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March 24, 2020 ArticoloStudiTerapie

La vitamina C è un importantissimo antiossidante per il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario

La vitamina C (ascorbato, acido ascorbico) è un importante antiossidante solubile in acqua che aumenta anche la produzione di collagene extracellulare ed è importante per il corretto funzionamento delle cellule immunitarie.

La vitamina C ha molti benefici ed è nota per la sua capacità di agire come agente antiossidante. Forse non tutti sanno che la vitamina C svolge anche ruoli chiave nella sintesi della L-carnitina, nel metabolismo del colesterolo, nell’attività del citocromo P-450 (importante gruppo di enzimi disintossicanti del fegato) e nella sintesi dei neurotrasmettitori.

La vitamina C è un nutriente essenziale che il nostro organismo non può sintetizzare. Per questa ragione deve essere introdotto dalla dieta, da integratori o tramite infusione per via endovenosa.

La vitamina C per via endovenosa: il protocollo di infusione

Il protocollo di infusione per via endovenosa di vitamina C (IVC) prevede la lenta somministrazione di vitamina C a dosi dell’ordine di 0,1 – 1,0 grammi di ascorbato per chilogrammo di massa corporea.

Sebbene l’IVC possa avere una varietà di possibili applicazioni, tra le quali:

  • la lotta alle infezioni
  • il trattamento dell’artrite reumatoide
  • potenziale utilizzo in campi della medicina di prevenzione oltre che in terapia

L’utilizzo di vitamina C in ambito oncologico

La vitamina C fu suggerita per la prima volta come strumento per la cura del cancro negli anni ’50: il suo ruolo nella produzione e protezione del collagene portò gli scienziati a ipotizzare che il rifornimento di ascorbato avrebbe protetto i tessuti normali dall’invasività e dalle metastasi del tumore.

Inoltre, poiché i malati di cancro sono spesso impoveriti di vitamina C, il rifornimento può migliorare la funzione del sistema immunitario e migliorare la salute e il benessere dei pazienti. La maggior parte delle ricerche da quel momento in poi si è concentrata sull’ascorbato endovenoso.

I razionali per l’uso delle infusioni di ascorbato endovenoso (IVC) per il trattamento di molte patologie, che sono discussi in dettaglio di seguito, possono essere riassunti come segue:

  • Le concentrazioni plasmatiche di ascorbato nell’intervallo millimolare possono essere raggiunte in sicurezza con le infusioni di IVC
  • A concentrazioni millimolari, l’ascorbato è particolarmente benefico per le cellule che necessitano di concentrazioni elevate (anticorpi) e per il collagene che forma le articolazioni
  • Gli studi clinici di fase I indicano che l’IVC può essere somministrato in modo sicuro con relativamente pochi effetti collaterali

Perché scegliere la flebo di vitamina C al posto degli integratori orali?

La vitamina C è solubile in acqua ed è limitata nel modo in cui può essere assorbita se somministrata per via orale. Mentre l’ascorbato tende ad accumularsi nelle ghiandole surrenali, nel cervello e in alcuni tipi di globuli bianchi, i livelli plasmatici rimangono relativamente bassi.

I dati di Levine e colleghi indicano che i livelli plasmatici negli adulti sani sono rimasti al di sotto di 100 µM, anche se sono stati assunti 2,5 grammi quando somministrati una volta al giorno per via orale.

Dato il ruolo della vitamina C nella produzione di collagene, nel funzionamento del sistema immunitario e nella protezione antiossidante, non sorprende che i soggetti impoveriti di ascorbato si comportino male nel montare le difese contro le infezioni virali stagionali.

Quando la vitamina C viene somministrata per infusione endovenosa, è possibile raggiungere concentrazioni di picco superiori a 10 mM senza effetti negativi significativi per il ricevente.

Modulazione dell’infiammazione

La Proteina C-Reattiva e la VES sono utilizzati come marker di infiammazione, poiché i rapporti in letteratura indicano che l’elevata PCR è correlata a uno stato infiammatorio dell’organismo.

