tutti gli stati della comunità europea, tuttavia non è molto utilizzata. Richiede infatti apparecchiature costose e sofisticate che ne rendono difficoltosa l’applicazione. Inoltre è utile solo per alcuni tipi di tumore. Si tratta comunque di una metodica ancora oggetto di sperimentazione.



Ottobre 1, 2004 Newsletter
A. Reho, P. Bruno
Ambulatorio di Chirurgia Plastica ed Estetica
Casa di Cura Santa Rita

Introduzione
Gli occhi sono da sempre considerati lo specchio dell’anima. E forse più di ogni altra parte del nostro corpo sono ritenuti importanti elementi di giudizio estetico. Spesso le palpebre sono le prime ad essere colpite quando il viso di una persona inizia a invecchiare conferendogli prematuramente un’aria stanca e segnata. L’intervento di blefaroplastica ringiovanisce un viso più di ogni altro intervento di chirurgia estetica e per il fatto che lascia cicatrici praticamente invisibili offre risultati talora davvero sorprendenti.

Perché la palpebra “cede”La pelle della palpebra superiore è la più sottile del corpo umano e questa sottigliezza dovuta alla scarsità di fibre collagene ed elastiche, porta la palpebra a invecchiare precocemente. L’inestetismo della palpebra cascante crea problemi nel maquillage e, se la palpebra scende sino a ricoprire le ciglia, disturba anche la visione. Talvolta oltre al rilassamento della pelle altri tessuti come ad esempio il muscolo orbicolare si rilassano, pertanto la palpebra invece di cadere sulle ciglia si introflette configurando l’inestetismo dell’occhio incavato, a causa del quale l’occhio può apparire più sporgente.

Rughe palpebrali

Ai lati degli occhi, a causa della naturale aderenza tra muscolo e pelle, si formano numerosissime rughe chiamate a zampa di gallina: si tratta di tipiche rughe di espressione che inizialmente accompagnano il sorriso, ma che in seguito diventano permanenti e segnano gli anni. Diversa origine hanno invece le sottilissime rughette che si trovano sia alla palpebra superiore che a quella inferiore che sono dovute spesso ad una scarsa idratazione della pelle.

Borse Palpebrali

Le borse sotto gli occhi si formano per ragioni costituzionali o ereditarie. Sono dovute al rigonfiamento del grasso orbitario sottostante che “si gonfia” senza relazione con l’età: talvolta infatti si vedono ragazzi di 20 anni con questo unico difetto. Un rigonfiamento della stessa natura è presente di solito anche in corrispondenza dell’angolo interno della palpebra superiore rendendo ancora più pesante la palpebra.
Inestetismo diverso sono le occhiaie o cerchi intorno agli occhi che determinano una colorazione più scura della cute palpebrale.


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Prima dell’interventoIl chirurgo valuta attentamente lo stato di salute del paziente sia da un punto di vista generale, perché alcune malattie possono causare alterazioni agli occhi, sia da un punto di vista locale poiché la presenza ad esempio di herpes o di cataratta richiede adeguate precauzioni prima dell’intervento.
Soltanto in presenza di alcune rare malattie a carico del nervo ottico o per disturbi della circolazione della retina è sconsigliato l’intervento. Dopo i 50 anni comunque è preferibile che il paziente si sottoponga a un esame oculistico completo.

Anestesia e durata dell’intervento

Una buona anestesia locale, eventualmente con sedazione, offre tranquillità e sicurezza al paziente.
Nella maggior parte dei casi il paziente può eseguire l’intervento rientrando a casa alla sera. La durata della blefaroplastica è di due ore circa per tutte e quattro le palpebre.

Tecnica operatoria

La blefaroplastica può essere eseguita alle palpebre superiori (blefaroplastica superiore), a quelle inferiori (blefaroplastica inferiore) oppure ad entrambe (blefaroplastica totale). Le incisioni e quindi le cicatrici finali sono localizzate superiormente nella piega orbitale naturale mentre inferiormente proprio sotto le ciglia. Entrambe le cicatrici si prolungano leggermente in fuori (fig. 1 e 2).
Dal punto di vista tecnico, alla palpebra superiore si asporta la pelle in eccesso, una porzione di muscolo orbicolare e le eventuali ernie di grasso. Se si prolunga l’incisione lateralmente si possono eliminare le rughe a zampa di gallina ed eventualmente sollevare l’angolo esterno dell’occhio che con l’invecchiamento tende a rilassarsi.
Alla palpebra inferiore si eliminano le borse di grasso e, se necessario, anche un po’ di pelle e di muscolo per distendere le rughe.
Nei soggetti giovani che non hanno alcuna ruga è possibile rimuovere il grasso anche mediante un’incisione nella congiuntiva interna (blefaroplastica transcongiuntivale) che non richiede suture esterne.
AI termine dell’intervento si applicano alcuni punti di sutura che si rimuovono dopo 3 o 4 giorni, una medicazione leggermente compressiva e/o impacchi di ghiaccio o camomilla.

Fig. 1
Illustrazione grafica delle incisioni chirurgiche nella blefaroplastica superiore
II tratteggio rosso indica una escissione cutanea limitata all’area intraorbitaria, mentre in verde e nero sono illustrati i tracciati di resezioni più ampie. Lo schema nero mostra incisioni laterali basse, che danno origine ad una cicatrice situata lungo la prosecuzione verso l’esterno del solco palpebrale, poco visibile anche nel periodo immediatamente successivo all’intervento. In verde il tracciato è più alto e determina una cicatrice diretta verso la coda del sopracciglio, meno nascosta inizialmente, ma in grado di dare alla parte laterale della palpebra un aspetto finale più piacevole, grazie all’inclinazione superiore.

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Fig. 2
Illustrazione grafica delle incisioni chirurgiche nella blefaroplastica inferiore
La parte esterna che prosegue oltre l’angolo esterno dell’occhio può essere tracciata continuando quasi direttamente la linea sub-ciliare, oppure spezzandola con un’altra che la interseca con direzione infero-laterale e che è il prolungamento verso il basso del margine libero della palpebra superiore ad occhi aperti.

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Tab. 1 – Inestetismi e segni di invecchiamento palpebrale

– Eccesso e rilassamento cutaneo delle palpebre (Blefarocalasi)
– Comparsa di ernie adipose (“Borse Palpebrali”)
– Ridotto sollevamento della palpebra superiore (Blefaroptosi)
– Comparsa di rughe a “Zampa di gallina”
-Caduta del sopracciglio (Ptosi sopraccigliare)

 

Tab. 2 – Metodiche utilizzate nel trattamento degli inestetismi perioculari spesso in associazione alle procedure chirurgiche

Laser CO2
Laser Erbium
Resurfacing e ringiovanimento della cute perioculare
Trattamento delle macchie pigmentarie
Peeling chimico Resurfacing chimico e ringiovanimento cutaneo
“Dermal Fillers” Riempimento delle rughe della regione perioculare
Tossina Botulinica Trattamento delle rughe perioculari

 

 


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