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Per mantenersi in linea è necessario dormire bene: se dormo poco e male tenderò ad accumulare grasso. 

Rivalutiamo il sonno e non solo nella quantità. Per mantenersi in linea è necessario dormire bene.
Dormire poco fa accumulare grasso? La risposta è sì. La colpa è dei nostri ormoni.

Non basta riposare dalle 7 alle 8 ore a notte: diventa fondamentale il modo in cui si riposa.
I fattori importanti a cui prestare attenzione sono la quantità e la qualità del sonno.

Come valutarli entrambi è molto semplice; se al risveglio si ha la sensazione di non essere ancora pronti per iniziare la giornata, vuol dire che non si è recuperato a sufficienza nelle ore notturne. Bisogna mantenere il metodo, il ritmo e la costanza delle ore di sonno: dormire 5-6 ore durante la settimana e tentare di recuperare durante il weekend non è una scelta produttiva.

Quali sono le conseguenze di un cattivo sonno?

Alcuni studi e ricerche scientifiche hanno evidenziato come la scarsa quantità e qualità del sonno fanno aumentare il rischio di insulino-resistenza, di obesità, di sindrome metabolica e di diabete di tipo 2 (alimentare) provocando l’accumulo di grasso a livello addominale; zona in cui si localizza il meccanismo cortisolo-insulina.

Il cortisolo, conosciuto come “ormone dello stress”, è fondamentale per il nostro organismo: senza ci saremmo estinti. Ha un ritmo circadiano, ovvero alto nelle prime ore del mattino, calante durante il giorno, e raggiunge il picco minimo in tarda serata.

Pensi di avere livelli alterati di cortisolo? Puoi scoprilo con un test su saliva, semplice e non invasivo

Stare svegli fino a tardi altera i ritmi biologici di questo ormone. Il corpo, come meccanismo di difesa e protezione a questa forzatura oraria, libera zucchero nel sangue con conseguente eccessiva produzione di insulina da parte del pancreas e l’aumento di grasso viscerale.

Quali sono i consigli per riposare meglio?

Ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutare a normalizzare il ciclo sonno-veglia e regolarizzare i livelli di cortisolo nell’organismo. La Dott.ssa Giulia Temponi, biologa nutrizionista, ce ne suggerisce alcuni:

Regolarizza i ritmi del sonno

  • Vai a letto sempre alla stessa ora
  • Non utilizzare dispositivi elettronici prima di andare a letto

Non sovraccaricare la digestione

  • Evita pasti pesanti alla sera
  • Seleziona la qualità del cibo, evitando alimenti che infiammano l’organismo (farine bianche o raffinate, grassi, fritti)
  • Non saltare mai i pasti
  • Mangia piano, evitando di accumulare gonfiore che richiama spasmodicamente la voglia di carboidrati”

Cosa significa riposare davvero? Quali sono i vantaggi di un sonno riposante. 

Dormire non vuol dire tagliare completamente i ponti con la realtà o “spegnersi”, anzi, il nostro sonno è un fenomeno attivo che svolge diverse funzioni nell’ambito della conservazione delle nostre funzioni cognitive, della nostra competenza immunologica, nella protezione cardiovascolare e nella riparazione dei tessuti.

Un buon sonno inoltre stimola la perdita di peso, fa funzionare bene il nostro metabolismo e aumenta un ormone: la Leptina che favorisce il senso di sazietà e dunque aiuta a dimagrire.

Rispettando il ciclo sonno e veglia si mantiene quindi un equilibrio metabolico che è fondamentale per perdere i chili di troppo sempre il tutto supportato a un corretto stile di vita ed abitudini alimentari.

Quali sono gli alimenti per dormire meglio?

In nostro soccorso ci sono cibi in grado di rilassare l’organismo, e ai quali si possono associare alcuni rimedi naturali per l’insonnia. i più noti sono:

  • Cereali integrali (ricchi di Magnesio)
  • Uova
  • Frutta secca
  • Salmone
  • Pesce azzurro
  • Legumi
  • Tisane rilassanti
  • Alcune verdure come il radicchio rosso, la zucca e il cavolo.

Dott.ssa Giulia Temponi
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Cortisolo, Sonno, Riposare bene
Redattore: Dott.ssa Giulia Temponi


Luglio 8, 2021 ArticoloOrmoni

Cos’è il cortisolo e perché è meglio tenerlo a bada? 

Il cortisolo è anche detto “ormone dello stress” perché la sua produzione aumenta in condizioni di stress psico-fisico.
È un un ormone prodotto dal surrene, una ghiandola situata sopra il rene.

La principale funzione di questo ormone è quella di aumentare la produzione di zuccheri da parte del fegato, fornendo energia all’organismo. Per produrre questi zuccheri il cortisolo utilizza sia proteine (prese dai muscoli) che grassi (presi dalla massa grassa).

Un valore di cortisolo alto può essere dovuto sia a cause patologiche, come per esempio un eccessivo funzionamento della tiroide, sia a cause non patologiche, ovvero in presenza di stress.  Per stress si intende sia stress fisico (ad esempio: intensa attività sportiva, malattie, interventi chirurgici, digiuno, carenza di sonno) che stress mentale (ad esempio: ansia, paure, spaventi).

