Articoli

Tutto sul nostro settore


Aprile 5, 2015 Newsletter

Nuovo attesissimo incontro per l’Istituto di Medicina Biologica con la cittadina di Rovato, nel bel mezzo del paesaggio collinare della Franciacorta, organizzato in collaborazione con la Farmacia San Carlo il 23 aprile alle 20.30 presso la sala intitolata a Monsignor Zenucchini.

Tema della serata l’intolleranza al lattosio e la sensibilità al glutine e l’importanza del fare prevenzione a qualsiasi età. Argomenti che verranno appropriatamente esposti, frutto della quotidiana esperienza professionale, dal Prof. Giuseppe Di Fede e dal Dott. Sacha Sorrentino, rispettivamente direttore sanitario e biologo – nutrizionista di IMBIO ed IMGEP.

Ed è proprio grazie da IMGEP nella figura della dr.ssa Carassai che si riescono ad organizzare questi incontri rivolti al pubblico. Pubblico che giorno dopo giorno è in continuo aumento proprio per le risposte che vengono date presenziando a questi eventi.

Gli eventi sull’argomento, organizzati negli ultimi anni, hanno sicuramente fatto da apri pista ad un’impegnativa opera di sensibilizzazione nei confronti di intolleranze e alimentazione, ma soprattutto su quanto una dieta sana ed equilibrata possa aiutare a star meglio e a reagire più facilmente a tutti gli stress esterni a cui ogni giorno è sottoposto il nostro organismo.

Scarica la locandina Locandina Rovato2015 – A4

 



Aprile 5, 2015 Newsletter

L’8 e 9 maggio a Torino ospita Nutrisport, esperti a confronto sul tema nutrizione e attività sportiva. E’ organizzato dall’Ordine Nazionale dei Biologi, nella figura della dr.ssa Maria Teresa Caselli, in collaborazione con l’Università di Torino Dipartimento DBIOS. La stimata dr.ssa Caselli collabora con il nostro istituto ed è il punto di riferimento in Valle d’Aosta ed è stata ospite della trasmissione “La salute vien mangiando” , prodotta  per forza e volontà della drssa Carassai,  spiegando i radicali liberi, cosa sono e come si combattono con l’alimentazione.

Nella prima giornata il Dr. Giuseppe Di Fede  interverrà sul tema “Markers biochimici dell’infiammazione”

Mentre la seconda giornata è dedicata al tema INTOLLERANZA ALIMENTARE, METABOLISMO E SPORT saranno presenti:

“Disbiosi e sport: influenza del microbiota intestinale nella prestazione sportiva” (Dr. D. Iozzi – Biologo Nutrizionista)
“Intolleranze alimentari e sport, la strana coppia” (Dr. S. Sorrentino – Biologo Nutrizionista)
“L’intestino: punto nevralgico dell’infiammazione” (Dr. D. Orlandoni – Farmacologo, Consulente anti-aging IMGEP, Milano)

L’evento è accreditato  per tutte le figure sanitarie che parteciperanno con 9 CREDITI ECM.
Il costo è pari a 61 EURO iva inclusa.
Per iscriversi è necessario registrarsi sul portale www.formazione-sanitaria.it e poi seguire la procedura e le modalità di pagamento indicate sulla pagina.
Ricordo che il bonifico deve essere intestato a “D.SSA MARIATERESA CASELLI” e la causale indicata è la seguente: quota di iscrizione NUTRISPORT2015.
Vi invitiamo ad iscrivervi e partecipare numerosi

 

scarica locandina e programma qui:nutrisport11



Marzo 26, 2015 Newsletter

Continua il cammino di Imbio sulla lunga strada dello sport, nuovo obiettivo da raggiungere, portare il Verbano Calcio in vetta alla classifica, grazie ad un protocollo nutrizionale personalizzato. A tal proposito abbiamo intervistato Pietro Barbarito, il Presidente della F.C. Verbano Calcio ASD che della personale passione per il calcio ne ha fatto un mestiere.

Come ha avuto inizio la sua esperienza con Imbio?

La mia esperienza con Imbio inizia da paziente, grazie a cari amici di famiglia che mi hanno consigliato di rivolgermi all’Istituto di Medicina Biologica per un controllo di routine. E’ qui che sono venuto in contatto con il Prof. Giuseppe Di Fede che con grande professionalità mi ha seguito in tutto il percorso, aiutandomi a raggiungere risultati positivi

Cosa l’ha spinta a chiedere che Imbio si occupasse anche della sua squadra?

