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Marzo 1, 2006 Newsletter

“Facciamo lavorare i nostri geni.. per noi” Il Genoma umano è rappresentato da numerose molecole.Esse sono dei “pezzettini” di DNA presenti in ogni singola cellula, dalle cellule della cute alle cellule dei capelli, della saliva, del sangue e di tutti gli organi.Il DNA è strutturato in singoli Geni, essi lavorano trasformando l’informazione che contengono, in singoli aminoacidi e poi in proteine, indispensabili al mantenimento e svolgimento della vita.

I nostri Geni sono i garanti del buon funzionamento metabolico e lo sono anche del nostro adattamento all’ambiente, che come sappiamo dalla nuova tecnologia e ricerca in campo molecolare, influenza l’attività dei Geni stessi.
Infatti tutti noi siamo il risultato dell’interazione fra i Geni e l’ambiente, inteso come tutto ciò che ci circonda, luogo e stile di vita, abitudini, alimentazione, etc.
Nessun individuo è uguale ad un altro. La diversità si attua attraverso un meccanismo genetico detto “Polimorfismo” il quale rappresenta praticamente la capacità che ha ogni gene di esprimersi in maniera diversa per ogni individuo.
In alcuni individui l’attività di tali geni e di conseguenza delle proteine prodotte è normale, in altri con particolari polimorfismi può condizionare modifiche del metabolismo e di conseguenza si possono avere delle condizioni fisiologiche o perifisiologiche sino allo sviluppo di una malattia conclamata.

Il fenomeno del Polimorfismo genetico influenza la suscettibilità a Malattie Multifattoriali, es. malattie Cardiovascolari, Aterosclerosi, Diabete, Artrosi, etc, che sono determinate da un concorso causa genetico-ambiente.
Il test Genetico di Medicina Preventiva Personalizzato si compone di una serie di 22 analisi genetiche che esplorano la suscettibilità a patologie multifattoriali che riguardano:

a) Stress Ossidativo, analisi che riguarda la capacità di eliminare i radicali liberi, molecole altamente reattive e tossiche per l’organismo che possono indurre invecchiamento,dolore cronico, patologie degenerative, e alcuni tipi di tumori.
b) Rischio Cardiovascolare, si tratta di analisi legate alla malattia Arterosclerotica che è una patologia fortemente multifattoriale.
c) Osteoporosi, Diabete, Reattività Immunologia, con questi polimorfismi si indaga la suscettibilità alle malattie citate e il corretto equilibrio del nostro sistema immunitario.
d) Nutrigenomica e Farmacogenomica, sarà possibile indagando una serie di Geni Polimorfici, individuare e calibrare farmaci, alimenti, che possono risultare dannosi al nostro organismo, aiutando ad innescare una particolare patologia; ( il primo farmaco è rappresentato dal cibo che mangiamo).
e) Profilo Costituzionale, e come il gruppo sanguigno ad esempio, può essere fatto una sola volta nella vita.
f) Caratteristiche legate all’interazione Geni ed Ambiente, individuando per ognuno di noi uno o più rischi ambientali specifici, in modo tale che una volta evidenziati si può cambiare lo stile di vita e le abitudini relative, in modo da influenzare positivamente il funzionamento dei nostri Geni e far si che essi lavorino positivamente per il nostro organismo.

La refertazione evidenzierà la serie di Polimorfismi Genetici presenti dell’individuo; e per ogni assetto genomico indagato ( punti a,b,c,etc..) evidenzierà particolari suscettibilità a tali malattie multifattoriali suggerendo controlli e comportamenti di vita e di alimentazione che permettono di modificare il rischio individuato. Il test individuerà inoltre indicazioni di farmacogenomica per orientare la scelta di farmaci con maggiore attività terapeutica e minori effetti collaterali, fornendo inoltre una dieta di Nutrigenomica, selezionando i cibi più idonei per il proprio polimorfismo facendo “lavorare” al meglio i nostri Geni e di conseguenza il nostro organismo, prevenendo già a tavola i rischi di patologie multifattoriali. Come ultima analisi, si evidenzieranno i possibili interventi con Integratori o Vitamine altamente selezionate dall’analisi genetica in modo da assumere “solo” ciò che i nostri geni hanno bisogno per poter svolgere al meglio le proprie funzioni.

Praticamente si sapranno quali “Organi Bersaglio” sono da proteggere e le misure preventive da adottare; ad esempio apparato gastro-intestinale, seno, polmone, ossa, vescica, etc; conclusioni sui processi di detossicazione di fase 1 e fase 2 del nostro metabolismo e le relative misure specifiche di prevenzione. Insomma tutto quello che si può cercare e sapere attraverso questa analisi Genetica Personalizzata, prelevando alcune gocce del proprio sangue dal polpastrello di un dito.



Novembre 1, 2005 Newsletter

La Tecnica di Bowen è un trattamento che con delicate movenze delle dita aiuta l’organismo a mantenere e, quando necessario, a ri-trovare l’equilibrio che è la base della buona salute.
E’ una tecnica olistica che considera l’individuo nella sua totalità, inserito ed in rapporto con l’ambiente in cui vive.
In tale visione il sintomo è manifestazione e segnale di un dis-equilibrio dell’intero sistema “individuo” e l’atto terapeutico è volto a “curarlo” aiutandolo a ritrovare equilibrio e armonia.

