Il benessere intestinale influisce su tantissimi aspetti della nostra salute: dallʼumore al sistema immunitario. Sabato 22 settembre verranno presentate le ultime ricerche a tema "intestino"
Il benessere intestinale influisce su tantissimi aspetti della nostra salute: dallʼumore al sistema immunitario. Sabato 22 settembre verranno presentate le ultime ricerche a tema "intestino"
Studi recenti evidenziano come oltre alla digestione e all’assorbimento delle sostanze nutritive e degli elettroliti, un’altra funzione chiave dell’intestino è la sua capacità di funzionare come una barriera, in grado di regolare il traffico di macromolecole tra il lume intestinale e la circolazione sanguigna.
La parete intestinale è costituita da cellule fondamentali per l’assorbimento, gli enterociti, strettamente connessi da legami che formano una vera barriera protettiva, in grado di impedire a microrganismi, tossine e ai microscopici pezzettini di alimento non digeriti di entrare nel circolo sanguigno. Quando la barriera si deteriora a causa di stress fisici prolungati, cattiva alimentazione, utilizzo di farmaci e altri fattori ambientali, le sue funzioni risultano fortemente alterate, comportando un’iper-reattività del sistema immunitario e innesco del processo infiammatorio.
La zonulina è una proteina che agisce sulle giunzioni degli enterociti, regolando la permeabilità intestinale. Alti livelli di tale proteina si correlano con un deterioramento della mucosa intestinale che non svolge in maniera adeguata la sua funzione protettiva: questa condizione è stata associata ad una serie di condizioni croniche tra cui l’autoimmunità, malattie metaboliche, malattie neurodegenerative e persino il cancro. Poiché zonulina è un regolatore chiave della permeabilità intestinale, è possibile che questa proteina fornisca un legame comune fra tutte queste condizioni. In un articolo pubblicato sugli Annals of New York Academy of Sciences, il prof. Fasano e i colleghi dell’Università di Baltimora, nel Maryland, forniscono le prove di un collegamento diretto tra permeabilità intestinale zonulina-dipendente e sviluppo di una malattia infiammatoria.
I sintomi generati da un’alterata permeabilità intestinale sono quanto mai vari (mal di testa, difficoltà alla concentrazione, dolori articolari, dolori addominali, mancanza di energia, allergie e intolleranze alimentari): è quindi necessaria una attenta valutazione clinica unitamente ad una serie di esami mirati.
Tra gli esami utili ad evidenziare uno stato di alterata funzionalità intestinale vi sono:
Parole correlate: mal di testa, difficoltà alla concentrazione, dolori articolari, dolori addominali, mancanza di energia, allergie e intolleranze alimentari batteri, disbiosi, permeabilità intestinale.
Le cause della infertilita’ maschile sono racchiuse in quattro gruppi principali.
Cause pre-testicolari , testicolari, post- testicolari e cause ambientali. Fermo restando l’importanza della condizione patologica intrinseca sulle possibilita’ di concepimento, studi recenti hanno ripetutamente confermato come il progressivo peggioramento della qualita’ del liquido seminale in alcune nazioni industrializzate sia da attribuire agli stili di vita e ai fattori ambientali.
L’aumento delle patologie testicolari connesse a ipoproduzione di spermatozoi e’ contemporaneo al notevole cambiamento dello stile di vita delle societa’ occidentali, della dieta,del tipo e dalla qualita’ di attivita’ fisica, dell’esposizione a contaminanti ambientali (Studio Ecofoodfertility). Sembra che questi fattori attraverso una azione diretta sulle cellule del Sertoli ( cellule che inducono La maturazione degli spermatozoi) e delle cellule del Leyding (cellule che producono il testosterone), condurrebbero ad alterazione della differenziazione dalle cellule germinali che producono gli spermatozoi.
Tutti questi fattori determinano, principalmente e in maniera diretta, la produzione di radicali liberi ROS,attraverso il fenomeno definito stress ossidativo. Le membrane cellulari degli spermatozoi sono ricche di acidi grassi polinsaturi e sono suscettibili alla perossidazione mediata dai ROS. Spermatozoi anomali e leucociti sono fonti interne di ROS. Si ritiene che le specie reattive dell’ossigeno (ROS) siano la causa principale del danno alle cellule germinali maschili, attraverso due meccanismi : il primo riguarda il danneggiamento della membrana spermatica con riduzione significativa della motilita’, mentre, gli stessi ROS sono in grado di alterare l’integrita’ del DNA degli spermatozoi stessi.