Prima di procedere con le infusioni di alte dosi di vitamina C consigliamo di sottoporsi ad alcuni esami di laboratorio di screening, come ad esempio:

  1. Profilo chimico del siero con elettroliti Na,K,Ca,Mg,P,
  2. Emocromo completo con formula leucocitaria
  3. Globulo rosso G6PD ( fascismo controindicato l’uso di vitamina C)
  4. Dosaggio di vit C
  5. Analisi delle urine completa
  6. Profilo delle citochine infiammatorie selezionate in base al tipo di patologia da trattare

Nello specifico, i marker indicatori delle patologie sono:

  • IL1b, IL6, TNFa come indicatori di infiammazione generale
  • TNFa, TGFb, IL6 come indicatori di artrite
  • IL2 e IL12 come indicatori di sostegno immunologico
  • IL2 e IL17A come indicatori di malattie auto immuni
  • cortisolo salivare (curva del cortisolo nell’arco della giornata) per valutare un deficit di cortisolo

Il potenziale effetto dell’IVC nella riduzione dell’infiammazione è anche supportato dai dati delle citochine: le concentrazioni sieriche delle citochine proinfiammatorie IL-1α, IFN-γ, IL-8, IL-2, TNF-α, sono state fortemente ridotte dopo una 50 grammi di ascorbato e, nel caso delle ultime tre citochine elencate, sono state mantenute riduzioni nel corso della terapia IVC.

I benefici della vitamina C per via endovenosa

La vitamina C può essere somministrata in modo sicuro mediante infusione endovenosa a dosi massime di cento grammi o meno, a condizione che vengano prese le precauzioni descritte. A queste dosi, le concentrazioni plasmatiche di picco di ascorbato possono superare i 20 mM, concentrazioni  e che consente di avere benefici superiori, rispetto alla somministrazione orale.

Ci sono molti potenziali benefici nel somministrare IVC che lo rendono una scelta terapeutica aggiuntiva ideale:

  • Sostegno immunitario e nelle patologie autoimmuni
  • L’IVC ha dimostrato di migliorare la qualità della vita nei pazienti oncologici con una varietà di parametri clinici ed ematici riscontrabili
  • L’IVC riduce l’infiammazione (misurata dai livelli di proteina c-reattiva) e riduce la produzione di citochine pro-infiammatorie

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Articolo completo e riferimenti biografici

Prof. Giuseppe Di Fede

Direttore Sanitario I.M.Bio Istituto di Medicina Biologica Milano
Docente nel Master di Nutrizione Umana c/o Univ. Pavia
Terapie Oncologiche Integrate

Riferimenti: vitamina C, farmacocinetica, medicina preventiva, terapie oncologiche
Redattore: Prof. Giuseppe Di Fede


March 11, 2020 ArticoloTerapie

L’ossigeno ozonoterapia, una terapia medica straordinariamente versatile

L’ossigeno ozonoterapia è una terapia medica che utilizza come agente terapeutico un gas, l’ozono, miscelato in piccole percentuali con ossigeno medicale. L’ozono in medicina non viene mai utilizzato puro, ma sempre miscelato in piccola percentuale (circa 3%) con l’ossigeno medicale (97%) che funge da veicolo. A questa concentrazione l’ozono non ha alcun effetto tossico ma diventa un agente terapeutico straordinariamente versatile.

Gli effetti biologici dell’ozono sono molteplici. Tre i meccanismi fondamentali:

  1. OSSIGENAZIONE
    L’ozono migliora la capacità del sangue di apportare ossigeno ai tessuti: ne consegue una riattivazione del microcircolo e della ossigenazione periferica.
  2. ANTIOSSIDAZIONE
    L’ozono, di per sé ossidante, stimola potentemente la riattivazione dei sistemi difensivi enzimatici antiossidanti dell’organismo, quelli che devono difenderlo dalle aggressioni tossiche e dai processi ossidativi dell’invecchiamento. Questo spiega la sua efficacia in tutte quelle patologie croniche in cui è coinvolto lo stress ossidativo, la maggioranza a quanto oggi sembra.
  3. DISINFEZIONE
    È un potentissimo agente verso batteri, funghi, virus, parassiti: praticamente nessun microorganismo resiste all’azione ossidante dell’ozono.


Quali sono gli effetti dell’Ozonoterapia?  

L’ozonoterapia può essere di grande aiuto al sistema immunitario, attraverso un meccanismo in grado di modificarne la risposta, denominato immunomodulazione:

  • riduce l’infiammazione e quindi il dolore
  • migliora l’assorbimento cellulare dell’ossigeno
  • favorisce il microcircolo e la lipolisi (molto usata in medicina estetica contro cellulite e gli inestetismi cutanei, largo uso di creme ozonizzate)

Inoltre l’ozono esercita una forte attività distruttiva nei confronti di batteri, funghi e virus.
Oltre ad aver dimostrato che il nostro sistema immunitario produce O3 da parte degli anticorpi per attivare la loro capacità battericida (Babior et al., 2003; Lerner ed Eschenmoser, 2003; Wentworth et al., 2002), ulteriori studi dimostrano il ruolo di O3 come potente anti-patogeno verso batteri (Giuliani et al., 2018), ma anche virus, funghi, lieviti e protozoi.