La non invasività e la delicatezza di questa tecnica fanno sì che sia particolarmente adatta ad accompagnare i bambini nella crescita, venendo loro in aiuto quando ci sono segnali di disarmonia nel loro sviluppo e come integrazione alle altre terapie (ortopediche, fisioterapiche, farmacologiche, omeopatiche – psicologiche, etc.)

E’ quindi un valido strumento nel trattamento dei disturbi e delle patologie neonatali ed infantili quali ad esempio:

  • le paralisi ostetriche “fruste”

  • il torcicollo congenito

  • il piede torto congenito

  • le difficoltà nello sviluppo neuromotorio

  • i disequilibri muscolari

  • le coliche neonatali

  • il vomito a getto

  • l'”acetone”

la presenza di un “rallentato riflesso pupillare” (entro i 3 mesi) o di “sclera blu” (dopo i 3 mesi di età)

  • lo strabismo

  • i disturbi legati alla dentizione

  • le deformità e le anomalie del palato

  • le otiti

  • le sinusiti

  • i problemi respiratori (raffreddori, bronchiti, asma)

  • gli eczemi e le allergie

  • il testicolo non sceso

  • l’enuresi notturna

La Tecnica di Bowen agisce quindi su tutti i sistemi del corpo:

  • nervoso

  • muscolo-scheletrico

  • endocrino

  • urinario

  • cardiocircolatorio

  • respiratorio

  • digestivo

  • escretore

  • sugli organi di senso

  • immunitario.

Agendo sulle capacità di autoguarigione dell’organismo la Tecnica di Bowen è particolarmente efficace sui bambini perché in loro essa è maggiore: tanto più sono piccoli, tanto maggiore è la loro energia e potenzialità alla vita.
Essi sono terreno fertile e poco contaminato non avendo ancora accumulato tossicità dall’alimentazione e dall’ambiente (se non per la parte acquisita ereditariamente).
i bambini hanno più facilità a ritrovare armonia rispetto agli adulti e da qui il successo della Tecnica di Bowen con loro: talvolta bastano una o due sedute per risolvere il problema.

Questa tecnica è un efficace supporto anche per le future mamme sia durante la gravidanza ed in preparazione al parto che nel post-partum e durante l’allattamento perché le sostiene e aiuta in questo speciale periodo di trasformazione ed evoluzione della loro vita.



Ottobre 5, 2005 RASSEGNA STAMPA

Enhancement of the Efficacy of Chemotherapy with Oxaliplatin Plus 5-Fluorouracil by Pretreatment with IL-2 Subcutaneous Immunotherapy in Metastatic Colorectal Cancer Patients with Lymphocytopenia Prior to Therapy

Abstract. The present study was carried out to evaluate the influence of a short-period IL-2 administration on the efficacy of chemotherapy in rnetastatic colorectal cancer patients with pretreatment lymphocytopenia, which was defined as a lymphocyte count of less than 1500/mm3. The study included 144 consecutive metastatic colorectal cancer patients, who underwent chemotherapy with oxaliplatin plus 5-fluorouracil. Lymphocytopenia was seen in 4l/144 (28%) patients, who were randomized to receive chemotherapy alone or chemotherapy after a prechemoimmunotherapy with IL-2 (3 MIU twice/day for 3 consecutive days), whereas patients with a normal pretreatment lymphocyte count received only chemotherapy. A normalization of the lymphocyte number was achieved in 12/19 lymphocytopenic patients pretreated with IL-2.

The objective tumor regression rate achieved in patients with a normal lymphocyte count prior to chemotherapy was significantly higher compared to that obtained in lymphocytopenic patients treated with chemotherapy alone (54/103 vs. 3/22, p<0.01), whereas no significant difference occurred between patients with normal lymphocyte count and lymphocytopenic patients pretreated with IL-2 (54/103 vs. 8/19). This study confirms that pretreatment lymphocytopenia is associated with reduced efficacy of chemotherapy in metastatic colorectal cancer patients. Moreover, it suggests that pretreatment with IL-2 before the onset of chemotherapy may enhance the efficacy of chemotherapy in lymphocytopenic patients. Therefore, the administration of IL-2 before the onset of chemotherapy to improve the immune status of cancer patients may be considered as a new chemoimmunotherapeutic combination, which may be recommended in the treatment of advanced cancer patients, particularly in those with cancer-related immune alterations.

Despite great advances in the understanding of the immunobiology of tumors (1-3), their clinical management still remains founded on the biological characteristics of the tumor, namely of histology, stage, genetic profile and eventual expression of receptors for hormones and growth factors. Recent immunobiological discoveries have generally been limited to experimental studies. In particular, there is little data on the possible influence of the host immunobiological status on the efficacy of cancer chemotherapy for metastatic solid tumors.
However, preliminary clinical studies suggest that the evidence of lymphocytopenia, prior to the onset of chemotherapy, is associated with a reduced efficacy of the treatment, confirming the importance of the biological response of the patients in the prognosis of their neoplastic disease and in conditioning the efficacy of chemotherapy itself (4).
Previous clinical studies had already demonstrated that the occurrence of lymphocytopenia represents a negative biological prognostic factor, because of its association with a lower survival time (5). Cancer-related lymphocytopenia is the expression of the immunosuppressive status, which characterizes the progression of the neoplastic disease, and depends, at least in part, on the production of immunosuppressant substances by cancer cells (6). In particular, lymphocytopenia appears to be associated with a progressive decline in the blood concentrations of IL-2 (7), produced by T helper-type 1 lymphocytes (8). Since IL-2 represents the main growth factor for lymphocytes (9), at least from a theoretical point of view the lymphocytopenic status of advanced cancer patients could potentially be corrected and modified by the administration of IL-2 before starting the chemotherapeutic approach.
To date, several chemoimmunotherapeutic combinations with IL-2 plus chemotherapy have been proposed (10-12). However, all chemoimmunotherapeutic combinations so far elaborated have simply used the chemotherapeutic agents to induce damage to cancer cells, in an attempt to enhance their antigenicity, with the ensuing potential increased efficacy of IL-2 immunotherapy (10-12). However, there are no data about administering IL-2 in an attempt to enhance the efficacy of the commonly used chemotherapeutic regimens.
The present study was carried out to evaluate the influence of a short-period IL-2 subcutaneous (s.c.) immunotherapy on cancer-related lymphocytopenia, with the aim of increasing the efficacy of cancer chemotherapy in metastatic solid tumor patients.