Il cortisolo è quindi un ormone importante per dare energia in situazioni particolari in cui al nostro organismo serve una “marcia in più”. Quando però lo stress diventa una presenza costante nelle nostre giornate, l’alto livello di cortisolo produce effetti indesiderati.

Quali sono i principali sintomi del cortisolo alto?

I principali effetti collaterali dovuti ad alti livelli di cortisolo sono:

  • Obesità e/o difficoltà a perdere peso
  • Ipertensione
  • Debolezza muscolare
  • Calo della libido
  • Depressione e alterazioni dell’umore
  • Acne e problemi dermatologici
  • Smagliature
  • Alterazione del ciclo mestruale
  • Osteoporosi
  • Mal di testa
  • Ritenzione idrica
  • Sistema immunitario inefficiente
  • Astenia (poca voglia di fare, poca energia)
  • Sonnolenza anche al risveglio

Come si misura il cortisolo e qual’è la differenza tra la misurazione su sangue e quella su saliva?

Il cortisolo è presente nell’organismo in due differenti forme:

  • Cortisolo Libero: la più importante da dosare poiché è l’unica che viene utilizzata dal nostro corpo
  • Cortisolo legato ad altre molecole

L’esame su saliva del cortisolo permette di rilevare il cortisolo libero, ovvero quello che il nostro corpo può usare. Al contrario l’ esame su sangue quantifica tutte e due le forme e non ci dice quanto cortisolo libero (quello che il nostro corpo usa) abbiamo in circolo.

Il test su saliva ci da un’indicazione precisa di quanto è il cortisolo utilizzabile dal nostro corpo. 
La misurazione può essere effettuata in modo semplice e non invasivo, in diversi momenti della giornata.
Questo ci permette di stabilire una “curva del cortisolo” e di intervenire con un’azione mirata.

Il test su sangue, oltre ad essere una metodica invasiva, non da un’indicazione precisa di quanto è il cortisolo utilizzabile, ma soltanto di quello presente in generale, al momento del prelievo.

Come funziona la misurazione del cortisolo? page1image318479360

Il cortisolo è un ormone che è più alto o più basso a seconda dell’orario della giornata e del nostro stile di vita.
In una condizione normale il livello del cortisolo è più alto al risveglio e basso quando andiamo a letto per coricarci.

Il test della curva del cortisolo comprende quattro misurazioni del cortisolo salivare durante il corso della giornata, effettuate comodamente a casa attraverso la masticazione di particolari tamponcini previamente forniti dal nostro laboratorio, in modo da capire il più precisamente possibile in quale momento è presente un’alterazione di questo ormone e di poter intervenire con un’ azione mirata e personalizzata.

Contattaci per ricevere il kit di misurazione del cortisolo direttamente a casa tua

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Dott. Stefano Frigerio
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Cortisolo, misurazione del cortisolo, Esami salivari
Redattore: Dott. Stefano Frigerio


L’ossigeno è un gas dalle innumerevoli proprietà: perché è importante

L’ossigeno è incolore, inodore e insapore ed è il secondo gas più presente nell’atmosfera terrestre. Si tratta quindi di un gas indispensabile per salvare e conservare la vita umana.

Proprio perché è indispensabile, bisogna ricordarsi di rifornire il nostro corpo quotidianamente di ossigeno, tramite il movimento attivo all’aria aperta.

L’ossigeno è importante per migliorare le nostre prestazioni sportive, far star bere il nostro corpo ed aumentare anche le nostre difese immunitarie. Si deve ricordare che tutte le malattie degenerative crescono in ambiente acido, ovvero in carenza di ossigeno. Prendendo spunto dalle parole del medico americano Dott. Robert Young, scrittore del libro “Il miracolo del pH alcalinico”: non ci sono 40 mila malattie, ma due: l’acidosi e la disidratazione. Le cellule tumorali si sviluppano in ambiente acido e in carenza di ossigeno.

Tutti gli aumenti di tossicità che siano alimentari, farmacologici, elettromagnetici o da inquinamento ambientale, produrranno un aumento della tossicità. Questi fenomeni portano nel tempo ad effetti collaterali gravi.

L’ossigeno nel mondo dello sport: cosa può causare una carenza di ossigeno?

Esistono innumerevoli sintomi e numerose malattie legate al mondo dello sport. In questi anni il dovere dei medici è stato quello di stroncare questi sintomi, trascurando la ricerca della causa del problema. Questo ha portato a un massiccio consumo di farmaci: si pensi che ne esistono circa 58 mila per curare circa 40 mila malattie.

Per quello che riguarda le carenze di ossigeno legate agli sportivi, gli effetti negativi più frequenti sono:

  • affaticamento cronico con abbassamento dei valori sanguigni
  • traumi articolari da stress e da eccessivi carichi di lavoro
  • orari di sedute di allenamento sbagliati e perdita del sonno

Queste cattive abitudini nel tempo produrranno un quantitativo di sostanze tossiche che a loro volta influiranno sulla degenerazione osteo articolare, muscolare e di conseguenza ad un aumento del consumo di farmaci prevalentemente di tipo antinfiammatorio. Un esempio di questa conseguenza è la quantità di certificazioni mediche presentate dagli atleti prima delle competizioni nazionali, europee e mondiali per giustificare l’utilizzo di questi farmaci.

