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È arrivato l’autunno, frutta e verdura per affrontare i primi freddi

È arrivato l’autunno e con i primi freddi vediamo cambiare anche i colori di frutta e verdura, che hanno un significato. Seguire la stagionalità di frutta e verdura è importante perché permette di avere un’alimentazione varia e ricca di preziosi nutrienti. Se d’estate frutta e verdura sono ricchi di sali minerali e acqua per mantenerci idratati, in autunno abbondano di vitamina C, che ci permette di aumentare le nostre difese immunitarie in vista del freddo.

La Dott.ssa Giulia Temponi, biologo nutrizionista in Imbio, ci spiega perché è meglio preferire frutta e verdura di stagione e quali sono gli alimenti da scegliere in autunno.

Perché è meglio preferire frutta e verdura di stagione?

Oggi sugli scaffali dei supermercati troviamo gli stessi ortaggi per tutto l’anno, ma quanti di questi ortaggi sono saporiti e ricchi di nutrienti?

Frutta e verdura di stagione necessitano di un minore utilizzo di pesticidi, quelli fuori stagione necessitano di più pesticidi perché vengono attaccati maggiormente dai parassiti, vengono coltivati in serre, con luce artificiale, spesso conservati in celle frigorifere e oltre ad essere meno ricchi di nutrienti e sapore, sono anche più costosi.

Frutta di stagione in autunno

In generale consiglio di non consumare la frutta dopo i pasti, ma come spuntino a metà mattina o metà pomeriggio, evitando di mischiare frutti diversi per non sommare zuccheri di tipo diverso.
Scegliete un frutto e consumatelo tra i pasti principali.

Vediamo qual è la frutta di stagione in autunno che, come tutta la frutta, andrebbe preferibilmente mangiata con la buccia, la parte più ricca di micronutrienti come vitamine e sali minerali.

Uva

L’uva è un ottimo spuntino, anche se bisogna fare attenzione all’elevato contenuto di zuccheri.
È ricca di vitamine, sali minerali, antiossidanti, acqua e polifenoli che aiutano a mantenere la pelle elastica contrastando la degradazione di collagene ed elastina.

Se si soffre di diabete o se si sta seguendo una dieta ipocalorica è meglio fare attenzione al consumo di uva, proprio per l’elevato contenuto di zuccheri. È invece perfetta dopo lo sport, per reintegrare sali minerali e vitamine persi durante l’allenamento.

Dall’uva si ricava anche l’olio di vinaccioli, ricco di acidi grassi polinsaturi, che ha una azione lassativa, tonificante e abbassa il colesterolo.

Lamponi e mirtilli 

Lamponi e mirtilli compaiono in estate, ma continuano ad essere presenti fino ad ottobre.
Sono ricchissimi di antiossidanti, fanno bene alla pelle e agli occhi. Sono poveri di zuccheri e vanno benissimo per chi ha problemi di glicemia, per chi segue diete ipocaloriche e ipoglucidiche.

Fichi

Come l’uva, anche i fichi vanno consumati con moderazione da chi soffre di sovrappeso e diabete, perché sono molto ricchi di zuccheri. Hanno proprietà lassative dovute alla presenza dei semi e sono dunque utili per la regolarità intestinale. Sono ricchi di vitamine del gruppo B e di vitamina A (o retinolo, utile anche per il benessere degli occhi), antiossidanti e sali minerali.

Pere

Le pere sono ricche di vitamina C e di fibre, che le rendono utili per la digestione e per il transito intestinale.

Hanno un elevato potere energizzante, dovuto alla presenza di zuccheri e delle vitamine B1 e B2, che favoriscono il recupero delle forze. Le pere sostengono la funzionalità intestinale, non solo grazie alla presenza di fibre, ma anche della lignina, che aiuta a prevenire l’insorgenza di tumori al colon.
Infine, la pera ha pochissime calorie, ideale per chi segue un regime ipocalorico.

Uno degli zuccheri presenti nella pera, aiuta a ridurre l’iperglicemia in quanto contribuisce ad eliminare gli zuccheri in eccesso nel sangue. Per questo motivo pur essendo un frutto abbastanza zuccherino, la pera può essere consumata anche dai diabetici anche se è sempre doveroso rivolgersi ad un professionista, in grado di stabilire la quantità adeguata.

Prugne

Come le pere e i fichi anche le prugne hanno proprietà lassative.
Migliorano inoltre la salute del fegato e aiutano a regolare i livelli di glucosio nel sangue, aumentando il senso di sazietà. Quelle viola sono anche ricche di antociani, potenti antiossidanti.

Attenzione, però, alle prugne secche, che come tutta la frutta disidratata, sono molto ricche di zuccheri.

Mele

Le mele sono perfette anche in una dieta ipocalorica, meglio ancora se verdi, perché contengono meno zuccheri dato che il grado di maturazione è più basso.
Sono ricche di polifenoli e flavonoidi, che contrastano i radicali liberi. Se consumate crude hanno proprietà astringenti, cotte, invece, stimolano il transito intestinale. Le mele cotte (così come la frutta cotta in generale) sono molto ricche di zuccheri: attenzione se si segue una dieta ipocalorica o si è diabetici.

Agrumi

Arance, mandarini, clementine, pompelmi (oltre al limone) sono ricchi di vitamina C.
Arance e mandarini vanno consumate con attenzione se seguiamo una dieta ipocalorica o ipoglucidica perché contengono molti zuccheri. Tra le proprietà, sono astringenti e contribuiscono all’assimilazione del ferro di origine vegetale. Ad esempio il succo fresco di limone è ottimo su tutte le verdure verdi, come ad esempio gli spinaci.

Verdura di stagione in autunno

Ottobre porta con sé un cambio di guardia deciso fra i banchi del mercato, dove iniziano a comparire le prime crucifere come verza e cavolo cappuccio, ortaggi che ci accompagneranno per tutto l’inverno.
Passando alle verdure di stagione in autunno, la zucca la fa da padrona, ma ci sono anche porri e sedano rapa, bietole e cipolle tutte verdure ricchissime di proprietà benefiche per la linea e per la salute.

Crucifere

Cavolfiori, broccoli, broccoletti, cavolini di Bruxelles, cavolo nero, verze contengono poche calorie, molta acqua e fibre, che aiutano a contrastare la stipsi.

Sono generalmente sconsigliate a chi soffre di meteorismo o gonfiore addominale (in particolare il cavolfiore), perché tendono a creare gas a livello addominale, ma sono ricchissime di nutrienti come potassio, fosforo, calcio, magnesio, vitamina A, C e K.

Contengono anche sulforafano, una molecola ad azione protettiva nei confronti del cancro che dà quel caratteristico odore di zolfo. Con questo non si pensi che mangiare crucifere metta al riparo dai tumori, ma certamente può aiutare a prevenirli. Inoltre le crucifere hanno una azione depurativa a livello del fegato e sono utili contro l’anemia grazie al loro contenuto di vitamina C che migliora l’assorbimento del ferro.
Insomma, forse non profumano, ma fanno molto bene.

Zucca

Insieme a melone, anguria, cetrioli e zucchine fa parte delle cucurbitacee. La zucca ha pochissime calorie, è molto nutriente e ha una azione diuretica, ma è molto zuccherina.
Quindi attenzione se siete diabetici o se seguite una dieta ipocalorica è meglio mangiarla con moderazione.