Sono stato spinto dai positivi risultati ottenuti personalmente, per questo ho voluto che i ragazzi della squadra si sottoponessero al Test Alcat e venissero seguiti dallo staff di Imbio, nella persona della Dott.ssa Cecilia Pedroni, dal punto di vista nutrizionale. Durante questo percorso, per cui è stato creato un protocollo medico ad hoc, tutti i ragazzi della squadra si sono sottoposti al Test Alcat e sono venuti a conoscenza di essere intolleranti a parecchi alimenti, ma soprattutto di quanto queste intolleranze fossero la causa di tutta una sintomatologia gastrointestinale e non solo che gli impediva soprattutto di rendere come si deve in campo

La squadra ha ottenuto risultati riscontrabili?

Certo, da quando hanno iniziato a seguire un regime alimentare sano e corretto ma soprattutto personalizzato come lo è appunto la “Dieta di Rotazione” conseguente ad Alcat Test, i ragazzi stanno molto meglio non hanno più quei fastidiosi problemi fisici ma soprattutto in campo sono diventati delle schegge. Siamo secondi in classifica, è questo per noi è un grande traguardo che ci premia del grande impegno e della passione che io e la squadra tutta mettiamo ogni giorno quando scendiamo in campo, che si tratti di una partita importante o di un semplice e quotidiano allenamento

Si sentirebbe ad oggi di consigliare Alcat Test a chi non lo conosce?

Naturalmente, già consigliato alla mia famiglia e agli amici più cari. Perchè dopo la mia esperienza e le esaudienti informazioni fornite dallo staff Imbio, posso tranquillamente dire di quanto una sana e corretta alimentazione sia la risoluzione di molte patologie


Marzo 20, 2015 Newsletter

Il cortisolo, ormone steroideo prodotto dal surrene, rappresenta un fondamentale indicatore di stress. Nonostante si tratti di un parametro facilmente misurabile nella saliva e relativamente poco costoso, dotato di importanti studi a sostegno in particolare per chi si occupa di anti-aging, il cortisolo non riscontra purtroppo l’interesse medico che merita.

Non essendo mia abitudine volermi attribuire meriti che non mi appartengono, voglio subito chiarire che l’intuizione legata all’importanza di questa sostanza risale ai primi lavori sullo stress prodotti dal grande scienziato H. Selye rintracciabili sin dai suoi primi studi degli anni ’30 e proseguiti per tutto il corso della sua inimitabile carriera di scienziato-filosofo.

La misurazione dei valori di cortisolemia salivare, può essere effettuata in corrispondenza dei picchi riscontrabili in quattro fasce orarie giornaliere alle ore 7-13-17e 23, offrendoci la possibilità di dare una valutazione e grazie ad essa motivazione di tutta quella sintomatologia estremamente variegata in cui tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo ritrovati ad incappare: depressione, disbiosi, allergie/intolleranze, sindrome della stanchezza cronica, diabete/insulino resistenza, ipertensione, osteoporosi, sindrome metabolica, ansia, acidosi metabolica, stipsi, stress ossidativo…..persino lo sportivo attento alla performance dovrebbe monitorarlo con scrupolo per prevenire infortuni, superallenamento o scarsa competitività.

Nel tempo elevati livelli di cortisolo non sono altro che la risposta di adattamento del nostro organismo ad una condizione di stress proveniente dall’ambiente esterno e quindi una chiara relazione di causa-effetto grazie al legame indissolubile esistente tra lo stress e i livelli di cortisolo: all’aumentare del primo, sale il secondo; al protrarsi dello stress, i livelli di cortisolo tendono a diminuire con una tempistica differente per ognuno di noi, generando la condizione peggiore, cioè quella di esaurimento surrenalico.

All’ipercortisolemia sono sempre associate due condizioni base: acidosi metabolica e iperglicemia.Nel primo caso occorre riflettere su come minuscole variazioni di ph intestinale, possano produrre importanti alterazioni nella composizione del microbiota (flora batterica).