Materials and Methods

The study included 144 metastatic colorectal cancer patients (M/F: 92/52; median age: years, range 41-75). The eligibility criteria were as follows: histologically proven metastatic colorectal cancer, measurable lesions, no double tumor, no brain metastases, no more than one previous chemotherapeutic line with 5-fluorouracil (5-FU) for the metastatic disease, and no concomitant chronic therapy with corticosteroids or other immunosuppressive drugs.
Lymphocytopenia was defined as the presence of a total lymphocyte number less than 1500/mm3 prior to the onset of chemotherapy and was observed in 41/144 (28%) patients prior to chemotherapy.
According to the metastatic locations, patients with pretreatment lymphocytopenia were randomized to receive chemotherapy alone, or to be treated with a short-period IL-2 s.c. immunotherapy before the onset of chemotherapy. The experimental protocol was explained to each patient and written consent was obtained.
According to the schedule proposed by Hochster et al. (13), the chemotherapeutic regimen consisted of oxaliplatin (OXA) plus 5-FU and folates. OXA was injected i. v. at 85 mg/m2 on days 1 and 15, while 5-FU and folates were administered i.v. at a dose of 500 mg/m2 and of 10 mg/m2 on days 1,8 and 15, thus representing a complete immunotherapeutic cycle.
The cycles were repeated every 28 days, for at least 3 cycles. In non-progressing patients, another 2 cycles were planned after the radiological examinations, including CT scan.
The prechemotherapeutic immunotherapy consisted of IL-2 at a dose of 3 million IU twice/daily for 3 consecutive days s.c., for a total dose of 18 million IU, during the week preceding the onset of chemotherapy.
The clinical response was assessed according to WHO criteria. The clinical characteristics of the patients are reported in Table I. The data were statistically analyzed by the Chi-square test and the Student’s t-test, as appropriate.
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Results

As shown in Table I , the three groups of patients with normal lymphocyte count prior to chemotherapy, or with pretreatment lymphocytopenia undergoing chemotherapy alone, or chemotherapy after an IL-2 prechemotherapeutic immunotherapy were well-matched and comparable for the main prognostic variables, including sites of metastases, location of the primary tumor, previous chemotherapies, age and performance status (PS), as assessed by Karnofsky’s score. The clinical response observed in the two groups of patients with normal or low lymphocyte count prior to chemotherapy is shown in Table II. A complete response (CR) was achieved in 5/103 (5%) patients with normal lymphocyte count prior to therapy and in only 1/41 (2%) lymphocytopenic patients. A partial response (PR) was achieved in 59/144 patients, while the overall response rate (CR + PR) was 65/144 (45%). The response rate (CR + PR) achieved in patients with normal lymphocyte count prior to therapy was significantly higher than that found in patients with pretreatment lymphocytopenia (54/103 (52%) vs. 11/41 (27%), p<0.05).
A normalization of lymphocyte number prior to therapy, with values greater than 1500/mm3, was reached in 12/19 patients in response to the prechemotherapeutic immunotherapy with IL-2.
On considering the influence of IL-2 immunotherapy on the clinical response to chemotherapy, the response rate obtained in patients with a normal lymphocyte count was significantly higher compared to that observed in lymphocytopenic patients, who received no immunotherapy prior to chemotherapy (54/103 vs. 3/22, p<0.01), whereas no difference was seen in the response rate between patients with a normal lymphocyte count prior to therapy and lymphocytopenic patients pretreated with IL-2 (54/103 vs. 8/19).
Finally, within the group of lymphocytopenic patients pretreated with IL-2 before the onset of chemotherapy, the response rate observed in patients who achieved a normalization of lymphocyte count in response to IL-2 injection was higher with respect to that obtained in patients whose lymphocyte number was not normalized by IL-2 (6/12 (50% ) vs. 2/7 (29%)), even though the difference was not statistically significant. However, the response rate obtained in IL-2-pretreated patients, even independently of lymphocyte normalization, was significantly higher than that found in lymphocytopenic patients without IL-2 immunotherapy (8/19 vs. 3/22,p<0.05).
IL-2 prechemotherapeutic immunotherapy was well tolerated and did not influence the expected toxicity of the chemotherapy.
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Discussion