Contiene molto betacarotene, sostanza che l’organismo utilizza per sintetizzare la vitamina A, quindi ha proprietà antinfiammatorie e utili alla vista.

Anche i semi della zucca si possono consumare. I semi di zucca sono ricchi di acidi grassi essenziali, acido linoleico e omega 3 e omega 6.

Finocchi

Al contrario dei cavolfiori, i finocchi sono ottimi per chi soffre di meteorismo e gonfiori addominali.

Crudi sono uno spuntino perfetto, ricco di acqua e povero di calorie, che sazia senza appesantire.
Grazie alla presenza di sostanze estrogeniche naturali possono fornire un effetto equilibrante sui livelli ormonali femminili. Consiglio l’estratto di sedano, finocchio e zenzero altamente drenante.

Spinaci 

Gli spinaci Sono ricchi di ferro, vitamina A e acido folico, essenziale per il buon funzionamento del sistema nervoso e con la capacità di abbassare i livelli ematici di omocisteina, prevenendo disturbi come depressione, deficit mentale e problemi cardiovascolari.

Sono ottimi utilizzati sia cotti che crudi (come ad esempio negli estratti).
Un buon estratto altamente detossificante è a base di spinaci, sedano, zenzero e mela verde.

Il consiglio del nutrizionista 

La stagione autunnale ci permette di gustare tantissimi prodotti, ognuno con il proprio sapore e particolarità.
Le proprietà di frutta e verdura di stagione e i benefici di un’alimentazione varia e stagionale possono aiutarci a sostenere il nostro sistema immunitario.

Il mio consiglio è sempre quello di seguire la stagionalità degli alimenti e consumarli con un regime adeguato alle nostre necessità e al nostro stile di vita.

Dott.ssa Giulia Temponi
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Autunno, Frutta e verdura di stagione
Redattore: Dott.ssa Giulia Temponi


September 25, 2021 Articolodieta e nutrizione1

Alimentazione antiossidante, il cibo è l’elisir di lunga vita

Sempre più spesso sentiamo parlare di antiossidanti e di dieta antiossidante per contrastare l’invecchiamento, ma cosa significa esattamente?

Il Dott. Alessio Tosatto, biologo nutrizionista in Imbio, ci spiega come l’alimentazione può rallentare i processi degenerativi delle nostre cellule e costituire, di fatto, un elisir di lunga vita.

Cosa sono gli antiossidanti?

Gli antiossidanti sono sostanze in grado di neutralizzare i radicali liberi, materiali nocivi per i nostri organi.
Le proprietà anticancerogene di molti alimenti sono legate proprio al loro prezioso contenuto in antiossidanti.

I radicali liberi sono in grado di danneggiare le cellule e la loro azione nociva si ripercuote sulla salute dell’intero organismo. In particolare i radicali liberi:

  • accelerano i processi di invecchiamento delle cellule
  • Abbassano le difese immunitarie
  • Favoriscono l’insorgenza di patologie

L’organismo riesce ad eliminare i radicali liberi attraverso antiossidanti endogeni (prodotti autonomamente dal corpo) ed esogeni (assunti medianti l’alimentazione). Proprio l’alimentazione rappresenta un aspetto fondamentale del nostro stile di vita, che ci permette di rimanere sani e giovani.

I benefici degli antiossidanti

Un’alimentazione antiossidante ci aiuta a proteggere il nostro organismo da tutti i danni cellulari oltre a prevenire malattie croniche come tumori, malattie cardiovascolari e demenza senile.
È fondamentale per mantenere il benessere e la longevità!

Oltre a combattere i radicali liberi, gli antiossidanti hanno una funzione benefica che coinvolge tutto il nostro organismo e interessa soprattutto il processo d’invecchiamento cellulare.

Gli antiossidanti:

  • Prevengono patologie cardiovascolari
  • Fanno bene alla vista
  • Rallentano l’invecchiamento cutaneo
  • Prevengono la formazione di tumori

Quali sono gli alimenti antiossidanti?

Tutti gli alimenti ricchi di Vitamina E, Vitamina C, carotenoidi, polifenoli e antocianine esercitano un’azione protettiva nei confronti dei radicali liberi.

Pesce azzurro e frutta secca sono importanti in quanto ricchi di Vitamine E ed Omega 3 (grassi buoni).
La frutta, in particolare agrumi e kiwi, ci garantisce un ottimo apporto di Vitamina C. I vegetali di colore arancione ci permettono l’assorbimento di carotenoidi, mentre troviamo polifenoli e antocianine soprattutto nei frutti rossi o nelle mele (uva, fragole, mele e frutti di bosco) o in verdure come pomodori, cipolle, broccoli e melanzane.

Sulle nostre tavole quindi è bene che tutto ciò non manchi mai.

Come si contrasta l’invecchiamento?

L’organismo non è mai a riposo e l’invecchiamento dei tessuti è permanente, anche se diventa più visibile nel tempo (pelle secca, capelli bianchi, dolori articolari, etc.).

Adottando un’alimentazione adeguata è possibile ritardare la comparsa di questi fenomeni naturali e conservare più a lungo la tonicità e la vitalità del proprio organismo. Oltre all’assunzione dei cibi prima indicati è opportuno avere un’alimentazione varia ed equilibrata.

Il segreto della giovinezza e del benessere è mangiare di tutto, facendo attenzione ad assicurare sempre al proprio organismo un buon apporto di frutta e verdura, oli vegetali, pesce, e cereali integrali, tutti alimenti con azione protettiva. Importanti sono anche i metodi di cottura: luce, aria, calore, tempi di cottura indeboliscono le sostanze nutritive e causano il loro deterioramento. Per approfittarne al massimo, è fondamentale mangiare alimenti più freschi possibile, conservarli al riparo dalla luce e dal calore, evitare di pelarli o di prepararli troppo in anticipo e optare per metodi cottura rapidi (cottura al vapore o stufati).

Alimentazione e stile di vita per restare giovani a lungo

Riassumendo: sembra ovvio, ma alimentazione e stile di vita sono fondamentali per contrastare l’invecchiamento.

Un consiglio utile per tutti è quello di praticare attività sportiva almeno 2-3 giorni a settimana, 40 minuti per volta. Mangiare quotidianamente sempre frutta e verdura di stagione, diminuire l’apporto di carboidrati e zuccheri raffinati e ridurre o abolire i grassi idrogenati. Inoltre, un altro aspetto importante da non sottovalutare è la presenza di un’intolleranza alimentare che può dare origine a fenomeni infiammatori e accelerare di conseguenza il processo di invecchiamento del nostro organismo.

Un’intolleranza alimentare può essere la causa di fenomeni infiammatori e generare sintomi come dolore, stanchezza, difficoltà a concentrarsi e facilità ad ammalarsi. Un test affidabile è il test ALCAT®, FDA approved, utilizzato anche presso l’ospedale San Matteo di Pavia ed eseguibile presso moltissimi centri in tutta Italia.
Una sana alimentazione ci aiuta a stare meglio e in salute, aggiungendo qualità alla longevità.

Contatta il Dott. Alessio Tosatto per una consulenza nutrizionale personalizzata

Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

 

Riferimenti:  Antiossidanti, Contrastare l’invecchiamento, Alimentazione
Redattore: Dott. Alessio Tosatto


In estate cosa c’è di più fresco e vitaminico di un estratto di frutta e verdura?