Nel secondo caso invece, va sottolineato che le variazioni, anche se minime, di ph intestinale rappresentino un evidente fattore di rischio in relazione all’insulino resistenza prima e a lungo andare al diabete di tipo II, soprattutto in soggetti che presentano un patrimonio genetico a rischio.

Infine, ricordando sempre che “Chi non conosce il cibo non può capire le malattie dell’uomo” (Ippocrate di Koos), va sottolineato come anche in questo caso le abitudini alimentari rappresentino un fattore fondamentale nel determinare i valori del cortisolo: una dieta ricca di proteine animali è in grado di produrre un suo innalzamento, così come una dieta ricca di zuccheri semplici ne produce una brusca variazione verso l’alto, a seguito dell’ipoglicemia indotta dalla risposta insulinica.

Insomma, ancora una volta, siamo di fronte ad un parametro di vecchia data, il cui significato si è ormai solidificato nel tempo al punto dal vedere sciamare interesse a riguardo e di conseguenza la considerazione da parte degli operatori sanitari. Appunto uno di quei casi che come diceva lo stesso Selye: “Ciò che frena la nostra ricerca non è ciò che non sappiamo o la mancanza di strumenti per investigare, piuttosto ciò che sappiamo e che non mettiamo in discussione”.

 



Marzo 19, 2015 Newsletter

Il Ginseng, il cui nome botanico è Panax Ginseng, è una pianta appartenente alla famiglia delle Araliaceae. Innumerevoli sono le sue proprietà; già il nome la dice lunga, infatti Panax deriva dal greco pan-axos e significa letteralmente “che guarisce tutto”. In cinese il termine ginseng deriva dalla parola “ren sheng” che significa uomo-radice, sottolineando l’effetto positivo sul corpo umano. Questa pianta cresce soprattutto in Asia Orientale ed in Nord-America. Ci sono diverse specie di ginseng ma la più nota e studiata è il Panax. Le parti nobili della pianta sono senza dubbio le radici che ricche di vitamine, oli essenziali, ginsenosidi (sostanza antiossidante) conferiscono al ginseng virtù e proprietà benefiche per l’organismo.

Le Vitamine del gruppo B presenti nel ginseng hanno un’azione specifica benefica sulla pelle e sul sistema nervoso; in particolare la Vitamina B12 gioca un ruolo importante nella formazione dei globuli rossi da parte del midollo osseo. Discreti i livelli di Vitamina C ed E, importanti antiossidanti e di Vitamina F necessaria per combattere i disturbi mestruali (inoltre in gravidanza la Vitamina F favorisce lo sviluppo del feto e le contrazioni durante il parto).

La radice del ginseng è un tonico potentissimo per tutto l’organismo: diversi studi hanno dimostrato come il ginseng influisca positivamente sul rilascio del cortisolo (ormone che migliora la risposta agli stress psicofisici stimolando la funzionalità del sistema nervoso). Il ginseng quindi rende l’organismo più resistente, riducendo i danni causati da agenti patogeni o appunto dallo stress. In generale, la sua grande abilità è quella di ripristinare il giusto equilibrio nell’organismo, aumentando le capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali ed infatti tale pianta viene considerata una dei più efficaci “adattogeni” conosciuti. È in grado di potenziare le difese immunitarie e migliorare le capacità fisiche e mentali. Note sono anche le sue qualità afrodisiache in quanto il ginseng stimola la produzione di ossido nitrico, sostanza con effetto vasodilatatore.

Numerosi studi hanno evidenziato i benefici del ginseng anche sui diabetici: tale pianta ha proprietà ipoglicemizzante, infatti i ginsenosidi sembrano favorire la sintesi di insulina ed aumentare la produzione di trasportatori del glucosio nel fegato; i panaxani (polisaccaridi contenuti nel ginseng) sembrano invece diminuire la sintesi di glucosio a livello epatico ed aumentare il suo utilizzo nei vari tessuti.



Marzo 17, 2015 Newsletter

Ritorna il format tv “La Salute Vien Mangiando”,il frutto della ormai consolidata e preziosa esperienza del Prof. Di Fede e della dott.ssa Paola Carassai, due stimati professionisti in campo medico. 17 milioni di persone in Europa soffrono di qualche forma d’intolleranza alimentare. Significa che un numero altissimo d’individui, ogni giorno, deve fare attenzione a quello che mangia e che beve, per evitare di scatenare una serie di disturbi e fastidi di varia natura.