Per quanto riguarda i virus, O3 danneggia, attraverso il processo di perossidazione, il capside virale e interrompe il ciclo riproduttivo impedendo il contatto tra il virus e la cellula.
Numerosi studi supportano la sua attività antivirale.

Possiamo quindi affermare che gli effetti benefici dell’ozonoterapia sono molteplici:

  • Modulazione del sistema immunitario
  • Modula l’influenza del sistema nervoso sulla crescita (trofismo) tissutale
  • Aumenta la capacità cicatrizzante e quella della rigenerazione dei tessuti
  • Incremento del microcircolo
  • Potere antiinfiammatorio, antidolorifico ed antiedemigeno (utilissimo nelle ernie discali)
  • Capacità antibatterica (l’ozono si usa anche per depurare le acque)
  • Capacità antivirale
  • Capacità antifungina (o antimicotica)


Ozonoterapia e medicina. 
Quali sono le patologie che posso trattare con l’ozonoterapia?

L’ozonoterapia può essere applicata in quasi tutti i campi della medica.
Numerose sono le patologie che si possono giovare di questo trattamento:

  • Patologie infettive: EBV, HSV, HZV, HPV
  • Patologie da deficit di ossigenazione: come problemi di circolazione arteriosa (es. arteriosclerosi, ischemie cardiache, cerebrali) o venosa (es. ulcere flebo statiche).
  • Disfunzioni immunitarie
  • Patologie articolari e muscolo-scheletriche (esempio il “mal di schiena”): al primo posto le ernie e le protrusioni discali, e quindi le lombalgie, le sciatalgie, le cervicalgie. Artrosi dell’anca, del ginocchio e della colonna vertebrale. Tendiniti, “periartrite” della spalla, epicondilite.
  • Malattie autoimmuni: tiroidite di Hashimoto, lupus eritematoso sistemico, eritema nodoso, artrite reumatoide
  • Patologie ischemiche
  • Patologie neurodegenerative: demenza senile precoce, malattie neurovascolari
  • Malattie cronico-degenerative
  • Terapia di supporto nelle patologie oncologiche.
  • Lesioni trofiche della pelle: piaghe da decubito, gangrene diabetiche, ulcus cruris.
  • Dermatologia: herpes zoster e simplex, acne, psoriasi, lipodistrofia (cellulite).
  • Patologie intestinali: rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn, disbiosi.
  • Malattie in oculistica: maculopatia diabetica, maculopatia ischemica, maculopatia retinica degenerativa senile.

 


Come viene effettuato il trattamento di Ozonoterapia?

L’ozono medicale può essere utilizzato sia per via locale che sistemica.

Localmente, quindi sulla sede del problema, può essere iniettata una miscela di ossigeno e ozono tramite una comune siringa: si possono eseguire delle infiltrazioni intradermiche, sottocutanee, intramuscolari, intra- e peri-articolari, intradiscali. In alcuni casi (vedi ulcere cutanee) può essere utilizzato un sacchetto di materiale plastico che isoli la zona da trattare, e in cui viene fatto fluire l’ozono.

Tramite sondino possono essere praticate insufflazioni vaginali di ossigeno-ozono, insufflazioni sinusali, auricolari, vescicali, prostatiche.
Un ulteriore utilizzo per via locale è quello di applicare sulle lesioni cutanee dell’olio (di oliva o di girasole) saturo di ozono. Anche l’acqua può essere ozonizzata, ed essere bevuta o applicata localmente.

La somministrazione sistemica, che coinvolga quindi l’intero organismo, può seguire più vie:

  • Insufflazioni rettali: l’ozono viene introdotto per via rettale mediante un piccolo sondino.
  • Autoemoinfusione maggiore (GAET, nella vecchia denominazione): consiste nel prelievo di sangue del paziente e nella sua immediata reinfusione in vena dopo essere stato trattato con ossigeno e ozono.
    Una variante (autoemoinfusione minore, PAET) è quella di prelevare 5-10 ml di sangue, ozonizzarlo e quindi iniettarlo intramuscolo.

 

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Dott.ssa Chiara Liberati

Neurochirurgo
Terapista del Dolore
Agopuntrice
Ozonoterapeuta

Riferimenti:  ozono, ossigeno Ozonoterapia, batteri, virus, infezioni, terapie
Redattore: Dott.ssa Chiara Liberati

 


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