Gli estratti di frutta e verdura o i centrifugati, sono un toccasana in questo periodo estivo dove spesso il caldo ci fa passare la voglia di cucinare.

I ritmi e lo stile di vita moderna non consentono di avere l’apporto di frutta e verdura necessario da supportare i fabbisogni di oligoelementi essenziali per l’organismo.

L’estratto è il succo ottenuto attraverso un processo di estrazione per pressione.
Questo sistema ci permette di ricavare un cibo molto valido a livello nutrizionale e poco dispersivo dal punto di vista digestivo ed energetico.

Tanti buoni motivi per bere un estratto di frutta e verdura

Gli estratti di vegetali hanno numerosi vantaggi:

  • sono dissetanti
  • ricchi di vitamine e sali minerali
  • molto utili per depurare il corpo
  • utili per mantenere anche la linea

Gli estratti di frutta e verdura sono un ottimo rimedio naturale adatto a tutti per depurarsi dalle tossine e dai materiali di scarto che sono causa di molti disturbi. Possono essere assunti la mattina o durante la giornata, oppure si può dedicare anche un giorno alla settimana alla depurazione, da abbinare a tisane specifiche e naturalmente molta acqua.

Un metodo alternativo per far mangiare frutta e verdura ai bambini

I bambini, in particolare, non sono grandi fans di frutta ed ortaggi e risulta dunque molto difficile far mantenere un discreto apporto di tali nutrienti. Un metodo semplice e sicuramente più gustoso per far gradire la frutta e la verdura ai bambini è quello di utilizzare gli estratti.

I benefici degli estratti di frutta e verdura 

Importante scegliere frutta e/o verdura con proprietà depuranti, lavarla, inserirla nell’estrattore e raccogliere poi il succo. Questi apparecchi riescono a rompere maggiormente le fibre aumentando la quantità di sostanze nutritive che vengono rilasciate e sono preferibili rispetto alle centrifughe classiche.

Per poter godere appieno di tutti i benefici, la cosa più importante è che i succhi siano estratti nel modo corretto, utilizzando estrattori che mantengono attive le proprietà di frutta e verdura; vanno consumati subito e prodotti con ingredienti freschi e biologici, ancora meglio se di stagione.

Fra gli ingredienti dei centrifugati depurativi più noti troviamo:

  • ananas
  • cetriolo
  • spinaci
  • lattuga
  • mele
  • sedano
  • carota
  • anguria
  • agrumi
  • barbabietola

Naturalmente si possono fare abbinamenti a seconda dei gusti e dell’obbiettivo in termini di disintossicazione che vogliamo raggiungere.

Il consiglio è sempre quello di utilizzare sia frutta che verdura per bilanciare l’apporto di fibre e zuccheri presenti nei vari ingredienti. Inoltre è bene non eccedere con il numero di vegetali (mediamente tre) in quanto si potrebbe verificare qualche piccolo disturbo gastrointestinale (gonfiore e/o eccessive evacuazioni intestinali).

Le ricette del nutrizionista

ESTRATTO DRENANTE AL SAPOR DI PINA COLADA

Frutta e verdura giallo-arancio aiutano a prevenire tumori, patologie cardiovascolari e l’invecchiamento cellulare, potenziando anche la vista.

Ingredienti | Per circa 400-500ml di succo

  • 1/2 ananas 
  • 1 tazza acqua di cocco (bio, senza zucchero)
  • 1-2 lime 
  • Q.b. cubetti di ghiaccio 

Procedimento:
Private l’ananas della buccia, tagliatela grossolanamente e passatela nell’estrattore.
Spremete il lime, aggiungete l’acqua di cocco, mescolate, aggiungete ghiaccio e servite.


ESTRATTO VERDE DETOX

Un mix di frutta e verdura pieno di antiossidanti, minerali e vitamine.

Ingredienti | Per circa 400-500ml di succo

  • 2 mele verdi 
  • 1 cetriolo 
  • 3-4 manciate abbondanti di spinacino fresco o spinaci
  • 1 cm circa di radice di zenzero fresco
  • 1 limone 
  • Q.b. cubetti di ghiaccio 

Procedimento:
Sbucciate il cetriolo e la radice di zenzero. Tagliate grossolanamente gli ingredienti e passateli nell’estrattore, salvo il limone che andrà spremuto a parte. Unite i succhi, aggiungete il ghiaccio ed il gioco è fatto!

 

ESTRATTO ANTIOSSIDANTE ANTI-AGE

Frutta e verdura di colore rosso si distinguono per le loro importanti proprietà antiossidanti e per la capacità di prevenire tumori e patologie cardiovascolari. Gli alimenti rossi, inoltre, sono i più ricchi di vitamina C: favoriscono la produzione di collagene, mantengono integri i vasi sanguigni, stimolano le difese immunitarie e la cicatrizzazione delle ferite.

Ingredienti | Per circa 400-500ml di succo

  • 1 tazza fragole
  • 2 carote grandi
  • 1 barbabietola di medie dimensioni (cruda)
  • Succo di 1 pompelmo 
  • 1 cucchiaino succo di limone (opzionale)
  • Q.b. cubetti di ghiaccio 

Procedimento:
Lavate, pulite e tagliate grossolanamente gli ingredienti e passateli nell’estrattore, salvo il pompelmo che andrà spremuto a parte. Cercate di utilizzare ingredienti biologici, le carote non andrebbero private della buccia.
Unite i succhi, aggiungete il ghiaccio e gustate.

 

Contatta il Dott. Alessio Tosatto per una consulenza nutrizionale personalizzata

 

Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  Estate, Frutta e verdura, Estratti
Redattore: Dott. Alessio Tosatto

 



July 23, 2021 dieta e nutrizione

Yogurt greco e kefir sono simili, ma hanno caratteristiche diverse.

Yogurt Greco e Kefir sono entrambi alimenti derivati dal latte ma hanno caratteristiche nutrizionali diverse tra loro; è utile conoscere la diversità delle caratteristiche nutrizionali di questi alimenti poiché ci permette di utilizzare prodotti apparentemente simili in momenti diversi della giornata e per scopi specifici.

Quali sono le differenze tra yogurt greco e kefir?

Lo yogurt greco differisce da quello “normale” per la tipica densità, dovuta ad una maggiore concentrazione nutrizionale, soprattutto di proteine e un minor livello di idratazione e di nutrienti come minerali, vitamine e sodio. Lo yogurt greco contiene molte caseine e 2 batteri Streptococcus thermopiles e Lactobacillus bulgaricus; questi batteri, durante la fermentazione, convertono il lattosio in acido lattico. Ecco perché anche chi è intollerante al lattosio in genere riesce a mangiare lo yogurt greco.

Grazie all’elevato contenuto di proteine lo yogurt greco è consigliato per chi si allena come spuntino pre o post workout.

Il Kefir è una bevanda fermentata; tradizionalmente prodotta con latte vaccino o caprino. Al contrario dello yogurt greco contiene non solo i due batteri caratteristici dello yogurt ma molteplici altri probiotici.

Grazie all’elevata presenza di probiotici è utile in caso di presenza di disbiosi intestinale per ripristinale la flora batterica. La parola Kefir in turco vuol dire “sentirsi bene dopo aver mangiato” questo per sottolineare la sua azione benefica a livello intestinale. Il Kefir di latte contiene i Sali minerali e la concentrazione dipende sempre dal latte utilizzato per la sua preparazione.