L’importanza dell’ossigeno per il benessere del corpo

Le malattie degenerative osteoarticolari rientrano nella categoria di quelle malattie invalidanti che iniziano da giovani, anche per errori nella preparazione atletica-sportiva.

Per ovviare alla degenerazione osteo articolare dobbiamo incamerare una quantità adeguata di “ottimo ossigeno” da:

  • allenamenti all’aria aperta
  • bere acqua alcalinica di qualità
  • assumere aminoacidi dai cibi
  • avere un buon stile di vita
  • seguire una buona alimentazione alcalinica

Dobbiamo sempre allenare il nostro corpo su base aerobica per consentirgli di rendere al massimo senza andare incontro ad una ossidazione cellulare.

È stato infatti dimostrato che allenamenti anaerobici sviluppano acidosi e carenza di ossigeno, creando squilibri all’intestino e alla sua mucosa. Questo non significa evitare l’allenamento anaerobico, piuttosto, in caso di allenamenti frequenti cercare di prendere maggiori accorgimenti per ossigenare il corpo.

Ossigenarsi significa camminare e correre all’aria aperta assumendo “ottimo ossigeno” possibilmente tutti i giorni. Prevenire è meglio che curare!

La riflessologia plantare come valido aiuto per lo sportivo 

La riflessologia è un valido supporto per ripristinare l’equilibrio tra mente e corpo degli sportivi eliminando in tempi rapidissimi tutte quelle sostanze che il nostro organismo produce per colpa dello stress tipo anidride carbonica, cortisolo ed acido lattico.

Infatti gli sportivi, dopo ogni allenamento intenso, sviluppano notevoli dosi di cortisolo ed acido lattico causando disfunzioni a livello ormonale.

Per diminuire lo stress, in modo naturale, sarebbe consigliabile che gli sportivi, amatoriali e non, si sottopongano a sedute di riflessologia plantare, meditazione e yoga.

Contatta il nostro massofisioterapista per prenotare il trattamento

La riflessologia plantare interviene in modo indiretto sull’organo o muscolo di correlazione, mentre la massofisioterapia agisce a livello locale.

Il Metodo Lualdi consente una valutazione precisa dello stato di salute del paziente nel suo insieme, permettendo un approfondimento delle varie patologie e sintomatologia. Il problema viene quindi valutato partendo dalla sua origine, e non dai sintomi che ne conseguono.

Visita il sito web www.metodolualdi.it


Ivano Lualdi
Massofisioterapista, Riflessologo Plantare
Specializzato in patologie del piede e del ginocchio

Riferimenti:  Ossigeno, Allenamento, Sport, Riflessologia plantare
Redattore: Ivano Lualdi


donna mangia panino cortisolo e attacchi di fame

Il cibo scatena reazioni chimiche che possono influenzare il nostro umore, ecco perché cibo ed emozioni sono connessi. Cosa ci spinge a mangiare dolci o cibo spazzatura?

Il periodo di forti restrizioni dal punto di vista sociale non aiuta anche e soprattutto dal punto di vista emotivo. L’alterazione dello stato emotivo può comportare una serie di reazioni a livello metabolico, in cui gli ormoni hanno un ruolo di primissimo piano in questo meccanismo.

È oramai assodato che ci sia un’associazione tra emozioni ed ormoni. Il cibo è chimica non c’è dubbio, ma è possibile percepirlo anche come un’emozione e quindi come qualcosa di astratto. Le emozioni viaggiano attraverso messaggeri chimici, che possiamo chiamare neurotrasmettitori, nel cervello e quando trovano la loro serratura (un recettore) vi si incastrano perfettamente e trasmettono il loro segnale.

E’ ormai ben noto che un ormone normalmente viene prodotto immagazzinato in un punto del corpo, poi viaggia verso i suoi recettori posti in altre parti del corpo, ma è da relativamente poco tempo, che si sa che gli ormoni sono anche prodotti dalle cellule nervose nel cervello.

Il sistema limbico, sede delle emozioni nel cervello, è un sito decisivo per la recezione degli ormoni che possono creare stati d’animo e sensazioni.

È dunque risaputo che gli ormoni prodotti dal nostro corpo in seguito all’ingestione degli alimenti, vadano ad agire anche nelle aree del cervello con la conseguenza di creare emozioni, sensazioni e pensieri, oltre che effetti metabolici nei diversi organi.

Così come è evidente che stati alterati della nostra mente ci inducano alla ricerca di determinati nutrienti per compensare a qualche deficit. Stati di stress e tensione emotiva portano mediamente un calo di serotonina, neurotrasmettitore prodotto per la stragrande maggioranza a livello intestinale, a partire da un amminoacido, il triptofano.

In queste situazioni il nostro sistema nervoso ci manda segnali di “voglie” di dolci, cioccolato o carboidrati come pizza o pasta. L’introduzione di questi cibi porta ad una significativa produzione da parte del pancreas di insulina, ormone che crea un innalzamento dei livelli di triptofano, precursore appunto della serotonina.

biscotti

L’insulina induce un aumento del trasporto di alcuni amminoacidi (leucina, isoleucina e valina) nel muscolo e di conseguenza permette un trasporto più semplificato del triptofano al cervello. Questi quattro amminoacidi sono in competizione tra loro per lo stesso trasportatore che arriva a livello del cervello.