Un dato incredibile che da solo basta a spiegare la determinazione che ci guida a trovare nuovi modi per arrivare a tutti e diffondere quelle “buone pratiche alimentari” che rendono la vita di un soggetto che soffre d’intolleranza alimentare un po’ meno difficile.

Questi sono i dati confermati per le nuove messe in onda:

  • ODEON Nazionale Canale 177 e 5177 su Martedi ore 19:20
  • RTI CALABRIA CANALE 12 Domenica 12:30 e in replica il mercoledì 12:30 e il venerdì 16:30
  • TVRS MARCHE Canale 111 DTT  Lunedì alle 22,15    /  Domenica ore 20,15
  • QUARTA RETE Piemonte: Domenica  alle 19:15

Queste sono le pillole che andranno in onda nelle prossime settimane e i protagonisti:

PUNTATA 1 :   Intolleranze alimentari –  Ospiti: Dott. Di Fede – Dott. Alessio Tosatto
PUNTATA 2 :   Benessere Intestinale –  Ospiti: Dott.ssa Aymerich – Dott. Stimolo
PUNTATA 3 :   Genetica  –  Ospiti: Dott.ssa Barbieri Jessica – Dott. Sacha sorrentino
PUNTATA 4 :   Intolleranza al lattosio –  Ospiti:  Tiziana Colombo – Dott.ssa Barbieri
PUNTATA 5 :   Parliamo di Olio  –  Ospiti: Dott.Tosatto – Antonio Roversi – Antonella Roversi
PUNTATA 6 :   Benessere intestinale –    Ospiti: Dott. Orlandoni
PUNTATA 7 :   Intolleranza al nichel –  Ospiti: Stefano Quirici  – Tiziana Colombo
PUNTATA 8 :   Intolleranze in cucina –     Ospiti: Roberto Carcangiu   –  Sonia Re  di Apci
PUNTATA 9 :   Parliamo di olio con Olitalia –     Ospiti: Dott.ssa Daniela Natale – Tano Simonato
PUNTATA 10 : Lattosio  –  Ospiti: Dott. Sorrentino   – Giovanni Minelli  di Malandrone 1477
PUNTATA 11 : Intolleranza al nichel –  Ospiti: Dott.ssa Barbieri – Tiziana Colombo
PUNTATA 12:  L’esperienza personale di Tiziana Colombo con la Dr.ssa Carassai


Febbraio 25, 2015 Newsletter
Riportiamo e commentiamo l’intervista fatta al Dr. Alberto Mantovani, direttore di reparto dip. sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare (Spvsa) – tossicologia alimentare e veterinaria, Istituto superiore di sanità.
Che cosa sono gli interferenti endocrini (Ie) e quali i loro meccanismi d’azione?

Sono un gruppo eterogeneo di sostanze in grado di alterare il funzionamento del sistema endocrino con meccanismi diversi (recettoriali, metabolici ecc.). I principali bersagli dei loro effetti sono l’omeostasi degli steroidi sessuali e della tiroide, dunque la salute riproduttiva e lo sviluppo.

Quali sono i principali Ie e quali sono le fonti di assunzione per l’uomo?
Molte sostanze di origine antropica sono Ie: composti alogenati che si bioaccumulano e interferiscono con gli steroidi sessuali, come le diossine, che hanno un effetto antiestrogeno e i policlorobifenili (PCB). Poi ancora diversi pesticidi e biocidi (per esempio etilene-bisditiocarbammati) e composti industriali (come ritardanti di fiamma polibromurati) che hanno un’azione tireostatica.
Sono Ie anche alcune sostanze naturali: lo zearalenone, una micotossina contaminante dei cereali, ha un’azione estrogenica simile. Lascia ancora dei dubbi l’esposizione a dosi elevate di fitoestrogeni come isoflavoni e lignani, durante la gravidanza o la prima infanzia: sono infatti deboli agonisti del recettore estrogeno beta e sono presenti anche nella soia, ingrediente base di integratori e latti artificiali.
Una delle fonti di esposizione per l’uomo sono le matrici alimentari, soprattutto se ricche di grassi (per es., certi tipi di pesci), dove i vari Interferenti Endocrini (IE) si possono accumulare.