Il Kefir ci da un ottimo apporto di calcio altamente biodisponibile, perché favoritonell’assorbimento dal ph acido e dalla presenza di lattosio. Oltre al calcio troviamo il magnesio, che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e muscolare e il fosforo, uno dei più grandi elementi costitutivi del nostro organismo.

Yogurt greco e kefir, come preferirlo e quale mangiare?

Per quanto riguarda i loro possibili impieghi in ambito alimentare lo Yogurt greco è ottimo mangiato al naturale, accompagnato da miele, frutta fresca o secca; oppure grazie alla sua consistenza cremosa può essere impiegato come base per la preparazione di varie ricette come la famosa cheescake.

Per quanto riguarda il kefir data la sua consistenza più liquida è ottimo utilizzato come base per frullati o smoothies a base di frutta.

Yogurt greco 0% valori per 100gr 

Modestamente calorico (97 kcal / 100 g)

Buon apporto proteico (10,3 g/ 100 g)

Pochi carboidrati (4 g / 100 g)

Pochissimi grassi (0,1 %)

Kefir valori per 100gr 

Meno calorico (65 kcal / 100 g)

Modesto apporto proteico (3.3 g/ 100 g)

Pochi carboidrati (3.5 g / 100 g)

Leggermente più grasso (3.5 %)

 

Ricordiamo questi prodotti vanno inseriti all’interno di una dieta varia ed equilibrata. Uno stile di vita sano è il metodo migliore per fare prevenzione.

Contatta la nostra nutrizionista


Dott.ssa Giulia Temponi
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Kefir, Yogurt greco, Alimentazione
Redattore: Dott.ssa Giulia Temponi


L’analisi dei batteri del nostro intestino può darci indicazioni precise sul nostro metabolismo

Lo studio degli Enterotipi è diventato molto popolare negli ultimi anni anche grazie ad una maggiore attenzione al nostro stato di benessere.

L’analisi dell’enterotipo studia la composizione della propria flora intestinale e fornisce indicazioni precise sul nostro modo di assimilare certi nutrienti, caratterizzando anche la nostra forma corporea e la tendenza ad accumulare grasso in determinati punti del corpo, oltre che alla propensione a sviluppare determinate patologie.

L’enterotipo è il nuovo modo di guardare alla salute della persona attraverso la composizione della flora intestinale.

Sappiamo che la serotonina, l’ormone del benessere, è prodotto al 95% a livello intestinale. Oltre a produrre questo ormone l’intestino ospita milioni di batteri che formano la nostra flora batterica, ma può dare asilo anche a lieviti, parassiti e funghi.

Per questa ragione l’intestino è sempre più coinvolto nello studio del nostro stato di benessere. La ricerca scientifica si sta indirizzando verso esami più accurati e specifici, allo scopo di selezionare i microorganismi responsabili delle più comuni patologie dell’uomo.

L’Enterotipo, un po’ come il fisico a mela e a pera

Le ultime ricerche scientifiche hanno portato alla conferma del fatto che, nonostante esistano miliardi di batteri all’interno dell’intestino, è possibile effettuare una classificazione dell’assetto intestinale batterico suddividendo gli individui in 3 enterotipi diversi, con caratteristiche ben definite.

Enterotipo 1

Il primo enterotipo è caratterizzato dall’abbondanza di batteri del genere Bacteroides e da una maggior produzione intestinale di vitamine del gruppo B e acido ascorbico (vitamina C).  È correlato ad un aumentato stato di infiammazione che può coinvolgere non solo l’intestino, ma anche altri organi.

A cosa è dovuto?
La presenza di questa tipologia batterica è associata ad un’alimentazione troppo ricca di proteine e grassi di origine animali e povera di fibre.

Il consiglio del dottore.
In questo caso, oltre ad un consiglio personalizzato da parte di un professionista, si consiglia l’assunzione di una maggior quantità di frutta, verdura e alimenti integrali.

Enterotipo 2

Il secondo enterotipo è caratterizzato dall’abbondanza di batteri del genere Prevotella e da una maggior produzione di tiamina (vitamina B1) e acido folico (vitamina B9). È correlato anche ad un aumentato rischio di sviluppare candidosi intestinale.

La candidosi è una situazione infiammatoria causata dal fungo Candida, capace di dare sintomatologie diverse come:

  • prurito perianale o genitale
  • bruciore e/o cistite
  • alito cattivo
  • patina bianca sulla lingua
  • onicomicosi
  • prurito del cuoio capelluto
  • alopecia
  • stanchezza cronica
  • sbalzi di umore
  • desiderio di dolci, alcol e prodotti lievitati.

A cosa è dovuto?
Un eccesso di Prevotella è associato ad un’alimentazione ricca in carboidrati.

Il consiglio del dottore.
Per l’Enterotipo 2 si consiglia di moderare il consumo di dolci, zuccheri e alimenti lievitati, preferendo cereali integrali e prodotti privi di lieviti.

Enterotipo 3

Il terzo enterotipo è caratterizzato dall’abbondanza di batteri del genere Ruminococcus e dalla produzione di sostanze coinvolte nella modulazione del sistema immunitario, chiamate citochine. Questo enterotipo è correlato ad un maggior rischio di aumento di peso e di sviluppo di sindrome metabolica.

A cosa è dovuto?
Chi presenta questo tipo di microbiota ha spesso un’alimentazione ricca in zuccheri semplici e dolci.

Il consiglio del dottore.
Per questo motivo per l’Enterotipo III si consiglia di preferire frutta e verdura a basso indice glicemico e cereali integrali.

In cosa consiste il test dell’enterotipo 

Il nostro test consiste nell’analisi genetica su feci dell’RNA 16s batterico, l’ “impronta digitale” che consente di distinguere le singole specie batteriche e determinare quindi l’enterotipo personale. È anche possibile ricercare l’eventuale presenza di batteri capaci di creare stati infiammatori o patologici ed è disponibile un pannello dedicato alla sindrome dell’intestino irritabile.

Il test è consigliato a tutti coloro che hanno problemi intestinali caratterizzati dalla presenza di:

  • Aerofagia
  • Stitichezza
  • Fenomeni fermentativi
  • Gonfiore addominale
  • Difficoltà a perdere o mettere peso
  • Stanchezza cronica
  • Urgenza nell’evacuazione
  • Dolore addominale che migliora con l’evacuazione
  • Senso di evacuazione incompleta

Questi sono esami specifici in grado di dare chiare risposte nei casi di problematiche intestinali croniche e/o resistenti ai comuni trattamenti farmacologici.

L’analisi può essere effettuata direttamente da casa.
Il test include il kit e comprende la lettura dell’esito e consulenza da parte del nostro biologo nutrizionista.

Contattaci per ricevere il kit di analisi direttamente a casa tua

Scarica qui la brochure con le modalità di analisi


Dott. Davide Iozzi
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Enterotipo, Sindrome Metabolica, Microbiota intestinale
Redattore: Dott. Davide Iozzi


Arriva la primavera: come affrontare il cambio di stagione.

Come tutti i cambi di stagione, anche il passaggio da inverno a primavera si fa sentire, portando scompiglio a quella che è la nostra routine di base. Spesso la transizione tra due stagioni è accompagnata da sonnolenza, astenia e stanchezza, che rendono più difficile affrontare le giornate e gli impegni quotidiani.