Lo stress è artefice di diverse alterazioni ormonali

Quindi per saziare la richiesta di serotonina siamo portati ad introdurre cibi ad alto indice glicemico, zuccheri e farine raffinate, avvertendo senso di benessere e appagamento a livello mentale, ma i sistemi che intervengono e agiscono in questi sistemi sono numerosi e complessi.

Lo stress è artefice di diverse alterazioni ormonali. Si crea una vera e propria cascata ormonale che parte dall’ipotalamo (il cervello del nostro cervello) e arriva alle ghiandole surrenali con la produzione di cortisolo. Questo ormone manda dei segnali al cervello per aumentare l’appetito, soprattutto verso i carboidrati ed i grassi, cioè verso i cibi particolarmente ricchi di calorie, proprio per fornire all’organismo le maggiori energie possibili per contrastare la situazione di stress.

 

Quando il cibo diventa uno strumento di gratificazione (leggi l’articolo)

 

In particolare il cortisolo tende ad aumentare lo stoccaggio dei grassi per conservarli in situazioni di emergenza e questo lo fa mediante un segnale diretto di accumulo, ma anche inibendo l’attività di molti altri sistemi ormonali.

Si verificano quindi più spesso sbalzi glicemici e crisi di fame per i carboidrati. Diminuendo la serotonina ci sentiremo più facilmente depressi, diminuendo l’ormone della crescita GH caleranno i muscoli ed aumenterà il grasso e riducendo gli ormoni sessuali (testosterone ed estrogeni) diminuirà la libidine.
Quindi alla fine ci si ritroverà affamati, depressi, deboli, grassi e con meno libido.

Misura i livelli di cortisolo con un test non invasivo su saliva

Come disinnescare il circolo vizioso della dipendenza da zucchero?

Purtroppo l’utilizzo di zuccheri e grassi all’interno dei prodotti è smisurato: questi alimenti creano una sorta di “dipendenza”, che non fa mai percepire il senso di sazietà ed anzi al contrario invogliano a consumarne di altri, anche e soprattutto per la loro capacità di nutrire la serotonina cerebrale.

Zuccheri e farine raffinate introdotti in eccesso, per mano sempre dell’insulina possono trasformarsi in grassi con il loro accumulo nei tessuti. Fino a che il livello dell’insulina è alto, il glucagone, l’ormone contrapposto all’insulina, non può agire e quindi è difficoltoso perdere peso. Lo stesso avviene se l’insulina in circolo è alta per motivi fisiologici o patologici (es. insulino-resistenza, o nel caso del diabete).

Il trattamento più efficace per interrompere questo circolo vizioso è dato dalla pratica di attività fisica regolare, associata al dimagrimento e all’adozione di una dieta bilanciata, in cui i vari nutrienti siano introdotti nel momento giusto della giornata e ben abbinati tra loro.

Mangiare poco, abbinare male gli alimenti e allenarsi troppo possono peggiorare la nostra condizione fisica. Perché mangio poco, mi alleno e non dimagrisco?

Diventa quindi determinante la composizione qualitativa della dieta che influenzerà il cervello e di conseguenza la produzione ormonale e i comportamenti, ma ovviamente anche la struttura  corporea.

Una dieta eccessivamente restrittiva o comunque non bilanciata e/o un sovrallenamento fisico sono fonte di stress che scatena alterazioni ormonali, non porteranno ad una corretta perdita di peso, ma piuttosto a perdere i muscoli invece del grasso.

Quali sono gli alimenti giusti per avere energia?

Anche il piano energetico ovviamente ne risente, infatti per esempio, se si mangia un dolce è più facile che si abbia voglia di fare una bella dormita, proprio per la maggior quantità di serotonina a livello cerebrale.

Per potenziare la nostra carica è bene introdurre gli aminoacidi ramificati (leucina, isoleucina e valina) molto presenti nei cibi proteici come carne, pesce e uova che competono a livello del sistema nervoso con il triptofano, diminuendo la produzione di serotonina e quindi l’eccessivo rilassamento, ma soprattutto tenendo sotto il controllo il rischio di assuefazione e dipendenza.

Alimentazione, attività fisica e riposo: la triade del benessere a 360°

Risulta quindi evidente come con la composizione della dieta è possibile influenzare il cervello e modulare la produzione di ormoni. Ogni cibo può scatenare reazioni il cui beneficio non è scontato che sia totale per tutto l’organismo. Importante quindi creare un corretto stile di vita in cui alimentazione, attività fisica e riposo siano ben amalgamati tra loro al fine di ottenere un benessere fisico e mentale a 360 gradi.

Contatta il nostro biologo nutrizionista per una consulenza personalizzata


Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  Alimentazione, Serotonina, Ormoni dello stress
Redattore: Dott. Alessio Tosatto


Quando il cibo diventa uno strumento di gratificazione

Come rinunciare ad un cornetto al bar, ad un aperitivo in spiaggia o ad un dolcetto la sera sul divano dopo un’intera giornata di lavoro stressante, soprattutto ora che abbiamo un gran bisogno di socialità.