In accordance with previous preliminary clinical results (4), this study confirms that pretreatment lymphocytopenia is associated with a reduced efficacy of chemotherapy in metastatic cancer patients. This finding is not surprising, since lymphocyte activation would contribute to the destruction of tumor cells induced by chemotherapy, particularly of chemotherapy-resistant cells, which are more sensitive to the cytotoxicity exerted by activated lymphocytes (10). In the presence of lymphocytopenia, such participation by lymphocytes would be diminished.
The results of this study demonstrated that the correction of lymphocytopenia by the administration of the main growth factor for lymphocytes, IL-2, may allow enhanced efficacy of the chemotherapy, comparable to that commonly observed in patients with a normal lymphocyte count prior to chemotherapy. Thus, a new regimen for immunochemotherapeutic strategies, consisting of the administration of in vivo 19: 1077-1080 (2005)
antitumor cytokines, such as IL-2, before the onset of chemotherapy, should improve the immune status of the patients.
At present, the overall chemoimmununotherapeutic regimens with IL-2 plus chemotherapy have utilized chemotherapy to improve the efficacy of IL-2, by enhancing the antigenicity of cancer cells as a consequence of chemotherapy-induced damage of cell surface molecules. In contrast, this study would suggest the possibility of using IL-2 to enhance the efficacy of chemotherapy, by improving the immune status of cancer patients, namely by increasing the absolute number of lymphocytes, which play a fundamental role in mediating an effective anticancer immune reaction.
Further studies, using different doses of IL-2 and for a longer period of injection, will be required to better define the optimal schedule to prepare cancer patients for the successive administration of chemotherapy.

References

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Rosenberg SA: The immunotherapy and gene therapy of cancer. J Clin Oncol 10: 180-199, 1992.

Whittington R and Faulds D: Interlerleukin-2. Drugs 46: 446-483.

Lissoni P, Brivio F, Fumagalli L et al: Efficacy of cancer chemotherapy in relation to the pretreatment number of lymphocytes in patients with metastatic solid tumors. Int J Biol Markers 19: 135-140, 2004.

Riesco A: Five-year cancer cure: relation to total amount of peripheral lymphocytes and neutrophils. Cancer 25: 135-140, 1970.

Fumagalli L, Lissoni P, Di Felice G et al: Pretreatment serum markers and lymphocyte response to interleukin-2 therapy. Br J Cancer 80: 407-411, 1999.

Lissom P, Barni S, Rovelli F and Tancini G: Lower survival in metastatic cancer patients with reduced interleukin-2 blood concentrations. Oncology 48: 125-127, 1991.

Grimm EA, Mazumder A, Zhang HZ and Rosenberrg SA: Lymphokine-activated killer cell phenomenon. J Exp Med 155: 1823-1841, 1982.

Herberman RB: Design of clinical trials with biological response modifiers. Cancer Treat Rep 69: 1161-1164, 1985.

Tartour E, Blay JY, Dorval T et al: Predictors of clinical response to interleukin-2-based immunotherapy in melanoma patients. J Clin Oncol 14: 1697-1703, 1996.

Bernengo MG, Quaglino O, Cappelio N et al: Macrophagemediated immunostimulation modulates therapeutic efficacy of interleukin-2-based chemoimmunotherapy in advanced metastatic melanoma patients. Melanoma Res 10: 55-65, 2000.

Lissom P, Vaghi M, Ardizzoia A et al: A phase II study of chemoneuroimmunotherapy with platinum, subcutaneous lowdose interleukin-2 and the pineal neurohormone melatonin (P.I.M.) as a second-line therapy in metastatic melanoma patients progressing on dacarbazine plus interferon-alpha. In Vivo 16: 93-96, 2002.

Hochster H, Charchowa A, Speyer J et al: Oxaliplatin with weekly bolus fluorouracil and low-dose leucovorin as first-line therapy for patients with colorectal cancer. J Clin Oncol 21: 2703-2707, 2003.

Correspondence to: Dr Paolo Lissoni, Divisione di Radioterapia Oncologica, Ospedale San Gerardo, 20052 Monza, Milano, Italy. Fax: 039/2332284.
Key Words: Immunotherapy, interleukin-2, lymphocytopenia, oxaliplatin.

Received April 7, 2005 Accepted August 30, 2005

P. LISSONI1, F. BRIVIO2, L. FUMAGALLI2, G. DI FEDE3 and G. BRERA4
1Division of Radiation Oncology and 2Division of Surgery, S. Gerardo Hospital, Monza, Milan; 3Institute of Biological Medicine, Milan; 4Ambrosian University, Milan, Italy



Ottobre 1, 2005 Newsletter

Il test per la determinazione dei danni che le nostre cellule subiscono quotidianamente, è denominato 8-OH-2DG.

Tale valore, dosato nelle urine, rappresenta uno  strumento innovativo per la determinazione dello stress ossidativo e quindi il danno che le cellule del nostro organismo subiscono durante la vita a diversi livelli, ma specialmente a livello del patrimonio genetico o in presenza di patologie tumorali o di malattie cronico degenerative come l’artrosi e l’artrite reumatoide.

Diverse sono le cause alla base della produzione dell’ 8-0H-2DG tra i quali molto semplicemente il fumo di sigaretta, che com’ è noto produce dalla combustione della carta e tabacco, molti radicali liberi che creano a loro volta dei veri propri danni alle cellule.
Una ripetuta azione dannosa di questi Radicali Liberi alle cellule del nostro corpo, porta inevitabilmente alla produzione elevata di 8-OH-2DG.

Tale marker può essere utilizzato come indice di distruzione e riparazione cellulare, in diverse forme di malattie dal tumore al polmone o al fegato ad esempio, al controllo dell’efficacia delle terapie mediche, della chemioterapia, al monitoraggio del recupero fisico in atleti sottoposti a lavoro muscolare intenso, in quanto un’attività sportiva praticata in modo costante, produce notevole quantità di acido lattico il quale avvelena i muscoli sfibrandoli e la riparazione dei tessuti muscolari può essere monitorizzata tramite la determinazione nelle urine di questo esame, non invasivo, semplice e scientificamente sicuro.