In questo periodo, le giornate si allungano, le ore di sole sono superiori rispetto a quanto non accade in inverno e il nostro corpo deve abituarsi a questo cambio di luce.

Mentre alcune persone si adattano subito, la maggior parte ha bisogno di tempo per abituarsi alle nuove giornate: entrano in gioco ormoni, cervello e sistema immunitario.

La salute ormonale è fondamentale in questo senso: gli ormoni che hanno un ruolo più importante sono serotonina e melatonina, che regolano il tono dell’umore ed il ritmo sonno-veglia.

Scopri il test del profilo ormonale, tutti gli ormoni che regolano sonno, appetito e non solo!

Le cose da fare per ritrovare l’energia durante il cambio di stagione 

Per dare man forte al nostro corpo (e soprattutto al nostro sistema immunitario) è essenziale prendere alcuni classici accorgimenti, che riguardano per lo più lo stile di vita.

Mantenere un adeguato livello di attività fisica consente al corpo di mantenersi allenato ed in forze. La ginnastica, oltre a favorire il benessere psicofisico (innalzando la produzione di serotonina) e ad aumentare il dispendio energetico, consente una corretta ossigenazione dei muscoli ed è protettiva per la prevenzione delle patologie cardiovascolari.

Inoltre, con l’arrivo della bella stagione, è più semplice e piacevole allenarsi all’aria aperta: la luce solare influenza positivamente la produzione endogena di Vitamina D, che è fondamentale per l’assorbimento di calcio e fosforo, ed inoltre è di grande aiuto per il sistema immunitario.

Scegliere gli alimenti giusti per il cambio di stagione

È chiaro quindi che l’allenamento è fondamentale per affrontare al meglio il cambio di stagione, ma anche a tavola è necessario scegliere alimenti primaverili ed al giusto grado di maturazione: questi avranno una concentrazione maggiore di vitamine, sali minerali e composti bioattivi importantissimi per il sistema immunitario e per combattere la stanchezza.

LA VERDURA DI STAGIONE

Tra questi troviamo ad esempio gli asparagi: questa verdura ha proprietà diuretiche che aiutano a drenare i liquidi e le sostanze tossiche. Contengono inoltre molte fibre e sono quindi indicati in caso di stipsi. Non mancano le vitamine ed i sali minerali: troviamo quindi vitamina A, vitamina C ed alcune vitamine del gruppo B. Ottimi da abbinare, ad esempio, ad un riso integrale: un piatto semplice, veloce e primaverile che può essere facilmente portato anche a lavoro.

Anche i carciofi sono un “must” della primavera: sono ricchi di vitamina C, vitamina B e vitamina K, che è un toccasana per la salute delle ossa. Sono anche ricchi in ferro e rame, due minerali molto importanti per la generazione delle cellule del sangue.

Un’altra fonte di vitamine e minerali è il finocchio: oltre ad essere ricco in acqua, e quindi un ottimo diuretico, è una fonte di vitamina A, C e B. Inoltre, è noto per le sue proprietà coadiuvanti la digestione e la riduzione del gonfiore addominale.

LA FRUTTA DI STAGIONE

Per quanto riguarda la frutta, è il tempo delle fragole: ricche in Sali minerali, essenziali per combattere la spossatezza, sono anche una buona fonte di vitamina C, un importante antiossidante.

Non possiamo dimenticarci dei kiwi, che sono ricchi in acqua, fibre e vitamina C e K; inoltre sono spesso indicati nella dieta anti-stipsi.

Un altro ottimo alleato è la pera: ricchissima in Sali minerali, soprattutto potassio, contiene anche molte fibre, che gli conferiscono proprietà sazianti. A livello intestinale, oltre a modulare l’assorbimento dei grassi alimentari, può prevenire alcuni disturbi dell’intestino crasso. Ha inoltre un sapore piacevolmente dolce, che può sostituire la voglia improvvisa di zuccheri.

Cosa mangiare in primavera per sostenere il sistema immunitario

Oltre a frutta e verdura sono essenziali gli acidi grassi della serie Omega 3 ed Omega 6, per coadiuvare il nostro sistema immunitario e per preservare la salute dei vasi sanguigni. Questi grassi “buoni” sono presenti soprattutto in pesce azzurro pescato e frutta secca a guscio.

Per ultimo, ma non per importanza: è importante bere acqua naturale in abbondanza (almeno un litro e mezzo o due al giorno). L’acqua, oltre ad essere fondamentale per il metabolismo e per la digestione, aiuta anche a drenare le sostanze nocive, migliora l’aspetto della pelle, aiuta il transito intestinale e conferisce la giusta idratazione alle cellule.

Il consiglio del nutrizionista, per affrontare al meglio il cambio di stagione

Un consiglio valido per trarre il massimo beneficio dagli alimenti che consumiamo è quello di scegliere sempre frutta e verdura di stagione, al giusto grado di maturazione, e possibilmente locale: questo perché la concentrazione di sostanze benefiche, vitamine e Sali minerali è nettamente maggiore in frutta e ortaggi raccolti da poco, mentre si riduce con il passare del tempo.

Anche se sembrano banalità, è importante ricordarsi di variare ed essere fantasiosi nell’alimentazione: in questo modo forniamo al nostro corpo tutto ciò di cui ha bisogno per affrontare al meglio i cambi di stagione e le giornate più faticose, soprattutto con l’arrivo del primo caldo.

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Dott.ssa Giulia Aliboni

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  Alimentazione, dieta, primavera, sistema immunitario
Redattore: Dott.ssa Giulia Aliboni


January 7, 2021 Articolo

Il testosterone, un ormone che non coinvolge solo calvizie e impotenza

Capita spesso di sentir parlare, soprattutto in ambito femminile, delle variazioni di umore causate dalle fluttuazioni ormonali. In ambito clinico gli ormoni più studiati sono il cortisolo (l’ormone dello stress) e gli estrogeni, i cui sintomi da carenza o eccesso sono molto evidenti e possono in alcuni casi portare a conseguenze anche importanti, che compromettono la qualità di vita della persona.

Meno comune è sentir parlare di dosaggio del testosterone, dal momento che erroneamente si ritiene che tale squilibrio riguardi solo gli uomini che soffrono di impotenza o di calvizie.

Un’alterata produzione di testosterone non ha solo conseguenze a livello estetico o funzionale, ma può compromettere anche:

  • l’apparato locomotore (qualità della muscolatura)
  • l’apparato cardiovascolare
  • la sfera sessuale
  • la sfera psichica e anche comportamentale

Nell’uomo tale ormone viene prodotto naturalmente da cellule specializzate, chiamate cellule di Leyding, presenti nei testicoli, sotto stimolo dell’ipofisi (una ghiandola presente sotto la base dell’encefalo che produce, tra gli altri, anche l’ormone luteneizzante).

La concentrazione di testosterone in circolo durante la giornata non è costante, ma è una curva: presenta infatti un picco massimo alle 8 di mattina e tocca il minimo alle 8 di sera. Decresce inoltre con l’età, già a partire dai 30 anni.