Quali sono le categorie più a rischio e quali sono le patologie associate?
La gravidanza e l’infanzia sono le fasi più a rischio, anche se spesso gli effetti si manifestano a lungo termine, e possono variare con il sesso e l’età in cui è avvenuta l’esposizione. Il WHO segnala che l’esposizione può aumentare il rischio di patologie riproduttive, disturbi comportamentali nell’infanzia, fino a diabete e alcuni tipi di cancro (testicolo, mammella).

Va poi considerato che dosi molto basse di diversi IE con la stessa azione, possono sommare i loro effetti fino ad indurre un effetto tossico significativo.

Quali sono i comportamenti corretti per ridurre il rischio?
Secondo il Decalogo per i cittadini sugli IE pubblicato dall’ISS e dal Ministero Ambiente è opportuno minimizzare l’esposizione alle fonti: usare contenitori in plastica o stoviglie integri, secondo le modalità previste dal produttore; limitare il consumo di alimenti che possono accumulare IE e il contatto dei cibi con carta oleata o pellicole. Inoltre bisogna fare attenzioni ai metodi di cottura (eliminare parti carbonizzate che contengono idrocarburi policiclici aromatici); limitare il consumo di cibi affumicati ed evitare il ristagno dei fumi in cucina e della polvere negli ambienti chiusi; per i bambini, variare la dieta e assicurare un apporto adeguato di vitamine e microelementi con effetto protettivo.

Aggiungiamo che un controllo sul qualità della composizione corporea, eseguendo un test sui capelli, mineralogramma, ci indicherà la percentuale di minerali presenti nei tessuti, la possibilità di riscontro di metallo pesanti potenzialmente tossici.

Un controllo sulla qualità della flora batterica dell’intestino, ci orienterà sul grado di Disbiosi intestinale, e sulla possibilità di correggere l’alimentazione.

Il test su possibili intolleranze alimentari ( ALCAT Test) segnalerà le possibili incompatibilità di alcuni alimenti indirizzando il nutrizionista specialista sul tipo di dieta da seguire per evitare infiammazioni e possibili malattie derivanti da contaminati alimentari. Il test ALCAT analizza anche intolleranze a sostanze chimiche presenti negli alimenti oltre che a conservanti e additivi alimentari.

Valutazione e integrazione sono alla base dei percorsi di prevenzione individuale e personalizzata.



Febbraio 20, 2015 NewsletterRASSEGNA STAMPA
Vi presento la nuova rubrica che terrà il Prof. Di Fede sulla rivista Italia a Tavola. Parlerà di salute e benessere, alimentazione e nutrigenomica. Il primo articolo tratta una delle intolleranze che colpisce maggiormente la popolazione mondiale: l’intolleranza al lattosio
La diagnosi di intolleranza al lattosio, si può fare sin dai primi giorni di vita, grazie alle nuove procedure diagnostiche; i vantaggi del risultato corrispondono a benefici in termini di salute da parte del paziente

Il latte è un componente fondamentale della dieta dei Paesi occidentali e la sua tollerabilità da parte dei diversi individui non è assoluta. Alcuni soggetti suscettibili dopo l’introduzione di latte, in forme diverse, lamentano la comparsa di sintomi addominali che scompaiono con l’astensione dall’assunzione dell’alimento stesso e la cui intensità generalmente varia in funzione della quantità di latte assunto configurando il quadro di intolleranza al lattosio o deficit di lattasi, l’enzima che serve alla digestione del lattosio stesso.

leggi l’articolo



Febbraio 13, 2015 Newsletter

Finalmente è arrivato il gran momento e io sono molto emozionata! Si parlerà di intolleranze anche su un canale Rai.

Ho ricevuto un invito per trattare la tematica delle intolleranze alimentari in cucina, per questo parteciperò alla videochat online del TG1 online mercoledì 18 febbraio alle ore 14.15 condotta dalla giornalista Anna Scafuri. 

Sono pronta ad ascoltare tutte le domande relative alle intolleranze in cucina per sciogliere i vostri dubbi e sfatare i falsi miti che avvolgono il mondo delle intolleranze alimentari.

Per qualsiasi chiarimento sintonizzatevi davanti al computer sul canale RAI del TG1 online alle 14.15 e contattatemi durante la diretta.

Nonna Paperina vi aspetta numerosi!


Copyright by IMBIO 2017. All rights reserved.