Il cibo, infatti, fin dall’antichità è sinonimo di convivialità ed è simbolo di cura e di condivisione, soprattutto ciò vale per alcuni cibi quali il cioccolato, il latte, i dolci e i carboidrati in generale.

A tutti noi capita di aver bisogno di ricompensa, così ricorriamo al cibo. Esso infatti colma dei vuoti, dà gratificazione, consola dall’abbandono, sostituisce un piacere che diversamente non possiamo procurarci e soprattutto, parla delle nostre emozioni e del nostro stile di vita.

Il concetto fondamentale di una dieta sana consiste nel rispetto del proprio fabbisogno energetico.
Ogni individuo consuma una certa quantità di energia, che occorre rifornire attraverso il cibo. Questa quantità è variabile e dipende da età, sesso, attività svolte durante la giornata, esercizio fisico e costituzione. Lo stile di vita incide fortemente su questi aspetti a causa dello stress che esso comporta.

Qual’è la connessione tra stress e cibo?

Forse la medicina ufficiale non dedica ancora sufficiente attenzione al problema dello stress e al suo legame con l’infiammazione, già definita nel 2004 il “killer segreto” nel Times. Vi è una correlazione tra stress e infiammazione poiché quando il nostro sistema immunitario si abitua al cortisolo, ormone prodotto dallo stress, l’infiammazione acuta si trasforma in cronica. Ciò provoca il rischio di malattie degenerative, infatti alla base delle patologie cardiovascolari, ma anche del diabete, del cancro e delle malattie neurodegenerative c’è uno stato infiammatorio cronico silente.

Inoltre, è stato dimostrato che livelli cronicamente elevati di cortisolo associati a livelli elevati di insulina (l’ormone che permette al corpo di utilizzare il glucosio) favoriscono il deposito di grasso intorno alla vita. Infatti il cortisolo induce all’assunzione di carboidrati per riportare i suoi livelli alla normalità, così si spiega la fame di pasta e pane di chi attraversa un periodo faticoso.

Misura i livelli di cortisolo con un test non invasivo su saliva

Va, comunque, tenuto presente che vi sono cibi con spiccate proprietà antinfiammatorie di cui è bene nutrirsi con regolarità così da evitare i cibi che provocano infiammazione al nostro organismo.

Società ed individualità, quali sono i fattori di stress quotidiano che ci fanno venire voglia di dolci e pane?

Innanzitutto, l’uomo contemporaneo vive in una società (definita “liquida” dal sociologo Bauman) che dispone ad essere consumatori, quindi a non fare scelte libere ma sempre scelte condizionate, impone una vita frenetica allo scopo di adeguarsi alle attitudini del gruppo per non sentirsi esclusi, consumando sempre di più e rendendo l’individuo mai appagato da ciò che ha.

La nostra identità è sempre più labile e ci sentiamo sempre più impotenti, in cambio di una apparente libertà. Ciò comporta anche un indebolimento dei legami interpersonali e la sostituzione della solidarietà umana con la competizione senza limiti.

Siamo sempre più soli, in competizione a livello sociale, e frustrati perché non soddisfiamo mai i nostri desideri avendone sempre di nuovi.

A livello personale, invece, vi sono delle emozioni viscerali non ascoltate, spesso accade che non interpretiamo le nostre emozioni, ma agiamo pulsioni. Ciò causa uno stress di tipo cognitivo, poiché non abbiamo la giusta chiave di lettura degli eventi, avendo delle consapevolezze alterate degli stessi.

Leggiamo certi eventi fisici e psichici come “normali” ma non lo sono; ci siamo solo abituati ad essi, come ci si abitua a convivere col mal di schiena e con l’emicrania, così ci si abitua a vivere nell’infelicità e nello stress causato dal capo ufficio, dal lavoro logorante, dal compagno traditore, da una fase particolare della propria vita ecc. 

Nessuno ha una vita perfetta, ma bisogna riaccendere le passioni, le consapevolezze e comprendere il senso della dipendenza da particolari cibi indotta dallo stress a cui siamo sottoposti.

Alcuni cibi dolci, infatti, agiscono sulla serotonina, un ormone che migliora l’umore e dà benessere fornendoci un momentaneo piacere, ma creando la dipendenza dagli stessi  poiché è un cibo che non garantisce la stabilità glicemica e innesca un circolo vizioso per cui in breve tempo si desidera di nuovo il dolce.

Dovrei chiedermi allora perché ho bisogno di questa dipendenza? Quale piacere mi manca? Quali conflitti non sto ascoltando? Cosa sto compensando?

Alcuni cibi provocano sbalzi d’umore, quali sono i sintomi e come possiamo evitarli?

E’ anche vero che spesso è proprio il cibo a procurarci sbalzi d’umore, ansia e panico, cioè non solo lo stress ci induce a mangiare, ma vi sono dei cibi per noi tossici, direi, che ci causano:

  • ansia
  • irritabilità
  • affaticabilità eccessiva
  • scarsa concentrazione
  • diminuita capacità di ideazione

Vi è una reciprocità tra pensieri, emozioni del cervello e condizioni fisiologiche del nostro intestino a causa della stretta connessione tra sistema nervoso autonomo e sistema nervoso enterico.