I sette sintomi da tenere sotto controllo 

I sintomi da carenza di testosterone sono:

  • la diminuzione della massa muscolare e ossea
  • l’aumento di grasso corporeo
  • scarsa produzione di globuli rossi con conseguente ridotta ossigenazione dei tessuti
  • un aumento della pressione sanguigna
  • aterosclerosi
  • spossatezza, impotenza e calo dell’umore
  • aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo II nei soggetti predisposti

Se la carenza di testosterone diventa cronica si parla di sindrome PADAM (Partial Androgen Deficiency in Aging Male), chiamata anche impropriamente “Andropausa”. Tale sindrome può essere dovuta ad alterazioni fisiologiche a carico dei testicoli o a carico dell’ipofisi, e spesso si verifica con l’avanzare dell’età.

A differenza della menopausa femminile, che si concretizza in una finestra temporale ristretta, la sindrome PADAM si manifesta in forma lenta e progressiva a partire dai 50 anni di età e può portare ad un aumento di peso, ad una riduzione della massa ossea e muscolare e all’insorgenza di anemia.

Quali sono i rischi di un deficit di testosterone in età giovanile?

La carenza di testosterone si può manifestare anche in età giovanile; causa di tale calo è spesso l’eccessiva presenza di un enzima, chiamato aromatasi, prodotto in grandi quantità dalle cellule del tessuto adiposo (ma non solo) e capace di convertire il testosterone in estrogeno (ovvero in ormoni femminili).

Nell’uomo l’aumento degli estrogeni circolanti, causato dall’aumento della funzionalità di questo enzima, porta ad una “femminilizzazione” del corpo con comparsa di ginecomastia, di accumulo di tessuto adiposo a “pera” (petto, fianchi, gambe e glutei), depressione, perdita della libido ed infertilità.

Tra i fattori di rischio che possono portare a tale condizione, oltre a quelli precedentemente citati, ci sono anche sovrappeso, obesità e il fumo.

Integrazione o alimentazione? I cibi che aumentano i livelli di testosterone

Per aumentare i livelli di testosterone, oltre all’integrazione e/o alla terapia ormonale consigliata dallo specialista è possibile agire attraverso l’alimentazione, aumentando le proteine consumate ai pasti, evitando alcol, aceto, caffeina e zuccheri semplici, moderando il consumo di latticini e preferendo il consumo di frutta e verdura a basso indice glicemico.

Gli integratori di testosterone dovrebbero essere somministrati solo nel caso di livelli di testosterone libero nel sangue al di sotto della norma, previa analisi di controllo e solo qualora si riscontrino sintomi o patologie legate all’abbassamento del livello di testosterone. Prima di ricorrere ad integratori, controindicati a tutti i soggetti a rischio cardiovascolare, è da valutare un cambio nello stile di vita e un controllo di fattori come l’obesità o la pressione alta.

Uno stile di vita sano è il migliore alleato per mantenerne buoni i livelli di testosterone, che non è solo l’ormone della virilità, ma è importante per proteggere il cuore e le ossa.

Perché il testosterone è importante anche per le donne?

Nonostante sia spesso associato agli uomini, il testosterone è importante anche per la salute delle donne.  Le donne naturalmente hanno livelli più bassi di testosterone. I loro corpi sono più sensibili all’ormone e la salute delle donne dipende dall’equilibrio tra estrogeno, progesterone e testosterone.

Il testosterone gioca un ruolo cruciale nella produzione naturale di estrogeno, aiuta a preservare la massa muscolare e ossea e contribuisce alla libido. Anche in ambito femminile il dosaggio di testosterone è importante.

Un eccesso di testosterone nelle donne può portare a problematiche come:

  • irsutismo
  • abbassamento del timbro della voce
  • eccessivo sviluppo della muscolatura
  • ipotrofia mammaria
  • anomalie mestruali

Come faccio a misurare i livelli di testosterone nel sangue?

Fino a pochi anni fa il livello di testosterone circolante poteva essere misurato solo attraverso un prelievo di sangue e questo ha reso impossibile effettuare più dosaggi al giorno per verificare la media di testosterone prodotta o verificarne la quantità circolante nella fascia oraria di maggiore o minor produzione. Grazie a nuove e più sofisticate strumentazioni, tuttavia, oggi possibile misurarlo con la saliva, attraverso la masticazione di un semplice tampone.

Tale metodo rende molto più semplice la rilevazione di un eventuale carenza o eccesso di tale ormone, permettendo anche la valutazione ormonale in ambiti diversi da quello clinico, come ad esempio in campo sportivo.

Misura i livelli di testosterone con una semplice analisi salivare

 

Dott. Davide Iozzi

Biologo nutrizionista
Esperto in nutrizione umana

Riferimenti: Testosterone, Libido, Salute sessuale, Salute delle Ossa
Redattore: Dott.ssa Giulia Aliboni


L’acne è un disturbo comune della pelle che indica uno squilibrio della secrezione sebacea della cute. Oggi è possibile individuare le cause con delle semplici analisi ed attuare rimedi mirati e personalizzati 

L’acne è una condizione patologica della pelle che si manifesta con la comparsa di brufoli, foruncoli, punti neri e punti bianchi sulla pelle del viso e del corpo. Chi ne soffre di più sono adolescenti e giovani adulti, ma esistono anche casi di adulti che soffrono di acne (si parla in questi casi di acne tardiva).

Insieme alla comparsa di brufoli e punti neri, possono anche comparire comedoni, cisti, arrossamenti e noduli. Anche una pelle grassa e perennemente lucida è indicativa di uno squilibrio della secrezione sebacea della cute. Alcune pelli tendono a produrre fisiologicamente più sebo, ed in questo caso si è più inclini a sviluppare acne.

Le cause che portano allo sviluppo di acne sono diverse:

  • ormonali
  • alimentari
  • stress
  • genetica
  • batteriche
  • di caratteristiche intrinseche della pelle

Perché si manifesta l’acne? Il ruolo degli ormoni con l’acne 

L’acne si manifesta a causa di un aumento della produzione di sebo e cheratina a livello del follicolo pilifero, dove possono crescere e svilupparsi infezioni batteriche, che causano l’arrossamento e la comparsa del pus.

Il Propionibacterium acnes è un batterio che, in condizioni fisiologiche, si trova sulla cute come commensale. Se però i pori cutanei si costruiscono (ad esempio per un’eccessiva produzione di sebo) il P.acnes è in grado di svilupparsi in maniera incontrollata, causando infiammazione della cute e la comparsa del pus.

Squilibri nella secrezione di ormoni possono portare ad una maggiore produzione di sebo

Per quanto riguarda le cause ormonali, possono esserci degli squilibri nella secrezione di ormoni che portano ad un aumento della produzione di sebo, e questo favorisce la comparsa dell’acne. Per questo motivo l’acne colpisce spesso i giovani durante la pubertà: è in questo momento della vita che la secrezione ormonale inizia a cambiare e quindi si può avere un’influenza sulla produzione di sebo.

In pubertà aumenta la secrezione di testosterone, che nei maschi provoca la crescita degli organi genitali e nelle femmine causa un aumento della massa muscolare e della densità ossea. Il testosterone spesso influenza la comparsa dell’acne (è la principale causa di acne giovanile).

Superata la pubertà, gli squilibri ormonali non riguardano quasi mai il testosterone, ma altri ormoni.