Questo ultimo aspetto e’ ritenuto fondamentale nella determinazione della normale fecondazione e dello sviluppo dell’embrione in ogni tipo di concepimento. E’ infatti , assodato, come molti maschi con parametri seminali completamente nella norma e con ridotte possibilta’ di concepimento, abbiano un elevato grado di danno all’integrita’ del DNA spermatico. E’, inoltre descritta una correlazione negativa tra il danno al DNA spermatico e il tasso di sviluppo degli embrioni.Alla luce di tutto cio’,risulta troppo semplicistico, ricondurre la fertilita’ maschile alla sola conta o alla mera valutazione degli spermatozoi,mentre e’ necessario, che nella valutazione finale ,sia inclusa la probabilita’ o la capacita’ di concepire indipendentemente dalla sola analisi dello spermiogramma.
Infatti, molte volte –l’apparenza inganna- e va sottolineato che di fronte ad una infertilita’ di coppia, l’esecuzione di un semplice spermiogramma in grado di indicare solo l’aspetto esteriore dei gameti, spesso non basta per inquadrare in modo corretto la causa andrologica di una infertilita’ di coppia. Per questo un moderno laboratorio di andrologia dovrebbe essere attrezzato per valutare l’intima struttura e la salute dello spermatozoo specie quando spesso l’osservazione microscopica dei gameti crea una illusione di una situazione seminale accettabile.
Lo scopo dello studio e’ quello di confrontare la gia’ presente correlazione tra gli stili di vita e la fertilita’ con l’introduzione di nuovi parametri da affiancare a quelli gia’ contemplati dall’esame dello spermiogramma. Il primo di questi prende il nome di Halosperm o Frammentazione del DNA dello spermatozoo , unitamente alla valutazione dello stress ossidativo sul liquido seminale con l’esecuzione del test LP-sperm che misura la quota dei radicali liberi nel liquido seminale stesso.
Ogni paziente prima della raccolta del liquido seminale sara’ sottoposto ad una attenta valutazione anamnestica, dove vengono riportate oltre alle indicazioni diagnostiche ed ezio- patologiche di rilievo , una dettagliata raccolta di dati relativi alle abitudini alimentari e sociali del soggetto.
DOTT. DINO CEPPODOMO
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L’ ISTAMINA, COS’E’? L’istamina è una sostanza coinvolta soprattutto nelle risposte allergiche ed immunitarie (viene infatti contrastata da specifici farmaci chiamati antistaminici). Esistono due tipologie di istamina: quella prodotta dal nostro corpo e quella che noi introduciamo con la dieta in seguito all’assunzione di cibi di origine vegetale e animale, in particolare cibi fermentati o che sono sottoposti ad una lunga conservazione.
L’intolleranza all’istamina è una conseguenza di un mancato equilibrio tra l’istamina accumulata e la capacità, del nostro organismo, di degradarla. Spesso e volentieri viene etichettata come una reazione pseudo allergica. Questo fenomeno colpisce solamente l’1% della popolazione e, all’interno di questa minoranza, l’80% risultano avere una età compresa tra i 40 e 60anni.
QUALI SONO I SINTOMI? La sintomatologia è poco specifica e di difficile individuazione, ma i disturbi più comuni sono a carico del tratto gastro-intestinale, del sistema respiratorio, della pelle, del sistema cardiovascolare e del sistema nervoso. Per andare più nel dettaglio e nello specifico, i sintomi possono essere: diarrea, meteorismo, prurito, orticaria, dismenorrea, nausea, vomito, vertigini, mal di testa, bronco costrizione, dispnea, congestione nasale, starnuti, asma, orticaria, ipotensione, diminuzione memoria e apprendimento, alterazioni ritmo sonno-veglia, alterazione temperatura corporea.
I SINTOMI DA COSA POSSONO ESSERE DOVUTI? I sintomi possono nascere in seguito all’introduzione di cibi ricchi di istamina o capaci di liberare di istamina (stimolano la liberazione da parte del nostro organismo), ad una riduzione dell’attività dell’enzima in grado di eliminare l’istamina oppure ad una alterazione della flora batterica intestinale, ovvero l’insieme dei microrganismi che popolano il nostro intestino. L’azione dell’enzima deputato alla eliminazione dell’istamina può venire meno in seguito ad una carenza congenita, ovvero presente fin dalla nascita, in seguito a stati infiammatori a carico del sistema gastro-intestinale oppure come conseguenza dell’assunzione di alcol e farmaci (antibiotici, antinfiammatori, antidepressivi ecc.).