 



Settembre 1, 2005 Newsletter

Il ritorno dalle vacanze estive, coincide con l’inizio delle attività lavorative per gli adulti e, per i più piccoli, con l’inizio della scuola e delle attività scolastiche.
Spesso risulta difficile abbandonare dei ritmi acquisiti durante il periodo di pausa estiva o le abitudini quotidiane mantenute per un lungo periodo, fin tanto da dimenticare i ritmi delle nostre giornate lavorative.

Prima di tutto per riprendere al meglio le nostre attività, bisogna prestare attenzione allo start del mattino, rappresentato dalla colazione; al risveglio fa molto bene bere un bicchiere d’acqua, al fine di allontanare i metabolici (scorie) prodotti dal nostro fisico durante la notte.
Il pasto della colazione dovrebbe essere a base di un frutto di stagione a scelta e uno yogurt; marmellate e cereali o fette biscottate a scelta, una spremuta o un succo. Questi alimenti rappresentano una fonte di vitamine e di minerali necessari al nostro organismo, il quale estrae da esse l’energia necessaria. Si rende talvolta necessario consumare a metà mattina e  pomeriggio uno spuntino che può essere rappresentato da pane e cioccolato, un frutto o uno yogurt.

Con l’inizio dell’autunno, si presentano i problemi legati alla stagione ed ecco che fanno capolino i virus influenzali, batteri capaci di colonizzare le alte vie respiratorie creando problemi di tipo bronchitico o influenzale se non nei casi più seri anche sinusiti frontali o mascellari.
Alcuni prodotti naturali e rimedi farmacologici, capaci di aumentare in modo aspecifico, cioè in maniera generale, le difese anticorpali contro virus e batteri, usati già da molto tempo e che sono entrate nelle abitudini quotidiane come la pappa reale o i propoli sono indubbiamente efficaci. Attenti però alle possibili reazioni allergiche per chi è sensibile o è allergico al polline.

L’Eleuterococco in gocce è un ottimo ricostituente e stimolante immunitario, assunto in ragione di 30 gocce mattina e sera per lunghi periodi con pause di 15 giorni; l’Alfa-Alfa o erba medica in soluzione alcolica o come sciroppo si presta bene come ricostituente nei periodi di convalescenza dopo una brutta influenza.
Ad esempio: 30 gocce mattina e sera o un cucchiaio di sciroppo al giorno anche per lunghi periodi, sempre con la pausa di 15 giorni.
Complessi vitaminici del gruppo B vanno usati con cautela e per brevi periodi in quanto possono creare accumulo o dare fenomeni di intolleranza con sintomi gastrointestinali anche importanti. Si possono assumere degli estratti vitaminici naturali in forma fluida al mattino dopo colazione a dosaggi fisiologici cioè non a dosi elevate ma come la natura ce le mette a disposizione.
In questa formulazione (polvere e liquido), bevuti per periodi di 20 giorni al mese e integrando sempre con un’alimentazione completa tipica mediterranea, vengono assorbiti in maniera completa dall’organismo.

Alcuni farmaci omeopatici derivati dal lisati batterici o virali possono essere utilizzati sotto forma di gocce.
Un prodotto utilizzato è l’INFLU, un preparato estratto da frammenti di virus e batteri che creano infezioni delle alte vie aeree, su base di sciroppo di glucosio adatto anche per persone intolleranti allo zucchero o diabetiche; per i bambini da 1 a 4 anni 3 gocce da mettere sulla lingua al lunedì e al giovedì al mattino al risveglio, dai 5 e 10 anni 6 gocce; dai 11 anni in su 8 gocce. Il periodo di assunzione va da metà settembre circa fino alla fine di Aprile.

 



Luglio 1, 2005 Newsletter

Il primo che ha avanzato l’ipotesi o la teoria dell’esistenza dei radicali liberi fu il dottor Denham Harman nel 1956. Secondo la teoria sviluppata, con il passare degli anni il nostro organismo tende a produrre dei prodotti di “scarto” derivanti dal metabolismo delle cellule, cioè dal lavoro svolto dai miliardi di agglomerati cellulari che compongono il nostro corpo. Questi scarti tendono ad accumularsi all’interno delle cellule stesse svolgendo una potenziale azione dannosa definita ossidante per tutti, o quasi , i costituenti cellulari e organici.

I Radicali Liberi (RL) sono molecole instabili (gruppi di atomi legati tra loro) cioè molecole cui “manca qualcosa”, pronte a reagire con altre molecole in quanto hanno un elettrone disponibile detto, in gergo tecnico, “spaiato”.

Nell’organismo umano i RL reagiscono con qualsiasi struttura molecolare che incontrano.