L’acne tardiva colpisce per di più le donne (nel 75-85% dei casi), proprio perché mentre nell’uomo ad un certo punto della vita la secrezione ormonale si stabilizza e rimane più o meno costante, nella donna continua a fluttuare, per via del ciclo mestruale (la comparsa di brufoli prima delle mestruazioni è molto comune).  Inoltre, nella donna ci sono altre due situazioni che possono influenzare la produzione ormonale: la gravidanza e la menopausa.

Lo stress provoca un aumento del cortisolo, che influenza la produzione di sebo

Anche lo stress influisce sullo sviluppo dell’acne, provocando un aumento del cortisolo (l’ormone dello stress, prodotto dalle ghiandole surrenali). Anche in questo caso si parla quindi di cause ormonali dell’acne, perché con l’aumento di ormoni in circolo le ghiandole sebacee sono stimolate a produrre più sebo e ciò facilita la comparsa di acne.

Il cortisolo, l’ormone dello stress e le impurità della pelle

Anche i cosmetici sbagliati possono causare acne. Cosmetici ed acne: scegliere sempre quelli giusti per la propria pelle 

L’uso di farmaci e cosmetici inadeguati può promuovere l’insorgenza di impurità della pelle. Il cortisone, il testosterone e gli anabolizzanti fanno parte della categoria di farmaci che hanno un effetto sulla produzione di acne; allo stesso modo l’uso di prodotti cosmetici inadeguati ed una mancata e/o corretta detersione del viso possono contribuire all’ostruzione dei pori e favorire la proliferazione batterica.

Alimentazione ed acne 

Anche l’alimentazione può avere un ruolo chiave nell’alterazione dell’equilibrio della pelle: l’acne può svilupparsi a causa di un’intolleranza alimentare (spesso l’intolleranza riguarda il latte, il formaggio o la farina di frumento); oppure a causa di una dieta sbilanciata, ricca in grassi saturi, che fanno a sovraccaricare il fegato.

Inoltre, una dieta eccessivamente ricca in grassi saturi di origine animale può aumentare la sintesi degli ormoni derivanti dal colesterolo, tra cui citiamo: mineralcorticoidi, glucocorticoidi (es: cortisolo), androgeni (es: testosterone, diidrosterone), progestinici ed estrogeni.

Inoltre, sia le intolleranze che una dieta ricca di grassi saturi e prodotti processati, alimentano l’infiammazione generale, che sicuramente facilita gli squilibri cutanei.

Come tutte le patologie inoltre, lo sviluppo di acne può avvenire anche su base genetica: ci sono alcuni polimorfismi che, più di altri, predispongono all’iperproduzione di sebo.

Cure e rimedi per combattere l’acne 

Quindi, per poter affrontare al meglio l’acne e trovare una cura efficace, è importante capire la principale causa che lo provoca. Il professionista potrà prescrivere diversi esami ematici, salivari e delle urine per valutare il dosaggio degli ormoni coinvolti nell’aumento della produzione di sebo, ed eventualmente il grado di infiammazione del soggetto.

È utile anche testare le intolleranze alimentari, per capire se l’acne ha origine da alcuni cibi in particolare, ad esempio mediante l’ALCAT TEST®, un test citotossico approvato dalla FDA.

Una volta compreso il tipo di acne e la causa, ci sono diverse strategie terapeutiche che possono essere applicate. Quello che vale in generale è:

  • Bere molta acqua
  • Evitare cibi ricchi in zuccheri e prediligere una dieta a basso carico glicemico
  • Consumare cereali integrali, frutta e verdura quotidianamente
  • Diminuire il consumo grassi saturi
  • Alternare il consumo di proteine animali al consumo di proteine vegetali
  • Utilizzare prodotti cosmetici adeguati per la detersione del viso

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È importante rivolgersi sempre ad un professionista già dai primi sintomi dell’acne, per poter intervenire e migliorare l’aspetto della pelle, per ridurre l’infiammazione e per evitare che si formino cicatrici sulla cute.

 

Dott.ssa Giulia Aliboni
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Acne, pelle seborroica, problemi della pelle, intolleranze alimentari, ormoni
Redattore: Dott.ssa Giulia Aliboni


November 16, 2020 ArticoloSistema immunitario

afte ricorrenti bambino con afte in bocca

Le afte ricorrenti possono essere sintomo di altre patologie. Cosa sono le afte? Come possiamo prevenirle?

L’afta è un’ulcerazione delle mucose della bocca che può essere di dimensioni più o meno grandi, e può comparire isolata o in più punti.

Il disturbo che vede la comparsa di afte è chiamato aftosi o stomatite aftosa. Le lesioni possono comparire in diversi punti della bocca: sulle gengive, sopra o sotto la lingua, sul palato, sulle labbra o in prossimità delle tonsille.

L’aftosi è un fenomeno molto diffuso e fastidioso, soprattutto se frequente. Infatti le afte tendono a dare dolore durante il consumo di cibi e bevande e, nonostante spesso guariscano da sole, diventano un disturbo noioso, soprattutto se recidivante.

Alimentazione, sistema immunitario indebolito o intolleranze alimentari possono essere la causa delle afte ricorrenti. Come posso prevenire le afte?

Le afte tendono a comparire quando c’è una situazione infiammatoria generale: questa può essere causata da molti fattori, come patologie, una depressione del sistema immunitario, agenti esterni, disbiosi, oppure si può avere un’infiammazione causata dal cibo stesso.

Spesso inoltre, periodi di stress e stanchezza particolari facilitano la formazione di afte.

La comparsa delle afte è spesso correlata con il cibo che assumiamo: possiamo trovarci in una situazione di infiammazione intestinale che non permette il corretto assorbimento di alcuni nutrienti; oppure semplicemente stiamo seguendo una dieta non adeguata ai nostri fabbisogni.

Ad esempio, chi soffre di afte spesso è carente in ferro, folati, vitamina B6, vitamina B12 e vitamina D rispetto a chi non manifesta questo disturbo. In aggiunta, un ridotto apporto di frutta e verdura fresca e il mancato introito di carboidrati integrali o legumi possono peggiorare una situazione di disagio intestinale.

L’aftosi può anche essere collegata con una sensibilità al glutine o una celiachia nascosta.

Cosa fare in caso di afte e quali sono possono essere le cause nascoste?

Controllare l’infiammazione generale è sicuramente un’ottima strategia per ridurre la stomatite aftosa.
La riduzione dell’infiammazione indotta da alimenti in questo caso è fondamentale e, a questo proposito, può tornare utile un test che vada a verificare eventuali intolleranze alimentari.

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Si può approfondire la questione della celiachia con un test genetico che indaga un’eventuale alterazione nei geni del DQ2/DQ8: in questo modo si può capire se c’è una mutazione completa o parziale o una predisposizione a sviluppare celiachia. In questo caso sarà opportuno regolarsi con il consumo di alimenti contenenti glutine.

Inoltre, un esame specifico delle urine può chiarire la possibilità di un’eventuale disbiosiindice di un equilibrio alterato a livello del microbiota, che può essere una delle cause per cui si formano afte recidivanti.

Sicuramente una dieta equilibrata e un giusto apporto di fibra, alimenti anti-infiammatori e vegetali freschi possono essere un buon modo per combattere il disturbo, così come in alcuni casi può essere ottimo utilizzare probiotici specificie integrare correttamente con vitamina D.