QUALI SONO I CIBI CHE CONTENGONO ISTAMINA? L’istamina è possibile trovarla all’interno di VERDURE (spinaci, pomodori (compreso ketchup e succo di pomodoro), crauti, melanzane, patata (e fecola di patata), peperoni), LEGUMI (fave, fagioli, lenticchie, ceci, piselli, salsa di soia e cibi a base di soia), PESCE (crostacei, molluschi, aringhe conservate, acciughe conservate, sardine conservate , tonno conservato, salse a base di pesce, pesce fresco (tonno, salmone, sgombro, alici, sardine), FRUTTA (banana, ananas, fragole, papaia, kiwi, lampone, pera, avocado, pompelmo), FRUTTA SECCA (noci, mandorle, arachidi, frutta disidratata), ALTRO: formaggi stagionati, bevande alcoliche/fermentate (birra, vino), prosciutto/salame/insaccati, fegato di maiale, cibi in scatola, albume, cioccolato/cacao, caffè, derivati della Cola.
COSA MANGIARE IN CASO DI INTOLLERANZA? La dieta in caso di intolleranza all’istamina consiste sostanzialmente nel consumo di cibi freschi e di stagione, tra cui VERDURE (broccoli, insalata, cavolfiore, carote, aglio, zucchine, asparagi, zucca, bieta ecc.), FRUTTA (limoni, mirtilli, pesche, prugne, mele ecc.); si possono consumare PASTA, RISO, CEREALI, LATTE FRESCO, YOGURT e FORMAGGI freschi, UOVA, CARNE E PESCE freschi (fatta eccezione a quelli sopracitati).
Dr.Gianmaria Borsotti
Dr.ssa Cecilia Nebiolo
Il virus della mononucleosi (Epstein-Barr – EBV), anche detta malattia del bacio perché si trasmette con la saliva, potrebbe essere collegato al rischio di sette malattie autoimmuni, tra le quali il diabete giovanile, l’artrite reumatoide e la celiachia. Lo indica la ricerca pubblicata sulla rivista Nature Genetics e condotta da John Harley, dell’ospedale pediatrico di Cincinnati. Per alcuni essere contagiati dal virus della mononucleosi potrebbe essere collegato all’aumento del rischio di ammalarsi di lupus eritromatoso, colon irritabile, artrite idiopatica giovanile e sclerosi multipla.
La mononucleosi è una malattia molto diffusa, tanto che si calcola che il virus colpisca il 90% degli individui entro i 20 anni di età, e caratterizzata da una forte stanchezza che può perdurare per settimane dall’infezione.
Harley già in passato l’ha collegata al lupus eritromatoso dopo avere osservato che quasi tutti i pazienti con il lupus avevano avuto l’infezione.
Nella ricerca appena pubblicata l’esperto ha mostra che una molecola prodotta dal virus della mononucleosi, chiamata ‘EBNA2’,aggredisce le cellule proprio in corrispondenza dei geni che in numerosi altri studi sono stati collegati alle malattie autoimmuni.
Non si esclude che, per coloro che sono più a rischio di contrarre malattie autoimmuni, il virus della mononucleosi faccia scattare il grilletto favorendo la comparsa della malattia. In futuro, qualora si rendesse disponibile, un vaccino per la mononucleosi potrebbe divenire un utile ausilio preventivo per soggetti a rischio di malattie autoimmuni.
fonte: Nature Genetics…..
L’infezione da mononucleosi si è visto che è correlata alle patologie di tipo autoimmuni ma anche ai problemi intestinali come la sindrome del colon irritabile.
Tra le terapie che si stanno studiando e applicando, l’ozono terapia sembra dare più risultati nel disattivare il virus, sostenendo un’attività immunostimolante antivirale.
Prof Giuseppe Di Fede
La trasmissione di malattie metaboliche da madre a figlio è multifattoriale e include influenze genetiche, epigenetiche e ambientali. Lo studio
L’evidenza nei roditori, negli esseri umani e nei primati non umani supporta la premessa scientifica che l’esposizione all’obesità materna o alla dieta ad alta percentuale di grassi durante la gravidanza crea una firma metabolica duratura sul sistema immunitario infantile innato e il microbiota giovanile che predisporrebbe la prole all’obesità e Malattie metaboliche.