L’appagamento che alcuni cibi ci forniscono induce:

  • torpore
  • pesantezza
  • disagio
  • frustrazione
  • calo di energia
  • ansia e tristezza

Le connessioni tra lo psichismo e l’apparato gastrointestinale sono ormai note e vanno valutate individualmente.

Quindi non vanno rafforzati i comportamenti alimentari dannosi e dipendenti che comportano una disregolazione delle emozioni, poiché una condizione di stress cronicizzato protratta nel medio-lungo periodo provoca oltre che una destabilizzazione emotiva (con sbalzi d’umore, ansia e depressione), anche molte alterazioni a livello fisico, nonché malattie psicosomatiche.

Vanno valutati i cibi adeguati al nostro organismo poiché verso alcuni potremmo essere diventati intolleranti a lungo andare ed altri possono generare meccanismi di controllo del piacere disfunzionali al nostro benessere; quindi un programma di gestione dello stress non può prescindere da una corretta alimentazione che ci consenta di ritrovare energie e soluzioni nuove.

Richiedi una consulenza personalizzata ai nostri biologi nutrizionisti

 

Dott.ssa Regina Valentini
Psicologa, Psicoterapeuta, Psicosomatista

Riferimenti:  Stress, Cibo, Cortisolo, Esami salivari, Psiche
Redattore: Dott.ssa Regina Valentini


Possible Mechanisms Responsible for Stress Predisposition to Cancer or to Autoimmune Diseases

Paolo Lissoni*, Giusy Messina, Roberto Trampetti, Andrea Sassola, Enrica Porta, Giorgio Porro and Giuseppe Di Fede

Institute of Biological Medicine, Milan, Italy.

ABSTRACT

Today it is known that the enhanced brain opioid system activity represent the major neurochemical variation occurring in stress conditions. Moreover, it has been shown that a chronic opioid hyperactivation may suppress the anticancer immunity, and promote cancer development. On the contrary, the influence of stress on the autoimmune processes is more complex, since the mu-opioid agonists may stimulate both TGF-beta and IL-17 secretion, which respectively may counteract or promote the onset of the autoimmune diseases. The in vivo preferential effects of opioids on TGF- beta or IL-17 secretions could depend on the functional status of brain cannabinoid system, which has been found to inhibit IL-17 secretion. Then, the neurochemical corrections of the major stress-related neuroendocrine and cytokine alterations could constitute a new physiological approach in the treatment of stress-related disorders.

INTRODUCTION 

It is known that stress may predispose to both cancer and autoimmune diseases [1-3]. Then, the physiopathological question is to establish whether the promoting influence of stress on the development both cancer and autoimmune diseases, which are characterized by the opposite immune reactivity, may depend on the type of stress or on the different immunobiological response. Moreover, despite the complexity of its mechanisms, it has been proven that stress is mainly characterized by en enhanced brain opioid system activity, since it has been demonstrated that the concomitant administration of an opioid antagonist, such as naloxone o naltrexone (NTX), may abrogate stress-induced immune alterations [4]. Moreover, stress has appeared to be characterized by an enhanced secretion of vasopressin, the so called Antidiuretic Hormone (ADH), by the neurohypophysis, as well as by an increased CRH production at hypothalamic level, with a following activation of the Hypothalamic-Pituitary- Adrenal (HPA) axis and the sympathetic system [5,6]. The mu-opioid agonists, such as beta-endorphin and morphine, have been proven to induce immunosuppression by inhibiting TH1 lymphocyte and dendritic cell functions and by stimulating regulatory T lymphocyte (T reg) system [7,8], with a consequent decreased secretion of IL-2 and IL- 12 in association with an enhanced production of TGF-beta . Being IL-2 and IL-12 the main antitumor cytokines in humans [9,10], and TGF-beta the main endogenous

*Corresponding Author: Paolo Lissoni, Institute of Biological Medicine, Milan, Italy,

Published Date: 07-2020

Copyright© 2020 Paolo Lissoni et al., Journal Of Clinical Neurology, Neurosurgery And Spine. This is an open access article distributed under the Creative Commons Attribution License, which permits unrestricted use, distribution, and reproduction in any medium, provided the original work is properly cited.

Citation for this article: Paolo Lissoni, Giusy Messina, Roberto Trampetti, Andrea Sassola, Enrica Porta, Giorgio Porro and Giuseppe Di Fede. Possible Mechanisms Responsible for Stress Predisposition to Cancer or to Autoimmune Diseases. Journal Of Clinical Neurology, Neurosurgery And Spine. 2020; 3(1):124

Possible Mechanisms Responsible for Stress Predisposition to Cancer or to Autoimmune Diseases

Riferimenti: Cannabinoid system, Melatonin, Neuroimmunomodulation, Opioid system, Pineal gland, Stress


Terapie naturali: cos’è il massaggio o trattamento Access Bars che cambia il tuo modo di vivere?

L’Access Bars è un trattamento che viene effettuato sulla testa.

A cosa serve e perché proprio sulla testa?

La testa è una delle parti del corpo più delicate, più misteriose, più affascinanti e più sensibili perché è una sezione corporea piena di terminazioni nervose e uno dei posti più piacevoli in cui ricevere un massaggio.

Vi sono molteplici punti della testa in cui è possibile percepire, in modo chiaro e definito, il beneficio che può portare la sollecitazione, il tatto e se vogliamo anche in un certo senso il massaggio su quelle aree in cui si accumulano tensioni.