Ogni giorno produciamo senza accorgercene molti di questi RL. Essi sono i veri killer delle strutture cellulari, considerati responsabili dell’invecchiamento biologico dell’organismo. Consideriamo tuttavia il fatto che tutti noi abbiamo dei sistemi di recupero e trasformazione di questi radicali liberi in acqua e ossigeno libero i quali vengono inseriti in cicli metabolici corretti

Tutti i RL si formano all’interno delle cellule e precisamente dai mitocondri, organelli cellulari deputati alla produzione di energia detta ATP attraverso lo sfruttamento dell’ossigeno. Ma non tutto l’ossigeno viene sfruttato per produrre energia, il quale in parte va a formare appunto Radicali Liberi. Se questi RL non vengono inattivati, possono aggravare molti processi fisiologici tra cui quello della degenerazione degli organi, accelerandone l’invecchiamento e aumentando di conseguenza l’età biologica (che è diversa da quella anagrafica). Quindi, questo nuovo modo di vedere e considerare le malattie sotto l’aspetto degenerativo e pro ossidante ha fatto sì che nascessero nuovi metodi per poter evidenziare realmente questo questo stato ossidativo dell’organismo. È stato messo a punto un esame, effettuato tramite un normale prelievo venoso, che valuta la presenza o meno di questi RL quantificandoli con un indice numerico. Il test inoltre esprime la capacità antiossidante dell’organismo, ossia quanto esso si difende dallo stress ossidativo.

Il medico poi leggendo il risultato individuerà la possibile strategia terapeutica mediante l’uso di antiossidanti adeguati a dosi specifiche e con una corretta alimentazione antiossidante sempre personalizzata.

Esistono inoltre dei cibi con potere antiossidante, cioè con capacità di assorbire i radicali liberi.

L’Università di Boston ha stilato un elenco dei cibi con tali caratteristiche che dovranno essere poi applicate come regola alimentare al paziente.

Concludendo, i RL sono quindi responsabili di diverse patologie: arterosclerosi, infarto, ictus e tutte le patologie cardio-circolatorie, invecchiamento sia dei tessuti esterni (pelle, rughe) che interni, artrite problemi circolatori periferici capillari (là dove c’è una cattiva circolazione del sangue), persistenza di infezioni da parassiti, funghi o batteri, infiammazioni croniche delle mucose (gastriti, faringiti, cistiti, etc.).

 



Aprile 1, 2005 Newsletter

L’analisi tissutale del capello, con speciali e sofisticate apparecchiature di analisi spettrofotometriche computerizzate, ha raggiunto oramai una precisione affidabile per l’analisi della concentrazione e dei rapporti dei minerali corporei, svelando inoltre la presenza di eventuali tracce dei metalli pesanti tossici ( Mercurio, Piombo, Allumino, Arsenico, etc.) depositati nei tessuti biologici.

L’analisi del capello è paragonabile ad una analisi bioptica (Biopsia) e rivela la presenza di qualsiasi sostanza che possa essere depositata e al sua concentrazione nell’organismo umano.

Lo scopo di questo esame è il seguente: conoscere la concentrazione e i rapporti dei minerali nell’uomo.
Ci aiuta a conoscere i deficit nutrizionali per quanto riguarda i minerali e le vitamine, i quali possono creare uno squilibrio organico in un futuro se non già presente. A livello metabolico o funzionale, ad esempio, dolori articolari o predisposizione a mialgie in carenza di Magnesio, Cromo, ipotiroidismo latente con aumento del peso corporeo se mancano Manganese, Rame, o vi è accumulo di Calcio.
L’accumulo dei minerali tissutali non corrisponde sempre ad una condizione clinica specifica in essere ma rappresenta una tendenza dell’organismo verso un particolare quadro clinico solo in caso di persistenza delle condizioni rilevate. Discorso opposto per i metalli pesanti i quali, se si riscontrano nel capello, stanno accumulandosi nei tessuti e quindi a livello cellulare, con conseguenze nel tempo. Ricordo che esistono persone che smaltiscono molto bene i metalli pesanti ( ad es. Mercurio delle amalgame dentarie chiamate otturazioni..) e persone che non le smaltiscono e che tendono a depositare il Mercurio, Hg, nei tessuti creando disturbi che vanno dal semplice mal di testa a dolori osteo-articolari, allergie cutanee senza positività ai test allergometrici, e altro.

Il sapere se tali metalli sono presenti e se i sistemi di depurazione del nostro organismo sono attivi può esserci utile nel prevenire eventuali stati morbosi.
La cura consisterà nel somministrare i nutrimenti carenti ed eliminare i metalli pesanti presenti con l’uso di terapie chelanti attuabili per via orale con integratori specifici oppure, quando non è possibile, per via endovenosa con somministrazioni via flebo di specifici composti chelanti dei metalli pesanti come il Piombo. Il tutto deve sempre essere valutato da un medico esperto capace di leggere e interpretare l’analisi mineralografica.



Febbraio 1, 2005 Newsletter

Durante l’inverno in nostro organismo ha bisogno apporto calorico, anche se non bisogna dimenticare che in questo periodo dell’anno, l’attività fisica si riduce. L’apporto complessivo di grassi deve essere lo stesso delle altre stagioni (circa il 25-30% del fabbisogno calorico giornaliero), e l’energia deve essere fornita essenzialmente dai carboidrati (cereali, pane e pasta).

Da preferire piatti a base di verdure di stagione, arricchiti con legumi, ricchi di proteine (e quindi ottimi sostituti della carne) e poveri di grassi. Anche i cereali (orzo, farro, riso, avena ecc) conditi con sughi a base di verdure forniscono all’organismo la giusta energia.
Pesce e carne, ricchi di proteine nobili, fondamentali per il nostro benessere, vanno sempre bene se cotti alla griglia e comunque senza grassi.
Zuppe, minestroni, passati di verdura sono alimenti fondamentali soprattutto durante l’inverno, sbizzarritevi con zucca, cavoli, verze, cavolini di brux, cipolle e patate.