Nei neonati, i microbi gastrointestinali introdotti attraverso quelli della madre durante il periodo gestazionale, sono noti per la loro capacità di servire come induttori / regolatori diretti del sistema immunitario infantile.
I neonati hanno una capacità limitata per iniziare una risposta immunitaria. Così, la rottura della colonizzazione microbica durante il periodo neonatale precoce provoca reazioni immunitarie post-naturali interrotte che evidenziano il periodo neonatale come una finestra critica di sviluppo.
Sebbene i meccanismi siano poco compresi, aumentano le prove che suggeriscono come l’obesità materna o la dieta povera influenzino lo sviluppo e la modulazione del fegato infantile e di altri organi finali attraverso la comunicazione diretta attraverso il sistema portale, https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_portale la produzione di metaboliti, alterazioni dell’integrità della barriera intestinale e l’ematopoietico detto: “Asse cellulare immunitario”.
Questa revisione si concentrerà su come l’obesità materna e la dieta influenzino la composizione del microbiota dell’intestino infantile e come uno squilibrio o maladattamento nel microbiota, Compresi i cambiamenti nei primi microbi pionieristici, potrebbero contribuire alla programmazione del metabolismo della discendenza, con particolare attenzione ai meccanismi che promuovono l’infiammazione cronica nel fegato. https://www.imbio.it/il-benessere-viene-dallintestino/
La comprensione di questi percorsi e meccanismi spiegherà la nostra comprensione della programmazione dello sviluppo e può espandere la via delle opportunità per nuove terapie.
ABSTRACT
Studio originale: http://joe.endocrinology-journals.org/content/early/2017/07/27/JOE-17-0303
Esistono già numerosi Test creati a questo proposito, E’ nato anche un pacchetto di Analisi denominato: FERTILITYBIOME I TEST PER LEI&LUI “PER PREPARARSI AL CONCEPIMENTO”
GUARDA IL VIDEO https://quik.gopro.com/v/CivU3NseLe/
ANALISI MOLECOLARI PER UNA MEDICINA PERSONALIZZATA
Dal sodalizio fra IMBIOLab® e DyD Procreazione Naturalmente Assistita® sono nati i Test per la FERTILITA’ di Lei&Lui – Prevenzione, Cura e Sostegno a 360°
I Test Vengono effettuati test salivari, su feci ed urine allo scopo di individuare eventuali patologie intestinali in atto, oltre che per avere un quadro complessivo dello stato di salute generale.
I pacchetti di esame prendono in considerazione diversi indici infiammatori:
• Cortisolo, testosterone, zonulina, calprotectina, candida (per lui)
• Cortisolo, Dhea, zonulina, calprotettina, candida (per lei)
• Benessere intestinale (per entrambi)
• Cortisolo, testosterone, Alcat 25 (per lui)
• Cortisolo, Dhea, Alcat 25 (per lei)
• Resistenza insulina, celiachia (per entrambi)
• 4 Cortisoli, Dhea, Progesterone, Estradiolo, Testosterone, Estramet, Alcat 25 (per lei)
BIBLIOGRAFIA
1. Alterazione subclinica del microbiome cervico-vaginale nelle donne con infertilità idiopatica, Università di Trieste e IRCCS Burlo Garofolo, Trieste, STUDIO ORIGINALE
2. Alterazioni del microbioma possono causare prostatite e problematiche dell’apparato riproduttivo maschile, University of Missouri, STUDIO ORIGINALE
3. Toscano V., Sindrome dell’ovaio policistico, Manuale di Terapia delle Malattie Endocrine e Metaboliche, 2000, Andreani, Tamburano