Il fatto che questa parte del corpo sia soggetta a fastidi o a dolori è risaputo in quanto alcune emozioni, spesso le più pesanti (per esempio i nostri pensieri, le nostre preoccupazioni e anche le nostre gioie, che possono entrare in contrasto con altri grattacapi), possono incanalarsi e immagazzinarsi in zone specifiche della testa come le tempie, la fronte o a volte anche la nuca.

Inoltre è proprio nella nuca che sedimentano tutte quelle credenze limitanti che il più delle volte non ci permettono di credere abbastanza in noi stessi e agire nella vita in maniera più sicura e disinvolta.

Come funziona il trattamento Access Bars?

Access Bars aiuta, attraverso il massaggio di determinate “barre di energia”, a sciogliere la carica elettromagnetica che si è accumulata nella nostra testa per permettere di tornare in equilibrio, ma soprattutto aiuta a riscoprirsi.

Il massaggio Access Bars aiuta a riscoprire se stessi iniziando proprio dall’alleggerire quei blocchi e quei pesi, che ci mantengono come incatenati per poi arrivare piano piano alla cancellazione di quelle convinzioni e credenze che ci sono state imposte e che spesso sono soffocanti e ci limitano nell’essere noi stessi ed esprimere la nostra verità, la nostra reale essenza.

Nella nostra testa possiamo localizzare ben 32 barre energetiche.
Ognuna di esse si dedica a particolari aspetti come l’armonizzazione, l’attivazione del processo di autoguarigione, la creatività, il potere, l’amore del proprio corpo, la gioia la vita sessuale e molto altro ancora.

Permettere all’energia di scorrere in tali macro aree, riqualifica la nostra possibilità di avere successo o di ottenere dapprima alcuni poi sempre più risultati positivi e costruttivi per la nostra esistenza.

Lasciar scorrere questa energia ci libera da tutto ciò che è stagnante per aprirci al cambiamento, al rinnovamento, a nuove possibilità di esplorare noi stessi e al potere di evolvere.

Inoltre bisogna sapere che questo trattamento non regala benefici fisici sono alla testa ma ha una risonanza in tutto il corpo: spesso molti sentono l’energia fluire fino ai piedi.

Questa tecnica non richiede un approccio invasivo sul cliente trattato: la persona deve solo rilassarsi, mentre l’operatore procede al massaggio toccando questi 32 punti specifici in modo da equilibrare corpo, mente e anima.

A chi è consigliato il trattamento Access Bars?

Il trattamento Access Bars è consigliato a tutti coloro che soffrono di:

  • depressione
  • stress
  • ansia
  • confusione mentale
  • malessere fisico e sofferenza nel corpo
  • disturbi del sonno (dall’insonnia al critico sonno non ristoratore)
  • in presenza di patologie croniche o malattie degenerative
  • disturbi dell’attenzione

È consigliato soprattutto in periodi di forte stress: prima di esami, colloqui di lavoro o eventi importanti o ancora per stress post traumatico (lutto, divorzio).

Il trattamento non è però consigliato solo in presenza di patologie o disturbi, al contrario tutti ne possono beneficiare, perché regala qualcosa che non ha prezzo: gioia, rilassamento e risate!

Prenota ora il trattamento Access Bars

Quindi quando si desidera avere più gioia nel cuore e si sceglie di prendere la vita con più divertimento (che non vuol dire prenderla con leggerezza), questo può essere il giusto inizio.
Il trattamento prevede che chiunque venga sottoposto al massaggio entri in uno stato di completo relax.
Liberando energie lo stress calerà vertiginosamente ed il bambino interiore ne gioverà portando a maggiore serenità e ad una maggiore consapevolezza e percezione dell’amore per noi stessi e per il mondo.

Non dimenticate che il mondo funziona come “cassa di risonanza”: se noi emaniamo gioia, ne riceviamo altra, e spesso anche più grande! Allora perché non concederci di essere felici?

Quanto dura il trattamento Access Bars?

Il massaggio ha una durata di circa 50 minuti e viene effettuato da un operatore specializzato.

Durante il massaggio corpo e mente si ritrovano in una comune sensazione di pace e tranquillità per ritrovare il contatto con la vostra essenza più profonda.

Dal benessere della tua mente dipende il benessere del tuo corpo.

Richiedi maggiori informazioni per il trattamento Access Bars

Il nostro operatore olistico è a disposizione per effettuare trattamenti su prenotazione.


Tiziana Aymerich Y Fort
Operatore di Bars Access Consciousness
Terapista Idrocolon, Floriterapeuta, Cristalloterapeuta, Cromoterapeuta
Esperta in riflessologia plantare
 e Master Reiki

Riferimenti:  Terapie naturali, Access Bars, massaggio terapeutico
Redattore: Tiziana Aymerich


cortisolo stress dieta sport

Stress, alimentazione e cortisolo

Chi pratica sport a livello agonistico, conosce bene l’importanza del cortisolo: l’ormone dello stress.
Il cortisolo non è importante solo per gli sportivi, ma al contrario è fondamentale per la buona riuscita di una dieta e per tanti altri fattori.

In questo articolo tutto quello che dovremmo sapere sul cortisolo.