Non dimenticatevi mai della frutta, fondamentale per il suo apporto di sali minerali e di vitamina C (presente negli agrumi, kiwi, ananas) utili nel prevenire le malattie da raffreddamento. Nel caso vi dobbiate sottoporre a terapia antibiotica (a seguito di bronchiti, tonsilliti o altro) non dimenticate yogurt e frutta fresca, necessari per reintegrare la flora batterica intestinale e i minerali.

L’inverno è la stagione nella quale i golosi possono soddisfare le loro voglie senza sentirsi troppo in colpa (a meno che non esistono patologie specifiche che inducano ad evitare l’assunzione di zuccheri). Concedetevi quindi di tanto in tanto la bevanda invernale per eccellenza, la cioccolata calda, consumata in modo ragionevole fa bene: agisce sulla serotonina, una sostanza prodotta dal cervello che controlla il tono dell’umore, allontanando depressione e tristezza.

Qualche raccomandazione infine riguardo l’alimentazione degli sportivi:

· Non saltate mai la prima colazione che deve essere, anzi, abbondante scegliendo alimenti a base di carboidrati (pane scuro, fette biscottate, gallette di riso ecc), zuccheri (miele, marmellata) e vitamine (spremute di agrumi) in associazione a yogurt o latte (vaccino, di soia, di riso ecc).

· A pranzo non abbuffatevi, meglio uno spuntino veloce per recuperare un po’ di energia: una fetta di torta o di strudel e della frutta fresca vanno benissimo.

· Se a metà pomeriggio vi viene fame o sentite il bisogno di bere qualcosa, una merenda a base di tè con biscotti o una cioccolata calda, o una barretta di cereali è preferibile ad un bicchierino di grappa, ricordatevi che l’alcol rallenta i riflessi e può alterare il meccanismo di termoregolazione.

Per sportivi o no, un integratore alimentare multivitaminico con aggiunta di minerali, è un ottimo modo per aiutare il nostro organismo ad affrontare freddo e malanni di stagione

dr.ssa Lorella De Mariani
Nutrizionista



Gennaio 1, 2005 Newsletter
Se ci guardiamo intorno è inverno.
Ma se guardiamo bene ci accorgiamo che i rami degli alberi sono già pieni di gemme. Annuncio della Primavera che verrà, fra due mesi.E, in primavera, mentre la natura fa festa, si sente un gran bisogno di rinnovamento, di liberazione dalle polveri e dall’inquinamento che l’inverno porta con se, di pulizia. Pulizia delle cose che ci circondano, pulizia della casa e perché no, pulizia del nostro organismo dalle scorie e dalle tossine che ci portiamo dentro, forse da molti anni e che, ormai lo sappiamo , costituiscono il terreno di base per molte malattie, spesso anche gravi.
Tra i vari processi ineluttabilmente innescati dalla presenza in eccesso, di tossine, possiamo annoverare l’invecchiamento. L’invecchiamento dell’organismo è un processo ineluttabile e fisiologicamente preordinato che interessa tutti gli esseri viventi che è possibile rallentare, soprattutto mediante la disintossicazione, quindi pulizia, dei tessuti.

Tale processo ha il fine di migliorare lo stato della flora batterica intestinale e di conseguenza l’efficienza del sistema immunitario che ha sede, per la sua più grande percentuale, nel nostro intestino.
In poche parole ripulendo l’intestino e, ancora più precisamente, quella porzione d’intestino che è il colon, se ne migliora il funzionamento.
Il corretto funzionamento del colon è una necessità primaria per il mantenimento di un buono stato di salute. A tale scopo è utile l’idrocolonterapia.

L’idrocolonterapia rappresenta lo sviluppo più recente, più tecnologico e scientifico di una pratica medica ritenuta efficace fin dai tempi antichi da centinaia di migliaia di uomini, medici compresi, che permette di evitare il passaggio in circolo delle tossine derivanti dall’alimentazione e dall’alterazione dei processi metabolici.
Essa consente di asportare dal colon i prodotti tossici e germi anomali; ristabilire una flora batterica eubiotica insieme a una normale dinamica evacuativa; ridurre gli stati flogistici della mucosa intestinale prevenendone le eventuali patologie degenerative. In corso di idrocolonterapia è possibile effettuare il ” disbiosi test” sulle urine. Un test semplice che ci permette, attraverso la valutazione della presenza di due metaboliti : indolo e scatolo di valutare in maniera corretta lo stato di salute dell’intestino, tenue e colon e il grado di disbiosi nonché il grado di disbiosi e l’eventuale presenza di micosi e di impostare una eventuale terapia. Terapia e schema dietetico inquadrati sempre nell’ambito della visione olistica dell’Istituto di Medicina Biologica.Dr.ssa Bianca Maria Baldan
Consulente Fiori di Bach
Omeopata
Omotossicologa
Esperta in idrocolon terapia

 



Novembre 1, 2004 Newsletter

 

6° Corso di Ipertermia Oncologica

 

 

Evento n. 2898 – 171690

 

 

15 GENNAIO 2005
Aula A – Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori
Via Venezian, 1 – Milano

 

Direttori del Corso:
Dr. Mario Santinami:
Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori – Milano
Dr. Pietro Gabriele:
IRCC – Candiolo

Segreteria Scientifica:
Dr. Marcello Deraco: Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori – Milano
Dr. Giuseppe Di Fede:
Istituto di Medicina Biologica – Milano

inct
Provider E.C.M.

loc0004
IRCC di Scandiolo

SONO STATI RICHIESTI CREDITI ECM PER MEDICI CHIRURGICI
(Discipline: Oncologia, Radioterapia, Medicina Generale – Medici di Famiglia, Chirurgia)
IRCC di Candiolo Provider E. C. M.