4. Travaglini P., Malattie del Sistema Endocrino e del Metabolismo, 1997, Faglia G.
5. Gut Microbiome in Patients With Polycystic Ovary Syndrome, https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT02078505
6. A Cause of PCOS? Research Says Gut Bacteria Could be a CauseAnother Hidden Cause of PCOS Identified?, http://www. ovarian-cysts-pcos.com/pcos-causes-gut-dysbiosis.html
7. The Gut Microbiome Is Altered in a Letrozole-Induced. Polycystic ovary syndrome (PCOS), http://www.ncbi.nlm.nih. gov/pubmed/26731268 7
8. Potential Influence of the Microbiome on Infertility And Assisted Reproductive Technology, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/ pmc/articles/PMC4137456/
9. Il ruolo e l’influenza della flora intestinale nella patogenesi e gestione della sindrome metabolica e Obesità, http://www. ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3984999/
10. PCOS nel 2015: Nuove conoscenze sulla genetica della sindrome dell’ovaio policistico, http://www.nature.com/nrendo/ journal/v12/n2/full/nrendo.2015.230.html
11. PCOS e Il microbiota, http://familygutproject.blogspot. it/2012/06/gut-microbiota-and-pcos.html
12. I primi risultati provenienti dallo studio del microbioma umano, http://users.unimi.it/dmora/materiali/ANU2012/LezioneGuglielmetti2014.pdf
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È un trattamento curativo che utilizza ozono medicale, una miscela di ossigeno e ozono, per curare diversi tipi di patologie. Solitamente la miscela utilizzata è composta dal 99.99997% di ossigeno e dallo 0,00003% di ozono.
L’ozono è una molecola formata da tre atomi di ossigeno altamente reattivo ed instabile tanto che è tecnicamente impossibile da immagazzinare. Viene prodotto in situ solo per il trattamento da effettuare tramite apposite apparecchiature.
Gli effetti biologici dell’ozono sono molteplici. Tra i meccanismi più importanti troviamo:
L’ozono medicale può essere utilizzato sia per via locale che sistemica.
La somministrazione Locale è effettuata direttamente sulla sede del problema:
In genere si pratica un ciclo di 10 sedute, secondo il tipo di metodica utilizzata. Possono essere eseguiti a giorni alterni o una seduta a settimana. Inoltre a seconda della gravità del caso, si possono prospettare delle sedute di richiamo, o ulteriori cicli nell’arco dell’anno, per garantire la stabilità dei benefici. È una terapia che non induce i fenomeni di adattamento o di assuefazione e per di più l’effetto terapeutico si somma nel tempo.
L’ozonoterapia è compatibile con qualunque altra terapia, per cui il paziente può iniziare subito i trattamenti, senza pericolo di interazione con altri farmaci. Con il progredire dei miglioramenti sarà poi eventualmente possibile ridurre i farmaci assunti o eliminarli del tutto se non più necessari.
In molti casi il beneficio è percepibile sin dalla prima seduta. In genere i miglioramenti sono progressivi, seppur con alti e bassi: è necessario quindi un certo numero di sedute perché si stabilizzino. Può capitare che i miglioramenti siano così veloci che il paziente a volte è tentato di “mollare” la terapia prima del tempo; questo è tuttavia un errore, perché l’eliminazione del dolore o del blocco è solo una parte della terapia, e se vogliamo nemmeno la più importante: infatti occorre ancora lavorare sulla malattia cronica di base, anche se si sta bene, per consolidare nel tempo i benefici e impedire le recidive. Sin dalle prime applicazioni il paziente avverte un senso generale di benessere e di vitalità.
Molte modalità di applicazione dell’Ozonoterapia sono assolutamente indolori: si pensi alla insufflazione rettale, all’autoemoterapia, alle applicazioni locali tramite sacchetto, acqua o olio ozonizzati. Per la modalità iniettiva, tutto dipende dalla dose: iniziando con basse concentrazioni e piccoli volumi il fastidio è minimo (lieve bruciore e modesto arrossamento). Con le prime applicazioni può permanere subito dopo l’iniezione un senso di pesantezza o indolenzimento della parte che scompare a fine giornata. La concentrazione di ozono viene adattata caso per caso, secondo la sensibilità e la risposta del paziente.
Non esiste un’allergia all’ozono, in quanto non esiste l’allergia all’ossigeno. L’ozono è irritante solo se inalato (l’unica via esclusa dalla Ozonoterapia). I pazienti affetti da favismo non devono essere trattati con autoemoinfusione. I pazienti affetti da ipertiroidismo non controllato devono prima attendere la remissione del quadro clinico. Per precauzione, tale terapia non viene praticata in gravidanza. Al di fuori di questi pochi casi, non vi sono controindicazioni di sorta: Qualunque età e condizione patologica è compatibile con l’Ozonoterapia. Può essere applicata anche ai bambini come insufflazione rettale per stimolare il sistema immunitario.