Vi è mai capitato di intraprendere regimi alimentari molto restrittivi o periodi di digiuno prolungato, con l’obiettivo di avere risultati importanti in poco tempo e non ottenere l’esito desiderato?
Oppure avete mai provato ad associare diete molto rigide ad attività fisica particolarmente faticosa e continua e ottenere il risultato opposto a quello desiderato?

Il mancato raggiungimento degli obiettivi può dipendere da livelli alti di cortisolo.

Cos’è il cortisolo, l’ormone dello stress?

Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali ed è definito anche “ormone dello stress”, in quanto la sua produzione aumenta in condizioni di stress psico-fisico, ad esempio dopo esercizi fisici estremamente intensi e/o prolungati, interventi chirurgici, traumi emotivi e digiuno.

La produzione di cortisolo dipende dalla presenza di luce o di buio durante la giornata (presenta un ritmo circadiano). Infatti in condizioni normali i livelli di cortisolo, sono più alti la mattina perché l’organismo deve mettersi in moto e si abbassano verso sera quando ci si prepara ad addormentarsi.

Livelli troppo alti di cortisolo possono causare:

  • aumento della glicemia
  • rallentamento dell’attività della tiroide
  • riduzione delle difese immunitarie
  • aumento della pressione cardiaca
  • aumento della ritenzione idrica con conseguente aumento del gonfiore e della probabilità di comparsa di cellulite
  • formazione di grasso e perdita di massa cutanea e muscolare
  • malassorbimento dei nutrienti con conseguente perdita di massa ossea (osteoporosi)

Anche livelli troppo bassi di cortisolo possono provocare alcuni disturbi come:

  • disidratazione
  • stanchezza
  • abbassamento della pressione sanguigna
  • sonnolenza
  • debolezza muscolare
  • perdita di peso involontario
  • minzione frequente
  • desiderio di bere
  • desiderio di cibi salati
  • ipoglicemia


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Come faccio a regolare i livelli di cortisolo?

Per regolarizzare i livelli di cortisolo possiamo attuare alcune semplici abitudini.
A questo scopo, l’alimentazione gioca un ruolo molto importante.

Ecco alcuni consigli per non aumentare i livelli di cortisolo:

  • Moderare l’apporto di alimenti ad alto indice glicemico come quelli a base di farine raffinate o zuccheri semplici
  • Evitare pasti troppo abbondanti
  • Non assumere cibi proteici con estrema abbondanza, ma con moderazione e all’interno di una dieta equilibrata
  • Preferire cibi a basso indice glicemico (ad es. cereali integrali), cibi ricchi di fibre (verdure in quantità), grassi insaturi (olio extravergine d’oliva, pesce, frutta secca ecc.) e proteine con elevato valore biologico (carni magre, uova) e in maniera equilibrata
  • regolarizzare il ciclo sonno veglia

Oltre alla dieta anche lo sport gioca un ruolo fondamentale.

La secrezione di cortisolo è correlata alla durata e all’intensità dell’esercizio fisico, quindi tanto più questi fattori sono importanti maggiore sarà la quantità di cortisolo prodotto.

In caso di attività agonistica, un incremento dell’ormone può essere dovuto allo stress e all’agitazione pre-gara. Ecco che dopo l’attività fisica particolarmente intensa diventa importante anche la fase di riposo, fondamentale per ottenere un buon recupero muscolare, un miglioramento della prestazione e per mantenere dei buoni livelli ormonali.

Come faccio a sapere se i livelli di cortisolo sono nella norma? 

Nel caso si abbiano dubbi o presentimenti a riguardo è importante monitorare i livelli di cortisolo con una semplice analisi non invasiva su saliva, che deve essere prelevata in diversi orari della giornata (7.00, 13.00, 17.00 e 23.00).
Con l’analisi del cortisolo salivare è possibile verificare con precisione se l’andamento della produzione dell’ormone è nella norma oppure se presenta delle anomalie.

Effettuare il test è semplicissimo e si può fare anche comodamente da casa.
Il nostro centro medico offre la possibilità di acquistare il kit con consegna e ritiro a domicilio.
Il servizio è disponibile in tutta Italia (isole comprese).

Prenota subito una visita con i nostri medici specialisti e rchiedi il kit per l’analisi del cortisolo

Riferimenti: Cortisolo, stress, dieta e cortisolo, sport e cortisolo, catabolismo, ritenzione idrica
Redattore: Dott. Gabriele Coppo


Gennaio 30, 2020 Eventi

Abbiamo il piacere di invitarvi alla giornata formativa che si terrà

Sabato 8 febbraio 2020
Presso il Grand Hotel Tiziano di Lecce 

L’evento ideato ed organizzato da:

IMBIO Istituto di Medicina Biologica di Milano in collaborazione
con il Centro Diagnostico Radiologico San Marco di Cellino San Marco (BR)
ed il Laboratorio di analisi cliniche Mater Gratie di Squinzano (LE)

è gratuito con registrazione obbligatoria.

Tutti i partecipanti avranno diritto a 30 ECM
con l’iscrizione gratuita al corso Fad in Medicina Integrata. 

Per partecipare è possibile effettuare la registrazione via mail scrivendo a corsi@imbio.it

 


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