Anche una carenza di vitamina B12 può causare aftosi: questa vitamina si trova solo in alimenti di origine animale, per cui chi segue una dieta vegana (quindi totalmente priva di prodotti di origine animale) potrebbe incorrere in questo disturbo.

Ogni caso, comunque, va valutato attentamente e deve essere affrontato in maniera specifica con l’aiuto di uno specialista. È opportuno rivolgersi a chi di competenza, fare le giuste indagini e curare la stomatite aftosa recidivante a partire dalla causa e non dal sintomo.

Scopri le cause della stomatite e richiedi una consulenza personalizzata

Dott.ssa Giulia Aliboni
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Afte, Stomatite, Allergie, Intolleranze alimentari, Disbiosi
Redattore: Dott.ssa Giulia Aliboni


Il cambio di stagione porta spesso cambiamenti, specialmente a tavola!

Il cambio di stagione porta cambiamenti anche al nostro corpo e all’umore: stanchezza, stress e mancanza di energia spesso accompagnano l’arrivo dell’autunno. Ecco allora quali alimenti preferire per superare al meglio il passaggio dai mesi più caldi a quelli più freddi.

L’autunno è ampiamente arrivato e con sé ha portato un notevole cambio di prodotti alimentari. Uno stile di vita corretto e sano prevede di consumare il più possibile cibi di stagione e il rispetto di tale indicazione aiuta a mantenere il proprio corpo in uno stato di equilibrio e soprattutto di salute.

La scelta è ampia ed è importante ricordare che più si varia, più l’alimentazione sarà completa ed equilibrata e questo permetterà all’organismo di funzionare meglio.

Ma quali sono gli alimenti dell’autunno? I primi freddi portano soprattutto ad un significativo cambio dei cibi vegetali.

Frutta di stagione per prevenire i malanni  

Tra i frutti risalta il melograno che, ricco di minerali e vitamine (in particolare la vitamina C) possiede proprietà diuretiche, depuranti e soprattutto antiossidanti, fondamentali per l’attività del nostro sistema immunitario.

Secondo numerosi studi scientifici, aiuterebbe anche nel controllo del colesterolo. Altro frutto protagonista dell’autunno è il kiwi, ricchissimo di vitamina C, utile per prevenire il raffreddore e vari malanni stagionali. Apporta notevoli benefici anche alla motilità intestinale, quindi molto utile per chi soffre di stitichezza.

Tra i frutti più presenti sulle tavole ecco la mela, della quale ne esistono diverse tipologie, ognuna di esse con le proprie valide caratteristiche. Anche questo frutto ha una buona concentrazione di vitamina C, oltre che alcune vitamine del gruppo B, importanti per dare energia fisica e mentale. Le mele, inoltre, hanno pochissime calorie ed aiutano ad eliminare le tossine nel corpo, poiché molto ricche di acqua. Oltre a consumarle così come sono, le mele si prestano alla preparazione di tantissime ricette sfiziose sia dolci che salate.

In autunno arrivano anche le prime arance, che oltre ad essere fonti di vitamina C, sono anche un carico di flavonoidi, sostanze antiossidanti che stimolano la produzione di collagene importante per pelle, cartilagini ed ossa.

Altri frutti interessanti sono i cachi, ottimi drenanti e diuretici, capaci di dare molta energia in quanto contengono molti zuccheri, ma quindi da prestare attenzione nel loro consumo per chi soffre di problematiche legate alla glicemia. Ideali invece sicuramente per chi fa sport.

Simile è l’uva, molto calorica, ricca di zucchero, quindi attenzione a non abusarne. L’uva, però, è anche un’ottima fonte di resveratrolo, potente sostanza con effetto antiaging, antinfiammatorio e antitumorale.

Tutte le verdure da portare a tavola in autunno  

Tra gli ortaggi, l’autunno ci porta in dono il carciofo, un digestivo naturale, ricco di potassio e altri minerali, ha proprietà diuretiche e depuranti grazie alla presenza di cinarina, sostanza che conferisce il caratteristico sapore amarognolo, ma che aiuta tanto a disintossicare il fegato. Il carciofo infatti favorisce la produzione degli acidi biliari, permettendo un corretto detox epatico. I maggiori benefici si ottengono consumando però questo ortaggio in forma naturale, crudo.

Tra gli ortaggi, la principessa dell’autunno è la zucca, i cui utilizzi si prestano a svariate ricette, sia salate che dolci. La polpa è particolarmente ricca di carotenoidi, importanti protettori della pelle e fondamentali per mantenere efficiente il nostro sistema immunitario. La zucca ha un bassissimo apporto calorico, è molto leggera, digeribile e ha proprietà diuretiche e lassative. Da non dimenticare sono anche i semi di zucca, che contenendo grassi buoni, fitosterolo e fitolecitina, hanno una discreta proprietà antinfiammatoria e aiutano a prevenire disfunzioni delle vie urinarie e della pelle.

I nuovi arrivi comprendono anche una categoria di ortaggi molto importanti e salutari, ovvero le crucifere, che racchiudono broccoli, cavolfiori e cavoli. Sono una fonte notevole di vitamine, in particolare A, quelle del gruppo B, C ed acido folico, importantissimo per la formazione dei globuli rossi e la circolazione del sangue. Importante anche il loro apporto di minerali, tra cui troviamo fosforo, calcio e potassio, utili per dare energia e sostenere la struttura dell’osso. Hanno un ottimo potere antiossidante, in quanto ricchi di carbinolo, sostanza che modula gli estrogeni, prevenendo problematiche oncologiche in particolare ad utero, seno ed ovaie. Inoltre elevata è la presenza al loro interno di clorofilla che aiuta l’organismo nella produzione di emoglobina e quindi a prevenire eventuali stati di anemie. Come molti altri ortaggi hanno un basso contenuto di calorie e soprattutto un’ottima capacità saziante, utili quindi per chi è a dieta e ha necessità di perdere peso.

Da citare, perché spesso presenti sulle tavole autunnali anche i funghi e le castagne, tipici prodotti di stagione. I primi non contengono grassi, ma appartengono alla famiglia dei lieviti, quindi per chi soffre di intolleranza a tale famiglia è opportuno non eccedere nel loro consumo. I funghi, inoltre, sono istaminici, ovvero liberatori di istamina e quindi in grado di contribuire a sviluppare reazioni pseudoallergiche. Per questo motivo, anche in questo caso, attenzione per coloro che sono soggetti sensibili. In compenso i funghi sono molto ricchi di acqua, minerali, amminoacidi essenziali, vitamina D e vitamine del gruppo B, importanti per ossa, sistema nervoso e immunitario.

Infine ecco le castagne, considerate appunto il vero simbolo dell’autunno, buona fonte di vitamina E e composti fenolici, sostanze con capacità antitrombotiche e quindi molto importanti per la salute del cuore. Sono ricche di acqua e fibre, utili per regolarizzare l’intestino e ridurre l’assorbimento del colesterolo ed essendo prive di glutine, la farina di castagna è l’ideale per le ricette di soggetti celiaci. Per le sue caratteristiche infatti la castagna va intesa come un carboidrato, quindi importante consumarla nelle giuste modalità.

Anche l’autunno ci offre diverse soluzioni, dunque importante considerare i prodotti di stagione, nel loro insieme e nella loro varietà, per sfruttare al meglio le loro proprietà benefiche.

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Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  Alimentazione, dieta, autunno
Redattore: Dott. Alessio Tosatto

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