ORGANIZZATO DA

ASSIE
www.assie.it

Associazione Europea di Ipertermia
– Via Molino delle Armi, 3 – 20123 Milano
cell. 335 5309255
– Via Marzabotto, 27 – 27029 Vigevano (PV)
tel. 0381 311274 – Fax 0381 329758
e-mail: info@assie.it
e-mail: info@imbio.it

AITRO
Associazione Italiana Tecnici Radioterapia Oncologica e Fisica Sanitaria

SITILO – ONLUS
www.sitilo.org
Società Italiana di Terapie Integrate Locoregionali in Oncologia
c/o Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano
Via G. Venezian, 1 – 20133 Milano
e-mail: info@sitilo.org oppure segreteria@sitilo.org


Finalità e Obiettivi

OBIETTIVI
Fornire ai medici, oncologi, radioterapisti, radiologi interventisti e chirurghi di centri specialistici l’opportunità di apprendere le indicazioni ed i limiti delle procedure terapeutiche condotte mediante ipertermia istruendoli sulla tecnica di esecuzione della ipertermia esterna associata ad  agenti termosensibilazzanti o a radiazioni ionizzanti ed all’ipertermia/ chemioipertermia locoregionale. Istruire gli stessi su come e quando applicare queste metodiche in fase: neoadiuvante, adiuvante o palliativa. CONTENUTI DELL’EVENTO
Aspetti propedeutici dell’ipertermia in oncologia comprendenti gli aspetti: fisici, immunologici, biologi e farmacologici. Aspetti specialistici comprendenti le diverse metodologie di applicazione dell’ipertermia in oncologia con particolare riferimento all’ipertermia esterna capacitativi associata omeno a chemioterapia ed a radioterapia; radiofrequenza nei tumori epatici, perfusione isolata d’arto e di fegato e chemio ipertermia intra peritoneale.

Si ringrazia

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Informazioni generali

ISCRIZIONE
Quota di partecipazione Euro 100 MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Per partecipare alla giornata è obbligatorio spedire un Fax al numero 0381 329758 e una Mail a info@assie.it con i propri dati anagrafici e la ricevuta del Bonifico Bancario a favore di: ASSIE – iscrizione 6° Corso di Ipertermia Oncologica
CARIPARMA Ag. centrale – Piazza Ducale – Vigevano
CC 307602/ 66 – ABI 06230 – CAB 23000

Entro e non oltre il 3 Gennaio 2005.L’iscrizione è garantita solo dopo aver ricevuto il pagamento.
La quota comprende Coffe break e colazione di lavoro – cartella con kit congressuale. DIRETTORE E CODIRETTORE DELLA GIORNATA
Direttore – Dr. Mario Santinami, Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori – Milano
Codirettore – Dr. Pietro Gabriele – Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro – Candiolo – Torino

SEGRETERIA SCIENTIFICA
Dr. Marcello Deraco – Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori – Milano
Dr. Giuseppe Di Fede – Istituto di Medicina Biologica – Milano

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
ASSIE – Vigevano
Associazione Europea di Ipertermia
Presidente – Dr.ssa Paola Carassai
Segretaria – Laura Sanavio


6° CORSO DI IPERTERMIA ONCOLOGICA – 15 GENNAIO 2005 – PROGRAMMA8,00 Registrazione Corsisti

8,30 Saluto del Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
Dr. N. Cascinelli

8,45 Presentazione del Corso
Dr. Marcello Santinami
Dr. Pietro Gabriele

I SESSIONE: PARTE PROPEDEUTICA

9,00 Storia dell’Ipertermia
Dr. Pietro Gabriele – Torino

9,25 Ipertermia oncologica radiativa: spunti di riflessione
Prof. C. Guiot – Torino

9,50 Aspetti immunologici
Dr. P. Lissoni – Monza

10,15 Aspetti biologici e farmacologici
Dr.ssa N. Zaffaroni – Milano

10,40 Discussione

11,00 Coffee Break

II SESSIONE: PARTE SPECIALISTICA – Ipertermia Locoregionale

11,15 Radiofrequenza nei tumori epatici
Dr. F. Garbagnati – Milano

11,40 Perfusione isolata sull’arto
Prof. F. Di Filippo – Roma

12,05 Chemio ipertermia intra peritoneale
Dr. M. Deraco – Milano

12,30 Discussione

13,00 Pranzo

III SESSIONE: PARTE SPECIALISTICA – Ipertermia Esterna

14,00 Ipertermia esterna capacitativa associata a chemioterapia
Prof. G. M. Fiorentini – Empoli

14,25 Ipertermia esterna capacitativa nei tumori cerebrali
Dr. E. Hager – Germania

14,50 Ipertermia esterna capacitativa associata a radioterapia
Prof. S. Maluta – Verona

15,15 Ipertermia oncologica pediatrica
Dr. R. Wessalowski – Germania

15,40 La dose termica in ipertermia oncologica
Dr. G. Di Fede – Milano
Dr. S. D’Angelo – Avellino

16,10 Perfusione isolata del fegato
Dr. P. L. Pilati – Padova

16,35 Discussione

17,35 Test finale e consegna attestati

 


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